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Rupe Femminile, un percorso verso una vita nuova

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Senza Veli: La nuova rubrica a cura di HOPS! In questo articolo ci porta alla scoperta della comunità Rupe Femminile

 

Scavare, scoprire, spogliare, sorprendere. Benvenuti nella nuova rubrica “Senza veli”, tenuta dalla redazione giornalistica di HOPS! – Human Open Space, il laboratorio diffuso di Open Group che sperimenta un nuovo modello di inserimento lavorativo di persone con fragilità.

Uno spazio per raccontare la cooperativa dietro le quinte, descrivendo quello che c’è da un punto di vista diverso, attraverso interviste, articoli, fotografie, video, podcast. Iniziato a settembre 2019, il progetto HOPS! si basa su un ribaltamento di prospettiva: e se quelle che di solito vengono considerate difficoltà fossero invece una risorsa?

Così lo scrittore Gianluca Gallerani e il giornalista Luciano Bonazzi si stanno sperimentando nelle nuove tecniche di comunicazione, mettendo sotto la loro lente d’ingrandimento i vari servizi di Open Group, per raccontarli senza veli.

Rupe Femminile, un percorso verso una vita nuova

di Gianluca Gallerani

E però leva sù: vinci l’ambascia

con l’animo che vince ogne battaglia,

se col suo grave corpo non s’accascia.

(Dante, Inferno, XXIV, 52-54)

La Rupe femminile è aperta dal ‘93, è una comunità terapeutica residenziale che accoglie donne con o senza figli, con problemi di dipendenza patologica. Il trattamento prevede programmi personalizzati, commisurati alle risorse e alle esigenze della persona, e può durare indicativamente fino ai  24 mesi.

“Ad oggi abbiamo 12 ospiti adulte di età compresa fra i 21 e i 48 anni, e 6 bambini”, ci spiega Maddalena Cornacchini, educatrice, che da cinque anni lavora nella struttura. “Le giornate seguono   una routine, con la sveglia alle sette, la colazione e la pulizia delle parti comuni. Di mattina ci sono poi le attività occupazionali (ergoterapiche), e al pomeriggio i gruppi terapeutici, i quali consentono alle ragazze di ragionare su loro stesse e di affrontare al meglio le dinamiche di comunità”.

Al centro si può accedere attraverso gli invii dei SerdP e  Servizio Sociale minori.

La gestione della quotidianità e il vivere in un contesto relazionale complesso è punto cardine della proposta comunitaria. Alternare impegni concreti e attività terapeutiche specifiche, permette alla persona di riacquisire un equilibrio psicofisico e raggiungere un reinserimento socio-lavorativo adeguato

In collaborazione con la comunità Rupe Maschile, vengono inoltre realizzati programmi per coppie con entrambi i partner tossicodipendenti. Il programma per le coppie prevede una prima parte di intervento sui due partner separatamente, al fine di interrompere le dinamiche di dipendenza che si instaurano all’interno della coppia stessa, per poi procedere a un graduale ricongiungimento nella fase successiva del programma.

“Ci sono tante  storie che mi hanno colpito”, conclude Maddalena. “Sono molto orgogliosa di come stiamo procedendo: qui si impara ad affrontare i momenti di difficoltà. Mi viene in mente, ad esempio, una ragazza che consumava eroina, e aveva abbandonato il percorso terapeutico. Dopo tanti anni, è tornata con una motivazione diversa. Ha fatto il suo percorso annuale, fino all’autonomia per uscire. Poi doveva cercare un’occupazione, in un momento difficile come questo: grazie agli strumenti che le abbiamo fornito è riuscita a trovare lavoro, raggiungendo cosi gli obiettivi previsti dal percorso di cura.


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