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Cooperativa Sociale
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Autore: Redazione

Futuri possibili, 20 anni del Progetto Cicogna

Futuri possibili: i 20 anni del Progetto Cicogna

Quest’anno il nostro Progetto Cicogna celebra un traguardo significativo: 20 anni di impegno nell’accoglienza e nel sostegno a bambini e bambine molto piccolə insieme alle loro famiglie accoglienti. Per festeggiare abbiamo organizzato Futuri possibili: si tratta non solo di un momento di festa, ma anche di un’opportunità per far conoscere il lavoro educativo e di accoglienza che svolgiamo quotidianamente nel territorio del bolognese.

Futuri Possibili si terrà nello spazio Temporanea di DumBO a Bologna (via Camillo Casarini 19)  il 10 settembre 2024 dalle 14 alle 18. Sarà un’occasione per approfondire insieme a professionistə del settore il tema dell’accoglienza dei piccolissimi e delle piccolissime e per riflettere sulle sfide affrontate e sugli obiettivi futuri del progetto.

Il programma della giornata include interventi di figure istituzionali, come Luca Rizzo Nervo, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Bologna, e speech su temi come la prevenzione della collocazione extra-familiare e il lavoro con le famiglie accoglienti. Tra i relatori e le relatrici ci saranno anche le nostre professioniste e i nostri professionisti e le istituzioni locali, oltre ai e alle protagonistə del progetto che condivideranno le loro esperienze.

Qui il programma completo e a questo link il modulo per iscriversi gratuitamente.

cicogna con fagotto al becco

Come nasce e cosa fa il Progetto Cicogna

Cicogna nasce per dare una risposta al bisogno di accoglienza di bambini e bambine molto piccoli/e. Il servizio si occupa di bambine e bambini nella fascia 0-6 anni, con prevalenza per la fascia 0-3 e, ed è attivo dal 2004.

I bimbi e le bimbe che prendono parte al progetto vengono allontanati/e dalla famiglia d’origine su decreto del Tribunale per i Minorenni per gravi problemi che metterebbero a rischio la loro incolumità psico-fisica. Questə sono quindi accolti da una famiglia affidataria e frequentano quotidianamente la Cicogna, una struttura altamente specializzata paragonabile a un piccolo asilo. Alla Cicogna sono seguiti da un’équipe specializzata, insieme al nucleo familiare accogliente, per tutta la durata del progetto. Ogni progetto può durare fino a due anni.

Il Progetto Cicogna è il frutto di una collaborazione sinergica tra Open Group, il Centro per le Famiglie di ASP Città di Bologna, e l’Associazione Emiliani. Quest’ultima, attiva dal 2001, sostiene le famiglie accoglienti attraverso percorsi di formazione, supporto e supervisione, creando una rete solidale che rafforza il tessuto sociale del territorio.

Il supporto dell’équipe professionale nel contesto del progetto

Sono previsti incontri regolari tra la famiglia accogliente, la psicologa e l’educatrice di riferimento del Progetto Cicogna. Gli obiettivi di questi incontri sono:

  • confrontarsi su eventuali criticità e condividere strategie comuni;
  • aggiornare la famiglia che accoglie sugli incontri protetti con i genitori naturali e con gli eventuali altri soggetti coinvolti;
  • ridefinire, quando necessario, gli obiettivi, i tempi e le modalità di sviluppo del progetto.

L’équipe della Cicogna, durante tutta la durata dell’accoglienza, incontra regolarmente i Servizi Sociali di riferimento. In queste occasioni sono presentate anche le osservazioni della famiglia accogliente in merito al benessere del/della bambino/a.

Sono previsti almeno due incontri fissi tra l’assistente sociale e la famiglia accogliente, uno all’inizio e uno alla fine del progetto. Qualora la famiglia lo richiedesse, verrebbero organizzati ulteriori incontri con l’assistente sociale di riferimento.

In ogni momento la famiglia accogliente potrà inviare le proprie riflessioni in merito alla quotidianità del/della bambino/a. Queste verranno inserite nelle relazioni di aggiornamento, inviate periodicamente al Servizio Sociale.

Eventi green e inclusivi di settembre a Bologna

Uno dei motivi per cui ci piace Bologna è la sua ricca offerta di iniziative di valore sociale e culturale, e fidatevi quando vi diciamo che nelle prossime settimane avremo modo di salutare l’estate in grande stile, soprattutto perché ci stanno a cuore le tematiche della sostenibilità e dell’inclusione.

In questo articolo vi segnaliamo 5 eventi bolognesi green e inclusivi da non perdere a settembre.

 

Laboratorio autogestito cyberfemminista, 5 settembre 2024

L’appuntamento laboratoriale organizzato dal gruppo Visionarie digitali per esplorare il potenziale della tecnologia e degli strumenti digitali a supporto delle donne. Gli incontri del format, a cadenza mensile, sono pensati per discutere in gruppo e analizzare criticamente le tecnologie quotidiane e il loro impatto sulle nostre vite. Dal semplice scambio di idee alla riparazione di dispositivi, il laboratorio offre un ambiente di apprendimento collettivo e di empowerment digitale.

Il prossimo incontro si terrà il 5 settembre presso il Centro Documentazione Donne di Bologna (via del Piombo 5/7, Bologna), un’occasione da non perdere per chi desidera essere parte attiva nel plasmare il futuro tecnologico con un’impronta di genere.

Maggiori info & dettagli a questo link.

 

FunnyDay Festival, 8 settembre 2024

Per la prima volta a Bologna arriva il festival ideato dalla realtà milanese FunnyVeg per avvicinare le persone alla cultura vegan offrendo una giornata ricca di cooking show, letture, e attività di intrattenimento associate al tema. Un’opportunità per scoprire nuovi sapori e apprendere i benefici di una dieta sostenibile, il tutto in un’atmosfera di festa e convivialità.

L’appuntamento bolognese di FunnyDay sarà l’8 settembre presso gli spazi di DumBO (via Camillo Casarini 19, Bologna).

Maggio info & dettagli a questo link.

 

IT.A.CÀ – Festival del Turismo Responsabile, dal 13 settembre al 13 ottobre 2024

IT.A.CÀ, che in dialetto bolognese significa “sei a casa”, è il festival che promuove forme di turismo responsabile nel rispetto dell’ambiente e coinvolgendo le comunità locali. La rassegna del festival, che include iniziative e itinerari in 8 regioni italiane, ha l’obiettivo di far riscoprire il territorio attraverso attività di trekking, giri in bicicletta, degustazioni e incontri dedicati al tema della sostenibilità.

La tappa bolognese di IT.A.CÀ comprende un ricco programma di percorsi e iniziative locali che andrà dal 13 settembre al 13 ottobre.

Potete consultare il programma della tappa di Bologna a questo link.

Generando 2024, 21 settembre 2024

Il prossimo 21 settembre le strade di Bologna si trasformeranno in spazi di condivisione grazie a Generando 2024, iniziativa organizzata da Flash Giovani che mira a promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile attraverso incontri e dibattiti aperti a tutta la cittadinanza.

Un’occasione per riflettere sulle politiche di quartiere e scoprire il ruolo cruciale che le donne e le comunità marginalizzate possono avere nella costruzione di una società più equa e inclusiva.

Tutte le info e il programma della giornata sono disponibili a questo link.

 

Disability Pride 2024, 21 e 22 settembre 2024

Sotto lo slogan “La disabilità ti riguarda!“, a settembre torna a Bologna per la sua terza edizione il Disability Pride, la manifestazione che vuole sensibilizzare la cittadinanza sui diritti delle persone con disabilità. Organizzato da Produzioni dal basso, in collaborazione con le associazioni del territorio, il Disability Pride sarà un momento di orgoglio collettivo e di lotta contro ogni tipo di discriminazione.

La manifestazione culminerà in una grande parata per le vie della città, unendosi in un grido di inclusività e rispetto per ogni diversità.

Info & dettagli sono disponibili sulla pagina Instagram della manifestazione.

Parliamo di te: un percorso di supporto caregiver

Essere unə caregiver può essere difficile, specialmente quando ci si confronta quotidianamente con le complessità legate alla disabilità o alla fragilità di una figlia o un figlio. Per questo l’AUSL di Bologna, in collaborazione con Open Group, anche quest’anno promuove Parliamo di te, un percorso gratuito di supporto psicologico per mamme e papà caregiver.

Il percorso

Parliamo di te è un calendario di incontri di gruppo progettati per aiutare i genitori a esplorare le emozioni associate alle attività e responsabilità del caregiving e a trovare modi efficaci per gestirle al meglio. Questo percorso, promosso per il terzo anno di fila dall’AUSL di Bologna, è completamente gratuito e aperto a tutti i genitori caregiver residenti sul territorio.

Gli incontri, in partenza il 20 settembre, si terranno ogni venerdì dalle 17:30 alle 19:00 presso lo Spazio di Mezzo (Via Francesco Zanardi 92/3, Bologna).

