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Autore: Redazione

Adolescenti e sostanze: servizi e innovazione

Il seminario

Mercoledì 14 dicembre si terrà il seminario “Adolescenti e giovani consumatori di sostanze: servizi ed innovazione”. L’evento è organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ausl di Bologna e da Area 15. L’appuntamento è alle 8.30 in Sala Cesari, via dell’Ospedale 10 a Bologna.

L’incontro è rivolto alle persone che lavorano nel mondo delle dipendenze da sostanze. Il suo obiettivo è promuovere una riflessione congiunta sul consumo di sostanze tra adolescenti e giovani adulti/e. Si ragionerà sui servizi e sulle politiche da sviluppare per raggiungere il target di giovani consumatori e consumatrici, immaginando un percorso diverso da quello tradizionale nei SerT.

Ad aprire la mattinata sarà Sabrina Molinaro, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che darà alle e ai partecipanti un quadro generale sugli stili di consumo di sostanze tra i/le giovani. Seguiranno gli interventi di Nadia Gennari, Mara Gonevi e Antonina Contino, che racconteranno il percorso e le sfide dei servizi innovativi per giovani consumatori e consumatrici in cui sono attivə.

Prenderanno poi la parola Marcello Lolli, sociologo di Open Group, e Luca Ghedini, psicologo dell’Ausl di Bologna, per presentare Area 15, il servizio integrato tra ASL e Comune di Bologna, che Open Group gestisce.

Gruppo di persone sedute, tutte rivolte nella stessa direzione, è in ascolto.

Area 15

Area 15 nasce nel 2012 come progetto di prevenzione e consulenza sul tema delle sostanze e delle dipendenze. Il servizio è gestito da Open Group e dalla cooperativa La Carovana per conto del Comune di Bologna. A novembre 2020 è diventato un servizio integrato con operatori e operatrici dell’Ausl Bologna che ne curano la parte sanitaria.

Area 15 risponde ad alcune esigenze di servizio emerse negli ultimi anni rispetto al mondo dei consumi di sostanze da parte delle e dei giovani. Lo fa con azioni di sensibilizzazione, percorsi educativo-psicologici personalizzati, attività, laboratori, eventi informativi e formativi sul tema delle sostanze e dei rischi ad esse connessi.

I e le giovani raccontano il gioco d’azzardo

Rimettiamoci in gioco, il progetto

Come è cambiato il gioco d’azzardo dopo la pandemia di Covid-19? Quali sono le peculiarità del gioco d’azzardo sul territorio? Che implicazioni pratiche e simboliche ha il gambling?

È a partire da queste domande che si muove il progetto “Rimettiamoci in gioco”. “Rimettiamoci in gioco” si rivolge ai e alle giovani del Quartiere Borgo Panigale-Reno di Bologna con l’obiettivo di fornire alle ragazze e ai ragazzi strumenti sempre nuovi per leggere il mondo che ə circonda.

Le e i giovani partecipanti, d’età compresa tra i 20 e i 25 anni, indagheranno il gioco d’azzardo con approcci innovativi e strumenti digitali. Il mezzo comunicativo utilizzato sarà quello del video storytelling.

“Rimettiamoci in gioco” è un progetto promosso da Open Group, Auser – che ha realizzato il calendario “Giochiamo?” – e Radio Cap. È realizzato con il contributo del bando di Cura della Comunità e Cura del Territorio 2022 del Quartiere Borgo Panigale-Reno.

Slot-machine per il gioco d'azzardo. L'immagine è scura e un po' sfuocata.

Una lettura nuova del gioco d’azzardo

“Rimettiamoci in gioco” vuole dare una lettura aggiornata e scevra di luoghi comuni del fenomeno del gioco. Per farlo, le e i giovani dialogheranno con accademiche e accademici, con professionistə che lavorano al SERT di quartiere e con persone che lo frequentano, con le istituzioni locali, con l’associazione per l’invecchiamento attivo Auser e con Avviso Pubblico, una rete di enti locali che si impegnano per promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

Il gruppo di partecipanti produrrà una serie di brevi video che esploreranno il tema del gioco d’azzardo, riflettendo su aspetti non immediatamente evidenti nel racconto egemonico del fenomeno. I video analizzeranno, tra gli altri, anche questi aspetti:

  • le peculiarità de gioco d’azzardo sul territorio;
  • gli stereotipi legati al gioco d’azzardo, tra cui il gioco come malattia e il gioco come vizio;
  • il ruolo che la pandemia di Covid ha avuto sulle abitudini di giocatori e giocatrici, e sulla visibilità del fenomeno stesso.

Architetture dell’azzardo

“Rimettiamoci in gioco” intende il gioco d’azzardo come architettura, appoggiando il concetto elaborato dall’antropologa Natasha Dow Schüll nel volume “Architetture dell’azzardo. Progettare il gioco, costruire la dipendenza” (Sossella Editore, 2015). L’autrice illustra come l’azzardo sia un’industria strutturata che utilizza strumentazioni grafiche, digitali e organizzative che fanno in modo che la persona rimanga in gioco il più a lungo possibile. Al centro dell’industria del gioco d’azzardo non sarebbe, quindi, il gambling (l’azzardo), ma il gaming (il gioco).

Piano Freddo, 238 posti per accoglienza notturna

Il Piano Freddo

Il Piano Freddo è attivo anche quest’anno. Dal 1 dicembre al 31 marzo il Comune di Bologna offre accoglienza notturna alle persone senza dimora. Il servizio è attuato da ASP Città di Bologna in collaborazione con il Consorzio l’Arcolaio, di cui fa parte anche Open Group.

238 sono i posti messi a disposizione dal Piano Freddo. Questi posti si sommano a quelli all’accoglienza ordinaria che il Comune offre durante tutto l’anno. Il numero complessivo di posti garantiti da Piano Freddo è quindi 550.

L’accoglienza delle persone senza dimora è prevista per le ore notturne, dalle 19 alle 9. Nel caso in cui scattasse l’allerta della Protezione Civile per neve o freddo intenso, l’accoglienza verrà garantita anche nelle ore diurne. Il riparo durante il giorno è offerto dalle 10 alle 18, su richiesta, presso i Laboratori di comunità.

Da quest’anno, inoltre, la struttura Fantoni resterà aperta 24 ore su 24. Questa apertura vuole rispondere ai bisogni delle persone senza dimora con lavori precari o serali, che necessitano di riposo anche durante le ore diurne.

