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Cooperativa Sociale
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Autore: Redazione

Marakanda e I’mperfett per Rivestiti! Terra Equa 2026

Come ormai di consueto, Open Group partecipa anche questa primavera al Festival Rivestiti! – Terra Equa portando sul palco moda sostenibile creatività e inclusione.

Sabato 18 aprile dalle 15:30 alle 18:00 torna infatti a Palazzo Re Enzo la sfilata del settore disabilità, quest’anno frutto della collaborazione tra i centri Marakanda e Montebello e del progetto I’mperfett

 

Locandina del festival terra equa con date e claim "ricucire la terra", a sinistra un mappamondo, sul piede loghi istituzionali

La collezione: “Mosaici In Movimento

A sfilare sarà la nuova capsule collection “Mosaici In Movimento”, firmata NO BRAND LIKE MARAKANDA. Una collezione di abiti e accessori unici, frutto di un lavoro artigianale collettivo, arricchita da inserti e tasche patchwork e serigrafie coloratissime.  Se la moda è un canale di creatività e di espressione, il messaggio che da sempre Marakanda sottolinea è l’importanza di questo strumento come spazio di relazione, assieme all’impegno nel commercio equo, al consumo sostenibile ed etico. Tutti i materiali utilizzati provengono infatti da rimanenze e tessuti di recupero: una scelta che racconta rispetto per l’ambiente, attenzione alle risorse e cura per ciò che spesso viene scartato.

La collaborazione con I’mperfett

In occasione della sfilata, presenteremo I’mperfett, il nostro brand sociale e artigianale che unisce lavoro, inclusione, design e moda trasformando materiali di recupero in oggetti unici, capaci di raccontare storie e di lasciare un segno. I’mperfett celebra il valore delle imperfezioni attraverso creazioni di vario tipo, come shopper e prodotti per viso e corpo, e l’erogazione di servizi studiati per promuovere la riscoperta del territorio, come percorsi naturalistici e aperture delle strutture di Open Group.  I’mperfett dà vita a manufatti artigianali e unici creando comunità e valorizzando le persone, dentro e attorno ai nostri servizi.

 

Marakabello: Lo stand di Marakanda e Montebello

Per tutta la durata del festival, sarà possibile visitare lo stand di Marakanda e Montebello (Marakabello) all’interno di Palazzo Re Enzo: qui troverete la capsule collection, i prodotti artigianali e la cosmesi naturale realizzati ogni giorno con passione e competenza dalle persone inserite nei nostri laboratori protetti.

Ci vediamo allora a Palazzo Re Enzo sabato 18 Aprile dalle 10.00 alle 20.00 e domenica 19 Aprile 2026 dalle 10.00 alle 19.00.

Passate a trovarci!

A Claterna la cura del corpo nell’antichità

È in arrivo la bella stagione e, come di consueto, proseguono le attività e i progetti proposti dal Museo della città romana di Claterna.

Laboratorio e visita guidata sulla cura del corpo nell’antica Roma

Domenica 19 aprile 2026 dalle 16.00 alle 18.00 il Museo della Città Romana di Claterna propone una visita guidata con laboratorio per famiglie dedicati alla cura del corpo dal titolo “Specchio specchio delle mie brame. I/le partecipanti saranno invitati a scoprire ciò che le matrone romane facevano durante le ore dedicate alla bellezza: portavano indumenti in tessuti colorati e ricamati, indossavano preziosi ornamenti personali, si truccavano con cosmetici estratti da elementi naturali.
Durante il laboratorio manuale bambine e bambini (6-11 anni), insieme all’adulto/a che li accompagna, avranno la possibilità di realizzare uno specchio ispirandosi a quelli che venivano utilizzati nell’Antica Roma: andremo a decorare a sbalzo delle lamine di rame.
Al termine ogni famiglia potrà portare a casa il proprio elaborato come ricordo.

Info e prenotazioni:

Quando: domenica 19 aprile dalle 16 alle 18
Partecipanti: 12 max
Le prenotazioni aprono due settimane prima e l’ingresso è gratuito. 
E-mail: prenotazioni.museoclaterna@open-culture.it 
Puoi contattarci telefonicamente giovedì dalle 9 alle 13 al numero 3346301615.
Puoi prenotarti direttamente CLICCANDO QUI
o compilando il modulo che trovi alla pagina: https://www.museoclaterna.it/category/eventi/
Dove siamo: Piazza Allende, 18 Ozzano dell’Emilia (BO)

Discovery: l’esperienza di Francesco

Qualche mese fa, vi abbiamo parlato in questo articolo del Progetto Discovery, la serie di attività in rete (nata dalla collaborazione di 5 realtà sul territorio italiano) per offrire una risposta concreta alla dispersione scolastica. Oggi vi diamo un’aggiornamento su come sta andando e vi raccontiamo l’esperienza di Francesco, un educatore coinvolto nel progetto Discovery che lavora nella divisione tridentina di Brescia.

Facciamo prima un passo indietro, per chi avesse perso le puntate precedenti.

 

Il progetto Discovery: le azioni e la rete di partner

La dispersione scolastica è quel fenomeno che si riferisce alle situazioni in cui studenti e studentesse abbandonano la scuola prima del tempo o non riescono a frequentarla con la giusta regolarità. Il Progetto Discovery nasce proprio per far fronte a questa situazione: una rete di partner diffusa da Nord a Sud dell’Italia che progetta dentro e fuori la scuola azioni per promuovere il benessere di ragazzi e ragazze. Tra le azioni e le attività in corso ci sono: percorsi di formazione partecipativa per il personale scolastico, educativa di corridoio, con coppie di educatori e educatrici, laboratori (extra) curriculari. 

Le realtà coinvolte nel progetto sono:

Open Group: la nostra cooperativa sociale è capofila del progetto.

Il Calabrone, cooperativa sociale di Brescia

Cooperativa Lotta Contro l’emarginazione, che opera nelle province di Como, Sondrio e Varese

Zei Spazio Sociale e Arci Cassandra, due circoli radicati nel territorio di Lecce

 

Educativa di corridoio: spazi di libertà fuori dall’aula

Gli educatori e le educatrici delle realtà partner, assieme a figure di supporto e insegnanti delle scuole coinvolte nel progetto, hanno attivato in questi mesi tutte le attività rivolte a ragazzi e ragazze di secondarie di primo e secondo grado. Tra le azioni più soddisfacenti, i laboratori extracurriculari e l’educativa di corridoio. L’educativa di corridoio è una presenza educativa informale e costante nei luoghi di passaggio della scuola: corridoi, atri, spazi comuni. I corridoi scolastici sono i luoghi per eccellenza dove le relazioni si creano. Sono spazi di libertà fuori dalla frontalità dell’aula. Educatori ed educatrici ascoltano senza giudizio, osservano e prevengono conflitti, favoriscono relazioni positive, creano momenti di dialogo e intercettano le persone che hanno bisogno. Attraverso questo ambiente diffuso, si stanno creando in questi mesi di progetto relazioni di cura e ascolto che sta generando fiducia e motivazione, per vivere la vita scolastica con più serenità.

 

L’esperienza di Francesco

Tra le varie storie che ci stiamo facendo raccontare dalle persone che stanno sul campo, c’è l’esperienza di Francesco, un educatore che segue il progetto nella divisione tridentina di Brescia.

 

Ci racconti qualcosa del contesto in cui lavori per questo progetto?

Il contesto all’interno del quale la Scuola Secondaria di Primo Grado Tridentina è inserita è quello di una realtà di periferia, a ridosso del centro della città di Brescia. È un quartiere molto popolato, circa 10mila residenti, con una forte presenza di famiglie di origine straniera, di prima e seconda generazione. All’interno del quartiere è presente un’area dove sono presenti case popolari in cui si concentrano la maggior parte delle situazioni di povertà, marginalità e disagio. Nelle classi in cui stiamo lavorando sono presenti diverse situazioni di ragazzi e ragazze con alle spalle situazioni di grave povertà educativa.

Da quanto tempo lavori nel progetto Discovery?