Papà che abbraccia suo figlio

Requisiti dei e delle caregiver

Per iscriversi e partecipare al percorso è necessario:

  • essere residenti nel comune di Bologna;
  • avere la 104 o l’indennità di accompagnamento per lə propriə figliə.

Il numero massimo di partecipanti è di 10 persone, al fine di garantire un ambiente raccolto e favorevole alla condivisione e al supporto reciproco.

Perché partecipare?

Il fulcro di Parliamo di te risiede nelle fasi di ascolto e connessione.

“L’ascolto dell’altro genitore e la messa in connessione delle fatiche aiuta a sentirsi meno soli” spiega Claudia Garofletti, referente del progetto.

Partecipare a questo percorso significa non solo ricevere sostegno psicologico da professionistə specializzatə, ma anche costruire una rete di solidarietà tra genitori che condividono esperienze di caregiving simili.

Info & scrizioni

Per ricevere ulteriori dettagli sul percorso ed effettuare l’iscrizione, è possibile contattare Claudia Garofletti telefonicamente (+39 366 6457447) o tramite mail (caregiver@opengroup.eu).

I nostri dieci anni in un video

I nostri dieci anni in un video

Questo è un anno ricco di ricorrenze e anniversari. 70 anni fa moriva l’artista Frida Khalo e 20 anni fa nasceva Facebook. Mark Zuckerber, coetaneo di Katy Perry e Scarlett Johansson, quest’anno compie 40 anni, mentre a novembre Leonardo di Caprio entrerà ufficialmente nel club dei 50. E noi? Noi, quest’anno, festeggiamo i nostri dieci anni. Questo noi è un noi plurale, un noi che abbraccia tante persone: 1.000 professioniste e professionisti appassionatə e competenti, di cui oltre 500 socie e soci; tutte le e gli utenti che raggiungiamo con i nostri servizi – lo scorso anno sono statə 761.513; le numerose reti aziendali. E poi, in questo noi, ci sono tutte le cose in cui crediamo per le quali lavoriamo: l’inclusione, la sostenibilità e il rispetto delle diversità.

In questi dieci anni abbiamo progettato e realizzato servizi innovativi per le comunità, le persone e le imprese. Lo abbiamo fatto senza smettere mai di stupirci della meraviglia che può nascere dall’incontro con l’altrə, senza mai perdere di vista il potere della relazione e tenendo bene a mente che insieme si va lontano.

Questo traguardo è un’occasione per celebrare i successi raggiunti, ma anche per guardare con lucidità al futuro, preparandoci ad abbracciare le prossime sfide. La professionalità, l’esperienza, gli errori, i successi e la magia di questi dieci anni sono il porto sicuro dal quale salpare per altri mari. E noi, questi mari, non vediamo l’ora di conoscerli.

Qualche numero che ci piace

  • 1 master che ha avviato la nostra Learning Academy Oplà
  • 3 le arnie che compongono il nostro apiario didattico urbano
  • 5,6 la percentuale di crescita del nostro fatturato rispetto al 2022
  • 6 le realtà del Gruppo Open
  • 12 i settori d’intervento in cui siamo attivə
  • 13 le reti aziendali in cui siamo inseritə
  • 15 le regioni d’Italia in cui operiamo
  • 565 le e i socə della nostra cooperativa
  • 993 le lavoratici e i lavoratori di Open Group
  • 16.259 le ore di formazione erogate nel 2023

Servizio Civile digitale: 12 mesi per l’inclusione

Un nuovo tipo di Servizio Civile

Stai valutando di sperimentarti per nell’esperienza del Servizio Civile 2024 nell’ambito del digitale a Bologna e dintorni? Buone notizie: i nostri progetti potrebbero fare al caso tuo.

Anche quest’anno è possibile dedicare 12 mesi al Servizio Civile in Open Group: è aperto il bando di selezione per le e i giovani tra 18 e 28 anni che intendono fare un’esperienza di Servizio Civile digitale.

Open Group mette a disposizione, all’interno del programma Digit-abili – Percorsi di inclusione digitale del CNCA, 3 posti per volontari e volontarie.

Un posto a Castenaso (presso La Quercia)

Il progetto Digit-abili presso La Quercia – comunità di accoglienza mamme e figliə – si sviluppa in stretta collaborazione con i progetti di facilitazione e formazione digitale a Castenaso e nei Comuni di Terre di Pianura, che promuovono momenti di formazione digitale rivolti a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione a persone con fragilità e genitori.

Qualche esempio? Dall’attivazione dell’identità SPID ad un corso sulla dieta digitale per neomamme, i/le digital coach di Open Group creano materiali nuovi ed accessibili per rispondere a diversi bisogni.

I/le volontari/e del servizio civile avranno l’opportunità di mettere alla prova capacità digitali e relazionali, favorendo la propria crescita personale e professionale e potenziando competenze trasversali come problem solving, autonomia decisionale, collaborazione e comunicazione.

Un posto a Bologna (presso il Dormitorio notturno della solidarietà)

Il progetto Digit-abili al Dormitorio notturno della solidarietà mira a promuovere l’autonomia nell’uso di strumenti e servizi digitali nella popolazione fragile.

Si integrerà con i percorsi di cittadinanza digitale già in essere nei servizi di Open Group, contribuendo al contrasto al digital divide e alla creazione di materiali accessibili, efficaci e inclusivi.

Qualche esempio? Dall’attivazione dell’identità SPID ai laboratori per l’uso dell’intelligenza artificiale, i/le digital coach esploreranno strumenti innovativi per rispondere ai diversi bisogni delle persone che frequentano i nostri servizi.

I/le volontari/e del servizio civile avranno l’opportunità di mettere alla prova capacità digitali e relazionali, favorendo la propria crescita personale e professionale e potenziando competenze trasversali come problem solving, autonomia decisionale, collaborazione e comunicazione.

Un posto a Valsamoggia (presso La casa tra le nuvole)

Il progetto Digit-abili a La Casa Tra le Nuvole prevede di supportare e affiancare nel loro lavoro educatorə digital coach.

Queste particolari figure educative supportano le persone con disabilità e le loro famiglie nell’uso di strumenti e servizi digitali e creano nuovi strumenti digitali inclusivi.

Qualche esempio? Dall’attivazione dell’identità digitale SPID alla creazione di una escape room digitale, i/le digital coach esplorano strumenti innovativi per rispondere ai diversi bisogni delle persone che frequentano i nostri servizi.

I/le volontari/e del servizio civile avranno l’opportunità di mettere alla prova capacità digitali e relazionali, favorendo la propria crescita personale e professionale e potenziando competenze trasversali come problem solving, autonomia decisionale, collaborazione e comunicazione.

Le candidature chiudono giovedì 26 settembre 2024 alle 14:00.

Le domande devono essere presentate esclusivamente utilizzando la piattaforma Domanda on Line (DOL) nella quale, attraverso un semplice sistema di ricerca con filtri, è possibile scegliere un progetto e avanzare la candidatura. La piattaforma è raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone.

Qui la scheda completa del progetto.

Un ragazzo giovane è fotografato indossa un cappellino con frontino scuro e tiene in mano un cellulare con il quale sta fotografando un atro ragazzo giovane. La scena si svolge all'aperto.

Gli obiettivi di Digit-abili

Il progetto Digit-abili punta a promuovere l’autonomia nella fruizione dei servizi digitali essenziali nella popolazione fragile. In particolare, si concentra sull’inclusione e l’accesso digitale delle persone anziane, delle donne non occupate o in particolari condizioni, delle persone migranti, delle persone con disabilità e delle categorie svantaggiate in genere, delle fasce di popolazione con basso livello di istruzione.

Le azioni del progetto si muovono su un duplice binario: da un lato supportano la diffusione nelle fasce di popolazioni più vulnerabili di adeguate competenze e consapevolezze per l’inclusione digitale; dall’altro modellizzano ogni percorso di inclusione in funzione di bisogni specifici fortemente differenziati.

Le volontarie e i volontari del Servizio Civile avranno l’opportunità di mettere alla prova le proprie capacità digitali in contesti complessi e multifattoriali.

Il Servizio Civile digitale favorirà la crescita personale e professionale delle volontarie e dei volontari, potenziando competenze trasversali come problem solving, autonomia decisionale, collaborazione e comunicazione.

Ruolo e attività di volontarie e volontari

All’avvio del progetto sarà predisposto un piano di inserimento per ogni volontaria e ogni volontario che definirà mansioni e tempi. Il team lavorerà per permettere il massimo sviluppo di autonomia e creatività, tenendo conto dell’andamento del servizio e dello sviluppo di competenze della/del volontariə. Le attività principali che si svolgeranno nel contesto di Digit-abili sono:

  • networking e pianificazione: si lavorerà alla pianificazione e alla mappatura dei portatori di interesse;
  • comunicazione: la/il volontariə supporterà il team nello sviluppo del piano comunicativo e nella diffusione dei materiali;
  • condivisione: le persone inserite nel progetto parteciperanno alle attività sulla piattaforma CNCA, rilevando anche le richieste della rete;
  • supporto nella formazione e nella facilitazione digitale;
  • co-progettazione pubblico-privato.