Una persona seduta su una sedia ha le mani incrociate e la schiena curva. In primo piano, di spalle, una signora bionda vestita di chiaro.

 

Le strutture di Open Group

Le strutture e i servizi gestiti da Open Group che partecipano al Piano Freddo sono tre:

  • La struttura Fantoni, in zona FICO, è una casa colonica su due piani con un’ampia area verde. Fantoni accoglie 23 persone ed è una struttura notturna. Ad ogni ospite viene fornito un kit per la notte e per le docce, che include lenzuola, federa, coperte, asciugamani e prodotti per l’igiene personale;
  • Il Rifugio Notturno della Solidarietà, struttura dotata di un’area canile con 11 cucce. Può quindi ospitare persone senza dimora in compagnia del loro cane;
  • L’Unità di Strada, servizio di prossimità che si rivolge principalmente a persone con consumo problematico e/o dipendenza da sostanze psicoattive, e a persone che rientrano nelle ‘fasce deboli’. Nel contesto del Piano Freddo, intercetta ə individuə in situazione di necessità e ə indirizza alle strutture del Piano Freddo: rappresenta, quindi, un punto d’accesso all’accoglienza.

Come si viene accoltə

Anche quest’anno per essere accolti non ci si presenta direttamente nelle strutture, perché gli operatori lavorano in modalità mobile con uscite in strada.

Questa modalità permette di intercettare in maniera capillare le persone che vivono in strada. A un primo colloquio telefonico segue un contatto in strada con l’obiettivo di rispondere in tempi brevi alle necessità che le persone manifestano.

Le associazioni di volontariato e i servizi sociali posso presegnalare ad Unità di strada e Città Prossima-Help Center la presenza di persone senza dimora sul territorio, così da rendere ancor più efficiente il contatto. Anche i singoli cittadini e le singole cittadine possono collaborare con gli operatori del Piano Freddo, segnalando eventuali situazioni di disagio in strada alla mail instrada@piazzagrande.it.

STANZA41, il podcast del progetto L.A.I.V.

STANZA41: quattro storie, un futuro da costruire

Il 28 novembre è stata pubblicata la prima puntata di STANZA41, il podcast del progetto L.A.I.V. – Lavoro, Alloggio, Istruzione, Vulnerabilità.

I successivi episodi andranno in onda lunedì, mercoledì e venerdì alle 17 sul sito e sull’app di White Radio. Nel corso delle 12 puntate cittadini e cittadine migranti ci raccontano le loro storie: dalla vita nel Paese d’origine ai viaggi, fino al trasferimento in Italia. Ascolteremo quattro racconti di persone nate rispettivamente in Camerun, in Marocco, in Sierra Leone e in Pakistan, ma che hanno tutte deciso di costruire il proprio futuro in Italia.

STANZA41 è un “luogo abituale di condivisione, aggregazione e socializzazione” in cui uomini e donne migranti hanno raccontato il loro processo di crescita nel modo più intimo e libero possibile. La costruzione di questo spazio sicuro è avvenuta attraverso il podcast e, ancor prima, nella stanza 41 dell’edificio in cui ha sede il Servizio Sociale e Immigrazione del Comune di Prato. L’idea del podcast, infatti, è nata dallo scambio di pensieri, richieste e racconti di vita che avviene ogni giorno, proprio in quella stanza, tra cittadini e cittadine di Paesi terzi e operatori e operatrici di L.A.I.V.

Il progetto L.A.I.V.

Lavoro, Alloggio, Istruzione, Vulnerabilità è un progetto che vede il Comune di Prato in qualità di capofila e Open Group e l’associazione Cieli Aperti come partner. L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello di favorire l’inclusione scolastica, l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale dei e delle migranti. In questo contesto, Open Group gestisce le azioni di supporto all’integrazione sul territorio di Prato.

Il progetto L.A.I.V. ambisce a sperimentare nuove strategie di intervento che partano dal contesto scolastico. Per farlo, lavoriamo alla consolidazione delle azioni rivolte all’inclusione scolastica e promuoviamo pratiche innovative. La proposta è quella di partire da interventi sulle alunne e sugli alunni non italofone/i, per poi aprirsi a raggera al mondo degli/delle adulti/e e ai contesti sia lavorativi che abitativi in cui questə vivono.

“Mettiamoci in gioco” compie 10 anni

L’evento per il decennale di Mettiamoci in gioco

Mercoledì 30 novembre la campagna “Mettiamoci in gioco” compie dieci anni. In occasione di questo anniversario si terrà l’evento “Mettersi in gioco? 10 anni di impegno, insieme, contro i rischi del gioco d’azzardo”. L’appuntamento è al Centro ricreativo culturale Giorgio Costa in via Azzo Gardino 44 a Bologna.

L’evento si aprirà alle 10 e durerà fino al pomeriggio. Grazie ai numerosi interventi faremo un bilancio del percorso della campagna sino ad oggi, ma soprattutto metteremo a fuoco le strategie future e gli obiettivi a venire. Qui il programma completo.

La campagna “Mettiamoci in gioco” nasce nel 2012 per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle caratteristiche del gioco d’azzardo nel nostro Paese e sulle sue conseguenze sociali, sanitarie ed economiche. La campagna si pone anche due obiettivi più specifici. In primo luogo vuole avanzare proposte di regolamentazione del fenomeno. Secondariamente, ambisce a  catalizzare l’impegno di tanti soggetti che a livello nazionale e locale si mobilitano per gli stessi fini.

Tra le tante realtà promotrici di “Mettiamoci in gioco” c’è il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), del quale fa parte Open Group.

Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

Il CNCA è un’associazione di promozione sociale a cui aderiscono circa 250 organizzazioni fra cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato ed enti religiosi. Il CNCA è attivo nell’ambito del disagio e dell’emarginazione, con l’obiettivo di promuovere diritti di cittadinanza e benessere sociale.

Nel contesto del CNCA Open Group opera nel settore dipendenze, svolgendo un lavoro di sensibilizzazione e promuovendo azioni di prevenzione contro i rischi del gioco d’azzardo. Offriamo anche servizi specialistici di trattamento della dipendenza patologica, svolgiamo lavoro di prossimità e riduzione del danno e attiviamo progetti di cittadinanza attiva e solidale.

