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Cooperativa Sociale
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Autore: Redazione

Alleanze per il futuro: il convegno a Bologna

“Alleanze per il futuro”: il convegno sulle comunità di accoglienza per genitori e figlə

Open Group continua a investire nella ricerca come strumento fondamentale per la costruzione di un welfare più equo e inclusivo. In questa cornice abbiamo organizzato il convegno “Alleanze per il futuro – Ricerca partecipata, pratiche e politiche nelle comunità di accoglienza per genitori e figli” insieme all’Università di Bologna, che si terrà il 20 febbraio 2025, dalle 8.30 alle 14.30, presso l’Aula Giorgio Prodi di Piazza San Giovanni in Monte 2 a Bologna.

Per noi si tratta di un evento importante, per riflettere insieme a Università e istituzioni, locali e nazionali, sul welfare del nostro Paese. Il convegno si propone di esplorare un tema ancora poco affrontato a livello nazionale e internazionale: le Comunità di Accoglienza per Genitori e Figli (CGF). Durante l’evento saranno presentati i primi risultati di una ricerca inedita che nasce dalla collaborazione tra Open Group e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna. Per la prima volta, grazie a questa ricerca, disporremo di dati sistematici e dettagliati sui numeri e sul funzionamento di 31 comunità di accoglienza per genitori e figlie/figli. Questi dati renderanno possibili interventi sempre più puntuali per la tutela e il benessere delle famiglie vulnerabili.

La nostra ricerca insieme all’Università di Bologna

La ricerca, che si configura come un contributo scientifico senza precedenti, restituirà un quadro completo delle caratteristiche delle famiglie accolte nelle Comunità di Accoglienza per Genitori e Figli (CGF), dei tempi e degli esiti a breve termine dei percorsi di accoglienza, nonché delle metodologie adottate dalle operatrici e dagli operatori e delle sfide che le équipe educative affrontano quotidianamente.

Lo studio è svolto nella cornice di un dottorato industriale in Scienze Pedagogiche all’Università di Bologna, co-finanziato dalla nostra cooperativa. La dottoranda che sta portando avanti il progetto è Giorgia Olezzi, responsabile del settore accoglienza genitori-figli/e di Open Group, all’interno del team di ricerca guidato dalla Professoressa Laura Palareti, impegnata da anni nello studio e nell’approfondimento dei modelli di intervento adottati nelle comunità residenziali. 

Con questo lavoro confermiamo il nostro impegno concreto per migliorare le pratiche sociali, rendendo accessibile e fruibile una conoscenza che può fare la differenza nelle politiche e nei servizi a sostegno delle famiglie in situazione di vulnerabilità.

San Giovanni in Monte, luogo della conferenza (cc: UniBo)

Il programma della giornata

La giornata del 20 febbraio inizierà alle 8:30 con i saluti istituzionali, con noi anche l’assessora regionale al welfare e terzo settore Isabella Conti. Entreremo poi subito nel vivo con l’intervento della Professoressa Sigrid James dell’Università di Kassel, esperta in materia e coeditor di un recente volume che ha messo a confronto i sistemi di accoglienza residenziale per minorenni in diversi Paesi.

Dopo il coffee-break, il dibattito riprenderà con una tavola rotonda, alla quale prenderanno parte figure chiave nel panorama delle politiche sociali italiane:

  • Renato Sampogna, Dirigente dell’area Programmazione Sociale, Politiche per l’infanzia e l’adolescenza del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali;
  • Renato Gaspari, Coordinatore Tecnico della Commissione per le politiche sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome;
  • Gina Simoni, Direttrice Settore Servizio Sociale, Comune di Bologna, in rappresentanza dell’Ordine Assistenti Sociali dell’Emilia-Romagna;
  • la professoressa Maria Teresa Tagliaventi, esperta di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, welfare e politiche sociali;
  • Liviana Marelli, in rappresentanza del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (CNCA);
  • Giovanni Fulvi, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità per Minorenni (CNCM).

A partire dai dati emersi dalla ricerca, i relatori e le relatrici saranno chiamatə a riflettere sulle pratiche e sulle politiche che regolano le CGF, esplorando quale impatto possa avere l’indagine svolta nel migliorare la qualità dei servizi offerti a minorenni e famiglie.

A concludere l’evento sarà l’intervento della professoressa Francesca Emiliani, già ordinaria di Psicologia Sociale presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione, che offrirà una riflessione finale sul valore della ricerca come strumento di orientamento per le politiche pubbliche e la prassi educativa.

Questo convegno rappresenta, dunque, non solo un momento di condivisione scientifica, ma un’occasione concreta per promuovere un dialogo costruttivo tra ricerca, istituzioni e operatorə del settore, affinché le evidenze empiriche possano tradursi in interventi sempre più efficaci a tutela delle e dei minorenni e delle loro famiglie.

La partecipazione è gratuita previa prenotazione (link qui). A questo link, invece, il programma completo.

I risultati della ricerca alla conferenza di Boston

I primi risultati della ricerca saranno presentati anche in una conferenza interazionale che si terrà nel marzo del 2025  a Boston. Su invito dell’Association of Children’s Residential & Community Services (ACRC), le ricercatrici racconteranno le politiche e le esperienze delle comunità di accoglienza per genitori e figlə in Italia.

Scopri con noi il Progetto Discovery

Lo sapete, noi di Open Group quando ci impegniamo, lo facciamo sul serio! Per questo, insieme a diverse cooperative e associazioni, abbiamo deciso di aderire a Discovery, un progetto di raccolta fondi per aumentare il benessere di studentə e la formazione del personale. 

Studenti e studentesse destinatari del progetto Discovery

Il fenomeno e un po’ di dati (che proveremo a cambiare)

Partiamo dall’inizio. L’espressione “dispersione scolastica” è un termine ombrello che si riferisce a tutte quelle situazioni in cui lə studentə abbandonano la scuola prima del tempo o non riescono a frequentarla con la giusta regolarità. Infatti, sia la mancata scolarizzazione, ma anche la continua ripetenza degli stessi anni accademici o l’interruzione momentanea del percorso, si trasformano in motivi che rendono l’apprendimento più difficile e incompleto per alcune categorie. 

Come sottolineano gli ultimi dati del MIUR, solo nel 2021-2022 il tasso di abbandono scolastico è cresciuto soprattutto tra ə studentə non italianə, che – durante l’anno – lasciano definitivamente i banchi tre volte di più rispetto aə loro compagnə.

Le regioni maggiormente colpite da questo fenomeno sono Emilia-Romagna e Lombardia, dove competizione scolastica e lo stress che ne scaturisce si sposano, purtroppo, a un grande senso di inadeguatezza che colpisce le categorie più fragili, portandole ad auto-escludersi.

