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Cooperativa Sociale
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40121 Bologna / T. 051 841206
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Autore: Redazione

In partenza il Piano Freddo

Dal 1 dicembre scatta il Piano Freddo con cui il Comune di Bologna, nei mesi invernali, assicura l’ accoglienza notturna alle persone senza dimora. Anche quest’anno è attuato da ASP Città di Bologna in collaborazione con il Consorzio l’Arcolaio, di cui fa parte anche Open Group, e andrà avanti fino al 31 marzo 2021.

Il numero di posti per rafforzare l’accoglienza durante il Piano Freddo parte quest’anno da 234, con l’apertura anche di una nuova struttura di accoglienza da 30 posti in via Campana. Questo dato si somma ai 600 posti di accoglienza ordinaria che Bologna mette a disposizione durante tutti i mesi dell’anno.

Le strutture gestite da Open Group che fanno parte del Piano Freddo sono il Rifugio Notturno della Solidarietà, che può ospitare anche i cani nella zona esterna attrezzata, e la struttura Fantoni (25 posti disponibili).

Tutti i servizi sono stati rimodulati per garantire il rispetto del distanziamento imposto dalla pandemia. Quest’inverno cade infatti in un periodo inedito e difficile nel quale anche il Piano Freddo dovrà rispondere alle misure imposte dall’emergenza sanitaria del coronavirus.
A tutte le persone accolte verrà effettuato il tampone a cura del Dipartimento di Sanità Pubblica.

Le persone potranno restare in un luogo protetto, dalle 19 alle 9. L’accoglienza nelle ore diurne all’interno delle stesse strutture utilizzate di notte è garantita in caso di allerta della Protezione Civile per neve o freddo intenso. Di giorno le persone potranno trovare riparo nella fascia oraria 10-18 tutti i giorni dal lunedì al venerdì. L’accoglienza diurna avviene nei locali dei Laboratori di comunità su segnalazione dell’Help Center e delle strutture del Piano Freddo. Il sabato e la domenica l’accoglienza diurna è prevista nella sala multifunzionale del centro accoglienza Beltrame di via Don Paolo Serra Zanetti 2.

Anche i singoli cittadini possono collaborare con gli operatori del Piano Freddo scrivendo una mail a instrada@piazzagrande.it per segnalare eventuali situazioni di disagio in strada.

Liberiamoci dalle mafie

Un incontro online dedicato sia ai professionisti che alla cittadinanza, per riflettere insieme a cinque esperti sul pericolo rappresentato dalle mafie, minaccia resa ancor più concreta ed evidente a causa della crisi economica generata dall’emergenza coronavirus.

Questo il tema al centro di Liberiamoci dalle mafie, evento che si terrà venerdì 4 dicembre dalle 15 alle 18, promosso dalla Commissione ‘Contrasto alle mafie e alla corruzione’ del CUP (Comitato Unitario dei Professionisti della Provincia di Modena) insieme a Comune di Modena, Avviso Pubblico, Libera Radio, Open Group, Tempi Moderni, e realizzata nell’ambito del progetto regionale ‘Legalità e Territorio 2020’ cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna.

Intervistati dal giornalista Federico Lacche e introdotti dal Presidente del CUP Giuliano Fusco, saranno cinque gli ospiti d’eccezione: il Sostituto Procuratore della Repubblica di Bologna Marco Imperato, il Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, il giornalista Giovanni Tizian – che saranno protagonisti della prima parte dell’incontro, ‘La pandemia delle mafie’ – seguiti dalla docente  dell’Università di Bologna Stefania Pellegrini e dal sociologo Marco Omizzolo – i quali animeranno la seconda parte dell’incontro, ‘Pedagogie dell’impegno civile’.

Una vera e propria pandemia nella pandemia, quella delle mafie, endemica e strutturale nel nostro Paese e che è giunto il momento di debellare. Con lo stesso impegno collettivo profuso per sconfiggere il Covid-19. Da parte delle istituzioni e della politica, del mondo dell’impresa e delle professioni, della magistratura come delle singole comunità di cittadini.

La partecipazione dei professionisti all’incontro – che sarà trasmesso, in diretta, sulla piattaforma GoToWebinar previa iscrizione obbligatoria tramite il sito ordinearchitetti.mo.it – è gratuita, e darà diritto all’ottenimento di Crediti formativi per gli iscritti agli Ordini e Collegi professionali. Per tutti gli altri cittadini interessati a seguire l’evento verrà utilizzata la pagina Facebook del quotidiano Domani.