All’interno del progetto Discovery lavoro dai primi di ottobre, ma ho un’esperienza quinquennale all’interno delle scuole, prevalentemente secondarie di primo grado, e in situazioni e contesti di fragilità. Ho esperienza oramai più che decennale nel lavoro con preadolescenti e adolescenti, seguendo gruppi di queste fasi di vita anche durante attività di volontariato.

Che cosa ti appassiona di questo lavoro?

In questo momento penso che la cosa che più mi piace del lavoro che svolgiamo è vedere che i ragazzi e le ragazze con cui lavoriamo riescono ad avere un momento, uno spazio o un’occasione per poter far emergere i propri talenti che spesso sono nascosti o non valorizzati, che riescono a farcela “con le loro gambe”, ma anche aiutarli a ripartire dopo una caduta. Un’altra cosa che mi appassiona è il conoscere le storie dei ragazzi che incontriamo in classe e nei corridoi. 

Cos’è che ti spaventa di più

Più che cose che mi spaventano, direi che la preoccupazione maggiore è vedere ragazzi e ragazze che ho seguito, con cui ho lavorato e da cui ho anche imparato, in cui ho visto delle potenzialità, cadere nelle situazioni di estrema fragilità dalle quali sono partiti.  Un’altra fatica che vedo nel lavoro che facciamo, fatica condivisa anche con i docenti, è quella di far uscire i ragazzi che incontriamo da una mentalità di violenza, dalla logica della legge del taglione, appresa soprattutto in famiglia e nel contesto extrascolastico.

Sono cresciuto frequentando scuole di periferia fino alle scuole medie, dove il tema della multiculturalità, della fragilità, della marginalità era ben presente molto prima che diventasse un fenomeno di interesse sociale come negli ultimi anni. Tendenzialmente cerco di non farmi condizionare da quanto mi viene raccontato o dalle narrazioni presenti all’interno dei contesti scolastici su alcuni ragazzi e ragazze. Cerco di partire come una tabula rasa, un foglio di carta bianca, che con il contatto formale e informale, l’osservazione, pian piano viene scritto. È evidente che a livello emotivo siano situazioni che smuovono: sono spesso storie di ragazzi che in altri contesti famigliari e sociali meno svantaggiati avrebbero la possibilità di poter percorrere strade diverse da quelle che hanno intrapreso.

Qual è la tua impressione su questa esperienza?

Nonostante stia lavorando in questa scuola da poco, sento che i ragazzi e le ragazze che incontro già mi riconoscono come una figura significativa all’interno della scuola: è un piccolo “boost” di autostima e ho sensazione che il lavoro sta procedendo nella direzione giusta. In questo contesto sento che c’è un ottimo clima di collaborazione con gli insegnanti che incontro, vedono il progetto come una risorsa e un aiuto anche nella gestione della classe e delle situazioni critiche.

Il progetto è sostenuto da  Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con CESVI.
Se vuoi scoprire il Programma Formula, visita forfunding.it

Mini Fuori Orario: sei tappe territoriali per raccontare servizi, storie e persone

Negli ultimi mesi abbiamo attraversato i diversi territori in cui operiamo attraverso i nostri Mini Fuori Orario, un ciclo di incontri di racconto e confronto reciproco tra socie e soci, lavoratrici e lavoratori di Open Group.

Gli appuntamenti hanno ripreso lo spirito di Fuori Orario, il nostro storico evento dedicato alle persone di Open Group, ma in una versione volta a dare valore alle storie e alle specificità di ogni singolo territorio. L’obiettivo è stato quello di dialogare e confrontarsi sulle azioni future e raccontare il lavoro quotidiano nei servizi, favorendo l’incontro dal vivo con persone che operano in contesti diversi ma condividono lo stesso territorio.

In ogni serata si è dedicato un primo momento di confronto con soci e socie della cooperativa e, a seguire, il racconto dei servizi da parte di lavoratrici e lavoratori. Ne sono nate sei tappe partecipate e ricche di scambi, ognuna con caratteristiche e spunti propri.

Mini Fuori Orario. Pubblico a Bologna di 100 persone per assemblea ascolta seduto

Veneto: una comunità affiatata

Il viaggio dei Mini Fuori Orario è partito dal Veneto, con una serata alla Villa Foscarini Cornaro di Gorgo al Monticano, in provincia di Treviso, che ha riunito lavoratrici e lavoratori della cooperativa attivi nella regione.

È stato un momento di incontro particolarmente intenso, in cui è emersa la quotidianità del lavoro svolto in un territorio geograficamente distante da Bologna ma sorprendentemente vicino per valori, approccio e spirito di comunità.

L’impressione che ci portiamo a casa è quella di un gruppo affiatato e appassionato, che condivide pratiche e visione e le traduce ogni giorno in azioni concrete. Un primo passo che ha dato subito il tono a tutto il percorso.

Presidente con pubblico dietro stile selfie Oscar

Appennino e Sasso Marconi: la nostra storia, la nostra memoria

La seconda tappa ha portato i Mini Fuori Orario in Appennino, al Pampy Bar di Silla, un territorio che rappresenta una parte importante della storia di Open Group.

Qui molti servizi sono presenti da anni e hanno sviluppato nel tempo un forte radicamento territoriale. Durante la serata sono stati raccontati i progetti e le attività che animano questo contesto: servizi per le dipendenze, disabilità, accoglienza di persone migranti, interventi rivolti a minori, famiglie, scuole e giovani.

Il racconto delle persone che lavorano nei servizi ha mostrato come il lavoro sociale si costruisca giorno dopo giorno attraverso relazioni e conoscenza del territorio.

Presidente in Appennino con pubblico dietro stile selfie Oscar

San Lazzaro, Pianura Est e Romagna: una rete diffusa

Il terzo appuntamento si è svolto nella sede di PAS Bimbo Tu a San Lazzaro, coinvolgendo servizi attivi nella Pianura Est e nella Romagna.

Ciò che ha colpito maggiormente durante la serata è stata la grande varietà e capillarità delle attività presenti in quest’area così vasta e diffusa. Servizi e progetti molto diversi tra loro – biblioteche, archivi, servizi educativi, attività per adolescenti, centri per le famiglie, comunità per minori, interventi per le dipendenze – compongono una rete ampia e articolata.

Il Mini Fuori Orario è stato così un’occasione di relazione in un territorio molto; uno spazio di conoscenza reciproca tra realtà che spesso lavorano nello stesso contesto senza incontrarsi direttamente.

Mini Fuori Orario San Lazzaro, due bibliotecarie parlano alla platea proiettando slides in un televisore

Ferrara e Alto ferrarese: un racconto corale

La quarta tappa è stata a Ferrara e nell’Alto ferrarese, dove la serata, ospitata da Factory Grisù,  ha registrato un forte coinvolgimento anche grazie alle numerose presentazioni che, con profondità e un velo di ironia, ci hanno fatto scoprire alcuni dei progetti dei punta della zona.

Il confronto con soci e socie ha toccato diversi temi: il welfare territoriale, i progetti strategici e il ruolo della base sociale all’interno della cooperativa.

Anche qui il racconto dei servizi ha restituito un quadro molto articolato: servizi educativi e culturali rivolti a giovani e famiglie, progetti di accoglienza e integrazione, laboratori protetti come il Gruppo Verde, realtà storiche come Maieutica, comunità educative, attività nelle scuole e biblioteche.

Anna Rita Cuppini parla a platea in stanza rossa a ferrara

Mini fuori orario a ferrara com IMG_4441 pubblico in sala rossa ascolta seduto

Modena e Valsamoggia: la voce dai servizi culturali

La penultima tappa ha coinvolto Modena e il territorio della Valsamoggia negli splendidi spazi di Laboratorio Aperto.

Un’assemblea nutrita ha indagato il legame che lega la cooperativa a questo territorio, anch’esso storico, cercando di capire quali sviluppi futuri siano possibili nel modenese.

Il racconto dei servizi si è concentrato su due grandi aree: accoglienza e integrazione, con esperienze di comunità e progetti di housing sociale, e educazione e cultura, con centri per le famiglie, progetti educativi e servizi bibliotecari.