 

Il nostro piano d’azione

Insieme alle cooperative che operano nelle province in cui andremo ad agire (Varese, Brescia e Lecce), il nostro proposito è usare i fondi del progetto Discovery per finanziare iniziative, quali: 

  • Attività e percorsi di formazione partecipativa per il personale scolastico, coniugati all’acquisto di materiali utili alla causa; 
  • educazione di corridoio, con coppie di educatorə che possano aiutare lə stesse studentə nella vita di tutti i giorni, fornendo loro – tra le altre cose – anche supporto psicologico; 
  • laboratori (extra) curriculari, studiati per permettere aə giovanə di trascorrere più tempo nei luoghi scolastici senza sentirsi oppressə, ma vivendo la scuola come un momento divertente. 

 

A chi sono destinate le donazioni?

La risposta è semplice: allintera comunità. L’idea alla base del progetto, infatti, è aiutare tutto il networking che ruota intorno a questi ambienti, coinvolgendo quindi ogni persona che possa aiutare contro la dispersione scolastica, genitori compresi. 

In particolare, rispetto agli istituti selezionati, i fondi verranno direzionati verso: 

  • almeno 100 studentə (11-19 anni); 
  • 25 insegnanti; 
  • 10 operatorə del personale educativo scolastico; 
  • un minimo di 8 associazioni, botteghe e centri giovanili e/o sociali del territorio. 

 

Donate ora e fate la differenza! Cliccate qui per la raccolta fondi.

Nell’Ats di Salus Space ci siamo anche noi

L’anno nuovo è appena iniziato, ma noi siamo già carichə di novità. Quella che vogliamo raccontarvi oggi è che dal 1° gennaio siamo parte dell’Ats (Associazione Temporanea di Scopo) che gestisce Salus Space.

 

Piantina di Salus Space che fa vedere la disposizione degli spazi

Due parole su Salus Space

Salus Space è un centro multifunzionale, nato da un progetto europeo, coordinato dal Comune di Bologna con la partecipazione di 16 partner, che ha vinto il primo bando del programma UIA (Urban Innovative Actions).

Lo spazio, dove un prima sorgeva la clinica privata Villa Salus, e un tempo abbandonato, è stato recuperato riqualificato per poter ospitare attività e iniziative incentrate su inclusione e accoglienza.

Oggi, Salus Space porta avanti come obiettivo quello di promuovere uno luogo di convivenza e gestione collaborativa sostenibile. Il tutto, coniugando insieme l’inclusione sociale di migranti e rifugiatə con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva.

Il nostro impegno

La nuova Ats di cui siamo parte si è aggiudicata la gestione dopo aver risposto ad un avviso pubblico del Comune, con cui abbiamo portato avanti un percorso di coprogettazione che hanno portato all’ideazione del nuovo progetto.

Inutile dire, che proprio in virtù del nostro impegno sul territorio e nei confronti di un futuro più sostenibile, la nostra partecipazione all’Ats di Salus Space è un’importante traguardo che ci permette di dare concretezza a obiettivi ambiziosi e che contraddistinguono il nostro operato ormai da più di 10 anni.

Siamo soddisfattə e orgogliosə e non vediamo l’ora di continuare a portare avanti la nostra idea di qualificazione del territorio, per un domani sempre più a misura di persona, nessunə esclusə.

Gruppi e progetti vincitori degli Open Future 2024

Per noi in Open Group la sostenibilità rappresenta uno dei pilastri fondamentali delle nostre azioni strategiche. È un ripensare quotidiano, che coinvolge tutta la cooperativa, e che può essere sempre più incisivo solo se condiviso da tutte e tutti e se attento alle sensibilità che ci caratterizzano.

Ed è proprio per promuovere attivamente la sostenibilità aziendale che organizziamo ogni anno gli Open Future, contest pensati per premiare progetti e/o condotte virtuose in ottica di sostenibilità all’interno dei nostri ambienti di lavoro.

A dicembre dell’anno scorso, in occasione della nostra festa aziendale abbiamo annunciato e premiato i progetti e i gruppi vincitori dei contest di Open Future del 2024 e in questo articolo li raccontiamo anche a voi.

Alcune delle opere e dei gruppi di lavoro premiati agli Open Future 2024.

Gruppi vincitori di Open Green

Giunto l’anno scorso alla sua quarta edizione, Open Green è il contest nato per ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi energetici e sensibilizzare verso stili di vita sostenibili.

I gruppi vincitori del contest nel 2024 sono stati Rifugio Notturno della Solidarietà (premio elettricità), Maieutica (premio gas) e Spazio di Mezzo (premio della giuria).

Progetti vincitori di Artefatto senza impatto

Questo è il contest nato all’interno degli Open Future per dare nuova vita a materiali destinati a diventare rifiuti e promuovere l’economia circolare attraverso l’espressione artistica.

I progetti premiati per l’edizione 2024 del contest sono stati:

  • La gigantessa (premio scultura), un’opera fatta a mano dal gruppo di Cas Vidiciatico per trasmettere un commovente messaggio politico universale;
  • Il genio della bottiglia…di plastica (premio video), un video realizzato da CSO Atelier Gruppo Verde e CSO Officina Vecchi Mestieri per sensibilizzare con toni ironici sul tema dell’economia circolare;
  • Giù la maschera (premio della giuria), un’opera realizzata da Rifugio Notturno e Laboratorio Abba che ha visto l’impiego originale di materiali di recupero per la creazione di maschere.

Progetti vincitori di #sonosoloparole

Il terzo contest degli Open Future ha lo scopo di raccogliere idee ed espressioni artistiche che possano veicolare messaggi efficaci per promuovere il tema dell’inclusione e il superamento degli stereotipi.

I progetti premiati per l’edizione 2024 del contest sono stati:

  • Mimì (premio fumetto), prodotto fumettistico ideato da Il Giardino dei Giganti con un’ambientazione distopica e un approccio intersezionale per veicolare un messaggio di inclusione;
  • Mondi Possibili (premio video), un videoracconto realizzato dal team di Ritiro Sociale di Ferrara sperimentando generi stilistici e tecniche di montaggio differenti.
Festa aziendale e premiazioni contest Open Future 2024.

L’arte vasaria romana al Museo di Claterna

Come si creavano vasi nell’antica Roma? 

Il 26 gennaio dalle 15:30 alle 17:30 il Museo della Città Romana di Claterna organizza una giornata dedicata alla scoperta del lavoro di vasaio durante l’antichità. A partire dal vasellame contenuto all’interno delle vetrine, verrà raccontata l’arte antica della lavorazione dell’argilla e analizzate le tecniche, le decorazioni e le varie forme vascolari utilizzate in epoca romana. 