Contatti utili

Per ricevere altre informazioni sui nostri posti per il Servizio Civile digitale contattaci a questa mail: damiana.aguiari@opengroup.eu.

Women’s Skills, la parità di genere sul lavoro

Un’iniziativa per le imprese del riminese

Women’s Skill è un progetto ideato dal Comune di Rimini con il supporto della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Open Group, Millepiedi e New Horizon. Women’s Skill offre corsi di formazione e iniziative gratuite per migliorare le competenze aziendali e ridurre il divario di genere nelle imprese.

È un’opportunità unica per le aziende che desiderano promuovere la parità di genere, potenziare le competenze dei loro e delle loro dipendenti e manager, e sperimentare nuove azioni di welfare aziendale.

Qui tutte le informazioni sul progetto.

Formazione e supporto per la parità di genere sul lavoro

Il progetto Women’s Skills offre due principali percorsi formativi. Il primo è rivolto ai e alle dipendenti, con focus su parità di genere, discriminazioni nei luoghi di lavoro, linguaggio e welfare aziendale. Attraverso questi corsi, vogliamo fornire strumenti concreti per riconoscere e combattere le discriminazioni, promuovere un linguaggio inclusivo e implementare politiche di welfare efficaci. Il secondo percorso è pensato per dirigenti, funzionarie e funzionari e ha l’obiettivo di avviare una riflessione strutturata sui comportamenti discriminatori, sul linguaggio di genere, sui sistemi di welfare aziendale e sul significato della certificazione per la parità di genere in Italia. L’obiettivo è sensibilizzare le e i leader aziendali e istituzionali su questi temi, fornendo loro le competenze necessarie per guidare un cambiamento reale.

Tra le aziende che parteciperanno a Women’s Skill, ne selezioneremo tre che potranno accedere a ulteriori servizi di consulenza e supporto per sviluppare e migliorare i propri piani di welfare aziendale. Tra i servizi che attiveremo per le tre aziende selezionate:

  • studio e analisi dei contesti lavorativi e dei fabbisogni dei e delle dipendenti, funzionali a un’eventuale elaborazione o implementazione del piano di welfare;
  • supporto e consulenza per il potenziamento dei piani di welfare aziendale e interaziendale esistenti;
  • attivazione di tirocini formativi per lo svolgimento delle azioni aziendali di routine che permetteranno alle imprese partecipanti di ottimizzare i processi e di guadagnare tempo prezioso.

Grafica con sfondo bianco e una donna che parla al microfono su un palco. Un uomo e un'altra donna ascoltano. Tutte le figure sono stilizzate. Le scritte che compaiono in alto sono "Women's skill - Riscoprire i propri talenti e ridurre il divario di genere".

Come partecipare al progetto

Ci sono due requisiti per accedere al programma: essere un’azienda con sede nel riminese e avere minimo il 40% di dipendenti donne.

Le attività formative inizieranno a settembre 2024, con l’avvio dei tirocini a partire da ottobre e la conclusione di tutte le attività entro dicembre 2024.

Le aziende che soddisfano i requisiti indicati possono iscriversi entro il 5 settembre 2024 inviando una mail a womenskills@opengroup.eu. Siamo a disposizione per rispondere a tutte le domande e i dubbi che possiate avere. È possibile utilizzare questa mail anche per chiedere ulteriori informazioni o per sciogliere dubbi.

Perché è ancora fondamentale parlare di parità di genere sul lavoro

Parlare di parità di genere nel mondo del lavoro è ancora fondamentale. Nonostante i progressi degli ultimi decenni, le donne continuano a incontrare barriere significative nella loro carriera professionale, spesso guadagnando meno dei loro colleghi uomini e avendo minori opportunità di avanzamento.

Le disparità salariali, la sottorappresentazione nelle posizioni di leadership e le discriminazioni di genere sono ancora realtà quotidiane per molte donne. Promuovere la parità di genere non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta anche un vantaggio competitivo per le aziende, che possono beneficiare di una forza lavoro più diversificata e inclusiva.

Numerosi studi dimostrano che le aziende con una maggiore parità di genere tendono a essere più innovative, produttive e resilienti. Inoltre, creare un ambiente di lavoro equo e rispettoso contribuisce a migliorare il benessere e la motivazione di tutti i dipendenti, riducendo il turnover e aumentando la soddisfazione lavorativa.

Le ragioni per lavorare su questi temi sono tante e sono validissime: vi aspettiamo per costruire insieme il futuro che vogliamo vedere!

Dalla parte di chi vive in strada: vi raccontiamo Fuori Binario

Fuori Binario (ex Unità di Strada) è un servizio di Asp Città di Bologna gestito da Open Group (all’interno del Consorzio L’Arcolaio) che si occupa di riduzione del danno all’interno della cornice più ampia dei servizi di prossimità nella città di Bologna.

La sede di via de’ Carracci 59, attiva dal 2022, è diventata un punto di riferimento per la comunità di consumo di sostanze locale, fornendo ogni giorno a drug users pasti diurni e strumenti che rendono più sicuro il consumo di sostanze e, parallelamente, organizzando nel corso dell’anno diverse attività laboratoriali ed eventi culturali aperti al pubblico.

Chi usufruisce di Fuori Binario?

Alternando il lavoro in sede e quello sul campo, il servizio è rivolto principalmente a persone che vivono e consumano sostanze in strada, offrendo loro non soltanto attrezzature ottimizzate che riducano quanto più possibile i rischi associati all’uso di droghe o a rapporti sessuali non protetti, ma anche affiancandole laddove possibile in un percorso di counseling individuale in una prospettiva a medio e lungo termine di portata comunitaria.

Infatti, molti e molte drug users vivono una condizione di difficoltà sociale legata a uno o più di questi fattori:

  • servizi sanitari che non rispondono adeguatamente ai loro bisogni;
  • normative e impedimenti burocratici che impediscono loro di costruire un progetto di vita;
  • mancanza di una rete sociale e/o familiare consolidata e supportiva.

Per questo motivo, l’attività di riduzione del danno, per Fuori Binario, deve includere anche una componente informativa ed educativa che possa supportare e agevolare le e i consumatori di sostanze nella costruzione di una prospettiva di vita all’interno di una comunità di consumo più sicura e consapevole.

Sensibilizzazione e comunità: tra raccolta dati, formazione e cittadinanza attiva

In questo lavoro non esiste assestamento. Puoi imparare a rodare il meccanismo, ma poi, purtroppo o per fortuna, la realtà ti mette davanti a nuove sfide dovute a repentini e continui cambiamenti negli ambienti e/o nelle abitudini dei consumatori di sostanze.

Giuseppe Ialacqua
in foto Giuseppe Ialacqua, coordinatore operativo di Fuori Binario

Queste le parole di Giuseppe Ialacqua, coordinatore operativo di Fuori Binario, riguardo il bisogno dell’equipe e dei servizi esterni di aggiornarsi e adattarsi continuamente alle nuove richieste e abitudini della comunità di drug users.

Questi nuovi bisogni vengono rilevati a livello individuale tramite colloqui one to one, e a livello comunitario grazie alle mappe del consumo, delle raccolte statistiche sui dati relativi al consumo di sostanze nelle diverse zone della città finalizzate a monitorare spostamenti e abitudini dei consumatori e a carpire, di conseguenza, le nuove esigenze della comunità di drug users locale.

Parallelamente alla raccolta e all’analisi dei dati, una componente centrale del lavoro di Fuori Binario è l’aggiornamento costante, e questo si traduce da un lato nella formazione interna dell’equipe di lavoro, dall’altro in veri e propri percorsi di accompagnamento dei servizi esterni nei processi di cambiamento e adattamento degli stessi alle richieste della comunità di consumatori e consumatrici di sostanze.

Infine, proprio per creare e consolidare una comunità locale informata e sensibilizzata alla tematica del consumo di sostanze, di fronte a situazioni e contesti legati a un presunto uso di droghe in ambienti e/o con strumenti non sicuri, Fuori Binario invita i cittadini e le cittadine non soltanto a inviare loro una segnalazione, ma ad accompagnare operatori e operatrici del servizio sul campo, così da fornire loro quante più informazioni possibili per poter rintracciare il consumatore di sostanze ed essere parte di una cittadinanza sempre più attiva e impegnata collettivamente per la riduzione del danno.

Ci Sto? Affare Fatica!: il progetto estivo

Hai mai desiderato che tuo figlio o tua figlia imparasse il valore della fatica (in senso buono) e il rispetto per la comunità? Se la risposta è “si”, ecco una buona notizia: è arrivato “Ci Sto? Affare Fatica!“.