Tra le esperienze raccontate anche la Biblioteca della Strega Teodora, uno spazio dedicato a bambine e bambini situato all’interno del Policlinico di Modena, esempio concreto di come i servizi possano generare luoghi di cura e cultura.

Ragazza parla a paltea in sala molto grande e illuminata con dietro megaschermo e slide con scritto educativa di strada

Ultima fermata: Bologna

l ciclo di incontri si è concluso con un’ultima tappa molto partecipata al Circolo Arci Benassi di Bologna, città da cui in molti casi sono nati i primi servizi della cooperativa.

La sala piena e la partecipazione numerosa hanno reso la serata un momento particolarmente significativo. Il racconto collettivo ha attraversato i molti ambiti in cui opera la cooperativa: accoglienza e integrazione, minori e famiglie, educazione e cultura, oltre alle progettualità sviluppate nell’area innovazione.

Accanto ai servizi territoriali è stato raccontato anche il lavoro degli uffici – risorse umane, amministrazione, staff commerciale, comunicazione e staff operativo – che ogni giorno contribuiscono a far funzionare l’organizzazione.

Come in un mosaico, ogni tassello ha mostrato il proprio ruolo nel quadro complessivo.

pubblico di spalle in conferenza

Il racconto continua

I Mini Fuori Orario hanno dimostrato quanto sia importante creare occasioni di incontro e racconto all’interno di un’organizzazione diffusa sul territorio.

In ogni tappa sono emersi elementi diversi – radicamento territoriale, varietà dei servizi, confronto tra soci e socie, partecipazione delle équipe – ma il filo conduttore è rimasto lo stesso: il valore delle persone che ogni giorno costruiscono la cooperativa.

Sei serate, sei territori e molte storie condivise hanno dato forma a un racconto collettivo che restituisce l’immagine di una cooperativa complessa, sì, ma anche umana, aperta e connessa ai luoghi in cui opera.

I Mini Fuori Orario si sono conclusi, ma il nostro racconto e il nostro viaggio prosegue!

progetto ZED: Open Group riunisce in un progetto le sue competenze sulle adolescenze

Numeri allarmanti

Un adolescente su cinque in Italia ha un disturbo neuropsichiatrico. In Europa sono 11,2 milioni i giovani con problemi di salute mentale.

Questi numeri allarmanti nascono dall’intersezione di diverse narrazioni che oggi dominano la vita di ragazze e ragazzi: la percezione di un futuro che pare ogni giorno più inabitabile, la cultura della performance che trasforma ogni risultato in un valore identitario assoluto e il mito del “no limits” che fa sentire ogni limite una colpa personale.

Se anche adulte e adulti subiscono le storture di questo sistema, la fascia che più accusa il colpo è quella della gioventù. Il risultato è una generazione che fatica a vivere il presente, a tollerare la frustrazione, a sopportare ed affrontare il malessere , perché il contesto in cui cresce è contraddittorio, complesso e spesso schiacciante.

Ci chiediamo: come incidere allora positivamente sulla vita di ragazze ragazzi?
Una delle tante risposte è non farlo in solitudine. Servono narrazioni alternativa che legittimino il malessere e aprano possibilità.

Il progetto ZED: tre livelli di intervento

Da queste sollecitazioni nasce ZED, la cornice con cui Open Group raccoglie tutti i suoi servizi per l’adolescenza per costruire insieme strumenti e azioni che parlano davvero la lingua di ragazze e ragazzi.

Il modello ZED integra tre livelli di intervento: 

  • Comunità educative integrate: Alta intensità per chi ha bisogno di un “porto sicuro”: spazi residenziali con forte relazione con i servizi sociali e sanitari, attenzione all’autoconsapevolezza emotiva e al piccolo gruppo (Arcana, Comunità Minori)
  • Laboratori protetti: spazi di sperimentazione attraverso il fare, dove valorizzare l’unicità, cooperare e esplorare nuovi copioni relazionali senza il peso della performance (Mondi Possibili Ferrara e Bologna)
  • Esperienze diffuse: Apertura alla comunità attraverso progetti come “Affare Fatica“, percorsi di benessere a scuola, educativa di strada. La partecipazione diventa esperienza di costruzione collettiva.

Usiamo i dati come bussola, ma al centro ci sono sempre le persone: la vera differenza la fanno l’interpretazione, l’esperienza e la competenza di chi ogni giorno lavora accanto alle adolescenze.

in un modello integrato: comunità educative ad alta intensità per chi ha bisogno di un porto sicuro, laboratori protetti dove sperimentare attraverso il fare senza il peso del giudizio, esperienze diffuse nel territorio che rendono la partecipazione una pratica di costruzione collettiva di senso.

Un evento per condividere narrazioni con il territorio

Il 5 marzo 2026 presso gli spazi di Mezzaria Community Hub abbiamo organizzato un evento dal titolo ZED: adolescenze contemporanee, esperienze e spazi del possibile: un pomeriggio di confronto, talk, workshop e tavoli di discussione per pensare insieme di una nuova cultura del lavoro educativo.  L’evento, rivolto a famiglie, operatori e operatrici sociali ed educativi/e , istituzioni e realtà del territorio è stato un momento di riflessione e condivisione e per iniziare a costruire quel dialogo intergenerazionale e intersettoriale di cui sentiamo urgenza.

Domanda cardine che ha dato inizio al pomeriggio: nel processo che ci lega alle adolescenze, che adulte e adulti vogliamo essere?

tante persone divise in tavoli di lavoro in una sala nera all'evento ZED

 

Dopo i saluti dell’Assessore Daniele Ara e della Direttrice Generale di Open Group Anna Rita Cuppini, il primo contributo è stato quello di Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista, di cui è stato mandato un estratto di una conversazione avuta qualche giorno prima dell’evento con Claudia Iormetti, Responsabile Innovazione di Open Group. L’intervista si può guardare integralmente sul nostro canale YouTube.

Tutte le partecipanti e i partecipanti hanno poi preso parola durante la Fishbowl organizzata dal sociologo e ricercatore Stefano Laffi. Un momento di condivisione e di ragionamento collettivo per capire meglio il nostro presente.

È stato poi il momento dei tavoli di lavoro, in cui confrontarsi in piccoli gruppi su 5 macro-aree: famiglie, pari, digitale, territori e scuole.

Infine, per cercare di trarre delle conclusioni finali da questo pomeriggio, sono intervenute le docenti Giovanna Guerzoni e Roberta Biolcati, che con le loro esperienze professionali hanno aggiunto nuove chiavi di lettura al fenomeno e ai futuri possibili.

Al di là delle risposte, percepirci insieme nell’attraversare l’incertezza ci ha dato la consapevolezza di non essere sole e soli, e ha rinnovato la forza di aprire nuovi spazi di immaginazione. In questo tempo differente, il nostro auspicio è racchiuso in un’immagine che una delle partecipanti alla fishbowl ha reso molto chiaramente: chiudere gli occhi e provare a immaginare nuovi orizzonti di felicità, che è forse il desiderio che ci avvicina tutte e tutti: adulte, adulti e adolescenti. 

 

“E i maschi?”. Decostruire la maschilità per l’equità di genere

Una maggiore equità di genere passa anche dalla messa in discussione della mascolinità. Parlare di maschile significa agire concretamente sulla costruzione di immaginari diversi da quelli che, troppo spesso, vengono proposti come modelli dominanti e che incidono in negativo sulla vita delle persone, in primis sulla vita delle donne.

Con quest’intento da maggio a novembre abbiamo organizzato un ciclo di incontri a cura di Osservatorio Maschile dal titolo “E i Maschi?”.

Abbiamo deciso di fare un percorso diverso. Parlare di parità partendo da questo punto di vista pensiamo possa ribaltare la prospettiva per fare emergere le esperienze di tutte le persone, anche di chi spesso si sente meno coinvolto da questi temi, uomini compresi. 