In biblioteca le favole al telefono

Alla Biblioteca di Funo dove lavorano le nostre colleghe del settore Patrimoni ricominciano le attività, rigorosamente a distanza e in tutta sicurezza.

Giovedì 3 e giovedì 17 dicembre 2020 ci sarà l’evento “Cari bambini vicini e lontani”, per bimbi da 6 a 10 anni: dal telefono della biblioteca l’attore Matteo Belli risponderà alle telefonate delle bambine e dei bambini che si sono prenotati, raccontando a ciascuno di loro una favola su misura.

L’attività è gratuita con prenotazione obbligatoria. Come funziona?
Si prenota chiamando in biblioteca allo 051 6634624 negli orari del servizio take away: martedì e venerdì dalle 15 alle 19 e sabato dalle 9.30 alle 12.30 oppure scrivendo una mail a biblioteca.funo@renogalliera.it

Verrà assegnato un orario, tra le 17 e le 18.30, per una delle due date scelte . Nella data e all’orario concordato si chiama la biblioteca e risponderà Matteo Belli, con una storia su misura.

I posti sono limitati: prenotate!

Comunicazione partecipata a Gabu 

Come promuovere l’inclusione sociale ed economica delle donne e delle persone con disabilità in Guinea-Bissau, in particolare nella regione di Gabu, dove la stigmatizzazione è ancora molto forte? Open Group è partner dell’ong AIFO nel progetto “Juntas: empowerment femminile nella Regione di Gabu”, finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che ha come obiettivo quello di aumentare le possibilità di accesso delle donne e delle persone con disabilità ad attività generatrici di reddito, tramite il micro-credito e il supporto a nuove start-up, sostenute da un incubatore di microimprese.

Open Group, attraverso l’agenzia Be Open, si sta occupando della strategia di comunicazione del progetto, lavorando con metodi partecipativi alla realizzazione dei materiali.

Il progetto, iniziato a novembre 2019, terminerà a gennaio 2022 e rappresenterà una forma di prevenzione e risposta alla violenza di genere, ancora molto diffusa nel Paese: attraverso il rafforzamento delle reti sociali del SAC (Sistema di Allarme Comunitario) e un percorso di sensibilizzazione nelle comunità, verrà favorito un cambiamento dei comportamenti rispetto alla violenza sulle donne.

“L’impatto del progetto non si limita solo ai benefici legati al miglioramento della condizione economica delle donne e delle loro famiglie, ma anche al cambiamento di mentalità rispetto ai ruoli di genere, in modo da ostracizzare la violenza e andare verso una comunità più rispettosa dei diritti e delle pari opportunità”, afferma Elisabetta Quattrocchi, responsabile del progetto “Juntas”.

In totale, saranno 30 le imprese finanziate grazie al progetto, oltre a 76 gruppi di auto-aiuto che riceveranno un finanziamento nei prossimi mesi.

Il progetto sta supportando 495 beneficiari, di cui 194 persone con disabilità:

  • 214 uomini
  • 281 donne

Questi i settori di intervento:

  • 70% commercio
  • 10% smerigliatura del riso e lavorazione dell’arachide
  • 5% produzione di uova
  • 5% produzione di sapone
  • 5% produzione di miele
  • 5% compravendita di fagioli

Aree geografiche interessate: Gabu, Boe e Pirada.

Open Group, attraverso la sua agenzia di comunicazione Be Open, si sta occupando della strategia di comunicazione del progetto, definita in maniera partecipata insieme alla comunità locale. Sono state realizzate interviste radio alle vittime di violenza, un video che racconta la storia delle donne che hanno aperto in autonomia una propria microimpresa, ed è stata lanciata una campagna contro i principali comportamenti violenti che ancora colpiscono la società: la mutilazione genitale femminile, il matrimonio precoce, la violenza domestica e lo sfruttamento economico. Per definire i contenuti delle locandine e dei volantini, sono stati organizzati focus group con le comunità locali, in particolare con donne con disabilità e uomini capivillaggio, per favorire la discussione e il confronto e, passo dopo passo, andare verso una presa di coscienza e un cambiamento di mentalità. Infine, è stato organizzato un innovativo percorso di formazione sull’uso di Facebook, per fornire alle donne gli strumenti per imparare a comunicare in maniera autonoma, in modo da poter pubblicizzare la propria microimpresa, ma anche avere voce nel dibattito sulle discriminazioni di genere.

Le nostre attività a Borgo Panigale

Open Group da questo autunno sta collaborando alla realizzazione dei progetti emersi dal percorso partecipato Panigale anche noi. Una biblioteca aperta a tutti, un percorso di ascolto, collaborazione e coprogettazione di iniziative e attività fuori e dentro la Biblioteca Borgo Panigale.

