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Una caccia al tesoro per parlare di affido e accoglienza familiare

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Il grande sipario con il logo della campagna Bologna a braccia aperte svetta sull’arco d’ingresso di via del Pratello 53. C’è aria di festa al Centro per le Famiglie di ASP.
Un tavolo pieno di volantini, nastri colorati e pennarelli accoglie le persone che un po’ alla volta arrivano per partecipare all’evento. Tante le famiglie, i bambini, le operatrici e gli operatori che gironzolano nel cortile interno dell’ex circolo Pavese.

Molti giovani, che si apprestano a fare il loro aperitivo nei tanti bar che ci sono lungo la strada e incuriositi dal via vai di persone, si fermano per chiedere cosa sta succedendo. “E’ la festa del Centro per le Famiglie, giochiamo e parliamo di affido familiare”, risponde una delle operatrici ASP all’ingresso della sala.

Bologna a braccia aperte è la declinazione che a livello locale, Open Group insieme ad ASP Città di Bologna, al Comune di Bologna e all’associazione Amiss, ha fatto della campagna regionale A Braccia aperte, avviata nell’autunno del 2015, sull’affido e l’accoglienza familiare.

L’apertura del pomeriggio è affidata ai padroni di casa ASP: a Gianluca Borghi amministratore unico e Chiara Labanti, responsabile del Centro per le Famiglie.

Possiamo dire con orgoglio che Bologna ha davvero aperto le braccia, rispondendo all’urgenza di bambini e bambine della nostra città, che avevano bisogno di essere accolti. Abbiamo scommesso sulla disponibilità dei bolognesi e abbiamo vinto”, commenta Borghi e i dati lo sostengono: dall’inizio della campagna sono circa 250 le persone che hanno contattato il Centro per le Famiglie, 106 gli affidi già registrati nei primi sei mesi del 2017  tra affido a tempo pieno o part-time (attualmente sono coinvolte circa 80 famiglie).

Una crescita importante che ha portato anche all’incremento dei corsi di formazione che ASP dedica a chi decide di partecipare a questo tipo di percorso: solo nel primo semestre di questo anno i corsi sono stati quattro con 104 partecipanti in tutto.

“Questi dati ci dicono che è stato fatto un buon lavoro. Tutti gli operatori del Centro hanno trovato in questa campagna e nella disponibilità delle persone, nuovi stimoli e nuove motivazioni per andare avanti”, conclude Labanti.

La disponibilità delle persone ha reso possibile un simile traguardo, ribaltando una situazione che negli anni precedenti era totalmente diversa: “Bologna è stata a lungo il fanalino di coda per quanto riguarda l’accoglienza familiare rispetto alle altre città della regione”, sottolinea la vicepresidente della Regione Emilia-Romgna Elisabetta Gualmini e continua “dopo la campagna la situazione si è ribaltata. Ci sono tante persone che hanno deciso di mettersi in gioco, dimostrando che è possibile aiutare l’altro anche con poco”.

E visto che si tratta di mettersi in gioco, al termine dei saluti istituzionali tutti i presenti si sono divisi in squadre per partecipare alla grande caccia al tesoro del Centro per le Famiglie, mentre i più piccoli hanno colorato, dipinto e creato con oggetti di riciclo nel laboratorio allestito per loro negli spazi del Prat.

Il saluto finale è stato affidato invece alle crescentine preparte per l’occasione dai  volontari Auser.


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