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Cooperativa Sociale
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Autore: Redazione

Coo.de, formazione per educare al digitale

Il primo corso per l’educazione al digitale per professionistə del Terzo Settore

Cooperative Digital Education (Coo.de), giunto alla sua seconda edizione, è il corso di alta formazione universitaria per l’educazione al digitale. Coo.de ha l’obiettivo di formare su contenuti, linguaggi e strumenti per educare bambinə e giovani a un uso consapevole del digitale.

Alla formazione parteciperanno, in veste di studenti, 14 colleghe e colleghi di Open Group. Due professioniste della nostra cooperativa, invece, sono parte del comitato di progetto di Coo.de: Claudia Iormetti, la nostra responsabile innovazione, e Antonella Santilli, coordinatrice pedagogica e responsabile del nostro settore Infanzia.

Coo.de è un percorso che ambisce a qualificare ulteriormente la professionalità educativa. Per questo, si rivolge a due target specifici di persone:

  • educatrici ed educatori in servizio nelle cooperative aderenti a Legacoop, che operano in campo scolastico ed extrascolastico;
  • neolaureatə e laureandə in scienze dell’educazione, psicologia e sociologia.

La partecipazione a Coo.de è gratuita. Per partecipare è necessario candidarsi qui e superare la selezione.

Gruppo di persone guarda lo schermo di un laptop. Alcune sono sedute, altre in piedi. La scena si svolge in una stanza; sullo sfondo un muro bianco.

La proposta formativa di Coo.de

La proposta formativa di Coo.de è articolata in quattro moduli:

  • Consapevolezza digitale e costruzione creativa della conoscenza;
  • Cooperazione e inclusione;
  • Comunicazione e documentazione;
  • Salute, benessere e prevenzione.

Il corso inizierà il 22 settembre 2023 e terminerà nel marzo 2024, avrà una durata di 68 ore. 28 ore di teoria online e 40 ore dedicate all’applicazione e alla sperimentazione presso l’aula Studi della Fondazione Barberini, in via Mentana 2 a Bologna. Le lezioni si articoleranno in didattica frontale interattiva, attività laboratoriali, attività di riflessione individuale e collettiva stimolata/sostenuta dalla presenza di un o una tutor. Le classi si terranno il venerdì pomeriggio e il sabato mattina.

“Il nostro obiettivo – dichiara Luca Ferrari, responsabile del corso – è quello di lavorare su una competenza fondamentale spesso trascurata nei curricula della formazione iniziale e continua per educatori e educatrici. Coo.de è stato ideato per incrementare le competenze di media-education degli operatori socioculturali che lavorano in vari settori e con diversi target di utenza, puntando a adottare un approccio riflessivo e trasformativo al mondo digitale”.

Coo.de, il frutto di una co-progettazione

“Il corso Cooperative Digital Education ha un duplice obiettivo: potenziare le competenze di professionisti in servizio nelle cooperative e formare una nuova generazione di educatrici e educatori pronti a gestire opportunità e criticità offerti dal digitale – dichiara Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna -. La co-progettazione del corso insieme all’Università di Bologna rafforza la nostra partnership con l’ateneo, proseguendo su una traiettoria di lavoro iniziata con l’accordo quadro e poi consolidata con la fondazione di Alma Vicoo, il centro universitario per la formazione e la promozione dell’impresa cooperativa.”

Coo.de, infatti, è frutto di una co-progettazione tra Legacoop Bologna e il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna in collaborazione con Alma Vicoo-Centro Universitario per la Cooperazione, Open Group, Cadiai, Anastasis e Fondazione Barberini. Il percorso è realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Bologna.

Card grafica su sfondo blu con la scritta "Programmiamo l'educazione per il futuro"

 

Itineranti: Claterna apre la stagione

Itineranti: percorsi dal museo di Claterna per esplorare il nostro territorio

Per ricominciare al meglio dopo l’estate ti invitiamo a partecipare all’evento “Itineranti. Quando il campanile era una torre”, che si terrà domenica 24 settembre al Museo di Claterna in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Sarà un’opportunità unica per esplorare parte del territorio appenninico in un semplice ma coinvolgente percorso a piedi.