All’interno di questo progetto, in collaborazione con la Biblioteca, stiamo realizzando un corso di fumetto per adolescenti dal titolo “Fumetti al Borgo” tenuto da giovani fumettisti coordinati da Giuseppe Palumbo e dallo studio Inventario.
Abbiamo realizzato una breve presentazione digitale del corso che potete trovare sulla pagina Facebook della biblioteca.

Sempre nell’ambito di Panigale anche noi, il nostro settore Patrimoni con ABC Digitale ha messo a punto il ciclo di formazione “Adolescenti e genitori digitali”, per rispondere alle esigenze emerse durante il percorso partecipato di genitori di ragazze e ragazzi adolescenti. Tra queste la necessità di imparare ad orientarsi nel complesso mondo del web e delle tecnologie digitali a fianco dei propri figli, per aiutarli a utilizzare questi strumenti in modo consapevole e responsabile.

Gli incontri, che si svolgeranno online dalle 19 alle 20.30, sono gratuiti e a posti limitati, riservati ai frequentatore della Biblioteca Borgo Panigale. Per partecipare è necessario iscriversi.

Questo il calendario:
Giovedì  26 novembre 2020
Selfie, l’importanza delle immagini nell’era digitale
Come possono i genitori favorire la consapevolezza di sé e del proprio corpo negli adolescenti? È possibile aiutare i propri figli a un uso consapevole e critico della propria immagine e di quella altrui, nel rispetto della privacy e della tutela di se stessi?

Lunedì 30 novembre 2020
Game Over! Uso consapevole dei videogiochi
Come accompagnare i figli a un uso regolamentato dei videogiochi? L’avvicinamento di bambini e ragazzi alle nuove tecnologie e ai videogiochi è inevitabile e dovrebbe essere limitato, monitorato e guidato verso un uso consapevole.

Giovedì 3 dicembre 2020
Generazione iperconnessa: mio figlio è dipendente da internet?
Nella fase di isolamento forzato in cui tutti siamo stati costretti a stare in casa, senza poter uscire, i bambini e gli adolescenti hanno trascorso molto più tempo sui dispositivi elettronici. L’incontro aiuterà a sciogliere dubbi e preoccupazioni legati a un utilizzo eccessivo di internet e dei dispositivi elettronici e digitali: la sfida per i genitori non sta infatti nel vietarne l’uso, ma nell’aiutare i ragazzi a bilanciare le proprie attività di svago e a diventare consapevoli del valore del tempo a disposizione.

Giovedì 10 dicembre 2020
Smartphone e tablet: dal controllo all’autonomia
Se i bambini vivono in un mondo iperconnesso non è strano che sappiano usare la tecnologia senza che nessuno glielo abbia mai insegnato.
Ma se sanno usare lo smartphone o il tablet, significa che sono pronti per usarlo? È possibile aiutare i ragazzi a un uso consapevole delle tecnologie?

Il progetto Panigale anche noi è finanziato dal Piano Cultura Futuro Urbano, Biblioteca Casa di Quartiere del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo.

Laboratori e progetti di Libera Radio


Libera Radio, nonostante l’emergenza sanitaria da coronavirus, sta costruendo e avviando alcuni progetti in collaborazione con il Comune di Castenaso, con l’Università di Bologna e con gli istituti secondari di primo e secondo grado dei Distretti di Pianura Est e di Pianura Ovest.

Con gli studenti, la testata giornalistica di Open Group realizzerà decine di laboratori di Legalità on Air per costruire una rete di “antenne” radiofoniche online tra le scuole dei territori.

Con il Comitato Unitario dei Professionisti di Modena sono in programma incontri e cicli di formazione. Dentro questo progetto sarà realizzata anche una start-up per la creazione di una Biblioteca vivente digitale, che racconterà di storie e di personaggi emblematici dell’antimafia e dell’impegno civile.

Insieme al Consorzio Arcobaleno di Crema e alcuni docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Libera Radio sta costruendo una web radio giovanile e di comunità nella cittadina lombarda, mentre è previsto per il prossimo aprile il lavoro di coordinamento di una redazione di giovani delle scuole e non solo per l’edizione 2021 del festival Politicamente Scorretto a Casalecchio di Reno.

A Handimatica Open Group c’è

Handimatica quest’anno diventa un evento accessibile tutto online, ricco di convegni e spazi espositivi, e Open Group ci sarà, con un intervento del settore Disabilità dedicato all’innovazione digitale al servizio della comunicazione.

