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Il documentario sull’Alzheimer prodotto da Open Group

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Mercoledì 14 settembre alle ore 20 la Cineteca di Bologna ospiterà la proiezione del documentario sull’Alzheimer “L’acqua non muore mai. Cinque domande sull’Alzheimer e l’identità”, prodotto da Open Group, Be Open e Filandolarete.

Un documentario per raccontare l’Alzheimer

Mercoledì 14 settembre alle ore 20:00 la Cineteca di Bologna ospiterà la prima proiezione bolognese del documentario sull’Alzheimer “L’acqua non muore mai. Cinque domande sull’Alzheimer e l’identità”, prodotto da Open Group, Be Open e Filandolarete.

Durante l’evento, che si terrà al Cinema Lumière, interverranno il presidente di Open Group Giovanni Dognini, la regista del documentario Barbara Roganti e la direttrice generale del Policlinico di Sant’Orsola Chiara Gibertoni. La serata, organizzata da Open Group in collaborazione con la Cineteca di Bologna, è a partecipazione gratuita, fino a esaurimento posti.

Giuliana, protagonista del documentario L'acqua non muore mai, è seduta a un tavolo. Accanto a lei una figura maschile sorride. Davanti a loro, aperto sul tavolo, un album di foto.

La fragilità, la cura, la relazione nel documentario sull’Alzheimer

Ogni volta che una persona con Alzheimer o demenza entra in un ambulatorio le viene chiesto di scrivere una frase. Lette una dopo l’altra, queste frasi raccontano una storia, o forse sono molte. È la storia di Giuliana e della sua famiglia a guidare il pubblico in un viaggio che indaga la malattia, il ruolo sociale che la stessa assume, il cambiamento che genera in coloro che la vivono o la incontrano nelle persone vicine.

“L’acqua non muore mai. Cinque domande sull’Alzheimer e l’identità” affronta i temi della relazione, dei ricordi e dell’identità delle persone che vivono con l’Alzheimer, e dei/delle loro cari e care. Il racconto è fatto di storie buone, di parole gentili e di persone che si occupano di qualità della vita.

Raccontare l’Alzheimer significa, per noi di Open Group, fare cultura su un tema che ci riguarda, almeno potenzialmente, tuttə. La malattia ci ricorda che siamo esseri fragili e che la cura è un aspetto centrale delle nostre vite.

Il lavoro che all’interno di Open Group svolgiamo quotidianamente è, in larga parte, di sostegno alle persone fragili. A guidare la nostra mission e le nostre azioni è la convinzione che di una società più accogliente possano beneficiare tutte e tutti. “Le testimonianze ci hanno mostrato che occuparsi delle fragilità vuol dire migliorare nei fatti la vita di tutti. È un percorso ancora lungo, ma che porta grandi regali”: le parole della regista Barbara Roganti in merito alla ricerca svolta per il documentario, riassumono efficacemente l’approccio di Open Group alla cura, al lavoro, alla cooperazione sociale.


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