Il nostro itinerario inizierà con una visita guidata al Museo di Claterna, luogo ricco di storia e cultura. È da qui che inizierà l’esplorazione del territorio ozzanese: ci immergeremo completamente nell’atmosfera del Medioevo e del Rinascimento, sempre accompagnatǝ dalla natura circostante. 

Per rendere questa giornata ancora più memorabile, una guida ambientale escursionistica e un’archeologa ci guideranno sui sentieri e sugli sterrati del Parco dei Gessi Bolognesi. Il percorso ci condurrà alla scoperta di San Pietro di Ozzano, uno dei gioielli nascosti del nostro territorio.

Programma e info utili 

  • 9.15: ritrovo e accoglienza presso il Museo della città romana di Claterna
  • 9.30: visita guidata al Museo e trasferimento in auto alla Chiesa di Sant’Andrea
  • 10.15: passeggiata, da Villa Massei a Via Tolara di Sopra, per poi svoltare in via delle Armi
  • 11.00: arrivo e breve sosta alle Fontane Dall’Armi
  • 11.30: arrivo a Borgo San Pietro con visita alla Torre, al giardino archeologico e rientro
  • 12.30: conclusione dell’evento

Il percorso è di 5 chilometri in totale, con un dislivello di 200 metri. È, quindi, un percorso adatto a tutte e tutti, inclusǝ bambine e bambini.

La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria. Puoi prenotare in diversi modi:

Il 24 Settembre Piazza Allende sarà inaccessibile al traffico. Tuttavia, nelle immediate vicinanze del Museo, sono disponibili opzioni di parcheggio.

Per l’uscita saranno necessarie scarpe da trekking (o comunque con suola scolpita), una bottiglia d’acqua da un litro, cappello e occhiali da sole. 

Il tempo non è sempre prevedibile, ma non vi preoccupate. In caso di condizioni atmosferiche avverse, vi accompagneremo in una visita guidata all’interno del Museo, offrendovi una prospettiva unica sulle sue affascinanti storie e i suoi dettagli nascosti.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

Outdoor Education, una proposta estiva per giovani

Riscoprire la natura attraverso la tecnologia

Natura e tecnologia digitale: un binomio possibile? Lo scopriremo dal 4 all’11 settembre insieme alle e ai partecipanti della Digital Saletta Summer. Un percorso gratuito di Outdoor Education di cinque giorni rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni in cui l’energia delle attività outdoor incontrerà le tecnologie digitali. Queste ultime diventeranno il mezzo attraverso il quale osservare e raccontare la natura e il paesaggio del territorio.

Alla Digital Saletta Summer, tablet e smartphone non serviranno solo per catturare immagini, ma soprattutto per raccontare storie uniche. In questo percorso, sperimenteremo la creatività digitale a tutto tondo.

La settimana di attività si concluderà con la creazione dell’Adventure Book, il diario digitale che raccoglierà tutte le avventure vissute. Mappe interattive, clip, foto e playlist musicali ispirate alla natura daranno vita a un racconto che saprà emozionare sia chi lo creerà che chi ne fruirà come spettatore o spettatrice.

Un ragazzo e una ragazza guardano una foto sullo scheermo della propria macchinetta fotografica. Sullo sfondo, un bosco dai toni scuri.

Un approccio formativo completo

Questo laboratorio di Outdoor Education va oltre l’esplorazione fisica. Attraverso un approccio olistico che coinvolge tutti i sensi e i linguaggi, le ragazze e i ragazzi saranno guidatə nella sperimentazione di sé, dell’altrə e dell’ambiente che ci accoglie. Le e i partecipanti vivranno:

  • esperienze sensoriali: ci immergeremo nell’ambiente naturale, scoprendone dettagli nascosti e provando a osservare il mondo con occhi diversi;
  • esplorazione sociale e creativa: attraverso la narrazione digitale, lavoreremo sulle abilità sociali ed espressive di ogni partecipante;
  • sviluppo personale: il percorso promuove l’autostima, la resilienza e la capacità di affrontare sfide nuove;
  • connessione con l’ambiente: attraverso l’uso della tecnologia, impareremo a rispettare e preservare la natura.