Contemporaneamente, si svolgerà un laboratorio per bambinə sulla manipolazione dell’argilla durante il quale verrà realizzato un piccolo vaso prendendo spunto dagli oggetti presenti nel museo. 

Scarica il volantino ufficiale dell’evento!

Brocche romane dentro una vetrina del Museo di Claterna
Brocche romane dentro una vetrina del Museo di Claterna

Info e prenotazioni

L’ingresso è gratuito e puoi prenotarti in diversi modi:

  • compilando il modulo (clicca qui);
  • scrivendo una mail a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu;
  • chiamando il 3346301615 ogni giovedì dalle 9 alle 13 a partire da due settimane prima dell’evento;
  • consultando gli eventi sul sito del museo: museoclaterna.it.

Conosci il Museo di Claterna?

In un contesto accogliente e luminoso il  museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

Le visite guidate e i laboratori didattici del Museo di Claterna sono curate da Open Culture, la società del Gruppo Open che opera nell’ambito dei patrimoni culturali.

Avviso pubblico formazioni laboratoriali

AVVISO PUBBLICO PER RICHIESTA DI PREVENTIVI PER L’ATTIVAZIONE DI PERCORSI DI FORMAZIONE BREVE LABORATORIALI NELL’AMBITO DI LAVORAZIONI ARTIGIANALI QUALI LA LAVORAZIONE DEL LEGNO, DEL VETRO, LA CURA DEL VERDE E RISTORAZIONE PER BENEFICIARIE E BENEFICIARI IN RIFERIMENTO AL PROGETTO SAI BOLOGNA PROG-444 DM 37847 DEL 13/10/2022 CATEGORIA FORMAZIONE E LAVORO MINORI MSNA- CUP: H71H23000000001 CIG : CIG B0B26A5BCC – AREA C2 SERVIZI FORMAZIONE E LAVORO-ANNO 2025.

Il termine di scadenza per la presentazione delle candidature è fissato al 19/01/2025.

Dichiarazioni integrative

Domanda di partecipazione

Avviso pubblico formazione minorenni

AVVISO PUBBLICO PER LA RICHIESTA DI PREVENTIVI PER L’ATTIVAZIONE DI PERCORSI DI FORMAZIONE A FAVORE DI MINORENNI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI IN RIFERIMENTO AL PROGETTO SAI BOLOGNA PROG-444 DM 37847 DEL 13/10/2022, Categoria formazione e Lavoro MINORI MSNA CUP: H71H23000000001 CIG : CIG B0B26A5BCC – AREA C2 SERVIZI FORMAZIONE E LAVORO-ANNO 2025.

Il termine di scadenza per la presentazione delle candidature è fissato al 19/01/2025.

Dichiarazioni integrative

Domanda di partecipazione

Parità di genere: le nostre azioni del 2024

Nel corso di quest’anno abbiamo confermato e rinnovato il nostro impegno per la parità di genere e la nostra volontà di andare oltre le parole per contrastare attivamente i fenomeni della violenza e del gender gap sia all’interno dei nostri servizi che al di fuori.

Tra eventi dal vivo, nuove reti e percorsi che hanno coinvolto le nostre persone, collaboratorə esternə, istituzioni e cittadinanza, ecco un recap delle principali azioni sui temi della parità e dell’empowerment che hanno segnato il nostro 2024.

Un percorso per comprendere e prevenire la violenza maschile

Con l’affiancamento dell’associazione Senza Violenza, quest’anno abbiamo intrapreso un percorso di sensibilizzazione e formazione rivolto alle persone di Open Group che operano nel settore dell’accoglienza con l’obiettivo di decostruire i comportamenti violenti e promuovere relazioni più sane. Durante il percorso, abbiamo affrontato temi cruciali come il riconoscimento delle dinamiche di potere nelle relazioni e l’importanza della responsabilità individuale nel contrastare la violenza di genere. Questo progetto, avviato nel contesto della nostra Learning Academy Oplà, si basa su un approccio innovativo che punta al cambiamento culturale, creando spazi sicuri per il dialogo e la riflessione.

Ti raccontiamo del nostro percorso in questo articolo.

Educazione finanziaria ed empowerment

Con la campagna Quanto ne sai di soldi?, ideata insieme ad Aminata Gabriella Fall (pecuniami), abbiamo trattato e approfondito uno dei temi centrali per la parità di genere e per la libertà di ognunə: l’educazione finanziaria. La campagna ha utilizzato contenuti digitali interattivi, come quiz e infografiche, per rendere accessibili concetti spesso complessi legati alla gestione del denaro. Abbiamo anche organizzato sessioni formative pratiche, durante le quali abbiamo esplorato strategie di risparmio, investimento e pianificazione economica, fornendo strumenti concreti per l’autonomia finanziaria delle donne. Infine, abbiamo selezionato tips e consigli utili sull’argomento e li abbiamo raccolti in un piccolo manuale digitale che prende il nome dalla campagna.

La nostra campagna ha vinto il premio

Scarica e scopri il manuale Quanto ne sai di soldi?

Il nostro ingresso nel Network Libellula

A ottobre siamo entratə ufficialmente a far parte del Network Libellula, la rete creata dall’omonima associazione che si occupa, insieme alle aziende che ne fanno parte, di costruire una cultura del lavoro fondata sulla parità e sul rispetto. L’adesione a questo Network ci permette di partecipare a una rete di organizzazioni che condividono le migliori pratiche per la prevenzione della violenza e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e inclusivi. Questo passo rafforza il nostro impegno verso una cultura aziendale fondata sul rispetto, l’uguaglianza e la valorizzazione delle diversità.

Durante l’evento Libellula Effect, a novembre 2024, Quanto ne sai di soldi? è stato premiato come migliore progetto di empowerment (primo posto a pari merito con TIM). Un risultato che ci ha emozionate/i e rese/i orgogliose/i.

Leggi di più sulla nostra adesione al Network Libellula.

La città delle donne: un evento che cresce

Dal 17 al 21 ottobre 2024 Bologna ha ospitato la seconda edizione de La città delle donne, il festival che abbiamo ideato in collaborazione con Associazione SpostaMenti e Fondazione Barberini per promuovere e incentivare la cultura della diversità e favorire il dialogo e lo scambio di idee tra istituzioni, associazioni, imprese, privati e cittadine e cittadini.

Questa edizione del festival è stata arricchita da oltre 30 eventi tra laboratori, talk e performance artistiche che hanno trasformato la nostra città in un laboratorio di idee e ispirazione. Inoltre, grazie al coinvolgimento e alle testimonianze di esperte, artiste e attiviste, abbiamo avuto l’opportunità di creare un dialogo aperto e stimolante su temi fondamentali per il futuro delle donne.