L’arte di sbagliare alla grande, con Enrico Galiano

Il convegno “L’arte di sbagliare alla grande”

Il Centro per le famiglie di Cento è tra gli organizzatori dell’evento “L’arte di sbagliare alla grande”, uno degli appuntamenti del programma formativo del Comune di Cento per l’anno 2022-2023.

L’evento si terrà giovedì 1° dicembre 2022 dalle 16.30 alle 18.30 in Sala Zarri, all’interno del Palazzo del Governatore (Corso del Guercino 39, Cento – FE).

L’ospite di questo appuntamento sarà Enrico Galiano, insegnante, scrittore e creatore della webserie “Cose da prof”.

Il convegno è rivolto a educatori ed educatrici, insegnanti e a tutta la cittadinanza. L’evento si colloca nella sezione del programma formativo dedicata a chi si occupa di ragazzi e ragazze dagli 11 ai 18 anni. Gli incontri dedicati a questa fascia d’età propongono iniziative formative tematiche, con particolare attenzione alla fragilità degli adolescenti.

La prenotazione è obbligatoria. È possibile prenotare a questo link.

Sala elegante dai colori caldi con sedie bianche disposte in file. Non sono presenti persone.

L’importanza di essere veri, non perfetti

“Forse è proprio questa la cosa da fare quando si pensa di avere un difetto: capovolgere del tutto il ragionamento. Invece di guardare a che cos’è il difetto, chiedersi che cos’è la bellezza”, scrive Galiano nel suo libro “L’arte di sbagliare alla grande”.

Senza perdere di vista la centralità della bellezza, l’autore rifletterà sull’autostima, sul benessere, sull’ottimismo e sul fallimento come risorsa. Secondo Galiano, infatti, è più importante imparare a rialzarsi piuttosto che impegnarsi a non cadere: gli errori rappresentano una possibilità di crescita senza eguali.

Il Centro per le Famiglie

Il Centro per le Famiglie è un servizio che Open Group gestisce per conto del Comune di Cento. Promuove interventi e attività per tutta la cittadinanza, offrendo in particolare servizi a sostegno delle famiglie. Il servizio ha come finalità quella di prendersi cura delle relazioni all’interno del nucleo familiare e di promuovere il benessere fra la famiglia e il suo contesto di vita.

Ogni piano del Centro per le Famiglie di Cento è dedicato a una specifica fase di sviluppo delle e dei minorenni. Al piano terra le attrezzature e le attività per le piccolissime e i piccolissimi; al primo piano gli spazi per bambine, bambini e prima adolescenza; al secondo piano l’Officina della musica e gli strumenti musicali per i percorsi di sperimentazione con ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni.

“Eroina”: la presentazione del libro all’Uds

La presentazione di “Eroina” con l’autrice

Martedì 6 dicembre l’Unità di Strada ospiterà la presentazione del libro “Eroina. Dieci storie di ieri e di oggi”. L’evento si terrà alle 18 in via de’ Carracci 59, sede dell’Unità di strada – Fuori Binario.

Alla presentazione del libro parteciperanno Vanessa Roghi, autrice di “Eroina”, e Pino di Pino, operatore della Rete di Riduzione del Danno, formatore e membro del coordinamento di ITTARD (Network Italiano Riduzione del Danno). A partire dal testo di Roghi, indagheremo la storia dell’eroina. Approfondiremo l’immaginario culturale della persona che fa uso di sostanze e indagheremo le politiche punitive di ieri e di oggi e le possibilità di domani.

La presentazione di “Eroina” sarà un’opportunità per decostruire stigmi e costruire inclusione.Banner pubblicitario della presentazione del libro Eroina. Nella grafica compaiono la copertina del libro, una mano da cui nasce un germoglio, e i dettagli della presentazione. “Eroina”, in breve

La ricerca di Vanessa Roghi sul mondo delle cosiddette “droghe pesanti” comincia dalla storia di Valentina. Valentina inizia a fumare eroina nel 2002, a 13 anni. Vent’anni fa si pensava che l’eroina non fosse più una minaccia: la storia ha rivelato l’estrema miopia di questa percezione.

L’autrice ripercorre la storia dell’eroina, dall’Ottocento ad oggi. Roghi indaga la costruzione socioculturale della figura del “tossico”, problematizza la “guerra alla droga”, riflette sulle responsabilità delle case farmaceutiche.

Sullo sfondo di questo scenario, l’autrice si interroga sulla possibilità di una soluzione diversa nell’approccio, formale e informale, alle sostanze. Questa soluzione esiste e si chiama riduzione del danno.

L’autrice

Vanessa Roghi è storica e autrice di programmi di storia per Rai Tre. Bodini Fellow presso l’Italian Academy della Columbia University dal 2020 al 2021, è una ricercatrice indipendente. Ha scritto, tra gli altri, “Piccola città. Una storia comune di eroina” (2018) e “Lezioni di Fantastica. Storia di Gianni Rodari” (2020).

Unità di strada, il servizio di riduzione del danno

L’Unità di strada è un servizio di prossimità e di riduzione del danno per persone con dipendenza da sostanze, gestito da Open Group per conto di ASP Città di Bologna. Il servizio, rivolto a chi ha in prevalenza una vita di strada, offre accoglienza diurna, counseling e informazioni sulle sostanze psicoattive.

Le operatrici e gli operatori vanno inoltre nei luoghi di aggregazione spontanea dei consumatori di sostanze, dove distribuiscono materiale sterile e generi di prima necessità.

Tesoro mio, un webinar sulla violenza economica

Un webinar sulla violenza economica

Open Group vuole onorare, anche quest’anno, la ricorrenza del 25 novembre, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Vuole farlo con un webinar sul tema della violenza economica.

L’incontro, dal titolo “Tesoro mio – riflessioni sulla violenza economica contro le donne”, si terrà venerdì 25 novembre dalle 16 alle 17.30 via Zoom. A dialogare con noi ci sarà Barbara Setti, di Fondazione Finanza Etica.

Il webinar è aperto a tutte le persone di Open Group e alle persone che accogliamo nei nostri servizi e nelle nostre strutture.

 

Che cos’è la violenza economica?

La violenza economica è una delle forme più subdole di violenza: consiste nel negare a una persona la possibilità di accedere alle proprie risorse finanziarie o di possederle, consiste nel negare a una persona la possibilità di avere un lavoro. Consiste nel controllo della persona, della sua indipendenza e libertà.

