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Il digital coaching nella disabilità

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Ti raccontiamo la figura deə Digital coach e il suo lavoro di facilitazione e miglioramento nella quotidianità delle persone con disabilità.

La figura del/della Digital Coach

I e le Digital Coach aiutano le persone con disabilità a far emergere le proprie potenzialità, passioni e competenze tramite l’utilizzo di un supporto digitale. L’obiettivo del loro lavoro, basato sul dialogo e sull’implementazione di una serie di attività, è facilitare o migliorare l’autonomia della persona. Lavorare sull’autonomia significa mettere le persone in una condizione di maggiore autodeterminazione, anche nell’ottica di una possibile vita indipendente.

All’interno della nostra cooperativa sono presenti un totale di 10 Digital Coach, attivә in diversi centri: Marakanda, Maieutica, Montebello, Il Borgo, Gruppo Verde e Easy to live.

La pandemia, dalle stanze digitali a quelle multisensoriali

Le stanze digitali sono nate nel periodo di lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19. Come funzionavano, esattamente? Gli e le ospiti dei nostri centri che accolgono persone con disabilità, insieme alle loro famiglie, partecipavano a momenti di socialità tramite videochiamata e interagivano con persone di altre strutture e con ə nostrə Digital Coach. L’obiettivo delle stanze digitali era ed è quello di ridurre le distanze e mantenere vive le relazioni attraverso proposte operative: laboratori artistici, letture, quiz, tutorial, lezioni di attività motoria, spazi di confronto rispetto alle proprie emozioni. Durante questo periodo ə utenti hanno anche potuto utilizzare Q Diary, un diario digitale nel quale condividere esperienze, sensazioni e momenti significativi della propria quotidianità.

In seguito al lockdown è emersa l’esigenza di sperimentarsi e di sperimentare il sé, il mondo e la socialità in modi alternativi. È proprio da questo bisogno, da questa urgenza, che è nata la stanza multisensoriale o stanza Snoezelen nel nostro centro diurno per disabili di Borgonuovo.

La stanza Snoezelen è un ambiente multisensoriale fornito di stimoli controllabili e modulabili.  Si tratta di un ambiente controllato: un’oasi dove sentirsi al sicuro, un luogo privo di minacce,  uno spazio in cui vivere un’esperienza totale, un’esperienza rivolta alla persona nella sua globalità. Il metoodo Snoezelen lavora con i sensi primari, e attraverso questi ambisce a nutrire il processo di significazione e di conoscenza del sé. Effetti di luce, suoni, gusti, odori, forme, oggetti e superfici diventano così parte di un vero e proprio approccio riabilitativo.

Foto della stanza multisensorisale nel centro di Borgonuovo. La stanza è buia, illuminata da luci secondarie blu e rosse provenienti da lampade e proiettori. Al centro è vuota e ai lati sono presenti lampade e divani.

In cosa consiste il lavoro di Digital Coach?

Il rapporto tra il o la Digital Coach e la persona con disabilità si sviluppa in tre fasi. Ognuna di questa ambisce a a semplificare, o a rendere possibili, delle azioni ritenute importanti nella quotidianità della persona stessa. Fare la spesa in autonomia, ordinare la colazione al bar e comunicare i propri bisogni efficacemente sono solo alcuni esempi di azioni che si possono affrontare nel percorso di digital coaching.

  • Osservazione: tramite il dialogo e un progetto educativo costruito sui bisogni della persona, l’operatore o l’operatrice intercettano le capacità, le attitudini e le passioni della persona. L’educatorə digitale sviluppa il percorso di alfabetizzazione digitale dando centralità a tutti questi aspetti. Dopo la fase di osservazione, il o la Digital Coach presenta alla persona alcuni strumenti digitale.
  • Valutazione delle preferenze: a questo punto lə Coach individua tool, app, software e dispositivi accessibili e utili alla persona. Nel caso di una persona non verbale, per esempio, è molto frequente l’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), un approccio alternativa alla comunicazione verbale che aiuta la persona a esprimersi in modo più efficace nella propria quotidianità. Esistono diversi tipi di app e di software per la CAA. Symwriter, ad esempio, utilizza il CAA per agevolare la lettura di libri attraverso l’utilizzo delle immagini; Let me talk, invece, si basa su elementi grafici che vengono letti ad alta voce da un’intelligenza artificiale, così da aiutare la persona non verbale a esprimere le sue necessità o i suoi pensieri più chiaramente.
  • Progettazione e monitoraggio: nella progettazione di ogni percorso di digital coaching è fondamentale stabilire obiettivi raggiungibili e utili. Durante la fase di monitoraggio, ə educatorə valutano i progressi e stabiliscono nuovi obiettivi.

Alla base del lavoro di ogni Digital Coach ci sono la coesione del team e la condivisione di informazioni, esperienze e buone pratiche. Condividere le sfide e i risultati di ogni percorso aiuta operatrici e operatori a crescere sempre di più a a costruire percorsi che possano davvero fare la differenza.


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