Si tratta del nuovo progetto ministeriale ideato per trasformare le vacanze estive delle nuove generazioni in un’occasione di crescita attraverso diverse attività pratiche e manuali: dalla pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, alla manutenzione dei parchi giochi, dalla tinteggiatura di giostre e staccionate, alla cura dei giardini pubblici.

ragazzi e ragazze del progetto "ci sto? Affare fatica"

Gli obiettivi del progetto

“Ci Sto? Affare Fatica!” si sviluppa intorno a cinque obiettivi generali.

Primo fra tutti, quello legato alla dimensione intergenerazionale cui ambisce il progetto grazie alla creazione di un forte legame fra generazioni diverse. Per raggiungere questo obiettivo, l’iniziativa prevede un investimento nella formazione delle persone adulte coinvolte per insegnare loro a relazionarsi con le e gli adolescenti. Inoltre, garantisce una presenza stabile affianco alle e ai partecipanti per offrire loro un supporto continuo. Intrecciando le competenze digitali delle nuove generazioni con le abilità artigianali tradizionali degli adulti, si crea una fitta rete di conoscenze che arricchisce tutte e tutti.

A seguire, la condivisione sana del valore della fatica. Il progetto vuole riconoscere e premiare la fatica e l’impegno delle ragazze e dei ragazzi attraverso “buoni fatica”, ossia attività manuali che trasmettano nuove competenze ai giovani partecipanti.

Il terzo obiettivo è l’investimento educativo sul tempo estivo. Il focus del progetto, infatti, è proprio rendere le vacanze estive stimolanti e produttive per ə giovani, collaborando ad esempio con scuole superiori e servizi locali, organizzando interventi speciali per adolescenti in situazioni di difficoltà e coinvolgendo le amministrazioni comunali per utilizzare al meglio le risorse della comunità.

Altro importante pilastro del progetto è la dimensione di gruppo che offre ai ragazzi ambienti educativi e sicuri per stringere relazioni tra coetanei. Organizzare attività che valorizzano il contributo di ciascunə all’interno della comunità diventa più facile e questo aiuta tutti e tutte a lavorare in squadra, assumendo diverse responsabilità e ricevendo gratificazioni condivise. I gruppi sono supportati sia da tutor giovani che da handymen, cioè espertə “tuttofare”, che guidano e aiutano ə partecipanti durante tutto il percorso.

Ultimo, ma non per importanza, c’è infine l’obiettivo legato alla cura e alla tutela dei beni comuni, che si concretizza tramite la trasmissione dell’importanza della cura del territorio alle nuove generazioni, grazie ad attività di affiancamento di adultə in veste di educatorə e beneficiariə degli interventi di gruppo. Il fine ultimo è rendere attiva la cittadinanza nella manutenzione dei luoghi pubblici e stimolare la comunità a mettere le proprie capacità al servizio del bene comune. Inoltre, il progetto mira a avvicinare minori e adolescenti al patrimonio culturale e artistico locale, rendendolə più consapevoli e responsabili del loro ambiente.

La struttura del progetto

L’intero progetto prevede la costituzione di gruppi composti da circa una decina di adolescenti dai 14 ai 19 anni. Ogni gruppo sarà guidato da unə volontariə più giovane in veste di tutor e da alcunə adultə in qualità di maestrə d’arte “tuttofare”.

Le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, e saranno focalizzate sulla cura dei beni comuni. Gli e le handymen, o maestrə tuttofare, avranno un ruolo chiave nel progetto grazie alla trasmissione di competenze tecniche/artigianali ai e alle giovani.

Le attività saranno organizzate in pacchetti settimanali dalla fine della scuola fino a fine luglio.

Per tutti e tutte le partecipanti sono previsti “buoni fatica” del valore di 50€, utilizzabili per spese alimentari, abbigliamento, libri scolastici, sport e tempo libero. Anche ai e alle tutor sarà riconosciuto un “buono fatica” del valore di 100€.

L’assemblea approva il bilancio di esercizio 2023

Approvato il bilancio di esercizio 2023

La nostra assemblea socə ha approvato il bilancio di esercizio del 2023. Il presidente Giovanni Dognini riassume così il nostro 2023, anno denso di persone, di eventi, di progetti.

“Abbiamo percorso un altro anno molto positivo e lo testimoniano i numeri del nostro bilancio, che quest’anno per la prima volta è anche un bilancio di sostenibilità attraverso cui vogliamo rendicontare le nostre performance in materia ESG (Environmental, Social, Governance).

Abbiamo chiuso il 2023 con un fatturato di 30.715.116 euro, in aumento rispetto al 2022 del 5,7%, con un utile di 301.434 euro, al netto degli stanziamenti. Complessivamente, le nostre attività hanno raggiunto 761.513 utenti.

Nel 2023 siamo cresciutə con un occhio sempre attento alle esigenze della comunità e all’innovazione responsabile. Il nostro numero di socie e soci ha raggiunto la cifra di 565 e ora rappresentano il 54,8% del personale.

Open Group ha raggiunto 993 persone occupate, con un incremento di 113 persone rispetto al 2022. Il 61,22%delle nostre collaboratrici e dei nostri collaboratori è under 40.

A livello societario abbiamo consolidato ed espanso la nostra presenza e mantenuto attraverso il Gruppo Open il controllo totale o la partecipazione in diverse società: questa diversificazione ci consente di ampliare le nostre competenze e di affrontare nuove sfide con una base solida e multidisciplinare”.

Una persona che indossa un abito colorato parla al microfono. Persone sedute su sedie bianche ascoltano la relatrice.

Eventi e progetti dell’anno

  • Oplà, la nostra Learning Academy

Il 2023 è stato l’anno della nascita della nostra Learning academy Oplà, la prima creata da una cooperativa sociale. Oplà è un hub per lo sviluppo delle competenze di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici del settore dei servizi alla persona: quellə di Open Group, ma anche i professionisti e le professioniste di enti pubblici e privati, imprese sociali e Terzo Settore.

Nel corso dello scorso anno, Oplà ha erogato oltre 16.259 ore di formazione, coinvolgendo 897 persone in corsi su sociale, educazione, cultura, modelli organizzativi, normativa, salute e sicurezza.

  • La città delle donne

Nella seconda parte dello scorso anno la nostra agenzia di comunicazione Be Open ha curato la comunicazione de La città delle donne, un festival di tre giorni con oltre venti ospiti, talk, workshop e performance.

Il festival, nato in collaborazione con l’associazione SpostaMenti e Fondazione Barberini, ha voluto ragionare su come promuovere e incentivare la cultura della diversità e dell’inclusione, per progettare e costruire città accoglienti e democratiche.

Dopo la prima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 250 persone, è già in programma la seconda edizione.

Programma P.I.P.P.I

Nel 2023, inoltre, la nostra area educazione e cultura ha ampliato l’impegno verso il Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.) che nasce per affiancare le famiglie che stanno attraversando una situazione di vulnerabilità, evitando l’allontanamento dei bambini e delle bambine dal proprio nucleo.

Nella cornice di questo programma, abbiamo portato le nostre competenze e la nostra voglia di innovare in 9 territori, nelle regioni del Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Puglia.

Nel mese di novembre, poi, la nostra sede centrale è diventata la piazza che ha ospitato il primo appuntamento dedicato a P.I.P.P.I. dal titolo “Per meglio dire, per meglio fare”. Abbiamo organizzato due giorni di lavoro a cura di Oplà con referenti territoriali, coach e case manager con cui collaboriamo, fino alla giornata di condivisione e di riflessione sulle esperienze di PIPPI. L’evento è stato patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna ed è accreditato per la Formazione Continua degli e delle assistenti sociali.

  • Storie da non raccontare

Storie da (non) raccontare” è stato l’evento sul tema della comunicazione, il washing e i nuovi linguaggi di Be Open, la nostra agenzia di comunicazione. Si è tenuto a giugno 2023 e ha visto la partecipazione di 200 persone. In questa serata ricca di contenuti succosi e di ospiti si è parlato di washing in tante delle sue forme e di nuove tecniche espressive (come, ad esempio, il podcast e il fumetto). Tra le relatrici e i relatori della serata: Francesco Oggiano – giornalista e voce della testata Will Media, Giuseppe Mazza – copywriter e direttore creativo pluripremiato, Giovanna Cosenza – docente di semiotica all’Università di Bologna, Matteo Caccia – podcaster e speaker radiofonico, Fumettibrutti – fumettista e content creator.

Roncaglio in festa: inclusione e diversità

La festa di Roncaglio

Lo scorso 28 giugno il Condominio Roncaglio ha ospitato la sua iconica festa annuale di fine scuola e inizio estate, trasformando il suo giardino in un entusiasmante lunapark. La festa ha coinvolto non solo le famiglie del condominio, ma anche amiche e amici, familiari e ospiti speciali, inclusi le ragazze e i ragazzi della “Casa tra le Nuvole” di Crespellano.