Le donne hanno spesso un rapporto difficile con i soldi, basti pensare alla difficoltà di accesso al capitale quando si parla di investimenti o al problema del gender pay gap. Questa situazione allontana sempre di più le donne dalla gestione finanziaria (personale, familiare o societaria) esponendole e aggravando le situazioni di violenza. L’educazione finanziaria è centrale perché è la strada per garantire crescita, consapevolezze ed empowerment femminile.

Cookies, lo sportello digitale di Open Group

Cos’è Cookies?

A gennaio aprirà Cookies, lo sportello gratuito di supporto e consulenza sul digitale per le persone di Open Group. Allo sportello si potrà accedere gratuitamente:

  • in presenza, nella sede centrale di Open Group (via Milazzo 30, Bologna). Per l’accesso in presenza, la prenotazione non è obbligatoria;
  • online, prenotando la propria consulenza a questo link.

Cookies sarà aperto il lunedì dalle 14.30 alle 15.30 e il venerdì dalle 9 alle 10.

Cookies vuole essere un aiuto concreto per il lavoro delle persone della cooperativa. Le professioniste dello sportello offriranno consulenza e supporto sugli strumenti digitali utili per il lavoro quotidiano, sui nuovi tool disponibili, sull’utilizzo di programmi e applicazioni. Il supporto potrà riguardare qualsiasi fase del lavoro: dall’aiuto nell’ideazione, all’accompagnamento nello sviluppo metodologico, al perfezionamento dei materiali per la conclusione o la presentazione del progetto.

Grafica di promozione di Cookies, lo sportello sul digitale per le persone di Open Group

Il supporto dello sportello, concretamente

Che tipi di consulenza si potranno richiedere a Cookies? Di seguito qualche esempio:

  • Devo tenere un focus group e non conosco strumenti digitali che possano essermi d’aiuto. Cookies c’è!
  • Io e il mio gruppo di lavoro dobbiamo proporre un nuovo servizio in un bando. Ci sono strumenti digitali che possono esserci d’aiuto nell’ideazione della proposta o nella realizzazione del servizio? Cookies c’è!
  • Voglio creare una presentazione su Canva o un video con InShot ma non so da dove iniziare. Cookies c’è!
  • Lavoro in un museo e vorrei capire se posso rendere più interattive e digitali le visite guidate per le studentesse e gli studenti. A quali risorse posso attingere? Cookies c’è!
  • Sono un’educatrice o un educatore in una scuola dell’infanzia. Come posso inserire l’elemento del digitale nella quotidianità delle bambine e dei bambini, in modo da stimolarne la conoscenza e la consapevolezza? Cookies c’è!

La senti la fame digitale? Abbiamo (i) Cookies per te!

L’evento per il supporto alle famiglie

“Castenaso: una famiglia per una famiglia”: le informazioni

Mercoledì 16 novembre 2022 Open Group interverrà nell’evento “Castenaso: una famiglia per una famiglia”. L’appuntamento è alle 18 al Salone della Parrocchia di Castenaso (via XXI ottobre 4/1, Castenaso). Discuteremo di supporto alle famiglia, delle modalità per offrire aiuto a chi abita vicino a noi, delle possibilità che abbiamo di affiancare le famiglie più fragili nella gestione e nella crescita dei più piccoli e delle più piccole, di come costruire una comunità più aperta.

Durante l’evento scopriremo i servizi di accoglienza per famiglie gestiti dalla nostra cooperativa. Racconteremo anche l’affiancamento familiare e ascolteremo la testimonianza di una famiglia accogliente. Non mancherà la presentazione dei servizi e dei progetti del Centro per le Famiglie Distretto Pianura est.

A moderare l’incontro sarà Marta Melega, referente dei servizi di accoglienza per le famiglie di Open Group. Interverranno, tra le altre e gli altri, Massimiliano Odorici, coordinatore della comunità La Quercia, e Anna Braca, psicologa esperta di accoglienza e affido di Open Group.

L’evento è organizzato da Open Group con il patrocinio del Comune di Castenaso e in collaborazione con le Chiese di Castenaso.

Una donna che indossa un maglione grigio tiene in braccio un bambino o una bambina con leggins arancioni e maglia blu scuro. Di entrambi i soggetti non si vede il volto.

Supporto alle famiglie fragili: l’affido e l’affiancamento

Nei percorsi di affiancamento familiare una famiglia sostiene un’altra famiglia in difficoltà, tutti i componenti di entrambi i nuclei vengono coinvolti nella relazione. Si sostengono così il bambino o la bambina, i genitori e il loro legame. La famiglia volontaria offre un supporto pratico nella gestione di alcuni momenti della giornata.

L’affiancamento è una forma di intervento preventivo. Il suo obiettivo è sostenere quelle famiglie che vivono una situazione di temporanea difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana e nelle relazioni educative con i figli e le figlie.

L’ affido familiare è un intervento temporaneo di aiuto e sostegno a una persona minorenne che proviene da una famiglia che non è in grado di occuparsi delle sue necessità. La famiglia affidataria accoglie il/la bambino/a presso di sé per un periodo che varia da pochi mesi a massimo due anni, impegnandosi a fornire un’adeguata risposta ai suoi bisogni affettivi ed educativi.

Tre persone prendono parte ad un cerchio. Di queste, una indossa una maglia verde e tiene in mano una tazza; una è vestita di bianco; un uomo con barba e capelli scuri indossa una maglia rosa.

Parità di genere: i focus group con l’Università

Focus group a tema parità di genere

Open Group continua il suo lavoro sul tema della parità di genere. La cooperativa ha intrapreso un percorso a tema empowerment e leadership al femminile insieme all’Università di Bologna.

Il lavoro ha l’obiettivo di indagare le percezioni e le credenze delle persone di Open Group sul tema della leadership, su più livelli: culturale-ideologico, organizzativo, interindividuale, intrapersonale.

Il percorso si articola in cinque focus group che si concluderanno a fine novembre. Le e i partecipanti sono 15; due professionistə dell’Università a condurre gli incontri, ricoprendo il ruolo di moderatorə e di conduttorə.