In questo video ti raccontiamo l’ultima edizione del festival in 1 minuto!

Un laboratorio pratico contro la violenza di genere

A novembre di quest’anno abbiamo organizzato un laboratorio dedicato alle persone di Open Group per approfondire il tema della violenza di genere. Attraverso simulazioni pratiche e momenti di confronto curati dalla formatrice esperta in tematiche di genere, Letizia Lambertini, abbiamo ragionato sul riconoscimento di situazioni pericolose e/o di abuso a partire dalla nostra esperienza.

Il laboratorio è stato un momento fondamentale per stimolare il dialogo interno e promuovere una cultura aziendale più inclusiva e consapevole a partire da noi.

Scorri questa mini gallery per scoprire com’è andata.

La certificazione per la parità di genere, di nuovo!

Ultimo, ma non per importanza: abbiamo rinnovato la certificazione sul sistema di gestione della parità di genere Unipdr 125:2022 sia per Open Group che per la nostra agenzia di comunicazione Be Open.

E l’anno prossimo..?

Il 2024 per noi è stato un anno di azioni e traguardi importanti, ma il nostro percorso per la promozione della parità di genere non si ferma qui. Anche nel 2025 continueremo a ideare, proporre e lavorare per creare spazi inclusivi, sostenere le donne e promuovere un cambiamento culturale profondo. Perché la parità di genere per noi non è solo un valore, ma una responsabilità concreta urgente che ci riguarda tutti e tutte.

Visita guidata e laboratorio al Museo di Claterna

Visita guidata al Museo di Claterna: A tavola con gli antichi Romani.

Domenica 29 Dicembre dalle 15.30 alle 17.30, il Museo della Città Romana di Claterna, propone A tavola con gli antichi Romani, un viaggio alla scoperta delle abitudini culinarie dell’antica civiltà romana.

Il pomeriggio sarà incentrato sull’approfondimento delle usanze relative alla tavola e alla cucina, partendo proprio dai reperti contenuti nella vetrina “La tavola”, come vasellame da cucina e da mensa.

Il banchetto sarà poi al centro delle attività manuali del laboratorio dedicato a bambine e bambini che riprodurranno, utilizzando cartone e altri materiali da riciclo, i contenitori all’interno dei quali verranno collocate riproduzioni delle varie pietanze dell’epoca.

Brocche romane dentro una vetrina del Museo di Claterna
Brocche romane dentro una vetrina del Museo di Claterna

Info e prenotazioni

La partecipazione a “Anche i Romani adulti giocavano!” è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

  • compilando il modulo (clicca qui);
  • scrivendo una mail a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu;
  • chiamando il 3346301615 ogni giovedì dalle 9 alle 13 a partire da due settimane prima dell’evento;
  • consultando gli eventi sul sito del museo: museoclaterna.it.

Compatibilmente con la disponibilità di posti, si potrà partecipare senza prenotazione.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il  museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

Le visite guidate e i laboratori didattici del Museo di Claterna sono curate da Open Culture, la società del Gruppo Open che opera nell’ambito dei patrimoni culturali.

Violenza di genere: un laboratorio pratico

Quando si tratta di violenza di genere, sentiamo già da tempo il bisogno di andare oltre le parole, ideando progetti e creando iniziative concrete per parlare, aggiornarci e formarci su questo tema.

Per questo il prossimo 27 novembre presso la sede di Open Formazione (via Mura di Porta Galliera 1/2 A, Bologna) terremo Senza Violenza, un laboratorio pratico sulla violenza di genere.

 

L’incontro è aperto alle persone di Open Group fino a un massimo di 40 partecipanti divisə in due gruppi ed è finalizzato a offrire informazioni e strumenti utili per riconoscere la violenza di genere nella vita di tutti i giorni e saper accogliere e supportare nel modo migliore all’interno dei nostri servizi chi ha subito o subisce violenza.

Ad accompagnarci in questo percorso laboratoriale ci sarà Letizia Lambertini, formatrice specializzata in studi di genere.

I giochi Romani al Museo di Claterna

Visita guidata al Museo di Claterna: come giocavano i Romani?

Domenica 24 Novembre dalle 15.30 alle 17.30, il Museo della Città Romana di Claterna, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia, propone “Anche i Romani adulti giocavano!”, un viaggio alla scoperta dei giochi degli Antichi Romani.

La visita guidata per persone adulte ripercorrerà le attività ludiche che i romani praticavano nel loro tempo libero: dai soldati che si divertivano tra una battaglia e l’altra, ai nobili che trascorrevano il tempo durante i banchetti.

Mentre le e i più grandi si lasceranno trasportare dalla storia, bambini e bambine dai 7 agli 11 anni potranno cimentarsi nella realizzazione di un gioco da tavola romano chiamato Tria, antenato del moderno Tris, con dadi e pedine, per vivere in prima persona un’esperienza di gioco dell’antichità.

vetrina espositiva del Museo di Claterna con vari oggetti antichi, numerata con il numero "30". Gli oggetti esposti includono pietre di diverse forme e colori, un dado antico con numeri, una placca rotonda con un'incisione a forma di mano. Sullo sfondo, ci sono alcuni pezzi di ceramica o terracotta più grandi e scuri.

Info e prenotazioni

La partecipazione a “Anche i Romani adulti giocavano!” è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

  • compilando il modulo (clicca qui);
  • scrivendo una mail a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu;
  • chiamando il 3346301615 ogni giovedì dalle 9 alle 13 a partire da due settimane prima dell’evento;
  • consultando gli eventi sul sito del museo: museoclaterna.it.

Compatibilmente con la disponibilità di posti, si potrà partecipare senza prenotazione.

Il ritrovo per “Anche i Romani adulti giocavano!” è in Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia (BO) alle 15.30 di domenica 24 novembre.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il  museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

Le visite guidate e i laboratori didattici del Museo di Claterna sono curate da Open Culture, la società del Gruppo Open che opera nell’ambito dei patrimoni culturali.

Crack e riduzione del danno, la ricerca

Il nostro studio su crack e riduzione del danno

Quando parliamo di consumo di crack e di riduzione del danno, sappiamo che c’è ancora tanta strada da percorrere. Per questo è importante seguire la direzione giusta.

E qual è questa direzione? Abbiamo cercato di definirlo con una ricerca condotta da Open Group all’interno del Consorzio l’Arcolaio. Abbiamo presentato i risultati sorprendenti di questo studio lo scorso 8 novembre al convegno Crack e riduzione del danno, tenutosi a Bologna.