La serata è iniziata con una serie di giochi creativi, ideati dalle bambine e i bambini del condominio. Nei giorni di allestimento precedenti all’evento, sono stati utilizzati materiali di recupero come lattine, vecchi giornali e barattoli di yogurt per ricreare quattro giochi stile lunapark: il tiro al bersaglio, il tiro al barattolo, pesca e l’affascinante ruota della fortuna. Giochi che hanno fatto divertire partecipanti di tutte le età, offrendo allettanti premi che hanno reso la competizione ancora più entusiasmante.

La festa è stata anche un’opportunità per celebrare la diversità culturale presente a Roncaglio. Durante l’evento, le famiglie del condominio hanno dato il loro contributo con piatti e ricette preparate secondo le loro tradizioni, creando un buffet ricco e variegato che ha ben rappresentato la ricchezza delle diverse provenienze culturali che abitano Roncaglio. Questo momento conviviale ha non solo favorito lo scambio culinario, ma ha anche promosso un clima di inclusione e di condivisione tra tutte e tutti i partecipanti.

È stato un momento prezioso di connessione e crescita per le famiglie ospitanti, che hanno potuto conoscere e confrontarsi meglio con i loro vicini di casa e sentirsi parte di una vera comunità.

Persone alla festa di Roncaglio

Abitare a Roncaglio

Roncaglio non è solo un luogo di accoglienza temporanea, ma un vero e proprio progetto di transizione abitativa di ASP Città di Bologna, gestito dal Consorzio L’Arcolaio.

Con i suoi 28 appartamenti, il condominio ospita circa novanta persone provenienti da 13 nazionalità diverse, tutte in situazioni di precarietà abitativa e attualmente impossibilitate ad accedere al mercato privato. Il progetto mira a supportare individui e famiglie che affrontano difficoltà abitative, offrendo loro non solo un tetto, ma anche un percorso verso l’autonomia.

Nel cuore del progetto di Roncaglio, l’associazione “Arte Città” svolge un ruolo fondamentale, offrendo percorsi educativi su misura, come laboratori di lingua italiana per le donne ospiti e supporto compiti per ə più piccolə, anche durante l’estate. Il progetto affianca alle attività educative anche iniziative di natura culturale, come ad esempio le mostre d’arte all’interno della fornace di Roncaglio.

Le famiglie del condominio partecipano attivamente alla vita comunitaria, gestendo gli orti presenti nel condominio, promuovendo così l’autonomia e l’integrazione sociale, e collaborano anche con diverse realtà locali al fine di ricreare un ambiente più inclusivo e solidale.

L’housing sociale a Roncaglio si configura come un servizio di transizione abitativa, fornendo alloggi temporanei e facilitando l’inclusione sociale. L’obiettivo è chiaro: offrire una risposta concreta alle esigenze abitative e promuovere lo sviluppo di risorse sociali e lavorative. Attraverso percorsi di mediazione sociale, come quelli coordinati da Open Group, le persone accolte acquisiscono gli strumenti necessari per una vita autonoma e integrata nella comunità.

La festa annuale di inizio estate è solo uno dei tanti modi in cui Roncaglio promuove valori di inclusione e solidarietà, dimostrando che l’housing sociale può veramente trasformare e fare la differenza per qualcuno, migliorando non solo gli spazi fisici, ma anche le vite delle persone che vi abitano.

Housing sociale: cos’è e come lo facciamo

In inglese ‘housing’ significa alloggio, ma è l’aggettivo ‘sociale’ a rendere questo concetto attuale, interessante, stratificato. Quando parliamo di housing sociale ci riferiamo non soltanto alla dimensione fisica dell’abitare, ma anche a percorsi profondamente legati al territorio e alla dimensione sociale della vita delle persone.

Chi sono le protagoniste e i protagonisti dell’housing sociale?

Da una parte abbiamo le istituzioni del territorio, che mettono a disposizione le strutture adibite ad abitazione; abbiamo le cooperative sociali, come noi, che si attivano in qualità di gestori sociali delle strutture; ci sono poi soggetti terzi, come le associazioni di quartiere, che contribuiscono ad arricchire la dimensione sociale del territorio o quartiere ospitante. Infine (e soprattutto), ci sono le persone che vivono nelle strutture di housing sociale.

Le e gli utenti che abitano le strutture di housing sociale sono individui spesso già inseriti nel territorio a livello lavorativo, ma che stanno affrontando delle difficoltà di tipo abitativo.

Per supportare e agevolare l’accesso di queste persone al mondo dell’abitare, l’housing sociale si configura come un servizio e come un percorso che segue due coordinate:

  • la transizione abitativa, cioè la disponibilità di alloggi temporanei per chi ne ha bisogno sul territorio in cui risiede;
  • la mediazione sociale e di comunità, ovvero quel processo coordinato dal gestore sociale delle strutture di housing, come Open Group, per facilitare l’inclusione degli individui all’interno della collettività e di reti sociali sicure.

Qual è l’obiettivo dell’housing sociale?

Innanzitutto, fornire una risposta efficace ai bisogni legati all’abitare. Nel medio-lungo periodo, l’housing sociale lavora per accompagnare le persone nello sviluppo di risorse sociali e lavorative di valore. Una volta concluso il percorso di transizione abitativa, la persona potrà affacciarsi al mondo dell’abitare valutando diverse opzioni, dall’alloggio privato all’edilizia residenziale pubblica (alloggi ERP).

E noi di Open Group, come ci approcciamo al lavoro nell’ambito dell’abitare?

I nostri progetti del settore dell’abitare sono tanti ed eterogenei, ognuno con le sue specificità. Ci sono però dei tratti distintivi che caratterizzano tutti i nostri servizi legati all’abitare: che si tratti di un progetto di mediazione sociale, della gestione di appartamenti di housing sociale o del lavoro in grandi strutture di transizione abitativa -come Residence Gandhi, Condominio Battiferro e Roncaglio-, al centro del nostro approccio ci sono:

  • la sinergia con il territorio. La relazione, in questo caso, è bidirezionale: in parole semplici, il territorio deve entrare nei progetti di housing, e le persone che sono inserite nei progetti del settore abitare devono muoversi autonomamente sul territorio. Questo, concretamente, significa due cose: da un lato capire quali sono i luoghi e le modalità per sviluppare progetti all’interno delle strutture di housing sociale nei quali coinvolgere associazioni e cittadinanza; dall’altro sviluppare percorsi in sinergia con la rete territoriale per permettere alle persone con difficoltà abitativa di acquisire gli strumenti necessari per una futura autonomia.
  • i percorsi educativi su misura: valutiamo con cura le esigenze delle famiglie accolte nei servizi dell’abitare e attiviamo percorsi per supportare le persone adulte nella ricerca di un lavoro. Lavoriamo anche sullo sviluppo di competenze utili per inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro, grazie a formazioni e corsi. Se nel percorso con la famiglia riscontriamo delle fragilità le affrontiamo, in sinergia con la rete territoriale. Esempi di fragilità sono i problemi di dipendenza, l’esigenza di un supporto alla genitorialità, il bisogno di accompagnamento psicologico.

La giornata di volontariato di PwC Italia

Lo scorso 23 maggio presso il complesso Gianna Beretta Molla, Open Group ha organizzato un evento in collaborazione con la cooperativa sociale Solco Dai Crocicchi per accogliere i volontari e le volontarie di PwC e trascorrere insieme una giornata dedicata alla cura degli spazi del centro.

PwC, rinomata azienda di consulenza internazionale, è solita dedicare delle giornate di detox e attività al di fuori degli uffici ai e alle dipendenti, con una particolare attenzione al sociale e ai momenti di scambio e condivisione con le realtà che ospitano le iniziative di volontariato.

Per questo motivo, per l’incontro di fine maggio sono stati scegli gli spazi del centro Gianna Beretta Molla, due delle nostre strutture di accoglienza e sostegno alla genitorialità per mamme e bambinə che possono ospitare fino a 15 famiglie.

Dopo l’accoglienza dei volontari e delle volontarie di PwC e un’abbondante colazione insieme, il gruppo si è diviso in “cantieri”, ognuno dei quali coordinato da unə educatorə, e sono iniziate le diverse attività della giornata: dalla tinteggiatura di corridoi, scale e degli uffici dell’infrastruttura, al lavoro di predisposizione dell’orto; dal laboratorio di ciclofficina alla copertura e l’imbiancamento di un murales, ormai sbiadito, presente nel muro esterno all’edificio, che rappresenterà una colorata esperienza estiva con i minori e le minori accoltə.

 

Alle attività di restauro e cura degli spazi del complesso hanno preso parte anche alcune famiglie accolte in comunità, perché, come racconta Marta Melega, responsabile delle comunità, è tanto importante per loro “curare e sentirsi bene in uno spazio che in questa fase della vita è Casa”.