La leadership di Open Group

“Nella direzione di Open Group siamo cinque persone, quattro di noi sono donne: il potere non ci fa paura, è ciò che ci permette di guidare l’azienda, di costruire percorsi di condivisione e di comunità. Il potere è la capacità di guidare con fermezza, competenza e attenzione. Lo è per le donne, lo è per gli uomini, lo deve essere per tuttə”. Con queste parole Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group, descrive la visione di leadership della cooperativa.

Nel corso dei focus group le e partecipanti indagheranno i fattori e le condizioni che hanno portato la cooperativa alla costruzione di una leadership a maggioranza femminile. Il loro ruolo sarà duplice: da un lato saranno testimoni del contesto lavorativo in cui si muovono, dall’altro proveranno a immaginare modi nuovi di lavorare sulla parità.

Le azioni per la parità di genere

Da dove è cominciato il percorso di Open Group sulla parità di genere? Da un approfondito ed esteso lavoro di self-check.

La cooperativa ha creato al suo interno una Commissione sulla parità di genere. Questo organismo definisce e monitora lo stato di salute di Open Group rispetto al tema della parità, fornendo informazioni preziose per lo sviluppo delle politiche future.

Il secondo percorso intrapreso è quello sulla comunicazione inclusiva. Convinta del potere costitutivo del linguaggio, Open Group ha deciso di adottare un linguaggio inclusivo rispetto al genere. La cooperativa ha poi elaborato “Quel genere di parole. Una guida pratica per comunicare senza escludere”. Si tratta di un documento che contiene delle indicazioni che possano guidarci in questo processo; il documento è stato condiviso con tutte le persone di Open Group.

TRACER, il progetto sul tema del Porrajmos

Il progetto TRACER

Open Group partecipa al progetto TRACER, iniziativa europea che coinvolge gruppi di adolescenti e giovani adulti e adulte, rom e non, di tre diverse nazioni (Italia, Polonia e Portogallo). L’obiettivo di TRACER è duplice: da un lato sensibilizzare sul tema del Porrajmos, il genocidio della popolazione Rom; dall’altro attivare un percorso di cittadinanza attiva a livello europeo, utilizzando anche l’arte tra i suoi strumenti.

TRACER si sviluppa attraverso attività di ricerca e azione sulle comunità rom e sinti e sul loro passato. A partire dal lascito del Porrajmos, il progetto lavora sull’elaborazione di una storia comunitaria collettiva, che permetta di riconoscere e valorizzare ogni cultura.

Le azioni di TRACER

Le e i giovani coinvoltə raccoglieranno interviste e documenti utili a costruire una narrazione efficace, che possa essere condivisa e diffusa sia all’interno che all’esterno della comunità. Una parte delle azioni del progetto sarà dedicata alla sensibilizzazione nelle scuole, che avverrà grazie a laboratori dedicati.

TRACER porterà le e i giovani partecipanti in un viaggio di riflessione e memoria nel campo di concentramento di Auschwitz. Il viaggio rappresenterà un’occasione per ricucire il tessuto comunitario a partire dalle ferite del passato.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea. A TRACER partecipano partner nazionali e internazionali: l’Università di Bologna; l’Università di Firenze; le realtà del terzo settore di Bologna, Firenze e Napoli, l’Università di Varsavia (Polonia); l’Università di Braga (Portogallo).

Grafica che raffigura una persona che insossa una tshirt sulla quale è raffigurata la bandiera rom (azzurro in alto, verde in basso, una ruota rossa al centro). Lo sfondo della grafica è bianco.

Il Porrajmos

“Porrajmos”, letteralmente “inghiottimento”, “grande divoramento” o “devastazione”, è un termine della lingua romanès. I popoli rom, sinti e camminanti lo utilizzano per riferirsi alla persecuzione e allo sterminio subiti dal nazismo e dai suoi alleati durante la Seconda guerra mondiale. La stima delle vittime si aggira fra le 220 mila e le 500 mila persone: una persona di etnia Rom su quattro presente in Europa prima del 1940 è stata uccisa per opera delle persecuzioni naziste.

Coo.de, il corso sul digitale per educatorə

L’evento di apertura

L’11 novembre 2022 l’evento di apertura di Cooperative Digital Education (Coo.de), un corso di alta formazione sul digitale. L’obiettivo di Coo.de è qualificare ulteriormente la professionalità educativa di lavoratori e lavoratrici che operano in campo scolastico ed extrascolastico.

L’appuntamento per la presentazione del corso è venerdì 11 novembre dalle 14 alle 18 nell’Aula 2 del Dipartimento di Scienze dell’Educazione (via Zamboni 32, primo piano). Durante i saluti istituzionali interverrà Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group. A seguire la lectio magistralis “Intervento e competenze per le professioni educative nella condizione post-mediale” e il seminario “Le competenze digitali come competenze di cittadinanza #Digicomp. A partire dalle 17 si approfondiranno gli aspetti organizzativi del corso.

È possibile partecipare all’evento in presenza o tramite la piattaforma Teams, utilizzando questo link.

Cos’è Coo.de

Coo.de, Cooperative Digital Education, è un corso di alta formazione sul digitale nel suo più ampio significato: digitale come ambiente, digitale come strumento, digitale come canale per professionalizzare e professionalizzarsi.

Il corso si articola in quattro aree tematiche: creazione di contenuti digitali, collaborazione e cooperazione, comunicazione e documentazione, sicurezza, benessere e salute. Prevede 48 ore di didattica in presenza con lezioni frontali e interattive, attività laboratoriali, attività di riflessione individuale e collettiva supportate da un tutor d’aula.

Le formatrici e i formatori di Coo.de sono professionistə di Open Group e di Cadiai.

Il corso inizierà l’11 novembre 2022 e terminerà il 21 aprile 2023. Le lezioni si terranno nell’Aula Studi della Fondazione Barberini (via Mentana 2, Bologna).

Grafica blu scuro sulla quale è presente il testo "Cooperative digital education, Coo.de. Programmiamo l'educazione del futuro"

A chi si rivolge Coo.de

Il corso è riservato a educatori ed educatrici delle cooperative che aderiscono a Legacoop e che operano, su tutto il territorio nazionale, in ambito scolastico ed extrascolastico in servizi con utenza (0-18 anni) nei seguenti settori: scuola, centri di aggregazione e tempo libero (extra-scuola), inclusione scolastica e sociale.

Il contributo per la partecipazione al corso è di 600 euro.

Per informazioni e iscrizioni: info@almavicoo.it.