I momenti formativi

Sono stati momenti formativi in cui abbiamo provato a raccontarci i tanti modi in cui viviamo gli stereotipi di genere, per capire come ci influenzano sul lavoro e non solo. È stato organizzato un ciclo di tre incontri, per andare ad approfondire il tema dall’universale al particolare. A maggio, un talk tra Claudio Nader e Francesca Cavallo e ha esplorato il ruolo degli uomini nella promozione dell’empowerment femminile; il secondo, ad ottobre, è stato un incontro interattivo con le lavoratrici e i lavoratori di Open Group dedicato alla messa in discussione degli stereotipi. Come vengono vissuti dagli uomini?; il terzo, a novembre, ha visto dei tavoli di lavoro in cui ognuna e ognuno ha preso parte attiva per la discussione e rielaborazione di alcuni concetti chiave. Abbiamo preso carta e penna e abbiamo creato una serie di cartelloni. La restituzione finale dei tavoli di lavoro e la moderazione dell’incontro è stata affidata a Claudio Nader e Vera Martinelli di Osservatorio Maschile.

 

Gli incontri

  • 24 maggio – Talk “E i maschi?” in compagnia di Francesca Cavallo (autrice di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”) e Claudio Nader (founder di Osservatorio Maschile). – Villa Zarri (Castel Maggiore)

Il talk, in occasione della festa aziendale rivolta a tutte le dipendenti e i dipendenti di Open Group ha esplorato il ruolo degli uomini nella promozione dell’empowerment femminile e nel cambiamento dei moelli di maschilità.

 

 

  • 10 ottobre – “Ei maschi?” – Formazione per dipendenti a cura di Osservatorio Maschile – MUG, Officine Generative (Bologna)

Il ciclo di incontri sui temi del cambiamento della prospettiva sui generi prosegue con il primo incontro di formazione. In che modo gli stereotipi di genere influenzano la costruzione del maschile, dentro e fuori la sfera lavorativa? Come vengono vissuti dagli uomini? Se ne parla abbastanza? E come la decontrazione di questi stereotipi può portare un beneficio alla lotta alle discriminazioni e alla violenza di genere?

 

pubblico dio spalle formazione interna in sala conferenze per formazione E i maschi?

 

  • 7 novembre – “Ei maschi?” – Formazione per dipendenti a cura di Osservatorio Maschile – MUG, Officine Generative (Bologna)

Cos’è la “Grande rinuncia maschile”? Cosa si intende con “Ipercompensazione”? E come mai il “Carico Mentale” è spesso associato alle donne? Ne abbiamo discusso insieme durante il secondo incontro di formazione “E i maschi?”. In questo appuntamento abbiamo affrontato alcuni concetti codificati dagli studi di genere che identificano usi, abitudini, stereotipi legati al maschile e che attraversano inevitabilmente la quotidianità di ognuna e ognuno.

Due persone parlano su un palco in una sala conferenze con delle slide proiettate dietro durante formazione "E i maschi?"

 

 

  • 13 febbraio 2026 – “Ei maschi?” – Formazione per dipendenti

Il terzo incontro ha visto protagonista un’opsite d’eccezione: Maria Giuseppina Pacilli, docente dell’Università di Perugia e autrice del libro Uomini duri. Il lato oscuro della mascolinità. L’incontro ha ripreso alcuni concetti emersi durante i due appuntamenti precedenti, per poi focalizzarsi sull’analisi e la discussione della rappresentazione della mascolinità nell’ambiente di lavoro. Attraverso concetti ed esempi concreti, la ricercatrice ha indagato alcune abitudini che portano la sfera del maschile a doversi percepire e rappresentare come vincente, iper produttiva e performante. È stata un’occasione interessante di dibattito su come gli stereotipi non solo ci condizionano dalla formazione all’avvento nella vita adulta nei contesti lavorativi, ma anche su come li riproduciamo a vari livelli, consapevolemente e inconsapevolmente.

 

 

 

Il percorso è ancora in fieri e la strada verso una maggiore equità è ancora lunga, ma siamo in cammino. Lo sforzo, come sempre, è quello di mettersi nei panni altrui per cercare di decostruire ciò che riteniamo essere scontato e immutabile, aggiungendo invece un tassello in più alla complessità delle nostre identità.

Freddo: è attivo il piano allerte climatiche

In questi giorni di particolare freddo, ricordiamo che dal 15 dicembre 2025 e fino al 16 marzo 2026 è attivo il Piano allerte climatiche del Comune di Bologna  è predisposto dal Comune di Bologna e gestito da Asp Città di Bologna con l’obiettivo di garantire, per tutti i mesi dell’anno e, in particolare, per i mesi invernali, un riparo alle persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità.

Periodo di attivazione e servizi

Nel periodo di attivazione del Piano (per questo inverno dal 15 dicembre 2025 al 16 marzo 2026) è assicurata l’accoglienza notturna delle persone senza dimora dalle 19 alle 9 del mattino seguente. Mentre di giorno è garantito, per chi lo desidera, un riparo dalle 10 alle 17 nelle sedi dei tre Laboratori di comunità.

Oltre al potenziamento dei posti letto, il Piano prevede l’intensificarsi delle attività di InStrada, l’unità di strada che effettua un lavoro di prossimità nei luoghi maggiormente caratterizzati dalla presenza di persone senza dimora e che opera in stretta connessione con la rete dei Servizi sociali competenti per la presa in carico delle persone stesse.

 

Cosa può fare la cittadinanza

1. Per comunicare eventuali situazioni di disagio in strada puoi compilare il form online.
Il servizio non offre un pronto intervento, ma rappresenta uno strumento di monitoraggio, partecipazione e condivisione con la cittadinanza.

2. Oltre alla segnalazione, ecco cosa si può fare la cittadinanza: il volontariato cittadino, coordinato da Asp Città di Bologna, offre numerose iniziative, come la distribuzione di coperte, sacchi a pelo, bevande calde e generi di conforto, a cui si aggiunge l’offerta di pasti presso le strutture di accoglienza.

3. C’è un gran bisogno di coperte. Se vuoi donare coperte, piumoni e sacchi a pelo, puoi consegnarli nei seguenti luoghi e orari:

  • Condominio Scalo, via dello Scalo 23: lunedì dalle 11 alle 12 e mercoledì dalle 17 alle 18
  • Comunità Rupe-Fresatore, via Mondolfo 8: da martedì a venerdì dalle 8.30 alle 18

Per informazioni, puoi scrivere un’e-mail all’indirizzo: community.matching@cidas.coop oppure contattare il numero 345 1185347.

Avviso pubblico Progetto SAI percorsi laboratoriali minorenni con fragilità

AVVISO PUBBLICO PER RICHIESTA DI PREVENTIVI PER L’ATTIVAZIONE DI PERCORSI DI FORMAZIONE LABORATORIALE,NELL’AMBITO DI LAVORAZIONI ARTIGIANALI QUALI LA LAVORAZIONE DEL LEGNO, DEL VETRO, LA CURA DEL VERDE E RISTORAZIONE PER BENEFICIARIE E BENEFICIARI IN RIFERIMENTO AL PROGETTO SAI BOLOGNA PROG-444 DM 37847 DEL 13/10/2022 CATEGORIA FORMAZIONE E LAVORO MINORI MSNA- CUP: H71H23000000001 CIG : CIG B0B26A5BCC – AREA C2 SERVIZI FORMAZIONE E LAVORO-ANNO 2026
Scadenza Avviso : 09/01/2026

Avviso pubblico Progetto SAI formazione minorenni

AVVISO PUBBLICO PER LA RICHIESTA DI PREVENTIVI IN MERITO ALL’ATTIVAZIONE DI PERCORSI DI FORMAZIONE IN SITUAZIONE A FAVORE DI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI IN RIFERIMENTO AL PROGETTO SAI BOLOGNA PROG-444 DM 37847 DEL 13/10/2022 Categoria formazione e Lavoro MINORI MSNA CUP: H71H23000000001
CIG: B0B26A5BCC – AREA C2 SERVIZI FORMAZIONE E LAVORO-ANNO 2026
scadenza Avviso: 09/01/2026

SCARICA L’AVVISO PDF
SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
SCARICA LE DICHIARAZIONI INTEGRATIVE

Open Day alla Scuola dell’infanzia il Trenino

UNO SPAZIO DI LIBERTÀ E SPERIMENTAZIONE

La Scuola dell’Infanzia Il Trenino è una scuola paritaria che accoglie fino a 25 bambine e bambini dai 3 ai 6 anni in un ambiente sereno, inclusivo e stimolante all’insegna del gioco, della scoperta di sé e della relazione. Fa parte del sistema dei servizi educativi 0-6 di Open group che, da anni, promuove una cultura dell’infanzia attenta ai diritti, alla partecipazione e allo sviluppo delle competenze cognitive, socio-relazionali e affettive.