“Tecnologie digitali per la comunità fragile” è il tema della dodicesima edizione organizzata come sempre da Fondazione ASPHI, in un anno che ha visto le persone con disabilità e fragilità subire fortemente le conseguenze della pandemia.

Il webinar a cui parteciperà Open Group si svolgerà il 27 novembre, dalle 14:30 alle 16:00, con il titolo Il digitale nei Centri Disabili Adulti: dalla gestione dell’emergenza ad una trasformazione consapevole dei servizi.

Ecco la presentazione e gli interventi.

L’innovazione digitale dei Centri Disabili Adulti è da tempo argomento di interesse per il terzo settore, riconoscendo nelle tecnologie un valido supporto per l’autonomia e la comunicazione delle persone disabili.

La situazione legata all’emergenza ha forzato e accelerato l’uso di strumenti anche in quei contesti meno digitalizzati, con il raggiungimento di risultati inaspettati da parte degli utenti, famigliari e operatori.

Occorre oggi passare da una situazione di reazione all’emergenza alla costruzione di una strategia che abbia l’obiettivo di valorizzare e consolidare le competenze acquisite con uno sguardo complessivo.

Il convegno affronta questi temi condividendo buone prassi e riflessioni che potranno orientare il terzo settore nel riprogettare i servizi verso una trasformazione digitale consapevole.

Programma:

Introduce e modera
Giusi Zamarra – Fondazione ASPHI onlus

Intervengono

  1. Simona Genovese – Direzione Attività Socio-Sanitaria, AUSL di Bologna: i Centri Socio Riabilitativi nell’emergenza, come guardare al futuro
  2. Monica Macchiarini – Responsabile innovazione e sviluppo settore Disabilità Coop sociale Open Group: COMUNICARE SENZA LIMITI passato, presente, futuro
  3. Sabrina Trapella – Serena Soc. Coop. ONLUS: Progetto AUT- CLICK: il digitale in supporto all’attività educativa di emergenza diventa risorsa per la progettazione di servizi innovativi del futuro.
  4. Felicia Gemelli – Responsabile Area Progettazione Legacoopsociali: L’importanza di accompagnare il mondo delle cooperative in un percorso di avvicinamento al digitale e al mondo delle tecnologie assistive: il progetto TINA
  5. Davide Minelli – CEO TechSoup: La trasformazione digitale non è un optional… anche per il Terzo Settore!

 Conclusioni

Cristina Manfredini – Segretario Generale Fondazione ASPHI onlus

Scopri il programma completo

Nella foto un’immagine tratta dal sito di Handimatica

L’inaugurazione di Salus Space si avvicina

Sarà inaugurato il 29 gennaio 2021 Salus Space, il centro di ospitalità, lavoro e welfare che sorge in via Malvezza 2/2 a Bologna. Un progetto di rigenerazione finanziato con 5 milioni di euro dall’Unione europea, attraverso il primo bando del programma Urban Innovative Actions, coordinato dal Comune di Bologna e di cui Open Group è partner.

Il percorso, partito nel 2017,  ha restituito alla città l’area dell’ex Villa Salus, nel quartiere Savena, abbandonata da tempo. Nel centro multifunzionale stanno prendendo vita abitazioni, laboratori artistici e artigianali, un teatro, un centro studi con postazioni di coworking, orti, un punto ristoro, spazi destinati ad attività ludiche e imprenditoriali.

Obiettivo del progetto è quello di sperimentare uno spazio multifunzionale aperto a tutti, in cui l’inclusione sociale di migranti e rifugiati si coniughi con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva, che abbia in sé le risorse per mantenersi e svilupparsi, lontano dai modelli assistenziali.La gestione collaborativa di Salus Space sarà affidata ad una Associazione Temporanea di Scopo formata da partner del progetto.

È un modello innovativo di governance, che prevede una assunzione di responsabilità nel concorso ai costi e ai rischi di gestione da parte dell’ATS,  affiancata nel suo lavoro da un Comitato di Indirizzo e di Monitoraggio che vedrà al suo interno rappresentanti di Comune, ASP Città di Bologna, partner di progetto insieme a rappresentanti degli abitanti e dei cittadini del territorio che hanno partecipato al lungo processo che ha dato vita a Salus Space.