Terminati i lavori della mattina e consumato un ricco pranzo da asporto preparato dal ristorante 2 Torri di Cefal, il gruppo ha potuto condividere un momento di confronto in cui coordinatorə ed educatorə hanno raccontato alle persone di PwC la natura, il significato e i servizi offerti dalle comunità di accoglienza mamma-bambinə, creando una meravigliosa rete di scambio e curiosità reciproca fra volontariə e famiglie del complesso.

La giornata si è poi conclusa con una profonda opera di pulizia per riportare ordine e freschezza agli spazi del complesso, e nel salutare le persone di PwC non abbiamo potuto fare a meno di pensare che la comunità Gianna Beretta Molla, ora più che mai, è davvero pronta per un nuovo inizio.

La Festa del Solstizio del Centro Maieutica

La Festa

Sabato 22 giugno a partire dalle 17.00, al Centro Maieutica si terrà la Festa del Solstizio. Il parco del Centro (via Enzo Palma 4/a, San Giovanni in Persiceto – Bologna) sarà avvolto da un’atmosfera magica: fiabe itineranti, bancarelle artistiche, laboratori, falò e musica reggae dal vivo animeranno il pomeriggio.

L’occasione è quella della festa del Solstizio d’estate, che da diversi anni viene proposta dal Centro Maieutica per celebrare la conclusione della primavera e l’ingresso nella stagione più calda e soleggiata. La Festa del Solstizio di Maieutica è diventata, nel tempo, un’istituzione per la cittadinanza di San Giovanni in Persiceto e dei comuni limitrofi, tanto da essere inserita tra gli eventi della Fiera di San Giovanni in Persiceto. L’evento è patrocinato dal Comune di San Giovanni in Persiceto.

Nell’edizione di quest’anno saranno presenti anche stand gastronomici. Le realtà che prepareranno cibo e bibite sono tre: il Birrificio la Vecchia Orsa, le piadine di Maieutica e i borlenghi del Re Borlengo. Sul fronte artigianato, invece, saranno presenti i prodotti realizzati da cooperative sociali, associazioni, artigiane e artigiani del territorio. Inoltre le ragazze e i ragazzi del Centro Maieutica hanno organizzato la festa con la musica di Gaia Atmen Vecchi e della band Albatros, che ritornerà anche quest’anno ad allietare la serata.

ragazza circenze che fa uno spettacolo di fuochi attorno al falò di sera, con gente intorno che guarda

Il programma della Festa del Solstizio 2024

Di seguito il programma dettagliato:

17:00 | Inizio Festa

17:00 | Bancarelle con prodotti artigianali

18:00 | Fiaba nel bosco per bambine, bambini e adultə, un laboratorio artistico per tutte le età

19:00 | Merenda per le più piccole e i più piccoli

21:00 | Accensione del falò con spettacolo delle Focolanti

22:00 | Concerto musicale dal vivo di Gaia Atmen Vecchi e Albatros

00:00 | Conclusione della Festa del Solstizio

Per informazioni: 051826453 | maieutica@opengroup.eu

L’abitare dei Romani: la visita a Claterna

Visita al Museo di Claterna: com’era abitare all’epoca dei Romani?

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, domenica 16 giugno dalle 15.30 alle 17.30, il Museo della città Romana di Claterna apre le sue porte per accompagnare le visitatrici e i visitatori in uno straordinario viaggio nel tempo, per approfondire il tema dell’abitare in epoca romana.

Durante la visita “Case di ieri, case di oggi” approfondiremo gli spazi della domus, le strutture urbanistiche del municipium e le principali tecniche costruttive dell’epoca.

Durante l’evento, i partecipanti avranno l’opportunità di immergersi nella vita quotidiana dell’antica Claterna, scoprendo gli spazi delle case romane (“domus”), le strutture urbanistiche del municipium e le principali tecniche costruttive dell’epoca.

Mentre ə adultə si lasceranno trasportare dalla storia, bambine e bambini dai 5 agli 11 anni potranno cimentarsi nella realizzazione delle esagonette che componevano i tipici pavimenti delle domus. Lo faranno lavorando due tipi di argilla, quella rossa e quella bianca. Nell’ultima parte del laboratorio, le più piccole e i più piccoli potranno costruire insieme un pavimento romano, assemblando le varie esagonette create.

Info e prenotazioni

La partecipazione a “Case di ieri, case di oggi” è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

Compatibilmente con la disponibilità di posti, si potrà partecipare senza prenotazione.

Il ritrovo per “Case di ieri, case di oggi” è in Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia (BO) alle 15.30 di domenica 16 giugno.

 

Nella foto si vedono esempio di pavimentazioni di case dell'epoca romana.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il  museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo di Claterna.

Avviso pubblico formazione minorenni pizzeria

AVVISO PUBBLICO DI RICHIESTA DI PREVENTIVI PER L’ATTIVAZIONE DI UN PERCORSO DI FORMAZIONE TEORICO – PRATICO IN MATERIA DI PIZZERIA A FAVORE DI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI – IN RIFERIMENTO AL PROGETTO SAI BOLOGNA PROG-444 DM 37847 DEL 13/10/2022 Categoria formazione e Lavoro MINORI MSNA- CUP: H71H23000000001 CIG : Z6A3BF23E8 – AREA C2 SERVIZI FORMAZIONE E LAVORO-ANNO 2024.

Scadenza 12/06/2024.

Dichiarazioni integrative

Modalità di partecipazione

Un’escursione al belvedere di Ozzano

Un’escursione con il Museo di Claterna

In occasione della Sagra della Badessa, domenica 26 maggio dalle 10.00 alle 13.00, il Museo della Città Romana di Claterna propone una nuova tappa della rassegna “Itineranti: La badessa Lucia di Settefonti”. Accompagnati da una guida ambientale escursionistica e da un’archeologa, la nostra passeggiata ci porterà nel cuore dei luoghi narrati nella leggenda della beata Lucia, badessa del monastero di Settefonti. Clicca qui per leggere il volantino.

Esplorando il territorio

L’appuntamento comincia dal Museo della Città Romana di Claterna, dove una breve visita guidata ci introdurrà al tema della giornata. A seguire un percorso a piedi ci condurrà alla scoperta del territorio ozzanese tra età del ferro, epoca romana e medioevo. Chi ha popolato l’entroterra appenninico in tempi storici? Quali sono le più emergenze naturalistiche del Parco dei gessi bolognesi e dei calanchi dell’Abbadessa? Lo scopriremo lungo il tragitto fino alla nostra meta: il Belvedere di via del Pilastrino.

Una mano mantiene una bussola in primo piano, sullo sfondo il panorama.

Come prepararsi

  • Lunghezza totale di 4 km
  • Dislivello di 100 metri

Per un’esperienza confortevole e adatta alle caratteristiche dell’escursione, consigliamo di portare il seguente occorrente: scarpe da ginnastica, vestiti comodi, cappello parasole, borraccia da 1 litro, occhiali da sole.

Alcune tappe dell’itinerario saranno raggiunte in autonomia in macchina.

Info e prenotazioni

La partecipazione a “Itineranti: La badessa Lucia di Settefonti”, domenica 26 maggio alle 9.45 (orario di ritrovo), è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

Puoi prenotarti direttamente

  • Compilando il modulo (clicca qui);
  • Scrivendo una mail a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu;
  • Chiamando il 3346301615 ogni giovedì dalle 9 alle 13 a partire da due settimane prima dell’evento;
  • Consultando gli eventi sul sito del museo: www.museoclaterna.it.

Compatibilmente con la disponibilità di posti, si potrà partecipare senza prenotazione.

In caso di forte maltempo, l’itinerario sarà annullato e si svolgerà una visita guidata in museo.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

A Claterna una visita guidata su Edoardo Brizio

Edoardo Brizio, uno dei pionieri dell’archeologia bolognese

Il Museo della Città Romana di Claterna si anima in occasione della Settimana della Cultura con un ricco programma di attività per adulti e bambini, incentrato sulla figura di Edoardo Brizio, uno dei pionieri dell’archeologia bolognese. L’appuntamento si terrà domenica 12 maggio dalle 15 alle 18: puoi trovare la locandina a questo link.

Attraverso una conferenza e una visita guidata in museo si percorreranno le tappe della carriera dell’archeologo e professore bolognese, vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Verranno illustrate le sue scoperte nel territorio di Bologna ed il ruolo fondamentale avuto nell’individuazione della città romana di Claterna.

Le attività per bambinə

Sono previste anche attività per i più piccoli:

  • un lettura animata
  • un laboratorio didattico manuale

La lettura animata vede come soggetto l’albo illustrato “La Buca“, di Emma Adbåge. In questo racconto a immagini, l’autrice svedese ritrae una profonda buca nel cortile di una scuola, che diventa un luogo di gioco per i bambini e le bambine. La buca non è soltanto un luogo in senso spaziale, ma permette anche di sperimentare in libertà i movimenti, i giochi e l’immaginazione.

