Un’occasione per ricordare chi ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e per riflettere sul valore delle scelte che, ogni giorno, possono contribuire a costruire comunità più giuste e libere dalle mafie. Ne parleremo il 5 settembre, anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo, a Crevalcore (BO) presso la Sala Ilaria Alpi – Via Persicetana n. 226.
Il Comune di Crevalcore e gli altri Comuni dell’Unione Terre d’Acqua, insieme a Open Group e in collaborazione con Avviso Pubblico, la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore e il gruppo di Cammino di Crevalcore, propongono una serata dedicata al rapporto tra donne, antimafia, tutela dell’ambiente e impegno per il bene comune, all’interno del progetto Liberiamoci dalle mafie – parte IV.
17.30 – Partenza della Camminata di legalità e memoria (a cura del Gruppo di Cammino di Crevalcore)
Ritrovo presso la Sala Ilaria Alpi – Via Persicetana 226.
18.00 – Arrivo in Via Angelo Vassallo
Momento commemorativo e deposizione di fiori da parte dei rappresentanti delle Istituzioni e dei Comuni di Terre d’Acqua
18.30 – Rientro in Via Persicetana 226 e inizio dell’incontro in Sala Ilaria Alpi
Con la presenza e la testimonianza di Sabrina Matrangola, figlia di Renata Fonte.
Video narrazione di storie di donne che hanno fatto tremare le mafie a cura di Libera Radio Educational di Open Group
Attraverso la voce di Sabrina Matrangola, figlia di Renata Fonte, sarà possibile avvicinarsi alla storia di Renata Fonte, conoscerne il coraggio e l’impegno e riflettere su quanto le sue scelte continuino a parlare al presente e, soprattutto, alle nuove generazioni. Nel corso dell’incontro saranno inoltre proposti video e letture dedicate a donne che hanno scelto di dire no alle mafie e alla violenza, tra cui Felicia Impastato e Franca Viola.
A dare ulteriore spazio alle giovani generazioni saranno le testimonianze e le domande di alcuni studenti che hanno partecipato ai percorsi e al Viaggio della Legalità promosso dai Comuni di Anzola dell’Emilia e di Sala Bolognese.
Sarà un incontro per parlare di memoria, ma soprattutto di scelte. Perché le storie di Renata, Angelo, Felicia e Franca ci ricordano che la legalità non è soltanto una parola o un principio astratto: è la capacità di prendere posizione, di difendere ciò che appartiene a tutti, di prendersi cura dei luoghi in cui viviamo e di immaginare un futuro diverso. Ogni giorno e in ogni gesto.
Custodire la bellezza significa difendere il futuro.