Strumenti della gestione collaborativa saranno la Carta dei Valori e le Regole della Convivenza collaborativa, frutto di un percorso partecipato, svolto all’interno del progetto.Ora si apre la fase di costruzione della comunità degli abitanti, 80 persone, a cui si aggiungeranno gli ospiti della struttura ricettiva, dodici al massimo. Sarà una comunità composta secondo criteri di mix sociale, sostenibilità e motivazione, una comunità “mista” per età, origini e status sociale. Otto dei venti appartamenti saranno abitati in convenzione da richiedenti asilo o rifugiati (4 appartamenti – in convenzione con Siproimi e Diaconia valdese/corridoi umanitari), da studenti (2 appartamenti-convenzione con ErGO) e da quattro lavoratori di Salus Space, assunti dal gestore tra i partecipanti ai tirocini e ai corsi di formazione realizzati all’interno del progetto.

Gli abitanti degli altri dodici appartamenti saranno selezio­nati attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi giorni e da successivi collo­qui motivazionali e incontri di formazione alla vita di comunità.
Ciò significa che gli abitanti che verranno ad abitare nel complesso di Salus Space non dovranno sottoscrivere un contratto, bensì un “patto di convivenza collaborativa”, impegnandosi nei confronti del gestore e degli altri abitanti, oltre che a versare con regolarità il contributo per le spese, a aderire ai valori della comunità e a partecipare alla gestione dei servizi collaborativi previsti.  I patti siglati hanno carattere di temporaneità (12 mesi rinnovabili per altri 12).

Contemporaneamente all’ingresso degli abitanti si avvieranno le altre attività previste dal progetto, che dovranno contribuire alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale di Salus Space nel suo insieme.

Un progetto fortemente innovativo, che affronta nuove sfide sociali combinando politiche pubbliche e imprenditorialità di carattere sociale in un’ottica inclusiva dei diversi soggetti coinvolti, capaci di apportare competenze specifiche.
Per sperimentare una partnership pubblico-privato-sociale che possa affrontare con nuove idee e soluzioni un contesto messo sotto stress da una crisi mai vissuta prima.

Stop Hcv: la diagnosi dell’epatite C si fa in strada

persone per strada distribuiscono materiale informativo su epatite c e progetto stop hcv

Trecentoquarantadue persone testate tra i consumatori di sostanze per via iniettiva, con 67 casi riscontrati di positività all’epatite C. Tra questi, 49 persone sono state avviate a un trattamento anti-Hcv entro un mese dalla diagnosi: il 90% è risultato negativo a 12 settimane dalla conclusione delle cure e oltre l’85% ha mantenuto un rapporto con medici e infermieri.

Sono i risultati del progetto Stop Hcv. Easy test, easy treatment, realizzato a Bologna da Open Group e Policlinico di Sant’Orsola, in collaborazione con ASP Città di Bologna: una sperimentazione unica in Italia, replicabile anche per altre patologie, in cui tutto il percorso diagnostico e terapeutico si è svolto fuori dall’ospedale, direttamente in strada.

Il virus dell’epatite C rappresenta una delle cause più importanti di malattia epatica cronica in tutto il mondo, con la più alta incidenza tra le persone con dipendenza da sostanza per via iniettiva, che spesso rappresentano una quota sommersa di malati, anche perché di difficile inserimento in percorsi di cura tradizionali.

Il progetto “Stop Hcv” è invece riuscito a coinvolgerle grazie alla collaborazione tra gli operatori sociali dell’Unità di strada, gestita da Open Group per conto di ASP, e gli operatori sanitari del Policlinico.

La diagnosi e la cura

Nel corso della sperimentazione, svolta tra febbraio 2018 e maggio 2019, i nostri operatori hanno proposto agli utenti dei servizi di riduzione del danno e di bassa soglia con cui quotidianamente sono in contatto, di effettuare un test salivare per ricercare gli anticorpi all’epatite C.

Quando i tamponi sono risultati positivi, le persone sono state invitate nella sede dell’Unità di strada in via Polese, dove i medici e gli infermieri del Policlinico hanno eseguito esami di conferma attraverso prelievo di sangue (per la ricerca di altre infezioni e analisi sulla funzionalità del fegato), test ecografico (per determinare l’eventuale danno al fegato) e un’ecografia standard. Nelle tre settimane successive alla diagnosi, le persone con epatite C hanno potuto iniziare la terapia farmacologica.

“’Stop Hcv’ è un progetto pionieristico, perché è il primo in Italia ad attivare un percorso extra-ospedaliero all’interno di un servizio di riduzione del danno, che si fonda proprio sulla relazione che gli operatori sociali riescono a instaurare con le persone ad alta vulnerabilità”, dice Caterina Pozzi, vicepresidente di Open Group. “I risultati raggiunti – continua – dimostrano l’efficacia di un modello, che potrebbe essere esteso per trattare altre malattie, portando cure a chi ne soffre e salvaguardando la salute pubblica”.

