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Che aria si respira alla Rupe?

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La Rupe femminile è una delle nostre comunità, dove la vita continua.

La Rupe femminile è una delle nostre comunità, dove la vita comunque continua. Che aria si respira in questi giorni?
Ecco l’intervista alle ospiti e le foto che la comunità nel suo insieme ci ha inviato.

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Le misure adottate come hanno cambiato la routine e le vostre abitudini?
“La nostra routine non è cambiata più di tanto se non per il fatto che chi poteva uscire ora non può più farlo. Anche tra di noi non si è stravolta la situazione; cerchiamo si, di rispettare le regole per quanto riguarda il contatto fisico, ma comunque essendo in tanti e vivendo tutti insieme alcune volte non è facile tenersi a distanza. Un’abitudine di questo periodo, che prima non avevamo così spesso, è quella di lavarci le mani e tenere le mascherine mentre lavoriamo o siamo in ambienti chiusi”.

Qual è l’aspetto più faticoso di questo periodo?
“Non sapere come affrontare la situazione, perché ogni giorno ci sono diverse disposizioni e non riusciamo ad avere troppo chiara la situazione. Anche il non poter fare le piccole cose che facevamo di solito come una semplice passeggiata, una stretta di mano, un abbraccio o il mangiare divisi è strano”.

Ci sono anche degli aspetti positivi?
“Uno degli aspetti positivi è sicuramente quello che viviamo molto di più il quotidiano tutte insieme approfittando degli spazi all’aperto e giocando per esempio a carte o a monopoli. Leggiamo anche di più.  Sicuramente questa situazione di difficoltà per tutti può essere una buona occasione per fermarsi e riflettere sul valore dello stare insieme, il valore della famiglia e il godersi la semplicità delle piccole cose senza dare ogni cosa per scontato”.

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Siete preoccupate?
“Siamo preoccupate per i nostri familiari e per le persone a noi care. Sicuramente noi qui ci sentiamo protette, in quanto isolate. In linea più generale, invece, ci spaventa come potrebbe essere la situazione futura e se potrà reggere l’economia italiana e il mondo lavorativo per noi già complicato da raggiungere”.

Provate a trovare tre parole che possano definire questo periodo.
“Stanchezza, riflessione e preoccupazione”.

Questa emergenza ha cambiato la vostra visione della vita?
“Sicuramente questa situazione fa riflettere sul fatto che la vita è breve e non bisogna dare nulla per scontato. La salute per esempio in questo momento è già tanto, se non tutto. Fino ad ora l’avevamo vista come una cosa scontata, una normalità, e in più occasioni l’abbiamo mandata per nostra volontà a p*****e.  Questa situazione ci fa quindi pensare che dovremmo viverci le giornate al meglio senza doverci sempre lamentare di qualcosa ogni giorno”.

Ritenete che come società ne usciremo rafforzati o indeboliti?
“Credo che economicamente ne usciremo indeboliti, ma come comunità umana rafforzati. Infatti, oltre all’abbassamento dell’inquinamento, ora ci sentiamo più uniti e uguali che mai nel vivere la stessa situazione. Mentre i nostri antenati dicevano che avevano vissuto la guerra noi potremo dire che abbiamo passato il Coronavirus. È però fondamentale che tutti noi seguiamo le regole per poter dare un futuro ai nostri figli e al mondo in cui viviamo”.

Come state vivendo la mancanza di contatto (tenere le distanze, non potersi dare la mano…)?
“Non sempre riusciamo a tenere le distanze o non avere contatto fisico perché vivendo tutti insieme facciamo fatica. Ogni tanto infatti sfugge qualche abbraccio, ma cerchiamo di stare attente”.

Finita l’emergenza quale sarà un’abitudine che riprenderete?
“Quando finirà questa emergenza vorremo riprendere ad uscire e vedere i nostri parenti”.


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