Ci troviamo al piano terra di un edificio in via Scandellara 11/10, nel cuore del quartiere San Donato–San Vitale, in una zona verde e tranquilla facilmente rag- giungibile con i mezzi pubblici. La posizione favorisce lo scambio intergenerazionale e la collaborazione con anziani, enti e associa- zioni del territorio.

La scuola dispone di:

  • un ingresso accogliente e uno spazio per ogni bambino e bambina
  • una grande sezione organizzata per centri di interesse: gioco simbolico, travestimenti, angoli logico-matematico, della costruttività e delle scoperte scientifiche e spazio della lettura
  • una zona riposo polifunzionale e tecnologica
  • uno spazio esterno verandato e recintato

 

TRA NATURA, ARTE E DIGITALE

Gli ambienti interni, luminosi e aperti verso l’esterno, offrono a bimbi e bimbe spazi per giocare, costruire, leggere e sperimentare, in sintonia con l’idea di bambini e bambine artefici dei propri saperi. Il giardino recintato, allestito secondo le Linee regionali dell’Outdoor Education, è uno spazio di esplorazione e scoperta in continuità con l’aula.

Dedichiamo parte della programmazione ai percorsi STEAM: tablet, mac- chine fotografiche e pc si integrano a pennelli, pennarelli, carta e forbici per dare vita a percorsi in cui la creatività di bimbi e bimbe è assoluta protagonista.

Vogliamo valorizzare i loro personali approcci verso l’uso delle tecnologie digitali, sostenendo il naturale desiderio di curiosità ed esplorazione.

 

 

I NOSTRI VALORI EDUCATIVI

Crediamo in una scuola dell’infanzia che sia laboratorio di vita, scoperta e relazione, dove ogni bambina e bambino trovi spazio per sperimentare, creare, sbagliare e sviluppare la propria identità. Ci ispiriamo ai principi montessoriani, promuovendo autonomia, curiosità e libertà di scelta. Affrontiamo con un approccio ludico temi come gentilezza, sostenibilità, intercultura e uso consapevole delle tecnologie.

Le nostro proposte didattiche

  • Lingua inglese attraverso giochi e canzoni
  • Psicomotricità e benessere corporeo
  • Promozione alla lettura in collaborazione con la Biblioteca Scandellara
  • Educazione ambientale e orto didattico curato insieme agli anziani del quartiere
  • Percorsi STEAM per avvicinare i bambini alle scienze e alle arti ABC Digitale: uso creativo e consapevole delle tecnologie Laboratori di costruttività con materiali naturali e di riuso

Durante la giornata, è prevista la compresenza delle due insegnanti nelle ore centrali, per garantire la massima qualità delle proposte educative.

 

I PROGETTI CON IL QUARTIERE

  • Percorsi tematici promossi dalla Biblioteca per bambini “La soffitta dei libri”
  • Percorsi di educazione ambientale promossi dal L.E.A. Laboratorio di educazione ambientale
  • Uscite sul territorio in collaborazione con enti ed associazioni

 

LA COMUNICAZIONE CON LE FAMIGLIE

Crediamo nella partecipazione attiva delle famiglie: ogni giorno condivi- diamo documentazioni fotografiche e momenti di confronto. Il coordi- namento pedagogico garantisce un dialogo costante e propone incontri, laboratori e colloqui individuali a sostegno della genitorialità.

Orari e servizi

dalle 7.30 alle 17.30
(posticipo fino alle 18.00 con minimo 10 richiedenti)

CAPIENZA: 25 bambini e bambine
INSEGNANTI: compresenza di 2 insegnanti nelle ore centrali

MENSA: servizio esterno con menù stagionali, diete speciali su richiesta, commissione mensa su richiesta.

 

Info e contatti

Indirizzo: via Scandellara 11/10, 40138 – Bologna

Telefono:051 532484

Email: scuolainfanzia.trenino@opengroup.eu  / antonella.santilli@opengroup.eu

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Il mondo del sacro nell’antica Roma

Il delfino di Claterna: il mondo del sacro nell’antica Roma

Laboratorio didattico e visita guidata

Domenica 30 novembre dalle 16.00 alle 18.00 il Museo della città romana di Claterna propone un approfondimento sul mondo sacro nell’Antica Roma, con un focus sulle principali testimonianze presenti nel Museo, attraverso una visita guidata per adulti e un laboratorio didattico per bambine e bambini dai 7 agli 11 anni.
La visita guidata partirà dall’osservazione dell’applique in bronzo del delfino sacro ad Apollo emersa nelle ricognizioni di superficie nei campi di Claterna. Questo soggetto, profondamente amato nell’antichità perché legato all’acqua, al mare e alla positività, ci permetterà di scoprire tante curiosità legate alla religiosità romana, mentre i bambini potranno partecipare al laboratorio dedicato alla realizzazione di un piccolo delfino, utilizzando l’argilla.
Quando: domenica 30 novembre
Luogo e orario: Domenica 30 novembre dalle 16.00 alle 18.00, Piazza Allende, 18 Ozzano dell’Emilia (BO)
Partecipanti: max 12
Le prenotazioni aprono due settimane prima di ciascun evento e l’ingresso è gratuito.
E-mail: prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu
Puoi contattarci telefonicamente giovedì dalle 9 alle 13 al numero 3346301615.
Per prenotarti puoi anche CLICCARE QUI!
o compilare il modulo che trovi alla pagina: https://www.museoclaterna.it/category/eventi/

Progetto Discovery contro la dispersione scolastica: iniziano i lavori

Sapete quanta differenza può fare una donazione? 

Tantissima!

Durante i mesi estivi, grazie al supporto di chi ha donato, abbiamo raggiunto l’obiettivo della campagna di crowdfunding del Progetto Discovery, il progetto in rete per combattere la dispersione scolastica, il fenomeno che si riferisce alle situazioni in cui studenti e studentesse abbandonano la scuola prima del tempo o non riescono a frequentarla con la giusta regolarità.

Il progetto ha quindi preso avvio, e nelle scuole si comincia a respirare la voglia di collaborare e di mettere in azione le progettualità che sono state pensate per guardare al vivere scolastico da prospettive diverse e complementari. 

 

Le attività, i territori, la rete

Abbiamo quindi iniziato i lavori di progettazione di incontri, spazi, laboratori e attività pensate per contrastare questo fenomeno e promuovere il benessere di chi vive quotidianamente la scuola. Tra le attività in corso di avvio ci sono:

  • percorsi di formazione partecipativa per il personale scolastico, coniugati all’acquisto di materiali utili alla causa;
  • educazione di corridoio, con coppie di educatori e educatrici che possano aiutare studenti e studentesse nella vita di tutti i giorni, fornendo loro – tra le altre cose – anche supporto psicologico;
  • laboratori (extra) curriculari, studiati per permettere ai e alle giovani di trascorrere più tempo nei luoghi scolastici senza sentire oppressione, ma vivendo la scuola come un momento di crescita e divertimento.

I progetti sono partiti in 4 città italiane, ognuna con le sue peculiarità e le sue ramificazioni nel territorio, per integrare in maniera consapevole il lavoro alle comunità. Le realtà coinvolte sono: 

Open Group, che agirà sul territorio di Bologna

Il Calabrone, cooperativa sociale di Brescia

Cooperativa Lotta Contro l’emarginazione, che opera nelle province di Como, Sondrio e Varese

Zei Spazio Sociale e Arci Cassandra, due circoli radicati nel territorio di Lecce

 

A chi è rivolto?

Per tutto l’anno sarà un’attività ramificata e congiunta, che prevede l’attivazione di varie risorse tra cui:

  • studenti e studentesse dagli 11 ai 19 anni
  • insegnanti
  • Operatrici e operatori e personale educativo scolastico;
  • Associazioni, botteghe e centri giovanili e/o sociali del territorio.

