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Coscienze Inquiete. Una trilogia di video-animazioni con Libera

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Sono frutto della collaborazione tra una delle testate giornalistiche edite da Open Group, Libera Radio, e l’associazione Libera Emilia-Romagna. Si tratta di una trilogia di brevi format di informazione prodotti con diverse tecniche di animazione e pensati soprattutto per i giovani delle scuole, parti integranti del più ampio progetto di educazione per la legalità – il titolo è Coscienze Inquiete – promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.
Il primo dei video, realizzato con le tecniche dell’info-scribing animato, si intitola Per il bene comune e prende in esame il percorso storico – dall’intuizione di Pio La Torre fino alla legge 109/96 voluta da Libera – che dalla confisca dei beni ai mafiosi approda al loro riutilizzo per fini sociali.

Il secondo della trilogia, Per la dignità del lavoro, sintetizza le modalità attraverso le quali l’economia criminale nega i diritti fondamentali dei cittadini. Le mafie lucrano, si infiltrano e si radicano grazie anche alla collusione di imprenditori che si mettono a disposizione delle cosche per proprio interesse personale favorendone l’entrata nell’economia legale. Si creano così contesti in cui ai lavoratori e ai cittadini vengono negati i diritti fondamentali, sistemi criminali che devastano i settori imprenditoriali dei territori. Per contrastare questi fenomeni, crescono però anche le tutele poste dai protocolli d’intesa per prevenire l’ingerenza delle mafie nell’economia, per una maggiore legalità e trasparenza negli appalti e nelle concessioni di lavori pubblici. Ma il dilagare dell’illecito, è il messaggio lanciato ai giovani, dipende soprattutto dall’attenzione al territorio in cui viviamo.

Al fenomeno del gioco d’azzardo è infine dedicato Per rimettersi in gioco, il terzo video di animazione su un settore economico che, in Italia, registra ogni anno una spesa media di oltre 1.500 euro pro capite, milioni di cittadini che per tentare la fortuna divengono anche consumatori abituali e patologici. Un business da 90 miliardi di euro l’anno, larga parte dei quali giocati su slot e videolottery. Solo il 10% finisce nelle casse dello Stato ma quasi il 20% è stimato appannaggio delle mafie.
Quella del gambling, racconta il video, è una storia di appetiti criminali, giocatori e sale slot, di distributori e concessionari. Soprattutto, la storia di una volontà di costruire architetture pensate per creare dipendenza e patologia.


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