Da Bologna a Boston: la nostra ricerca sulle comunità di accoglienza arriva oltreoceano
Siamo a Boston per presentare una ricerca svolta dalla nostra tecnica del settore mamma/bambino in collaborazione con Unibo.
Da Bologna a Boston: la nostra ricerca sulle comunità di accoglienza arriva oltreoceano
Ebbene sì, siamo a Boston!
Da lunedì siamo in America per una ragione molto importante: la presentazione dei risultati della nostra ricerca sul funzionamento delle comunità di accoglienza per genitori e figli/figlie, durante il congresso dell’Association of Children’s Residential & Community Services (ACRC).
Un’occasione internazionale di confronto e dialogo, che ci ha permesso di portare la nostra esperienza educativa dall’altra parte dell’oceano e di raccontare il valore di un lavoro costruito giorno dopo giorno, insieme alle nostre équipe e alle famiglie accolte.
L’inizio del viaggio
Tutto è cominciato con un dottorato industriale in Scienze Pedagogiche all’Università di Bologna, co-finanziato dalla nostra cooperativa. Un percorso di ricerca applicata che ha preso forma grazie all’impegno di Giorgia Olezzi, tecnica del settore mamma/bambinə Open Group e dottoranda Unibo, che ha curato lo studio e lo ha portato sul palco del congresso ACRC.
I numeri della ricerca
La ricerca ha coinvolto 31 comunità educative situate in diverse regioni d’Italia – in particolare in Emilia-Romagna, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia – e raccolto i dati relativi a 790 mamme e 1.106 bambinə.
Quello che ci hanno restituito i risultati è un quadro chiaro delle sfide, ma anche dei cambiamenti possibil. In particolare:
- quasi la metà delle famiglie accolte ha vissuto situazioni di violenza o forte conflittualità familiare;
- per il 60% delle famiglie, il percorso in comunità ha portato a un miglioramento tangibile della qualità della vita;
- tra le madri disoccupate, la percentuale di disoccupazione è scesa di 20 punti al termine del percorso.
Un traguardo che ci rende orgogliosə
Essere qui, a Boston, per raccontare il nostro lavoro ci rende ancora più orgogliosə del percorso che stiamo costruendo e che nasce dall’incontro tra pratiche educative, ricerca scientifica e un’idea di accoglienza che mette al centro le persone.
Il viaggio è lungo – in tutti i sensi – e questo è solo un traguardo intermedio, ma siamo curiosissimə di scoprire dove ci porterà.