Tra aprile e luglio scorsi, gli operatori e le operatrici di Fuori Binario hanno distribuito a 40 persone consumatrici di crack un kit con pipe per l’inalazione della sostanza e altri strumenti di prevenzione, spiegando quali siano i rischi derivanti dall’uso della sostanza e dalla condivisione delle attrezzature per l’inalazione.

Riduzione del danno: i risultati della ricerca

I risultati sono stati sorprendenti. A 30 e 60 giorni dalla distribuzione dei kit, l’utenza coinvolta ha dichiarato di aver ridotto significativamente l’uso di bottiglie di plastica per il consumo del crack, un passaggio cruciale per evitare rischi sanitari legati alle infezioni respiratorie e alle ustioni. In effetti, la percentuale di persone che usava bottiglie di plastica è passata dal 78% al 53%. Ma non solo. Il cambiamento è stato netto anche per quanto riguarda l’uso delle lattine, che è stato completamente abbandonato.

Oltre a questi aspetti, le e gli utenti coinvolti hanno riferito un miglioramento evidente nel loro benessere fisico. La frequenza del consumo di crack è diminuita, e numerosi partecipanti hanno dichiarato di non aver più avuto problemi respiratori (37,5% dei casi), mal di gola (25%), bruciature sulle labbra (20,8%) e ulcere alla bocca (12,5%).

I dati citati riguardano una sperimentazione condotta dai servizi di strada e di riduzione del danno rivolti a persone con consumo problematico e dipendenza da sostanze che hanno in prevalenza una vita di strada, gestiti dal Consorzio l’Arcolaio, di cui fa parte anche Open Group, per conto di ASP Città di Bologna.

Foto scattata durante il convegno Crack e riduzione del danno a Bologna. Sullo sfondo la sala in cui si è tenuto l'evento. In primo piano una mano regge una cartolina nera di racconto dell'evento, sulla quale si legge il titolo dell'evento stesso.

Oltre i numeri: un approccio che fa la differenza

Questo studio va oltre i numeri: racconta storie di cambiamento e miglioramento nella vita quotidiana delle persone coinvolte. Non si tratta solo di una riduzione del danno fisico, ma anche di un percorso di consapevolezza. Grazie a un intervento mirato, che combina la distribuzione di strumenti adeguati a momenti di sensibilizzazione, è stato possibile ridurre significativamente i rischi sanitari e migliorare la qualità della vita. Le storie di chi ha partecipato al progetto dimostrano che è possibile fare la differenza, anche partendo da piccole azioni che, nel tempo, creano cambiamenti reali.

Ora, però, la sfida più grande è quella di estendere questo modello a un numero sempre maggiore di persone. La riduzione del danno non deve rimanere un’opportunità per pochi, ma diventare una realtà che raggiunge le persone su larga scala, dando loro una possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita.

Crack e riduzione del danno, il nostro evento

Crack e riduzione del danno: un evento per approfondire approfondire le politiche di prevenzione e riduzione del danno utili per chi lavora con le persone che hanno una dipendenza da crack.

L’8 novembre 2024, noi di Open Group, in collaborazione con il Consorzio Arcolaio e con Open Formazione, ospiteremo un evento gratuito dedicato al tema delle dipendenze da crack e agli approcci più indicati per affrontare il problema. L’incontro si terrà a Bologna, nella Sala Marco Biagi, e riunirà esperte ed esperti del settore per affrontare uno dei temi più urgenti legati alle dipendenze e alle politiche sociali.

Scarica qui il pdf del programma completo di Crack e riduzione del danno

Perché parlare di crack nel 2024

Anche se può sembrare un fenomeno distante, nel tempo e nello spazio, il consumo di crack continua a essere un problema che ci riguarda. Secondo i dati dell’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction), il consumo di crack è infatti cresciuto in diversi paesi europei tra cui, sì, c’è anche l’Italia. Questa sostanza, quindi, continua a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica.

L’aumento della sua diffusione, spesso associato a problematiche sociali e a una crescente marginalizzazione di persone e comunità, richiede un’analisi approfondita e una risposta adeguata. Comprendere il fenomeno del consumo di crack significa anche destigmatizzare chi lo consuma, facendo i conti con le complessità legate al loro vissuto delle consumatrici e dei consumatori e ai fattori di rischio.

L’approccio della riduzione del danno emerge come una strategia cruciale, poiché si concentra sulla protezione della salute e sul miglioramento della qualità della vita delle persone, promuovendo misure pratiche e accessibili. Attraverso l’informazione e il supporto, possiamo favorire una maggiore consapevolezza, abbattere le barriere di stigma e contribuire a un dialogo costruttivo.

Cosa e chi aspettarsi dall’evento Crack e riduzione del danno

Per Crack e riduzione del danno è previsto un programma ricco di ospiti, di Open Group e non, che condivideranno la propria esperienza mettendo in luce gli aspetti più importanti e rilevanti di questo fenomeno.

Giusto per citarne qualcunə, saranno con noi:

  • Marie Jauffret-Roustide, sociologa presso l’Inserm di Parigi e membro del Consiglio scientifico di EUDA;
  • Raimondo Maria Pavarin, esperto di ricerca e innovazione, che condividerà i risultati dei suoi studi in materia;
  • Giampaolo Spinnato, direttore dell’UOC dipendenze patologiche di Palermo che lavora nelle dipendenze da più di 30 anni.

Perché partecipare?

Per fare un passo concreto nella costruzione di un futuro libero dalle dipendenze. Per scoprire cose nuove su un tema sfaccettato, complesso, stratificato. Per comprendere meglio il ruolo di lavoratrici e lavoratori che mettono il proprio impegno e le proprie competenze al servizio di una buona causa.

L’ingresso è libero e gratuito. I posti per partecipare all’evento in presenza sono terminati, ma è possibile seguire Crack e riduzione del danno in diretta streaming prenotando il proprio posto a questo link.  Il link Zoom per seguire l’evento in diretta streaming sarà inviato, a chi si sarà registratə, entro la serata di giovedì 7 novembre.

Graduatorie provvisorie Servizio Civile digitale

Graduatorie provvisorie Servizio Civile digitale

Le graduatorie provvisorie del Servizio Civile digitale, relative alle volontarie e ai volontari selezionatə per i diversi progetti di Open Group, sono ora disponibili. È possibile visualizzarle di seguito:

Si precisa che le graduatorie hanno carattere provvisorio, in quanto in attesa di approvazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Le graduatorie, quindi, sono soggette a possibili variazioni.

