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Con il Comune di Castenaso contro il caporalato

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Una campagna per sensibilizzare sul tema

Creare una corretta conoscenza della filiera alimentare, promuovere i prodotti delle aziende agricole del territorio, creare una rete tra le aziende e i centri di accoglienza dei migranti (Siproimi), fare informazioni su caporalato e agromafie in Italia sono alcuni degli obietti del progetto.

L’evento di lancio sarà martedì 24 novembre alle 21 con la presentazione online del libro Storie di schiavitù e lotta nelle campagne, della giornalista Sara Manisera. Oltre all’autrice saranno presenti anche Abdoulaye Mbodj, primo avvocato nero del Foro di Milano; Mons. Matteo Maria Zuppi, cardinale arcivescovo di Bologna; Ottavia Pieretto, attivista di Slow Food Youth Network Italia e Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. L’evento sarà trasmesso in streaming sul canale Youtube e Facebook del Comune di Castenaso.

Il libro parla di sfruttamento e non solo. È il racconto di uomini, di donne, di migranti, di braccianti e di contadini che cerano di resistere creando reti, progetti e piccole cooperative di lavoratori.

Il caporalato è un sistema mafioso di sfruttamento del lavoro. È una forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera attraverso intermediari, i cosiddetti caporali, che assumono per breve periodo operai senza rispettare diritti e regole di assunzione. È un fenomeno diffuso su tutto il territorio italiano, in particolare nel settore ortofrutticolo e nell’edilizia. Il caporale ingaggia per conto del proprietario i braccianti e stabilisce il loro compenso del quale tiene per sé una parte.
I salari dei lavoratori, le “giornate”, sono notevolmente inferiori rispetto a quelli del tariffario regolamentare, in nero e privi di versamento dei contributi previdenziali.
Anche il consumatore fa parte di questo sistema,  una filiera di produzione trasparente con un prodotto tracciato in ogni fase aiuterebbe in scelte di acquisto etiche e consapevoli.

Open Group già da qualche anno è impegnata in azioni di sensibilizzazione su questo tema. Grazie all’impegno della cooperativa SOS Rosarno, le nostre comunità mamma-bambino ricevono le cassette di frutta provenienti dalle campi della piana di Gioia Tauro.


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