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Una giornata a Casa Rupe

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Qualche tornante e una ripida salita ti portano in cima alla collina che guarda la valle del Reno. Siamo a pochissimi chilometri dal centro di Sasso Marconi, nell’Appennino bolognese, e a godere del panorama che si apre dalla terrazza dell’appartamento Casa Rupe sono sei ragazzi ospiti della struttura: giovani richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria. La Casa è infatti un servizio Sprar Vulnerabili DM/DS (disagio mentale/ disagio sanitario) che accoglie migranti con problemi di dipendenza. Open Group, che gestisce la struttura all’interno del Consorzio l’Arcolaio, ha inaugurato il servizio un anno fa.

Casa Rupe sorge di fianco alla struttura Rupe Maschile – sempre gestita da Open Group – che da trent’anni si occupa di persone con problemi di tossicodipendenza. “L’idea è stata di mutuare dalla Rupe Maschile alcuni metodi e modelli di cura per unire l’accoglienza al lavoro sulle dipendenze”, spiega David Lovelock, coordinatore di Casa Rupe. Tra le attività a cui i ragazzi partecipano c’è il laboratorio ergoterapico: un’officina dedicata all’assemblaggio e al cablaggio di materiali in collaborazione con alcune ditte del territorio. “Molti di loro frequentano anche la scuola, i corsi di italiano o fanno attività sportive in paese, abbiamo cercato di costruire una rete che possa aiutarli ad affrontare questo momento difficile della loro vita”.

Casa Rupe ha tre stanze doppie, due bagni, una sala e una cucina. E qui che si apre la terrazza che affaccia sulla vallata. I ragazzi si prendono cura degli spazi comuni, fanno i turni per le pulizie e per la cucina. Condividono i pasti e guardano insieme la televisione. In queste stanze si intrecciano storie di vita e culture diverse: c’è chi viene dalla Cina, chi dalla Russia e chi dall’Africa. “Cercano di condividere i momenti della giornata, di conoscersi e di fare gruppo perché questo aiuta nel percorso che stanno facendo”.

Creare occasioni di incontro e di conoscenza è parte del lavoro che la nostra cooperativa porta avanti con il progetto Sprar Vulnerabili. Per questo Casa Rupe e i suoi ragazzi partecipano alla serata Back to the Roots, in programma giovedì 19 dicembre alle 22 all’Ateliersi in via San Vitale 69. L’evento, realizzato in collaborazione con ASP Città di Bologna, Arca di Noè, Società Dolce e Mondo Donna, sarà un ritorno alle radici, alla Madre Africa, una serata di arte, musica, per festeggiare in l’arrivo delle feste. Ci sarà un assaggio della biscotteria siriana del catering multietnico Altre Terre, per proseguire con musica a tematica sociale e politica, della dj-set di origine liberiana Karima 2G, dal sound urbano delle città dell’Africa occidentale, al genere elettronico, afro-futurista.


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