Il progetto “Stop Hcv” è stato realizzato da Open Group e Policlinico Sant’Orsola, in collaborazione con ASP Città di Bologna e l’associazione Plus Onlus, con il contributo di Gilead.

Il lavoro dei colleghi dei Patrimoni culturali si trasforma

Il dpcm del 3 novembre 2020 ha un impatto molto forte sul settore Patrimoni culturali della nostra cooperativa. E’ stata infatti decisa la chiusura al pubblico di archivi, musei e biblioteche. In questi giorni sono in corso riorganizzazioni con i diversi committenti per regolare il possibile lavoro back di office dei nostri operatori.

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Nuovi servizi ad Area 15

Si ampliano i servizi a disposizione dei giovani negli spazi di Area15, progetto di prevenzione e consulenza sul tema delle sostanze e delle dipendenze che Open Group gestisce per conto del Comune di Bologna insieme alla cooperativa la Carovana.
Dal 2 novembre nella sede di via de’ Castagnoli 10 sono presenti anche gli operatori del Servizio Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 9 alle 13.

È un’équipe interdisciplinare composta  da varie professionalità: psicologo, psichiatra, infermiere, educatori professionali in ambito socio educativo al servizio di giovani dai 13 ai 24 anni. Una novità che si affianca a quella del numero verde 800 105 999 per genitori e adulti di riferimento; si tratta di un numero già attivo cui si può telefonare ogni pomeriggio dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18.

L’integrazione con il SerDP completa il rafforzamento previsto dal Comune per la prevenzione e il contrasto alle dipendenze,  per il quale, dal 2019 al 2021, sono previsti a bilancio 540 mila per potenziare i servizi e arricchire l’offerta di Area15.

Nel servizio si svolgono azioni di sensibilizzazione alle problematiche derivanti dall’uso di sostanze, percorsi educativo -psicologici personalizzati, attività, laboratori, anche di gruppo, eventi informativi e formativi sul tema delle sostanze e dei rischi ad esse connessi.
Dal punto di vista più strettamente sanitario viene effettuata l’accoglienza e la prima diagnosi e attraverso il dialogo con l’équipe si può valutare anche un invio ai servizi o una presa in carico leggera.

Nel corso del semestre gennaio-giugno 2020 sono state 32 le persone che hanno svolto colloqui di accoglienza e, per diversi di loro, successivi percorsi di sostegno e di consulenza. Dal  punto di vista quantitativo 18 sono familiari e 14 adolescenti e giovani.
Con l’emergenza Coronavirus, il servizio ha abbandonato la modalità  in presenza, dall’11 marzo al 31 maggio, attivando nuove modalità di ascolto online: videochiamate, social network, Telegram e Whatsapp.

“In questo periodo particolare possiamo dire che non abbiamo visto grandi stravolgimenti nel mondo delle dipendenze e dell’uso di sostanze”- ha commenta Marcello Lolli, responsabile di Area 15 per Open Group, “ma ci siamo accorti di due tendenze: il consumo di alcol è rimasto costante mentre è calato quello delle sostanze illegali, più difficili da trovare; c’è un aumento nell’uso di psicofarmaci. Il farmaco, così come l’alcol, non è più usato solo per lo sballo, ma per gestire stati emotivi estremi come l’ansia e gli attacchi di panico”.

Stop Hcv, un webinar per raccontare il progetto

Lunedì 16 novembre 2020, dalle 9.30 alle 13, Open Group organizza il webinar gratuito Stop Hcv.
A confronto istituzioni e operatori del terzo settore per riflettere su un nuovo modello di cura e nuovi percorsi di prevenzione per l’epatite C. Nell’incontro saranno presentati i risultati della sperimentazione Stop Hcv, un progetto pilota di screening rapido di HCV e di trattamento extraospedaliero. Un percorso condiviso con il policlinico Sant’Orsola- Malpighi, ASP Città di Bologna, l’associazione Plus Onlus con il contributo di Gilead.

Per partecipare al webinar iscriversi a questo link http://bit.ly/StopHCV

Il progetto pilota Stop Hcv era partito a febbraio 2018, con l’obiettivo di individuare, curare e prevenire l’epatite C tra le comunità che hanno difficoltà di accesso ai servizi, sensibilizzando sull’importanza dell’emersione del sommerso, della diagnosi precoce del virus HCV e sulla possibilità di guarigione nell’arco di due mesi attraverso un trattamento semplice per via orale.

Per coloro risultati positivi al virus è stato attivato poi un percorso di cura extraospedaliero grazie alla presenza di medici del Sant’Orsola e infermieri che nella sede dell’Unità di Strada di via Polese, insieme ai nostri operatori, hanno accompagnato le persone nella terapia.