Non vediamo l’ora di scoprire come andranno questi primi mesi di attività. 

Vi terremo in aggiornamento, seguiteci sui social di Open Group!

 

Il progetto è sostenuto da Intesa San Paolo attraverso il programma Formula in collaborazione con CESVI.

Se vuoi scoprire il programma #Formula visita forfunding.it

Costruiamo le esagonette: laboratorio al Museo di Claterna

Un laboratorio al museo di Claterna per bimbi e bimbe

Sabato 25 Ottobre il Museo della città Romana di Claterna propone un laboratorio dedicato al tema della pavimentazione romana pensato per bimbi e bimbe.

All’interno della Scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo alle ore 10.00 si terrà un laboratorio didattico per bambini e bambine dai 5 agli 11 anni ! Durante il laboratorio bimbi e bimbe potranno realizzare i diversi elementi che componevano i tipici pavimenti delle domus lavorando l’argilla. Al termine dell’attività, i/le partecipanti potranno costruire insieme un tipico pavimento romano mettendo vicino le esagonette di ciascuno. Massimo 12 partecipanti.

Ingresso e prenotazione:

Ciascun evento è ad ingresso gratuito su prenotazione.
E-mail: prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu
Puoi contattarci telefonicamente giovedì dalle 9 alle 13 al numero 3346301615.
Per prenotarti puoi anche CLICCARE QUI!
o compilare il modulo che trovi alla pagina: https://www.museoclaterna.it/category/eventi/
Per il laboratorio verrà messo a disposizione un parcheggio adiacente la Scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo (Via Emilia n. 343, località Maggio)

I prossimi appuntamenti al Museo

Si riparte con le “Domeniche al Museo”! Da ottobre 2025 fino a fine maggio 2026 il Museo apre al pubblico ad accesso libero tutte le domeniche dalle 16.00 alle 18.00. Per aggiornamenti su tutte le iniziative promosse dal Museo, visita il sito web: www.museoclaterna.it

La città delle donne: terza edizione

Il 16, 17 e 18 ottobre La città delle donne torna a Bologna nella sua terza edizione con un programma ricco di eventi tra talk, workshop e performance. Più che un festival, un cantiere, un luogo di riflessione per alimentare una cultura capace di accogliere, capace di costruire una città dalle periferie,
in collegamento con le realtà territoriali: una città capace di stare in ascolto.

 

«Se esiste un pensiero e un inconsapevole istinto delle donne per gli spazi, unito a una incisiva capacità d’azione, dovrà presto farsi largo e prendere forma».
(Elena Granata, docente di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano)

 

Tre giorni di eventi per uno spazio urbano femminista

E se la città si trasformasse proprio a partire dalle voci e dalle storie delle donne che la compongono? È da questa visione che tre anni fa è nato il festival La città delle donne.

La città delle donne mette al centro la costruzione di uno spazio urbano femminista, accogliente, democratico, che sia luogo di redistribuzione delle opportunità, di costruzione e di emancipazione.
L’idea nasce dalla collaborazione tra l’associazione Spostamenti, la cooperativa sociale Open Group e Fondazione Barberini, tre realtà che da tempo e, in modi diversi, lavorano sulla creazione di spazi collettivi per esplorare punti di osservazione differenti e traiettorie future.

La direzione artistica
è di Laura Gramuglia.

La terza edizione, oltre i confini geografici

Scarica la locandina con l’illustrazione

Scarica il programma sintetico

 

Info e luoghi

SALA TASSINARI | Palazzo d’Accursio / Piazza Maggiore

FONDAZIONE IVANO BARBERINI | Via Mentana 2

 

TALK: Accesso libero e gratuito, fino a esaurimento posti 

WORKSHOP: Accesso gratuito, su prenotazione 

LIVE PERFORMANCE, VISIONI, DEGUSTAZIONI: Accesso libero 

STAND: Accesso libero e gratuito

 

Gli eventi a cura di Open Group

Tra i tanti eventi, due sono a cura di Open Group:

  • La nostra città ideale: femminista, intersezionale, sostenibile, accessibile e aperta al dialogo

In dialogo con Emily Marion Clancy (vicesindaca del Comune di Bologna), Rita Ghedini (presidente di Legacoop Bologna), Anna Rita Cuppini (direttrice generale di Open Group). Modera Claudia Iormetti, responsabile dell’Innovazione sociale di Open Group.

Quando: Venerdì 17 ottobre  alle 17:30

Dove: Fondazione Barberini, via Mentana 2

 

  • Il corpo delle donne: nuove prospettive tra medicina di genere e antropologia medica

In dialogo con Chiara Moretti (antropologa medica), Francesco Tommasi (psicologo, Università di Verona), Rodolfo Pessina (medico pediatra). Modera Claudia Iormetti, responsabile dell’Innovazione sociale di Open Group.

Quando: Sabato 18 ottobre alle 16:45

Dove: Sala Tassinari, Palazzo D’Accursio

 

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Non perdere l’occasione di essere parte di questa trasformazione.

Ti aspettiamo!

Giornata Mondiale della Salute Mentale: pensiamo insieme nuovi spazi per la Recovery

Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025: nuovi spazi per la Recovery e la coproduzione.

Quando si parla di salute mentale, in che modo possiamo dare vita a nuove e innovative pratiche di cura e inclusione? Senza dubbio, agendo insieme.

Come afferma Indy Johar, la rivoluzione più grande che possiamo fare come cittadini e cittadine è quella di ripensare, proteggere ed espandere l’infrastruttura più preziosa e più fragile che le nostre città possiedano: la mente umana nella sua ricerca di senso.

Per questo il 6 e il 7 ottobre abbiamo organizzato in due delle nostre sedi dei tavoli di lavoro aperti a figure professionali e non; i risultati di questi lavori saranno esposti in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025 del 10 ottobre, dal titolo “Nuovi spazi per la Recovery e la co-produzione”.

I tavoli di lavoro delle giornate che precedono l’evento vedranno la partecipazione di figure professionali, operatori e operatici, cittadini e cittadine che si ritroveranno a dialogare insieme per riflettere, condividere esperienze e proporre pratiche innovative all’insegna dell’ascolto, della collaborazione e della corresponsabilità.

Come Open Group, poterci confrontare insieme alle realtà pubbliche e private del territorio è per noi un’occasione preziosa per imparare, per crescere e per tracciare insieme nuove pratiche condivise.

 

  • Lunedì 6 ottobre

Fuori Casa: il tavolo dedicato all’adolescenza

Alla Comunità Arcana, la struttura di Open Group inaugurata lo scorso marzo, un tavolo per incontrarsi, ascoltare e costruire insieme. Al centro ci sono ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni che vivono percorsi residenziali o semi-residenziali. Attorno a loro vogliamo far crescere non solo competenze professionali, ma connessioni: tra cittadinanza, educatrici, psicoterapeute, servizi, istituzioni e realtà sociali. Il nostro obiettivo è generare processi di corresponsabilità comunitaria, capaci di dare forma a un vero ecosistema: uno spazio vivo in cui adolescenti e comunità possano sostenersi a vicenda, trovare risorse, creare nuove opportunità.

Il programma vedrà la partecipazione del Prof. Alessandro Tolomelli, Professore Ordinario di Pedagogia Generale e Sociale all’Università di Bologna, e sarà arricchito dalla collaborazione con Fondazione PASS, che porterà una delle esperienze e voci significative del tavolo.

 

Quando: lunedì 6 ottobre 2025 dalle 17:00 alle 18:30

Dove: Comunità Arcana, via Roma 2, San Lazzaro di Savena

Numero massimo: 20 partecipanti

Per informazioni: giuseppina.papagna@opengroup.eu

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  • Martedì 7 ottobre

Lavoro che cura: il tavolo dedicato al lavoro nei percorsi di recovery

Nella sede di Open Group di via Milazzo 30, un’intera mattinata intitolata “Lavoro che cura: l’importanza del lavoro nei percorsi di recovery” sarà dedicata al tema del lavoro come leva fondamentale di benessere attraverso 4 diversi tavoli. L’evento è co-organizzato da Open Group e SCS Consulting.