Il laboratorio didattico, rivolto alla fascia di età 6-10 anni, si configura come un piccolo atelier artigianale. L’attività invita i bambinə a plasmare con le proprie mani un amorino in argilla. La scultura sarà completata con l’aggiunta dei suoi tradizionali attributi: ali e frecce, in materiali misti.

Il manufatto realizzato rimarrà ai partecipanti come ricordo dell’attività.

 

A sinistra, una vecchia fotografia in bianco e nero dell'archeologo Edoardo Brizio. A destra, la scultura di un amorino in argilla riprodotta nel laboratorio didattico del Museo di Claterna.

Info e prenotazioni

Dove siamo? Puoi trovarci a Ozzano dell’Emilia (BO), in Piazza Allende, 18. La partecipazione all’evento, domenica 12 maggio alle 15, è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato. Oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

Inedita – Cronache dal futuro: i nostri primi 10 anni

Cos’è INEDITA?

Si può avere memoria di quello che non è ancora successo? Si può avere uno scenario chiaro di quello che deve ancora accadere?

Per l’anniversario dei nostri 10 anni, abbiamo deciso di mettere a fuoco alcune delle questioni che da sempre ci stanno più a cuore con una giornata un po’ diversa dal solito. Una giornata Inedita.

Una festa in due atti che affronterà, con momenti pratici e teorici, alcune questioni questioni chiavi attraverso due letture diverse: da un lato il passato, dall’altro il futuro; da una parte le vecchie generazioni, dall’altra le nuove leve. Come ci si incontra a metà strada per rendere quello che facciamo oggi la miglior promessa del domani che vogliamo?

Tutti i momenti della giornata sono aperti al pubblico. Dove segnalato, è necessario iscriversi all’evento al quale si desidera partecipare. Tutti gli eventi a cui puoi iscriverti sono raccolti in questo link.

In questo articolo troverai l’intero programma per la giornata del 25 maggio.

 


Atto primo

 

10.30 / APERTURA PORTE DUMBO

 

10.45-11.00 / SALUTI DI APERTURA

Dove: Temporanea (DumBO)

A cura di Anna Rita Cuppini, direttrice generale di Open Group

Accesso libero. Non è necessaria l’iscrizione

 

11.00-11.30 / SPEECH

(Non) è un futuro per giovani

Dove: Temporanea (DumBO)

Le giovani generazioni hanno aspirazioni e visioni ambiziose sul proprio futuro professionale. Chiedono a gran voce che il mondo del lavoro si trasformi seguendo il loro ritmo e non viceversa. Che la “carriera” e il “successo” non siano appannaggio dei soli uomini e che le imprese si impegnino realmente a dare concretezza ai valori di inclusività e sostenibilità. In altre parole, che il domani inizi a prendere la forma di chi, col domani, dovrà fare i conti. Come e perché queste rivendicazioni stanno prendendo piede? Come dovrà e potrà rispondere il mondo del lavoro?

A cura di Giulia Blasi, giornalista e autrice.

Iscrizione obbligatoria a questo link

 

Orario: 11.30-12.30 / TALK

ESG per fare impresa: l’impresa del nostro tempo?

Dove: Temporanea (DumBO)

Le imprese – cooperative e non – si stanno impegnando sempre di più a dare concretezza a valori come inclusività, sostenibilità e innovazione, anche in termini di strategie ESG. Questi ideali, oltre alla possibilità di trasformarsi in una preziosa risorsa di business, possono essere la leva più efficace per rendere le aziende più attrattive per i e le giovani, con l’integrazione di politiche di employer branding. Ma quali sono gli ostacoli che si incontrano nel darne completa attuazione? E come stanno intervenendo le istituzioni per supportare il cambiamento? In sintesi: integrare le strategie ESG nel nostro modo di fare impresa è la vera impresa del nostro tempo?

Intervengono: Irene Priolo, assessora regionale all’Ambiente; Matteo Lepore, sindaco di Bologna; Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna; Lucia Vernino e Giulia Marchese, fondatrici di GeenGiovanni Dognini, presidente di Open Group.

Conduce: Claudia De Lillo, giornalista.

Iscrizione obbligatoria a questo link

 

Orario: 12.30-12.45 / FINE ATTO PRIMO

Dove: Temporanea (DumBO)

A cura di Simone Gamberini, presidente di Legacoop nazionale.

 


 

Atto secondo

 

14.30 / BACK TO DUMBO

 

15.00-16.00 / WORKSHOP SLOT 1

Dati sui generis | L’approccio intersezionale nell’organizzazione aziendale

Dove: Temporanea (DumBO)

Come possiamo promuovere un ascolto attivo delle sensibilità di genere e delle conoscenze all’interno di un’organizzazione? Quali strategie concrete possiamo adottare per integrare con successo l’approccio intersezionale del femminismo dei dati nella nostra organizzazione aziendale? Nel workshop Dati sui generis ci addentreremo nel complesso sistema della business intelligence per capire come sfruttarla al meglio in modo da favorire l’inclusività e la parità di genere all’interno delle imprese.

A cura di Damiana Aguiari di Open Group e di Period Think Tank

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 30 persone

 

Della stessa moneta | Bias, orizzonti e buone pratiche per promuovere l’empowerment femminile

Dove: Temporanea (DumBO)

Perché una donna lavoratrice su tre, in Italia, non ha mai chiesto un aumento? Tra le tante ragioni che hanno portato a questa situazione, c’è anche un gap culturale. A che cosa ci riferiamo? All’introiezione di una lunga serie di bias che da sempre ci porta a dare per naturali tante cose che sono in realtà frutto di un mero retaggio culturale. La realtà è che le donne hanno il diritto di sentirsi abbastanza, di chiedere di più, di ricoprire incarichi dirigenziali, di disporre di un potere economico che permetta loro di fare scelte che vanno nella direzione dell’indipendenza e della felicità. Come costruiamo un presente in cui questo possa finalmente accadere?

A cura di Anna Rita Cuppini di Open Group, Aminata Gabriella Fall (@Pecuniami), Elisabetta Zurigo di Rete al femminile, Marcella Corsi dell’Università Sapienza

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 30 persone

 

Se ti dico talento? | I talenti e la formazione come leve strategiche

Dove: Temporanea (DumBO)

Cosa significa oggi parlare di talento di azienda? Come si trovano i talenti, e come si trattengono? E ancora, come fare a mettere insieme le esigenze di generazioni diverse per permettere a chiunque di esprimere ciò che sa fare al meglio? Nel workshop Se ti dico talento? faremo una disamina delle best practice da adottare in azienda, ma anche delle scelte da evitare per assicurarsi di far fiorire il vero talento di lavoratori e lavoratrici.

A cura di Piera Poli di Open Group, Giulia Cassani e Francesca Battistoni di Social Seed, Lorena Patacchini di Skilla

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 30 persone

 

16.15-17.15 / WORKSHOP SLOT 2

SOStenibilità | Come riconoscere un brand davvero green

Dove: Temporanea (DumBO)

Quali sono i parametri che ci aiutano a capire se un brand è sostenibile per davvero? Se mantiene le sue promesse oppure se è una di quelle realtà che di green ha solo il colore dell’etichetta? In un mondo in cui la sostenibilità viene millantata come valore strategico di ogni tipo di azienda, vedremo come orientarci per poter fare delle scelte di consumo consapevoli per il bene delle persone e dell’ambiente.

A cura di Teresa Panzarella di Open Group, Alice Molta e Giorgia Vernocchi di Impronta Etica, Luigi Panaroni di La Saponaria

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 30 persone

 

All inclusive | Come (non) utilizzare le parole per una comunicazione inclusiva

Dove: Temporanea (DumBO)

Cos’è davvero la comunicazione inclusiva? Chi sono questi soggetti da includere e in che misura comunicare accuratamente le loro sfaccettature può fare la differenza nel modo in cui vengono percepiti? In questo workshop dedicato al linguaggio, esploreremo in profondità la risonanza che possono avere termini apparentemente innocui come, ad esempio, boomer o cringe nelle nostre interazioni con le altre persone. Ci interrogheremo poi sullo stato dell’arte del linguaggio inclusivo – oggi è ancora sufficiente evitare il maschile sovraesteso o possiamo fare di più? Per concludere, infine, con la madre delle domande per chi desidera utilizzare le parole con maggior consapevolezza: come si fa a impostare una comunicazione che restituisca a chiunque la giusta rappresentanza?

A cura di Ilaria Liberti e Massimiliano Colletti di Be Open e Valentina Di Michele di Officina Microtesti

Iscrizione obbligatoria a questo link. Massimo 30 persone

 

Contact | Il rapporto tra innovazione digitale e patrimoni culturali

Dove: Binario Centrale (DumBO)

Qual è il ruolo svolto dall’innovazione digitale applicata ai patrimoni culturali? Come sta cambiando il modo di vivere la cultura e quali sono le aspettative delle generazioni più giovani? Ma soprattutto, le nuove tecnologie salveranno il mondo (della cultura)?