L’Outdoor Education

Con il termine Outdoor Education ci riferiamo a una grande varietà di esperienze pedagogiche caratterizzate da attività che si svolgono in ambienti esterni alla scuola. Le attività, inoltre, sono ideate a partire dalle caratteristiche del contesto socioculturale e del territorio in cui si svolge il percorso educativo stesso.

L’offerta formativa dell’Outdoor Education può includere:

  • esperienze di tipo percettivo-sensoriale: orto didattico, visite a fattorie, musei, parchi, ecc.
  • esperienze basate su attività sociomotorie ed esplorative: orienteering, trekking, ecc.
  • progetti in cui l’esplorazione della natura si interseca con l’utilizzo della tecnologia: documentazione digitale, coding, robotica, ecc.

Il temine “Outdoor Education” non si riferisce esclusivamente a esperienze svolte in contesti naturali, come boschi e giardini. Questo, infatti, include anche percorsi didattici realizzati in ambienti urbani come musei, piazze e parchi cittadini. Gli aspetti chiave di questo approccio pedagogico, quindi, sono due: il rapporto diretto e concreto con il mondo reale e la stimolazione di più dimensioni nelle persone partecipanti – cognitiva, fisica, affettiva e relazionale.

Centro di Ascolto di Ascoli Piceno, come funziona?

Ad Ascoli Piceno, località marchigiana che abbraccia il mare e le montagne, gestiamo dal 2021 il Centro di Ascolto del Comune, un progetto dell’Ambito Territoriale Sociale XXII. Il nostro servizio offre supporto psicologico ed educativo a personale scolastico, ad alunni e alunne e alle loro famiglie. Le nostre professioniste si occupano anche di interventi di emergenza, necessari per arginare in modo tempestivo le difficoltà di unə ragazzə, di una classe o di un nucleo famigliare che potrebbero diventare rapidamente situazioni gravi o pericolose. Il nostro obiettivo è rispondere in modo attento alle esigenze mutevoli dei genitori, degli e delle insegnanti, dei ragazzi e delle ragazze della zona.

Quali condizioni hanno determinato la necessità di interventi emergenziali? E cosa fanno esattamente i nostri professionisti e le nostre professioniste ogni giorno?

A chi si rivolgono i nostri interventi?

Il territorio marchigiano ha vissuto cambiamenti significativi negli ultimi anni. Nel 2016, un terremoto ha colpito Ascoli Piceno, costringendo una parte significativa della popolazione ad abbandonare le proprie case. Poi, nel 2020, la pandemia ha amplificato ancora di più le difficoltà psicologiche e sociali già presenti. Queste circostanze hanno reso indispensabile la creazione di una rete di supporto che coinvolgesse una pluralità di realtà del territorio. Tra queste i servizi sociali, i consultori familiari e la neuropsichiatria infantile. Questa rete ha dovuto imparare a rispondere a necessità con carattere d’urgenza. Queste, infatti, si sono manifestate proprio a causa della straordinarietà e della drammaticità degli eventi che le persone del territorio hanno vissuto negli ultimi anni.

Gli e le insegnanti si sono rivoltə sempre al Centro di Ascolto sempre più frequentemente per affrontare questioni legate alla gestione del gruppo classe e per rispondere a esigenze e difficoltà specifiche di unə o più studenti. Concretamente, le professioniste del Centro supportano il personale scolastico nell’accompagnamento di studenti con disabilità ed elaborano strategie e strumenti per rispondere efficacemente a sfide individuali o di gruppo. Assistono anche ə ragazzə nelle dinamiche interpersonali, con un focus particolare su problematiche come il bullismo o l’emarginazione. Il nostro obiettivo è prenderci cura delle fatiche oggi, così da prevenire disagi strutturali nel lungo termine, rendendo l’ambiente scolastico un luogo realmente inclusivo, uno spazio che sia di massimo supporto allo sviluppo delle ragazze e dei ragazzi.