Donna con maglione rosso siede su sedia a rotelle e lavora al pc insieme ad altra donna fotografata di spalle nell'ambito del servizio civile digitale

Network Libellula: ci siamo anche noi

Il nostro impegno per la parità di genere prende il volo: siamo ufficialmente nel network di Fondazione Libellula

In Open Group sono tante le cause che abbiamo a cuore, ma quella della parità di genere – come chi ci segue da tempo saprà – è La causa che proprio consideriamo al pari di una sorella. Negli anni abbiamo portato avanti diverse iniziative. Tra queste anche il festival La città delle donne (l’edizione 2024 si è conclusa di recente) e svariate politiche interne che ci hanno fatto ottenere anche la certificazione per la parità di genere. Detto ciò, sappiamo bene che la strada da fare per una società davvero paritaria è ancora lunga. Per questo, siamo felici di annunciare che, da ottobre, facciamo parte del network di Fondazione Libellula, una realtà come noi, impegnata in prima linea per la difesa dei diritti delle donne e la lotta alla discriminazione di genere.

Network Libellula: la rete con l’obiettivo di rendere liberə

Il Network Libellula è il network dell’omonima fondazione che si occupa, insieme alle aziende che ne fanno parte, di costruire una cultura del lavoro fondata sulla parità e sul rispetto. In concreto, gli obiettivi che portano avanti mirano a scardinare gli stereotipi a livello culturale. In che modo? Da un lato promuovendo l’empowerment delle lavoratrici e un modello di managerialità inclusiva, dall’altro contrastando le molestie con servizi specifici come, ad esempio, la Consigliera di Fiducia: una figura di riferimento in azienda a cui poter raccontare eventuali episodi discriminatori o aggressivi.

Il nostro ruolo nel Network Libellula

L’obiettivo della parità di genere è quello che ci impegniamo a perseguire anche noi e che, da oggi, forti della rete di Network Libellula, ci impegneremo a portare avanti con ancora più determinazione.

L’ha confermato anche la nostra Direttrice Generale, Anna Rita Cuppini dichiarando che:

L’inclusione e la parità sono valori che guidano ogni giorno le azioni di Open Group. Crediamo che sia fondamentale l’impegno di tutte e tutti noi per garantire il benessere delle persone che lavorano in cooperativa e di tutte quelle che accogliamo nei nostri servizi. Per questo motivo il passo più naturale per noi è stato aderire al Network libellula, per rafforzare i nostri progetti e le nostre azioni

Insomma, questo per noi è solo un piccolo battito d’ali, ma battito dopo battito, voleremo insieme verso il futuro che vogliamo costruire.

Inaugurazione di Villa Elsa, nuova sede della Rupe

L’inaugurazione di Villa Elsa: la nuova casa delle nostra comunità Rupe Femminile

Venerdì 11 ottobre ci siamo riunitə per inaugurare la nuova sede della comunità Rupe Femminile a Villa Elsa, in Valsamoggia: una struttura dotata di ampi spazi, tra cui una cucina professionale attrezzata, e un grande giardino dove ə nostrə ospiti potranno davvero sentirsi a casa.

È stata una giornata ricca di entusiasmo per questo nuovo inizio, che abbiamo condiviso con ə professionistə di Open Group e con numerosi e numerose ospiti, che hanno reso l’inaugurazione davvero speciale.

In particolare, ci hanno accompagnato durante il taglio del nastro:

  • Irene Priolo, Presidente facente funzione della Regione Emilia-Romagna;
  • Simone Bini, Assessore alle politiche sociali e sanitarie del Comune di Valsamoggia;
  • Meri Bassini, Direttrice UOC Dipendenze Patologiche AUSL Bologna.

Persone all'esterno di una struttura di colore mattone. L'atmosfera è gioviale e mediamente formale. Si tratta dell'inaugurazione di Villa Elsa.

Due parole sulla storia della Rupe Femminile

La comunità Rupe Femminile è nata nell’ottobre del 1993 per rispondere alla crescente esigenza riabilitativa di donne e madri con problemi di dipendenza.

Da oltre 30 anni ci occupiamo di strutturare percorsi terapeutici – concordati tra comunità, SERDP inviante e persona – orientati aə singolə e alle loro necessità, prevedendo anche la possibilità di lavorare sulla genitorialità e sulla coppia; rispetto a quest’ultima, in collaborazione con la comunità Rupe Maschile.

Ogni giorno il nostro impegno è quindi orientato a generare un impatto positivo sulle persone e sul territorio. Continueremo a farlo con la stessa passione di sempre, ma in una nuova e più spaziosa casa.

Servizio Civile Digitale, il calendario colloqui

A questo link le date e gli orari dei colloqui per le candidate e i candidati che hanno fatto domanda per una posizione presso Open Group nel contesto del Servizio Civile Digitale 2025-2026.

Coloro che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presentassero al colloquio nel giorno stabilito senza giustificato motivo, saranno escluse/esclusi dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

Per qualsiasi informazione, scrivere a damiana.aguiari@opengroup.eu.

Le anfore romane al Museo di Claterna

Visita al Museo di Claterna: le anfore romane

Domenica 13 ottobre dalle 15.30 alle 17.30, il Museo della città Romana di Claterna apre le sue porte per accompagnare le visitatrici e i visitatori in uno straordinario viaggio nel tempo, per scoprire la storia, gli usi e i percorsi delle anfore romane.

Durante la visita “La storia di un’anfora” ripercorreremo il viaggio di un’anfora lungo i percorsi navali del mediterraneo. Scopriremo anche le diverse funzioni che l’oggetto ha assunto nel corso del tempo: recipiente di trasporto, elemento per la bonifica del territorio, contenitore per sepolture infantili e molto altro.

Mentre ə adultə si lasceranno trasportare dalla storia, bambine e bambini dai 7 agli 11 anni potranno partecipare a un laboratorio in cui cimentarsi nella realizzazione di piccole navi con il loro carico di anfore e prodotti alimentari. A navi create, individueranno le rotte marittime dalle anfore sulla mappa del Mar Mediterraneo.

Anfore romane al Museo di Claterna

Info e prenotazioni

La partecipazione a “La storia di un’anfora” è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

  • compilando il modulo (clicca qui);
  • scrivendo una mail a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu;
  • chiamando il 3346301615 ogni giovedì dalle 9 alle 13 a partire da due settimane prima dell’evento;
  • consultando gli eventi sul sito del museo: museoclaterna.it.

Compatibilmente con la disponibilità di posti, si potrà partecipare senza prenotazione.

Il ritrovo per “In viaggio come un’anfora” è in Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia (BO) alle 15.30 di domenica 13 ottobre.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il  museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

Le visite guidate e i laboratori didattici del Museo di Claterna sono curate da Open Culture, la società del Gruppo Open che opera nell’ambito dei patrimoni culturali.