A cura di Dario Ghiggi di Publics Icc e Flaviano Celaschi, presidente di ClustER Create

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 30 persone

 

17.30-19.00 / SPETTACOLO

Il secolo è mobile | La storia delle migrazioni in Europa vista dal futuro

Dove: Temporanea (DumBO)

Cent’anni fa non esistevano visti né passaporti. Oggi sui fondali del Mediterraneo giacciono i corpi di cinquantamila migranti annegati lungo le rotte del contrabbando. Come siamo arrivati fin qua? E, soprattutto, come ne usciremo? Gabriele Del Grande ci accompagna in un viaggio per immagini e parole tra la storia e il futuro delle migrazioni in Europa per provocarci con una visionaria proposta.

A cura di Gabriele Del Grande, scrittore, giornalista e regista.

Iscrizione obbligatoria a questo linkMassimo 300 persone

 

Puoi visualizzare tutti gli eventi che richiedono l’iscrizione in questa raccolta.

 


 

All day long

 

10.30-13.00 e 14.30-19/ CORNER GRUPPO OPEN

Dove: Temporanea (DumBO)

Ingresso libero. Non è necessaria l’iscrizione

 

10.30-13.00 / SPAZIO BIMBƏ MATTINA

Dove: P.orto Urbano (DumBO)

Laboratorio Bee life & altre storie, per bambinə dai 3 anni in su

Un laboratorio didattico a cura di Open Group e BeeBo, l’apicoltore che ci aiuta a prenderci cura dei nostri apiari. Qui i piccoli e le piccole potranno scoprire il magico mondo delle api, scovandone i segreti e lasciandosi stupire dal funzionamento degli alveari.

A cura di BeeBo e Open Group

Ingresso libero. Non è necessaria l’iscrizione

 

14.30-19.00 / SPAZIO BIMBƏ POMERIGGIO

Dove: Vascello (DumBO)

  • Laboratorio educativo, per bambinə dai 3 anni in su.

In un viaggio alla scoperta della raccolta differenziata in compagnia di quattro buffi personaggi, El Plastico, Papel, Vetral e Humedo, le più piccole e più piccoli esploreranno e intrecceranno tutto il materiale che questi intrepidi esploratori portano nel loro zaino. Anche i e le piccolə cittadinə, con il gioco, cominceranno a diventare attori cruciali per rendere le città più green.

A cura di Open Group

Ingresso libero. Non è necessaria l’iscrizione

  • Urban sport, per bambinə dai 3 anni in su

Un’occasione per mettersi alla prova testando sport non convenzionali: skate, parkour, roller, e chi più ne ha più ne metta! La parola d’ordine in queste attività è, indubbiamente, sperimentazione.

A cura di Eden Park

Ingresso libero. Non è necessaria l’iscrizione

 


 

INFO UTILI

Dove parcheggiare

All’interno di DumBO c’è un parcheggio gratuito e grande, a disposizione delle e degli ospiti. Nel caso i posti auto terminassero, ti consigliamo di lasciare il tuo mezzo al parcheggio Tanari (via Luigi Tanari 17, Bologna), a 5 minuti a piedi da DumBO.

Dove mangiare (e bere)

All’interno di DumBO potrai scegliere tra il bar di Temporanea, aperto tutto il giorno per fare rifornimento di acqua e bibite, e Officina Bistrot che offre piatti sia caldi che freddi (con opzioni vegan friendly).

Se invece vuoi approfittarne per fare poco più di due passi, ti segnaliamo qualche opzione in zona:

E sempre a distanza di qualche minuto a piedi, troveri anche un fornitissimo supermercato Pam (via Bovi Campeggi – angolo Via Zanardi).

 

E se piove? No worries, è tutto confermato in ogni caso! La struttura in cui si svolgerà l’evento è attrezzata per accoglierci sia con il buon tempo che con quello meno clemente. Se pioverà o farà freddo, porta con te una felpa o qualcosa con cui coprirti e starai benissimo.

Per qualsiasi dubbio o informazione puoi scrivere alla nostra mail: comunicazione@opengroup.eu

Pillole di educazione finanziaria con Pecuniami

Open Group + Pecuniami = educazione finanziaria facile e accessibile

Continua il nostro percorso nell’educazione finanziaria per rendere tutti e tutte più consapevoli sulla gestione dei propri risparmi. Come? A partire dalla campagna realizzata in collaborazione con Aminata Gabriella Fall – conosciuta su Instagram con il nome di Pecuniami. Grazie alla sua capacità di “parlare di soldi in parole povere“, Ami sta infatti raccontando sui nostri social come anche ə piccolə investitorə possono mettere in pratica una serie accorgimenti per massimizzare risparmi e investimenti.

In particolare, abbiamo parlato con lei di:

  • cosa vuol dire investire:
    • un’infarinatura generale sui principi base della cura dei risparmi e sul perché questa sia a portata di tuttə,
  • fondi pensione:
    • una breve disamina sulla complessità del sistema pensionistico italiano e sulle accortezze da adottare per mettersi ai ripari da eventuali rischi,
  • i BOT:
    • un affondo su uno degli strumenti finanziari (forse) meno conosciuti che può fare al caso di chi muove i primi passi nel mondo degli investimenti,
  • inflazione:
    • cosa vuol dire che i nostri soldi perdono di valore? E che cosa si sta facendo, a livello di politiche economico-finanziarie, per limitare questa svalutazione?

Una mano inserisce una moneta in un salvadanaio a forma di porcellino rosa.

Parlare di finanza per far fruttare il nostro capitale umano

Come le persone che ci conoscono avranno capito, per noi di Open Group l’uguaglianza è una cosa seria e… sì: questa passa anche attraverso l’educazione finanziaria. Soprattutto per alcune categorie di persone, risulta infatti più difficile essere padrone dei propri risparmi e, di conseguenza, pensarsi effettivamente autonome e indipendenti. Per le donne, ad esempio, gestire le risorse che hanno a disposizione è ancora parte di un processo molto complesso e articolato che le espone al rischio di subire violenza economica (ne abbiamo parlato qui), a causa anche del gender pay gap e delle difficoltà di accesso al capitale.

Da qui, il nostro impegno – o potremmo dire interesse, giusto per restare in tema – nel fare la nostra parte per ridurre il più possibile le disuguaglianze e promuovere una cultura improntata alla consapevolezza.

Un investimento a lungo termine

Se i mercati oscillano e vanno a cicli, noi al contrario facciamo di tutto affinché le nostre azioni siano costanti e in continua crescita. Per questo, la campagna social con Pecuniami sarà solo l’inizio di quello che vogliamo mettere in campo per promuovere l’educazione finanziaria tra i soci e le socie di Open Group.

Ci sono ancora tante novità in arrivo e noi non vediamo l’ora che possiate raccoglierne i frutti insieme a noi!

L’abbigliamento romano a Claterna

“Mi vesto alla Romana”: uno sguardo nel guardaroba dei romani

Come si vestivano gli antichi romani? Al Museo di Claterna torna un nuovo evento dedicato alle usanze dell’antica Roma, domenica 7 aprile, dalle 15.30 alle 17.30. “Mi vesto alla Romana” sarà un viaggio nell’abbigliamento e negli accessori che caratterizzavano la vita quotidiana delle donne e degli uomini di epoca Romana.

L’atelier dei bambinə

Non soltanto i visitatori e le visitatrici potranno conoscere e ammirare gli esclusivi reperti della vetrina ‘Gli oggetti del quotidiano’. Infatti le bambine e i bambini tra 7 e 11 anni diventeranno stilistə per un giorno grazie a un laboratorio didattico gratuito. L’evento culminerà in una piccola sfilata, dove ogni giovane partecipante potrà mostrare la propria creazione, trasformando per un giorno il Museo in una passerella dall’atmosfera antica.

In questa originale atelier sartoriale ə bambinə potranno creare il proprio abito secondo l’uso romano: tuniche e mantelli con bordure decorate e cinture realizzate con spaghi intrecciati. L’attività guidata sarà svolta in totale sicurezza e impiegherà dei teli di tessuto non tessuto, un materiale fabbricato senza tessitura.

Le mani di un bambino intrecciano una fibra tessile durante un laboratorio didattico al Museo di Claterna.

Info e prenotazioni

La partecipazione a “Mi Vesto alla Romana!”, domenica 7 aprile alle 15.30, è gratuita, previa prenotazione. Puoi prenotarti in diversi modi:

Non perdete l’opportunità di vivere una giornata indimenticabile, tuffandovi nella storia e nelle tradizioni per scoprire come si vestivano gli antichi romani. Vi aspettiamo a Ozzano dell’Emilia (BO), in Piazza Allende 18, per un pomeriggio di cultura e creatività. Preparatevi a viaggiare nel tempo con “Mi vesto alla Romana”!

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.