Coo.De è frutto di una co-progettazione tra Legacoop Bologna, il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna e Alma Vicoo, il centro universitario per la cooperazione, in collaborazione con Open Group e Cadiai e con il supporto di Anastasis e Fondazione Barberini.

Giornate FAI, visita all’Archivio di Cervia

Visite guidate all’archivio comunale di Cervia

Domenica 16 ottobre, nel contesto delle Giornate FAI d’autunno, sarà possibile prendere parte a una visita guidata all’Archivio storico comunale di Cervia. Alla cura e alla valorizzazione dell’Archivio lavorano le professioniste e i professionisti del settore Patrimoni Culturali di Open Group.

Situato nella sede del palazzo comunale, il fondo archivistico conserva la documentazione storica raccolta dalla comunità. Il documento più antico risale al 1511: si tratta della bolla di papa Giulio II. A partire da questa data, si conservano carteggi di ogni epoca, giungendo sino a quella contemporanea.

Si tratta di un consistente patrimonio di documentazione e registri che consentono di ripercorrere un’ampia parte della storia del territorio e della comunità che lo ha abitato.

Tra i numerosi documenti di valore, le visitatrici e i visitatori potranno visionare la mappa ideale della Vecchia Cervia, realizzata intorno al 1763 da Pietro Senni, canonico cervese, e recentemente restaurata.

Le visite, che prevedono un numero chiuso di partecipanti, saranno condotte dalla dottoressa Cristina Poni, responsabile dell’Archivio storico comunale. Per partecipare è necessario prenotarsi attraverso il sito del FAI- Fondo per l’ambiente italiano a questo link.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la sezione FAI locale e con il Comune di Cervia.

la foto è stata scattata all'interno dell'Archivio comunale di Cervia. In primo piano un cassettone bianco; aperti, sopra la cassettiera, due grandi libri antichi e qualche documento. Sullo sfondo una grande libreria.

L’undicesima edizione delle Giornate FAI

Durante l’undicesima edizione delle Giornate FAI, che si terrà il 15 e il 16 ottobre, cittadine e cittadini avranno la possibilità di visitare oltre 700 luoghi distribuiti in 350 città italiane. Palazzi, ville, chiese, musei, archivi e luoghi di cultura e rilevanza storica verranno aperti alla cittadinanza e raccontanti dalle volontarie e dai volontari del FAI.

Tra le proposte non mancheranno visite guidate a borghi storici, percorsi naturalistici ed esperienze all’interno di spazi verdi – parchi, giardini storici, cortili e orti botanici.

Un’occasione unica per immergersi nell’arte e nella natura e per conoscere il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.

Dispersione scolastica, la presentazione di I.C.E.

Il convegno a DumBo sulla dispersione scolastica

Giovedì 13 ottobre, dalle ore 14.30, al Binario Centrale di DumBo (via Camillo Casarini 19 a Bologna) è in programma il convegno “I.C.E. – Incubatore di comunità educante. Esperienze e interferenze per includere”. Un momento di scambio e riflessione per racconterà i risultati di I.C.E.

In apertura gli interventi di professioniste e professionisti che illustreranno l’impegno delle istituzioni comunali e regionali, dell’azienda sanitaria locale e delle imprese del terzo settore a proposito di povertà educativa e dispersione scolastica. Tra gli interventi quello del nostro presidente Giovanni Dognini che racconterà le strategie del progetto.

A seguire, una tavola rotonda farà dialogare mondo della scuola, terzo settore e istituzioni, prima di lasciare spazio a due momenti di approfondimenti, uno dedicato al rischio di dispersione scolastica, uno al ritiro scolastico.

Dalle ore 16.15, l’associazione Filò – il filo del pensiero condurrà relatori, relatrici e pubblico in uno speed meeting filosofico, che sarà l’occasione per mettersi in gioco e confrontarsi. In programma anche due talk.

“Il progetto I.C.E. ha indicato un modello di intervento che mette a sistema le competenze e le professionalità di realtà diverse, dalle istituzioni al privato sociale, dalla scuola all’Università – conclude Giovanni Dognini –: è un modello che potrebbe essere replicato per affrontare le nuove sfide che si pongono nella società di oggi”.

“ICE – Incubatore di Comunità Educante” è stato tra gli 86 vincitori del bando Adolescenza, selezionato tra 800 proposte dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo nazionale di contrasto per la povertà educativa minorile (legge 208/2015 articolo 1, comma 392).

Cinque cubi neri con lettere gialle compongono la parole DUMBO. Sullo sfondo degli alberi, in primo piano delle strisce colorate disegnate sul pavimento.

“I.C.E. – Incubatore di comunità educante”, il progetto

Oltre 8mila persone minorenni, 500 genitori, 400 docenti e 900 educatori ed educatrici. Sono solo alcuni dei numeri di “I.C.E. – Incubatore di comunità educante”, il progetto finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzato da una rete di istituzioni, scuole e realtà del privato sociale del territorio metropolitano di Bologna. Due gli obiettivi principali: contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, in particolare nella fascia adolescenziale; creare un sistema integrato tra pubblico e terzo settore e tra scuola e territorio, promuovendo laboratori e percorsi educativi dentro e fuori le scuole.

In qualità di soggetto responsabile, Open Group ha coinvolto, come partner, 15 istituti scolastici, 14 enti pubblici e 43 enti tra cooperative e associazioni.

“Il progetto I.C.E. ha permesso di sperimentare un sistema multidisciplinare tra oltre 70 attori per rispondere al fenomeno della dispersione scolastica – dice Giovanni Dognini, presidente di Open Group –. Ha dato inoltre l’opportunità di mettere in rete dei professionisti in grado di riflettere e agire su fenomeni come il ritiro sociale e la fobia scolare, che si sono resi particolarmente evidenti durante la pandemia”.

Durato 48 mesi, il progetto ha previsto attività nei 4 ambiti scolastici territoriali della Città metropolitana di Bologna. Tre i tipi di azioni a seconda dei bisogni di ragazze e ragazzi: prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Obiettivo delle azioni di prevenzione primaria è stato il miglioramento dell’inclusione degli studenti e il benessere scolastico e sociale. Come? Attraverso laboratori sulla didattica innovativa e percorsi con famiglie, con oltre 10mila ore di attività realizzate, utili anche per orientare gli e le studenti nella fase di transizione tra scuole di diverso ordine e grado.