La città delle donne, seconda edizione

“La città femminista è quella in cui le barriere – fisiche e sociali – vengono smantellate e tutti i corpi sono accolti e ospitati allo stesso modo. La città femminista deve prendere spunto dagli strumenti creativi che le donne hanno sempre utilizzato per sostenersi a vicenda e trovare modalità per ricreare quel supporto all’interno del tessuto urbano” – Leslie Kern

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO CON TUTTƏ  LE E GLI OSPITI

La rassegna: una panoramica

Con un calendario ricco di incontri, workshop gratuiti e momenti performativi, “La città delle donne” vuole promuovere e incentivare la cultura della diversità e favorire il dialogo e lo scambio di idee tra istituzioni, associazioni, imprese, privati e cittadine e cittadini. A organizzarla: Associazione SpostaMenti, Fondazione Barberini e Open Group.

La rassegna si svolgerà a Bologna, da giovedì 17 a lunedì 21 ottobre e si muoverà in tanti luoghi della città: Fondazione Barberini, Baraccano, Teatro Centofiori, SEMM, DumBO, Oratorio San Filippo Neri e Pop Up Cinema Arlecchino.

Obiettivo comune, migliorare la vita delle donne nella città da un punto di vista urbanistico, sociale e culturale, cercando di agevolarne le necessità di ogni giorno. Ma anche raccontare storie, carriere, percorsi personali, conoscendo da vicino professioniste che non si sono mai perse d’animo né di vista, in un percorso alla conquista di una piena legittimazione e rappresentanza.


Il programma del festival

√ Tipologie di eventi della rassegna

TALK / INAUGURAZIONE, SALUTI ISTITUZIONALI
Accesso libero e gratuito, fino ad esaurimento posti

WORKSHOP
Accesso gratuito, su prenotazione [link in descrizione]

LIVE / PERFORMANCE, VISIONI, DEGUSTAZIONI
Accesso libero

STAND
Accesso libero e gratuito

√ A Bologna, ma dove?

Fondazione Ivano Barberini – via Mentana 2
DumBO, Baia – via Camillo Casarini 19
Palazzo Bargellini, Centro accoglienza di Open Group – via Santo Stefano 45
Baraccano, Casa delle Associazioni e Sala Biagi – ingresso da via Santo Stefano 119/2
Oratorio San Filippo Neri – via Manzoni 5
Teatro Centofiori, Sala Centofiori – via Massimo Gorki 16
SEMM Music Store & More, Via Guglielmo Oberdan 24F
Pop Up Cinema Arlecchino – via delle Lame 59/A


Gli eventi off

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE, POMERIGGIO
FONDAZIONE BARBERINI

H 17.30 – 18.30: TALK
Se non sei al tavolo, sei sul menu: architettura del potere

Intervengono:

Anna Carreri, professoressa associata in Sociologia dei processi economici e del lavoro presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona
Annalisa Casino, presidente commissione Pari Opportunità di Legacoop nazionale
Irene Priolo, presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna
Simone Rossi, Consulente per C.O. GRUPPO per l’innovazione organizzativa
Trilli Zambonelli, presidente del Gruppo Terziario Donna Confcommercio Ascom Bologna E e AD concessionaria CAR

Modera Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group

 

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE, SERA
SEMM MUSIC STORE & MORE

H 19.00 – 21.30: LIVE / PERFORMANCE, DEGUSTAZIONE
Rocket Girls Night

Degustazione a cura di: LA MI’BIRRA
Selezione musicale a cura di: Laura Gramuglia, direttrice artistica de La città delle donne


VENERDÌ 18 OTTOBRE, POMERIGGIO
FONDAZIONE BARBERINI

H 17.15 – 17.30: LIVE / PERFORMANCE
Letture a cura delle attrici Angela Malfitano ed Elena Natucci
In collaborazione con Associazione culturale ‘Tra un atto e l’altro’

H 17.45 – 18.15: TALK / INAUGURAZIONE
Omaggio a Christine de Pizan, figura ispiratrice della seconda edizione de La città delle donne

Intervengono:

Patrizia Caraffi, docente presso il Dipartimento di Filologia Classica
e Italianistica dell’Università di Bologna
Giorgia Lancellotti, illustratrice
Simona Lembi, responsabile Piano per l’Uguaglianza, Città Metropolitana di Bologna

H 18.30 – 19.30: TALK
Le ragazze salveranno il mondo
In conversazione con Annalisa Corrado, ingegnera meccanica, ecologista, femminista e Membro del Parlamento europeo

Intervengono:

Floriana Montanari, project manager di Orticelli Ribelli
Monica Morini, fondatrice e direttrice artistica del Teatro dell’Orsa

Modera Laura Gramuglia, direttrice artistica de La città delle donne

DALLE 19.30: DEGUSTAZIONE
A cura di Fondazione Barberini

 

VENERDÌ 18 OTTOBRE, SERA
DUMBO, BAIA

H 20.30 – 21.30: TALK
La città della notte: quando mobilità, sicurezza, attività produttive e offerta culturale convivono

Intervengono:

Teresa Carlone, ricercatrice dell’Università di Bologna e socia di Period Think Tank
Emily Clancy
, vicesindaca del Comune di Bologna con deleghe alle Pari opportunità e differenze di genere, Diritti LGBT, Economia della notte
Giulia Sudano, presidente e co-founder Period Think Tank
Elisa Trento, presidente dell’associazione culturale Shape

Modera Laura Gramuglia, direttrice artistica La città delle donne
In collaborazione con Period Think Tank

H 22.00 – 23.30: LIVE / PERFORMANCE
Queen of Saba
Iridescent, non-binary, intersectional, electric duo


SABATO 19 OTTOBRE, MATTINO
PALAZZO BARGELLINI

H 10.00 – 12.00: WORKSHOP
Azione di arte relazionale a cura dell’artista Silla Guerrini

ISCRIVITI QUI

 

SABATO 19 OTTOBRE, TUTTA LA GIORNATA
BARACCANO

DALLE H 10.00: STAND
Banco per la raccolta firme della campagna My Voice, My Choice per un aborto sicuro e accessibile

 

SABATO 19 OTTOBRE, MATTINA
BARACCANO, SALA BIAGI

H 10.15 – 11.15: TALK
Storia della mia emancipazione: strategie, opportunità, strumenti 

Intervengono:

Giuseppe Di Rienzo, direttore di Fondazione Libellula
Anna Fasano, presidente di Banca Etica
Letizia Giangualano, giornalista di Alley Oop – Il Sole 24 ORE
Natascha Lusenti, giornalista, conduttrice e autrice
Elena Merlini, avvocata del Foro di Bologna, vicepresidente di ACMER – Associazione Camera Minorile dell’Emilia-Romagna