Durante questa fase le persone prese in carico hanno fruito di counselling mirati a evitare la reinfezione, ma anche di azioni di empowerment che hanno favorito il buon esito del trattamento.
La popolazione target, individuata in quella dei consumatori per via iniettiva, è stata raggiunta grazie ai servizi di riduzione del danno e bassa soglia (unità di strada, sportelli diurni).

Questo il programma del webinar

Saluti istituzionali
Caterina Pozzi – vicepresidente Open Group (video)
Giuliano Barigazzi – assessore sanità e welfare Comune di Bologna
Gabriella Verucchi – Università di Bologna, professoressa associata malattie infettive e responsabile scientifico del progetto Stop Hcv

Il lavoro dell’Unità di strada e il valore della prossimità per la tutela della salute
Monica Brandoli – responsabile servizio contrasto alla grave emarginazione adulta ASP Città di Bologna

Il progetto Stop Hcv
Stefano Pieralli – responsabile progetto Stop Hcv Open Group

I dati raccolti
Lorenzo Badia- Azienda ospedaliera policlinico Sant’Orsola-Malpighi

Il modello dei checkpoint
Sandro Mattioli – presidente associazione Plus

L’impegno di Gilead per l’innovazione e la cura
Monica Carlevari – director public affairs Gilead – Italy

Modera: Lucia Manassi, giornalista Be Open – Open Group

Open Group acquista il 100% di NetLit

Open Group ha acquisito il 100% di NetLit, società di cui deteneva il 47,7% della proprietà, rilevando le quote di Mandragola Editrice (47,7%) e Media Literacy Foundation Sotto i venti (4,6%). L’operazione è stata in parte finanziata tramite la vendita della frequenza 88,3 Mhz in Toscana. Tra le altre frequenze che restano in NetLit, i 96.300 Mhz di Radio Città del Capo a Bologna, i cui giornalisti rimarranno nella società, alle medesime condizioni contrattuali, occupandosi di informazione e di produzione di podcast e di contenuti multipiattaforma, in collaborazione con Be Open, l’agenzia di comunicazione di Open Group.

“La salvaguardia dei posti di lavoro è sempre stato l’obiettivo prioritario di Open Group”, dice il presidente, Giovanni Dognini. “Con i nostri precedenti soci – continua – si erano determinate visioni di sviluppo differenti, aggravate dal fatto che l’epidemia ha ridotto drasticamente, se non addirittura chiuso, i principali canali commerciali di NetLit: la vendita di spazi pubblicitari in onda e il lavoro di educazione critica all’informazione all’interno delle scuole. Siamo tuttavia riusciti a trovare un accordo complessivo e completare a la separazione societaria”.

Open Group ora guarda al futuro attraverso un progetto più ampio, quello di Melting Pod, una nuova struttura dedicata al digitale, alla produzione di contenuti audio e di podcast, di cui Radio Città del Capo entrerà a fare parte, cambiando nome in Melting Pod Radio. “Una scelta per segnare un cambio di passo – spiega Dognini –. Non reputiamo più strategica la radiofonia tradizionale in analogico, ma crediamo nel mercato dei contenuti digitali, un focus che interessa trasversalmente tutti i servizi di Open Group: quelli di cura della persona, quelli culturali e quelli educativi”.

Melting Pod Radio proporrà, sulla frequenza 96,300 Mhz, una programmazione automatica e la diffusione dei contenuti di Radio Popolare Network.

Secondo l’ultima indagine Nielsen, in Italia nel 2019 ci sono stati oltre 12 milioni di ascoltatori di podcast, con una crescita di quasi 2 milioni rispetto all’anno precedente. “Per Open Group si tratta di un bacino di estremo interesse, non legato alla territorialità, predisposto agli approfondimenti e a contenuti inerenti alla formazione e soprattutto in grado di intercettare una fascia di pubblico giovane, meno interessata ai media tradizionali”, conclude Dognini.

Una campagna dei giovani per i giovani


“Metti la mascherina e stacci dentro”: è in partenza una campagna di sensibilizzazione e di informazione rivolta ai giovani sull’utilizzo della mascherina, per stimolare al massimo l’utilizzo del dispositivo. La campagna è promossa dal Comune di Bologna, realizzata insieme a Open Group, La Carovana (all’interno del Consorzio Scu.Ter ) e Associazione Oltre.

Creare consapevolezza sul rischio del contagio, invitando a rispettare le regole, lavorando su stili e abitudini dei ragazzi attraverso i loro linguaggi e la loro creatività per cercando di abituarli a considerare la mascherina indispensabile da portare con sé, come il cellulare o le chiavi di casa.