Quattro quarti, il podcast a quattro voci

Il podcast “Quattro quarti”

“Quattro quarti” è il nuovo podcast creato dalla nostra emittente Libera Radio, nell’ambito del progetto “Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita”.

Le creatrici e i creatori di “Quattro quarti” sono quattro ragazzi che hanno commesso reati di minore allarme sociale e che sono coinvolti in percorsi giudiziari di messa alla prova.

La scelta di un titolo che richiama il linguaggio musicale non è casuale. Il riferimento è alla nota dei 4/4, chiamata anche “intero”: quattro voci si uniscono per dare vita a una storia unica, a una narrazione corale che sia, allo stesso tempo, tanti e uno. “L’idea è quella di un cammino che si è iniziato da soli ma che si decide di percorrere insieme”, racconta Maila Leoni, educatrice pedagogista e responsabile del progetto.

Il percorso è cominciato con quattro domande che sono state decise collettivamente dai ragazzi e che hanno scandito la struttura e la registrazione del podcast. A domande scelte, i partecipanti sono entrati in sala per registrare, con la guida del giornalista Federico Lacche. Il prodotto finale rappresenta una piccola del lavoro svolto nel corso del laboratorio.

È possibile ascoltare “Quattro quarti” sulle principali piattaforme di podcast (Spreaker, Spotify, ecc.).

“Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita”: il progetto

I partecipanti si sono incontrati 10 volte, con cadenza settimanale, all’interno degli spazi del DumBo (via Casarini 19, Bologna).

“La sfida iniziale era quella di riuscire a creare un clima positivo tra i partecipanti, che approdavano al laboratorio in un momento di vita complesso. Dopo la commissione di un reato, infatti, è frequente che non si abbia voglia di confrontarsi con altre persone e storie”, racconta Maila Leoni. “In questo caso, i ragazzi che hanno preso parte al laboratorio sono riusciti a creare un gruppo di lavoro sinergico e coeso sin da subito. Sono nate delle relazioni che si stanno protraendo ben oltre il contesto laboratoriale”, spiega Leoni.

Per i partecipanti, il laboratorio ha rappresentato un’occasione di condivisione, un momento in cui essere ascoltati e guidati in un percorso di riflessione personale e collettivo.

Tre ragazzi seduti su una panchina scrutano l'orizzonte

La convenzione

Il progetto “Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita” nasce dalla convenzione di Open Group con l’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Bologna (UIEPE).

La convenzione prevede che vengano inviate all’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Bologna le segnalazioni di ragazzi e ragazze coinvolti/e in percorsi di messa alla prova. Tra queste, l’Ufficio interviene per individuare le persone che potrebbero partecipare al progetto. Le persone selezionate vengono quindi introdotte aə professionistə che guidano il progetto e , dopo un colloquio individuale, cominciano il percorso.

L’obiettivo è far nascere nei ragazzi e nelle ragazze una riflessione su di sé e sul proprio sentire in un momento delicato della propria vita. Il lavoro mira anche sensibilizzare le e i partecipanti sulle tematiche che li e le hanno portatə a trovarsi in quella situazione.

Abitare e lavoro: un evento del Consorzio Arcolaio

Casa, lavoro e relazione: un evento sull’housing sociale

Il Consorzio l’Arcolaio organizza, il 20 e il 21 ottobre, “Casa, lavoro, relazioni: essere player strategici e attivatori di cambiamento”, un evento dedicato al tema dell’abitare e dell’inserimento lavorativo.

Tante le protagoniste e tanti i protagonisti che si confronteranno su azioni, prospettive e politiche dell’housing sociale.
La due giorni si svolgerà a Bologna, in diversi luoghi della città. L’ingresso agli eventi è gratuito, ma per partecipare bisogna iscriversi.

La prima giornata, giovedì 20 ottobre, è dedicata a gruppi di lavoro tematici sulle parole chiave abitare e lavoro.
La seconda, venerdì 21 ottobre, vuole raccogliere invece stimoli e “sguardi di futuro prossimo” attraverso interventi e una tavola rotonda di confronto che raccolga prospettive politiche e progettuali.

Il programma completo dell’evento con i dettagli delle due giornate è disponibile sul sito del Consorzio.

Il Consorzio l’Arcolaio

Il Consorzio, di cui fa parte anche Open Group, lavora nell’ambito dell’accoglienza, dei servizi per il disagio adulto, dell’inserimento lavorativo delle persone con fragilità. Obiettivo è inclusione, l’accompagnamento all’autonomia e il contrasto all’emarginazione.

Il Consorzio l’Arcolaio rappresenta un osservatore privilegiato su accoglienza, abitare, prossimità, inserimento lavorativo e, più in generale, su fragilità e inclusione sociale. Per questo propone una riflessione aperta su come stiano cambiando le condizioni di vita e quindi i bisogni delle tante persone a cui ogni giorno si rivolge con il proprio lavoro.

Officina della musica, l’inaugurazione

L’inaugurazione dell’Officina

Si è tenuto mercoledì 5 ottobre 2022 “Su e giù per le scale”, l’evento di inaugurazione di Officina della musica, il nuovo spazio del Centro per Famiglie di Cento. Un momento ricco e partecipato, avvenuto in concomitanza con l’anniversario del Centro per Famiglie, che ha visto il coinvolgimento di ragazzi e ragazze in attività di gruppo e laboratori dedicati alla sperimentazione e all’educazione musicale.

Al piano terra si sono svolti i laboratori per bambine e bambini da 0 ai 3 anni orientati alla stimolazione sensoriale e alla scoperta attiva attraverso il coinvolgimento musicale diretto. Al primo piano si sono concentrate le attività destinate alla fascia di età 3-10 anni: un laboratorio di narrazione musicata ha intrattenuto una ventina di piccolə. All’ultimo e nuovissimo piano, invece, un ricco buffet accompagnato da violino, batteria e pianoforte, suonati per l’occasione dai musicisti che guideranno le attività dell’Officina della musica nei mesi a venire.

 

Nell'immagine sono presetni tre figure maschili. Sulla sinistra, una persona con la t-shirt bianca suona la batteria. Al centro, un uomo in completo elegante suona una tastiera. A destra, un signore vestito di scura suona il violino con fare appassionato.