Modera Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group

 

BARACCANO, CASA DELLE ASSOCIAZIONI

H. 10.15 – 11.15: WORKSHOP
Dinamica di potere: da sostantivo a predicato verbale

A cura di:

Marcella Corsi, economista e coordinatrice di MinervaLab, laboratorio su diversità e disuguaglianze di genere della Sapienza Università di Roma, co-fondatrice di InGenere
Elisabetta Zurigo, avvocata civilista, attivista su politiche di genere, diversità e inclusione, socia di Rete al Femminile

In collaborazione con Rete al Femminile

ISCRIVITI QUI

 

BARACCANO, SALA BIAGI

H 11.30 – 12.30: TALK
Lo spazio delle donne: istituzioni, università, musei, strade, palchi reclamano un nuovo sguardo

Intervengono:

Rosa Amorevole, presidente del quartiere Santo Stefano
Cristina Gamberi, docente presso il dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna
Irene Tiberi, project manager e co-founder di Equaly
Margherita Tramutoli “La Tram”, illustratrice e cofounder del collettivo Moleste

Modera Giulia Sudano, presidente e co-founder di Period Think Tank
In collaborazione con Period Think Tank

 

BARACCANO, CASA DELLE ASSOCIAZIONI

H 11.30 – 12.30: WORKSHOP
Storia delle mie finanze: chi conta veramente?

A cura di:

Aminata Gabriella Fall “Pecuniami”, consulente finanziaria
Barbara Setti, Collettivo delle donne del Gruppo Banca Etica

In collaborazione con Fondazione Finanza Etica

ISCRIVITI QUI

 

SABATO 19 OTTOBRE, POMERIGGIO
BARACCANO, SALA BIAGI

H 15.00 – 16.00: TALK
Il ruolo degli uomini nella città delle donne

Intervengono:

Stefano Ciccone, referente Maschile Plurale
Leonardo Iuffrida, saggista
Vera Martinelli, referente di Osservatorio Maschile

Modera Claudio Nader, founder di Osservatorio Maschile

In collaborazione con Osservatorio Maschile

 

H 16.15 – 17.15: TALK
Del genere e dell’invisibilità

Intervengono:

Suor Elsa Antoniazzi, responsabile di casa Santa Marcellina
Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna

 

BARACCANO, CASA DELLE ASSOCIAZIONI

Essere o non essere uomini femministi
Claudio Nader, founder di Osservatorio Maschile

In collaborazione con Osservatorio Maschile

ISCRIVITI QUI

 

SABATO 19 OTTOBRE, SERA
ORATORIO SAN FILIPPO NERI

H 21.00: LIVE / PERFORMANCE
Le storie della Storia
Reading spettacolo dedicato a Elsa Morante nel cinquantenario de La Storia

Tiziana De Rogatis, docente dell’Università per Stranieri di Siena
Chiara Lagani, attrice e drammaturga della Compagnia Fanny & Alexander

In collaborazione con Oratorio San Filippo Neri


DOMENICA 20 OTTOBRE, MATTINA
TEATRO CENTOFIORI

DALLE H 10.00: STAND
Libreria Settevolpi

H 10.00: TALK / SALUTI ISTITUZIONALI
Federica Mazzoni, presidente del quartiere Navile

H 10.15 – 11.15: TALK a cura di Open Group
Il corpo delle donne: nuove prospettive tra medicina di genere e antropologia medica

Intervengono:

Edoardo Mocini, medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione
Chiara Moretti, antropologa medica, assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca
Rodolfo Pessina, medico psichiatra e sessuologo clinico
Giulia Selmi, sociologa, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali presso l’Università degli Studi di Parma, autrice

Modera Claudia Iormetti, responsabile dell’Innovazione sociale di Open Group

H 11.15 – 11.30: PRESENTAZIONE

  • Storie e voci delle periferie al centro
    A cura di Alessandra Parpinello, referente tecnica settore Minori e famiglie di Open Group
  • Rispetto alle donne
    A cura di Giulia Zabini, presidente di Open Formazione

In collaborazione con Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna

H 11.30 – 12.30: WORKSHOP
Stereotipi istituzionali

A cura di:

Giulia Selmi, sociologa, ricercatrice in Sociologia dei processi culturali presso l’Università degli Studi di Parma, autrice

In collaborazione con Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna

ISCRIVITI QUI

H 12.00 – 13.00: TALK
La nostra città ideale: femminista, intersezionale, sostenibile, accessibile e aperta al dialogo

Intervengono:

Anna Lisa Boni, assessora del Comune di Bologna con deleghe a Relazioni internazionali e cooperazione, Cabina di regia dei fondi europei, Missione clima 2030: neutralità e transizione
Nicoletta Daldanise, esperta in progetti di comunità, referente dell’associazione Torino Città per le Donne
Marilisa De Palma, referente di associazione Orlando
Elisa Forte, coordinamento festival Women & The City
Rossana Zaccaria, presidente di Legacoop Abitanti
Francesca Zarri, direttrice Sostenibilità e Sviluppo cooperativo presso CNS – Consorzio Nazionale Servizi

Modera Micaela Romagnoli, giornalista


Gli eventi off

LUNEDÌ 21 OTTOBRE, SERA
POP UP CINEMA ARLECCHINO

dalle H. 21.30: LIVE / VISIONI
Proiezione di Tutta la bellezza e il dolore di Laura Poitras*

Con:

Laura Gramuglia, direttrice artistica de La città delle donne
Chiara Liberti, direttrice artistica di Biografilm

Nell’ambito di: Lunedì Top Doc, rassegna dedicata al meglio del documentario internazionale

In collaborazione con: Biografilm e I Wonder Picture

*Evento a pagamento


Christine de Pizan, madrina della seconda edizione del festival

A ispirare la seconda edizione de La città delle donne è Christine De Pizan, figura pionieristica nella storia dei femminismi e una delle prime autrici professioniste d’Europa. Nata a Venezia nel 1364 con il nome di Cristina da Pizzano, si trasferì a Parigi con la famiglia fin da bambina, dove ricevette un’educazione rara per una donna dell’epoca.

Rimasta vedova giovane, con tre figli a carico, De Pizan decise di vivere della propria penna, un fatto straordinario per il tempo. Attraverso opere come La Città delle Dame (1405), difese con forza il ruolo delle donne nella società, sfidando i pregiudizi misogini e proponendo una visione di parità e autodeterminazione femminile.

L’autrice non solo denunciò l’invisibilità delle donne nella storia e nella cultura, ma celebrò il loro contributo alla civiltà, anticipando temi chiave dei movimenti femministi moderni.