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Planet Earth is Blue

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La presentazione della sperimentazione realizzata da Open Group per contrastare l’isolamento e spronare gli adolescenti alla relazione.

 

Un convegno sul ritiro sociale in adolescenza

Creatività e attività di gruppo all’aria aperta per contrastare l’isolamento e spronare gli adolescenti a riscoprire il valore della relazione.

Open Group, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna e in collaborazione con il servizio di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza (NPIA) dell’Azienda Usl di Bologna, ha realizzato negli ultimi due mesi un progetto educativo sperimentale per contrastare il fenomeno del ritiro sociale, che riguarda quei giovani che si chiudono in casa e abbandonano le relazioni amicali, spesso sostituendole con una frenetica attività su Internet e i social media.

La presentazione della sperimentazione è in programma venerdì 26 marzo dalle ore 10 alle 12 nel webinar online “Planet Earth is blue. Il ritiro sociale in adolescenza” che tra gli altri vedrà la partecipazione del filosofo e psicanalista Miguel Benasayag.

Per partecipare iscriversi qui 

“La relazione con gli altri sono occasione di crescita soprattutto nell’adolescenza, ma la pandemia ha pressocché azzerato questa possibilità nell’ultimo anno, portando i giovani a ritirarsi dal mondo reale – dice Claudia Iormetti dell’innovation team di Open Group –. Il fenomeno del ritiro sociale, seppur difficilmente tracciabile, si è quindi allargato, configurandosi ancor di più come la soluzione più semplice e immediata verso una società che sembra richiedere la perfezione”.

La sperimentazione, condotta da un team multidisciplinare composto da psicologi, psicoterapeuti ed educatori professionali, ha coinvolto una ventina di giovani tra gli 11 ai 18 anni in carico alla NPIA in 4 laboratori (uno di fumetto, due di storytelling e una di outdoor education) per stimolarli a riflettere sulla rappresentazione del sé e sulla relazione con gli altri e il proprio corpo.
Contemporaneamente, sono state svolte azioni individuali di sostegno psico-educativo, in collaborazione con il servizio sociale del Quartiere Porto-Saragozza.

“Le attività laboratoriali sono state costruite insieme ai ragazzi – continua Francesca Marani, coordinatrice dell’équipe sul ritiro sociale –. Gli educatori li hanno invitati ad esplorare se stessi nell’interazione e a riconoscere le proprie imperfezioni come fattore umano”.


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