Il lavoro non è solo una fonte di reddito, ma anche uno spazio di identità, appartenenza e progettualità e, come tale, può rappresentare una leva fondamentale nei percorsi di recovery. A partire da esperienze concrete di istituzioni, terzo settore e professionisti del settore legate a temi quali le dipendenze, l’auto-impresa, tirocini e percorsi personalizzati, i tavoli propongono una riflessione “partecipata” sulle opportunità e le criticità dell’inserimento lavorativo per persone con disagio psichico, esplorando come -quando è in grado di riconoscere e valorizzare i tempi, i desideri e le potenzialità delle persone – possa contribuire concretamente al loro benessere.

Oltre ad ospitare l’evento, le professionalità di Open Group parteciparanno al tavolo “Recovery e dipendenze: percorsi di reinserimento” con Giulia Caciolli, Coordinatrice servizio LavOrienta.

 

Quando: martedì 7 ottobre 2025 dalle 10:30 alle 13:00

Dove: Open Group, Via Milazzo 30, Bologna

Numero massimo: 35 partecipanti

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ISCRIVITI ALL’EVENTO

 

Gli spunti raccolti nei tavoli di lavoro saranno poi condivisi il 10 ottobre, durante l’evento finale della Giornata Mondiale della Salute Mentale in una plenaria a cui saranno presenti tutte le realtà coinvolte.

 

Eventi al Museo di Claterna tra architettura domus e teatro

Sabato 27 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il museo e l’area archeologica della città romana di Claterna si incontrano per parlare di architettura!

Presso l’area archeologica della città romana di Claterna, nei turni 09.30 e 11.00 ci saranno visite guidate agli scavi del teatro e della domus dei mosaici a cura delle Archeologhe della Soprintendenza ABAP di Bologna (massimo 25 persone a turno).

Come la scorsa volta  in occasione delle due giornate Open Group ha curato due attività:

  • Un laboratorio didattico per bambini e bambine, sabato 27 settembre
  • Una visita itinerante, domenica 28 settembre

  • Sabato 27 settembre – laboratorio a Claterna 

Claterna tra architettura domus e teatro: laboratorio didattico per bambini e bambine.

Alle ore 10:00, presso la scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo si terrà un laboratorio didattico pensato per bambini e bambine dai 5 agli 11 anni. Durante il laboratorio si potranno realizzare i diversi elementi che componevano i tipici pavimenti delle domus romane lavorando l’argilla. Al termine dell’attività, i/le partecipanti potranno costruire insieme un tipico pavimento romano mettendo vicino le esagonette di ciascuno.

Partecipazione gratuita su prenotazione

Luogo: Scuola cavalier Foresti – Al Girotondo

Inizio: h.10:00

Numero massimo di partecipanti: 15

Per prenotare le iniziative del 27/09
Museo@comune.ozzano.bo.it oppure 051791337
Per l’evento verrà messo a disposizione un parcheggio ubicato di fronte al sito archeologico e adiacente la casa gialla (Via Emilia n. 484, località Maggio, Ozzano dell’Emilia). Inoltre è disponibile un parcheggio adiacente la Scuola Cavalier Foresti Al Girotondo (Via Emilia n. 343, località Maggio)

 

  • Domenica 28 settembre – visita itinerante 

Itineranti. quando il campanile era una torre : Visita itinerante del territorio ozzanese

Dopo una breve visita guidata al Museo e il trasferimento in auto presso Palazzo Bianchetti, un itinerario a piedi ci porterà alla scoperta del territorio ozzanese nel Medioevo e in età rinascimentale e in particolare a S. Pietro di Ozzano.
Il ritrovo e l’accoglienza per la visita itinerante sarà presso il Museo della città romana di Claterna alle ore 9.15 e il termine evento alle ore 12.30.

Partecipazione gratuita su prenotazione

Ritrovo: Museo della città romana di Claterna alle ore 9.15

Durata: dalle 9.15 alle 12:30

Per prenotare le iniziative del 28/09
Oppure tel. 3346301615 (giovedì h. 9 – 13)
L’iniziativa rientra nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2025 coordinato dal Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna.

Nasce Hey Man! il festival per ripensare la maschilità

UN NUOVO MODO DI PENSARE AGLI UOMINI

È possibile un dibattito sugli uomini fuori dagli stereotipi e dalle polarizzazioni?

Crediamo di sì. Soprattutto: crediamo che sia necessario dialogare insieme in maniera critica e aperta su tutte le questioni che riguardano il maschile.

Proprio per questo come Open Group siamo felici di partecipare e offrire il nostro sostegno a Hey Man, il neo-nato festival ideato e organizzato da Osservatorio Maschile e Mica Macho che il 19, 20 e 21 settembre 2025 animerà gli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano con oltre 50 eventi gratuiti aperti a chiunque.

Obiettivo del festival: esplorare la mascolinità contemporanea attraverso una pluralità di sguardi, linguaggi e prospettive.

Un invito aperto a chiunque per un confronto costruttivo

Hey man è un festival sul maschile ma non è solo rivolto gli uomini! È piuttosto un invito a prendere parola, a prendersi cura degli uomini generando un dialogo critico sui modelli capace di coinvolgere tutti e tutte. Se il cambiamento dei modelli maschili è un processo in atto, allora è necessario un terreno di confronto non polarizzato e capace di leggere con sguardo analitico le sfide e le problematiche contemporanee, a partire dalle tematiche più urgenti sulla mascolinità.

Programma e temi

Con circa 50 eventi, tra talk, workshop e performance, e oltre 100 ospiti da tutta Italia, il festival abbraccia un ventaglio tematico ricco e variegato diviso in 5 macro sezioni:

  • Relazioni e sessualità
  • Famiglia e lavoro
  • Corpo e salute
  • Educazione e identità
  • Modelli e rappresentazioni

La partecipazione di Open Group

Come Open Group siamo felici di sostenere l’evento col nostro supporto e con la nostra partecipazione! Saremo presenti al festival in qualità di ospiti venerdì 19 settembre a un dibattito dal titolo “Paternità e genitorialità nei luoghi di lavoro. Una questione di condivisione non di conciliazione!”. Sarà un’occasione per riflettere insieme su un tema che ci sta a cuore, ovvero il ruolo della genitorialità condivisa, le questioni legate alla paternità e i valori dell’equità, della corresponsabilità e della cura.

Crediamo che insieme si possa creare uno spazio di comunità capace di generare consapevolezza e trasformazione.

Non vediamo l’ora di essere lì.

Ci vediamo a Milano?

 

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Hey Man è ideato e organizzato da Osservatorio Maschile e Mica Macho in collaborazione con il Comune di Milano, la Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili e l’Assessorato alla Cultura.

 

10 anni di Open Group: approvato il bilancio 2024

Lunedì 14 luglio è stato approvato dall’Assemblea dei soci e delle socie il bilancio di esercizio di Open Group relativo al 2024. Abbiamo deciso di presentarlo nel parco di Maieutica, il nostro centro diurno che ospita e offre servizi a persone con disabilità. Un luogo immerso nel verde, che ha permesso a socie e soci di entrare in contatto con una realtà fondamentale della nostra cooperativa. 

 

Folla di persone sedute in sedie di plastica in un giardino ai piedi di un bosco ascoltano una persona che parla da un palchetto di legno davanti a loro. Uno schermo led presenta dei dati. Dietro al palco, il bosco.

La vocazione sociale nei risultati economici 

Nel 2024 i ricavi totali sono stati 33,6 milioni di euro, con un aumento del 6,4% rispetto al 2023. Risultati che, come afferma il presidente Giovanni Dognini, confermano «la solidità della nostra impresa […] la nostra capacità di coniugare sostenibilità economica e impatto sulle comunità in cui operiamo». Sono oltre 911.000 le persone raggiunte dai servizi di Open Group: un numero che ci fa riflettere sulla nostra vocazione di agire concretamente sui bisogni del territorio.  