Il progetto dell’Officina della musica

L’Officina della musica è il nuovo spazio del Centro per le Famiglie di Cento rivolto a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 19 anni. L’area è attrezzata con pianoforte, violini, batteria e chitarre che permetteranno a ragazzi e ragazze di sperimentare e di sperimentarsi.

L’Officina della musica nasce con l’obiettivo di avvicinare i/le giovani alla musica, proponendo loro uno spazio di socialità, sperimentazione e aggregazione. L’Officina vuole essere anche un luogo di talent-scouting: le nostre professioniste e i nostri professionisti accompagneranno le ragazze e i ragazzi alla scoperta e alla cura di un eventuale talento musicale.

Il Centro per Famiglie

Il Centro per le Famiglie è un servizio che Open Group gestisce per conto del Comune di Cento. Promuove interventi e attività per tutta la cittadinanza, offrendo in particolare servizi a sostegno delle famiglie. Il servizio ha come finalità quella di prendersi cura delle relazioni e di promuovere il benessere all’interno del nucleo familiare, fra la famiglia e il suo contesto di vita.

Ogni piano del Centro per le Famiglie di Cento è dedicato a una specifica fase di sviluppo delle e dei minorenni. Al piano terra le attrezzature e le attività per le piccolissime e i piccolissimi; al primo piano gli spazi per bambine, bambini e prima adolescenza; al secondo piano l’Officina della musica e gli strumenti musicali per i percorsi di sperimentazione con ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni.

Torna l’Erasmus di Open Group

Torna Open Erasmus

Una gita dentro porta con trekking urbano alla scoperta dei nostri servizi del centro storico; una mattina tra Appennino e città per incontrare le persone che lavorano nei percorsi SAI.

È questo il programma delle prossime due giornate di Open Erasmus, il progetto di scambio tra i servizi di Open Group che permette a colleghe e colleghi di incontrarsi e conoscersi. Un progetto che vuole connettere le diverse anime della cooperativa, un’occasione per stare insieme e per favorire la contaminazione di idee e di visioni tra le persone di Open Group.

Dove andremo in Erasmus?

Due gli itinerari proposti per questa versione autunnale di Open Erasmus:

  • Viaggio intorno al mondo
    Quando: 18 ottobre 2022
    Cosa: alla scoperta dei servizi per persone migranti.
    La prima tappe del nostro itinerario sarà la biblioteca CDLEI – Centro RiESco, per la quale svolgiamo diverse attività, tra cui l’insegnamento di italiano L2 e servizi per la biblioteca multiculturale. Continueremo poi in direzione Appennino, per raggiungere Vidiciatico e il nostro CAS (Centro di accoglienza straordinaria), dove pranzeremo immersi nel verde.
    Ritorno a Bologna con ultima tappa a Casa Murri, la comunità per minorenni stranieri non accompagnati.
  • Una gita… dentro porta!
    Quando: 25 ottobre 2022
    Cosa: una passeggiata tra i nostri servizi nel centro di Bologna.
    Ci aspetta una passeggiata sotto i portici del centro per raggiungere l’antico ghetto ebraico della città. In via dell’Inferno, gestiamo il progetto di housing sociale Le sette porte. Dall’ombra delle due torri ci sposteremo verso la zona universitaria per visitare Area 15, un servizio di prevenzione e di consulenza per giovani che usano sostanze. Il pranzo lo faremo in via Santo Stefano, in un appartamento della rete SAI, dove accogliamo donne e bambinə provenienti dall’Ucraina.
    Alle 15 ci lasceremo rapire dalla bellezza delle collezioni del Museo di Palazzo Poggi, in via Zamboni.

L’obiettivo di Open Erasmus

Open Erasmus porterà ə dipendenti a scoprire alcuni dei mondi di cui la cooperativa si compone. I percorsi tematici, che si svolgeranno in orario di lavoro e dureranno circa otto ore ciascuno. Con queste giornate vogliamo condividere sapere, scoprire nuove opportunità e promuovere una contaminazione generativa.

In arrivo il festival della rivista Pandora

I dialoghi di Pandora, il festival

Dal 5 al 16 ottobre, a Bologna, torna “I Dialoghi di Pandora”, il festival organizzato dalla rivista Pandora, che vuole indagare e capire gli scenari e i cambiamenti di oggi.

Dodici giorni con più di 30 incontri, dibatti e lezioni, con oltre cento protagoniste e protagonisti del mondo della cultura, dell’università, delle istituzioni, del terzo settore e del giornalismo animeranno il festival di Pandora.

Giovedì 6 ottobre nella cornice della Sala Stabat Mater della Biblioteca dell’Archiginnasio, alle ore 16.30, la nostra direttrice generale Anna Rita Cuppini interverrà durante il panelPartecipazione e innovazione: dove va il terzo settore?”.

A Dialogare con lei ci saranno anche Erika Capasso, presidente della Fondazione Innovazione Urbana; Ilaria Avoni, presidente di Piazza Grande, Daniela Freddi, responsabile del piano per l’economia sociale della Città Metropolitana di Bologna; Paolo Venturi, direttore AICCON; Roberta Paltrinieri e Riccardo Padrini dell’Università di Bologna.

L’accesso all’incontro è gratuito.

aula piena di persona in piedi e sedute che ascoltano altre persone parlare durante una conferenza

Il programma

Titolo e tema di questa edizione è “Democrazia in crisi? Efficacia, fragilità e spiragli”: al centro delle riflessioni guerre e tensioni internazionali, cambiamento climatico, crisi energetica, migrazioni, effetti delle nuove tecnologie, allargamento delle disuguaglianze. Temi caldi al centro del dibattito politico e sociale nazionale e internazionale.

Tanti i protagonisti e le protagoniste di questa edizione, tra ə qualə Marc Lazar, Massimo Cacciari, Saskia Sassen, Marco Damilano, Ivano Dionigi, Gustavo Zagrebelsky, Cecilia Sala, Francesca Schianchi, Lina Palmerini, per citarne alcunə.

Oltre alle tante e ai tanti speaker che si alterneranno nei diversi panel, molte sono le realtà locali e nazionali che hanno sostenuto il Festival, e Open Group è una di queste.

Gli incontri si svolgeranno in tanti luoghi della città, con una serata speciale anche a Modena.
Il programma completo del festival di Pandora e il dettaglio di tutti gli incontri sono disponibili sul sito della rivista.
L’accesso agli eventi è libero e gratuito, ma è possibile prenotare online l’ingresso.