I servizi coinvolti in questa azione sono quelli di educativa di strada e i centri di aggregazione giovanile: la prima fase del progetto è stata incentrata sull’ascolto, sia in presenza che attraverso i social, dei giovani coinvolti dagli operatori, lo slogan della campagna è stato scelto grazie ai laboratori di writing e di rap.

I ragazzi coinvolti hanno ideato grafica e testi di flyer informativo da distribuire nei luoghi di ritrovo. Tra le altre azioni previste dalla campagna: registrazione di podcast e realizzazione di un contest fotografico per incentivare l’utilizzo della mascherina.

Con l’associazione Oltre hanno inoltre disegnato delle mascherine personalizzate che saranno utilizzate durante la campagna.

Primo bilancio del progetto ICE

Sono circa 2.400 gli adolescenti e quasi 400 gli insegnanti e gli educatori coinvolti nel corso del primo anno di attività di “ICE – Incubatore di Comunità Educante”, il progetto triennale di cui Open Group è capofila, realizzato sul territorio della città metropolitana di Bologna per creare un sistema integrato contro la dispersione scolastica, mettendo in rete scuole, istituzioni, terzo settore e famiglie.

Una classe

Il progetto è stato avviato nel 2018 grazie al sostegno dell’impresa sociale Con i Bambini. Diverse le attività realizzate o programmate dai 56 Comuni, 7 distretti, 15 istituti scolastici partner, 4 scuole referenti e 48 enti del privato sociale che sono partner di ICE: si va dalla realizzazione di laboratori per lo sviluppo della didattica innovativa ad azioni di promozione del benessere scolastico e sociale, da percorsi per il coinvolgimento e la partecipazione delle famiglie fino alla rimotivazione, il riorentamento e l’accompagnamento degli adolescenti in abbandono scolastico.

Nello specifico, durante la prima annualità sono stati progettati e realizzati 109 cicli di attività laboratoriali, 10 incontri con esperti di sostegno alla genitorialità, 2 sportelli ad attività continuativa e 1 corso linguistico-espressivo. Attività che, nell’ambito delle azioni per la prevenzione primaria, hanno coinvolto 2.250 adolescenti (70% della scuola secondaria di primo grado e 30% della scuola secondaria di secondo grado), 120 figure genitoriali e all’incirca 6.000 beneficiari indiretti tra insegnanti referenti e adulti significativi.

Sono stati inoltre organizzati 8 percorsi individualizzati rivolti a studenti a rischio dispersione scolastica, 6 colloqui di orientamento individuale e 2 laboratori per il riaggancio scolastico di 17 ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado e il coinvolgimento di 12 insegnanti referenti. Un laboratorio si è svolto a Bologna, l’altro nel distretto di Casalecchio di Reno e Appennino: l’80% degli studenti partecipanti è riuscito a recuperare l’anno scolastico, riemergendo da una condizione di dispersione.

Nel corso del triennio, si stima di coinvolgere direttamente nel progetto ICE circa 8.000 adolescenti (di cui il 70% della scuola secondaria di primo grado e il 30% della scuola secondaria di secondo grado), 500 genitori, 400 docenti e 900 educatori.

Photo credit: Taylor WilcoxUnsplash

ABC Digitale per la scuola che riparte

Open Group si mette a disposizione di tutta la comunità scolastica per sostenere e promuovere percorsi e spazi di sperimentazione in un periodo complesso e incerto come quello che stiamo vivendo, garantendo professionalità e capacità di rispondere in modo personalizzato a ciascuna richiesta. Proponiamo laboratori, in presenza o in remoto, formazione, ore di affiancamento e facilitazione, soluzioni personalizzate.

Giovedì 29 ottobre online dalle 17 il nostro servizio ABC Digitale racconterà le nostre proposte per le scuole e le comunità educative.

Per partecipare iscriviti qui, riceverai una mail con il link per la partecipazione

Il webinar è gratuito e aperto a tutte le figure del mondo della scuola e dell’educazione: insegnanti, educatrici, educatori, dirigenti, animatori e animatrici digitali. All’interno dell’evento presenteremo anche il quadro europeo per le competenze digitali DigComp, nostro punto di riferimento.

Giovedì 29 ottobre in diverse fasce orarie a seconda del grado scolastico di vostro interesse:

ore 17 per le proposte per la scuola secondaria di secondo grado
ore 17.30 per le proposte per la scuola secondaria di primo grado
ore 18 per le proposte per la scuola primaria
ore 18.30 per le proposte per la scuola dell’infanzia e i nidi