Cresciamo insieme alle persone

Se abbiamo raggiunto dei risultati positivi è grazie alle persone che lavorano e credono nella cooperativa. Nel 2024 è aumentata la nostra base sociale: 618 soci e socie con un aumento del 9,4% rispetto al 2023. Tra le particolarità c’è quella di essere una cooperativa giovane: delle 994 persone occupate il 62,5% è rappresentato da under 40. Crescere insieme alle persone e valorizzare nuove energie è una pratica quotidiana che ci fa innovare i servizi e le competenze.  

Due nuove aree: tra benessere delle persone e innovazione  

Nel 2024 abbiamo creato due nuove aree di intervento: l’area Minorenni e Famiglie e l’area IDEA. L’Area Minorenni e Famiglie si occupa di offrire accoglienza e servizi psico-socio-educativi per garantire il benessere e lo sviluppo armonico di ragazze e ragazzi e delle loro famiglie. In questo senso sono partiti alcuni progetti pilota per contrastare il disagio psicologico tra adolescenti. La seconda si chiama area IDEA, un luogo dove l’innovazione incontra le persone, dove la tecnologia si intreccia con l’esperienza e la formazione diventa motore di crescita.

Genera e Oplà: tra innovazione digitale e formazione 

Vogliamo investire sempre di più sull’innovazione attraverso nuovi servizi, nuovi prodotti e nuove competenze. In questo senso, le digital humanities sono l’unione perfetta di due nostre anime: la cultura e il digitale. «Le digital humanities rappresentano una delle linee strategiche più innovative della cooperativa» afferma la direttrice generale Anna Rita Cuppini. Per questo è nata nel 2024 Genera, la nostra creative tech company: un hub di aggregazione di conoscenze e skill della comunicazione e della formazione che ha l’ambizione di trasformare le digital humanities in un’esperienza accessibile, inedita e coinvolgente.  

Un importante incentivo nell’aumento delle competenze si è raggiunto anche attraverso il consolidamento del nostro impegno nella formazione professionale, con 17.216,5 ore erogate nel corso dell’anno e aumento del 5,9% rispetto al 2023. Con la nostra Learning Academy Oplà abbiamo lanciato il Master in Innovazione e Management del Sociale, un’iniziativa che rappresenta il nostro impegno nell’alta formazione e nello sviluppo di competenze specialistiche. 

Un bilancio (e una festa) dei nostri dieci anni  

È stato anche un anno di festeggiamenti. A maggio 2024 abbiamo organizzato Inedita, cronache dal futuro, l’evento per celebrare i dieci anni di Open Group. Una festa in due atti, dove passato e futuro si sono intrecciati. Inedita è stato un momento di confronto e di visione condivisa con la nostra comunità, una importante occasione di riflessione sul cammino percorso e sulle prospettive future.  

 

Una folla di persone dentro i locali di DUMBO a Bologna festeggiano Inedita
Foto di ALESSANDRO RUGGERI

E adesso?  

Adesso ci aspetta proseguire questo viaggio, intrapreso dieci anni fa. Sempre insieme, verso il domani. 

 

SCARICA IL BILANCIO SOCIALE 2024

Scopriamo le domus romane al museo di Claterna

Scopriamo le domus romane a Claterna

Prosegue il nostro viaggio nel patrimonio archeologico di Claterna. La scorsa volta avevamo fatto un esplorazione tra museo, natura e memoria collettiva. Questo sabato 14 Giugno torniamo in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia. In questa giornata il museo e l’area archeologica si incontrano per esplorare la struttura e le caratteristiche delle domus romane e gli scavi dell’antica città in un evento gratuito fatto di visite guidate e di laboratori.

Per l’evento abbiamo curato due attività:

  • un laboratorio per l’infanzia e l’adolescenza
  • una visita guidata al museo per scoprire le caratterisitiche delle antiche domus

 

LABORATORIO DIDATTICO PER BAMBINI E BAMBINE:

ricostruiamo i mosaici delle domus romane

Alle ore 10:00, presso la scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo si terrà un laboratorio didattico pensato per bambini e bambine dai 5 agli 11 anni. Durante il laboratorio si potranno realizzare i diversi elementi che componevano i tipici pavimenti delle domus romane lavorando l’argilla. Al termine dell’attività, i/le partecipanti potranno costruire insieme un tipico pavimento romano mettendo vicino le esagonette di ciascuno.

Partecipazione gratuita su prenotazione

Luogo: Scuola cavalier Foresti – Al Girotondo

Inizio: h.10:00

Numero massimo di partecipanti: 15

 

SCOPRIAMO LA DOMUS: VISITA GUIDATA AL MUSEO DELLA CITTA’ ROMANA

Presso il Museo della Città Romana di Claterna, alle ore 15.30 si propone una visita guidata dedicata al tema dell’abitare in epoca romana, con un approfondimento relativo agli spazi della domus, le strutture urbanistiche del municipium di Claterna e le principali tecniche costruttive dell’epoca.

Partecipazione gratuita su prenotazione

Luogo: Museo della Città Romana di Claterna

Inizio: h.15:30

 

Durante la mattina sarà inoltre possibile visitare l’area archeologica dell’antica città romana nelle fasce orarie 10:00, 11:00 e 12:00. La visita è a cura delle Archeologhe della Soprintendenza ABAP di Bologna (è necessario indossare scarpe comode).

 

INFO E PRENOTAZIONI

museo@comune.ozzano.bo.it 

051 791337

*È necessario prenotare il proprio posto ad ogni attività che si desidera frequentare.

 

L’evento fa parte di Bologna Estate 2025, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena

Nido Hygeia: ancora disponibili 11 posti convenzionati

Nido Hygeia: ancora disponibili 11 posti convenzionati per l’anno educativo

Il Nido Hygeia, situato nel Quartiere Navile di Bologna, offre ancora molti posti liberi per accogliere famiglie in cerca di un servizio educativo di qualità.

Un’opportunità per le famiglie bolognesi
Il Nido Hygeia rappresenta un’importante opportunità per le famiglie che stanno cercando un posto al nido per i propri figli e figlie. Il nostro servizio offre posti convenzionati e calmierati, rendendo l’accesso alle nostre attività educativo-pedagogiche ancora più facile per un maggior numero di famiglie bolognesi.

Orari e calendario
Il nido è aperto dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 18:00, garantendo un ampio orario di copertura per venire incontro alle esigenze lavorative delle famiglie. Il servizio è attivo da settembre a luglio compresi, seguendo il calendario educativo tradizionale.

Un approccio educativo centrato sul bambino e sulla bambina
La filosofia educativa del Nido Hygeia si basa su un principio fondamentale: la cura di ogni bambino e bambina, unicə e speciale, si intreccia con la scoperta delle sue competenze e l’ascolto dei suoi bisogni. Questo approccio personalizzato garantisce che ogni piccolə ospite riceva l’attenzione e il supporto necessari per il proprio sviluppo armonico.

Proposte educative innovative
All’interno della programmazione del servizio, il Nido Hygeia offre diverse proposte educative specializzate:

  • Psicomotricità: attività mirate allo sviluppo delle competenze motorie e della consapevolezza corporea, fondamentali per una crescita equilibrata.

  • Outdoor Education: un progetto che porta i bambini e le bambine a scoprire e apprendere attraverso il contatto diretto con la natura e l’ambiente esterno, stimolando curiosità e senso di esplorazione.

  • Progetto “Sentire l’inglese”: un primo approccio alla lingua inglese attraverso metodologie ludiche e naturali, che permettono ai bambini e alle bambine di familiarizzare con i suoni e i ritmi di una seconda lingua.

  • Sportello pedagogico: un servizio di consulenza dedicato alle famiglie, per accompagnare genitori, madri, padri e bambinə nei momenti di crescita e nelle piccole sfide quotidiane.

Come contattarci
Per informazioni sui posti disponibili e per prenotare una visita al nido, le famiglie interessate possono contattare direttamente la struttura. Il Nido Hygeia rappresenta una scelta di qualità nel panorama educativo bolognese, dove professionalità ed esperienza si uniscono per offrire un ambiente sereno e stimolante per la crescita dei più piccoli e delle più piccole.

Vi aspettiamo nel cuore del Quartiere Navile.

Per informazioni potete scrivere a:

antonella.santilli@opengroup.eu
eleonora.preci@opengroup.eu