Al Centro di Ascolto possono rivolgersi anche i genitori, sia per esigenze proprie che per necessità delle figlie e dei figli. In questo contesto ci occupiamo di mediazione nei rapporti tra studentə-genitori-insegnanti, di difficoltà di apprendimento, di separazioni familiari e difficoltà finanziarie.

Il Centro di Ascolto come riferimento per la comunità locale

Nel nostro Centro di Ascolto sviluppiamo gli interventi con modalità differenti a seconda dell’ordine e grado delle scuole, e quindi dell’età delle persone coinvolte. Nelle scuole primarie, ad esempio, ci concentriamo sull’osservazione e sull’intervento in classe. Nelle scuole secondarie, invece, proponiamo attività in piccoli gruppi, come disegni e collage, per aiutare gli e le studenti a esprimersi, imparando a riconoscere le proprie emozioni.

Il nostro Centro di Ascolto ad Ascoli Piceno è un punto di riferimento per la comunità locale. Con passione e professionalità, ci mettiamo in ascolto e accogliamo le sfide di un mondo in evoluzione, cercando di accompagnare insegnanti, genitori, ragazze e ragazzi nella creazione di un ecosistema di benessere.

Pippi, un programma per le famiglie

Cos’è PIPPI, in parole semplici

Il Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (PIPPI) è un metodo di lavoro che risponde al bisogno di ogni bambino e di ogni bambina di crescere in un ambiente stabile, sicuro, protettivo e “nutriente”. I nostri team di lavoro sono attivi sul Programma PIPPI a Bologna, nella città di Ferrara, nell’Alto Ferrarese, e nella zona del Veneto orientale e nelle Marche.

Il Programma vuole, soprattutto, prevenire: mettere in campo azioni e strumenti in quella fase della vita in cui le fatiche e le difficoltà ancora non sono diventate vulnerabilità strutturali.

Il programma si rivolge a famiglie che vivono situazioni di fragilità economica, abitativa e socio-relazionale. Gli studi scientifici a partire dai quali è stato sviluppato PIPPI evidenziano come la mancanza della rete di amici o dei servizi territoriale sia tra i principali morivi che conducono a una situazione di vulnerabilità familiare.

Uno degli interventi più comuni nel Programma è proprio il sostegno alle famiglie nella costruzione o nel rafforzamento di una rete di supporto sul territorio che includa un numero ampio di persone e realtà: amici amiche, professioniste e professionisti quali pediatrə, medicə e insegnanti, altri genitori con i quali confrontarsi e fare esperienze, associazioni culturali, spazi per famiglie.

Ampliare lo sguardo

Le famiglie con vulnerabilità non hanno fiducia nelle proprie possibilità e non riescono a trovare soluzioni alle difficoltà usando le risorse che già hanno a disposizione. Il lavoro delle nostre équipe multidisciplinari di professionistə è educare le famiglie ad ampliare lo sguardo, coltivando la fiducia nei confronti dell’altro – sia questo una persona, un’istituzione o una realtà informale.

L’atteggiamento che guida gli interventi del Programma PIPPI è quello di una “spinta gentile”: accompagniamo le famiglie in una direzione costruttiva con un approccio delicato e accogliente.

Le fasi del Programma

Nel contesto del Programma PIPPI accompagniamo le famiglie per 18 mesi con interventi intensivi e multidisciplinari. In questo periodo, sosteniamo le famiglie con un intervento in quattro fasi che agisce su più ambiti.

– Fase 1: è una pre-valutazione: obiettivo di questa fase è stabilire il livello di rischio di allontanamento della bambina o del bambino. Le famiglie che in questa fase risultano avere problemi nella gestione delle figlie e dei figli ono invitate a partecipare al programma PIPPI.

– Fase 2: una volta che la famiglia ha accettato di prendere parte al Programma, segue una fase di valutazione e progettazione, nella quale è attiva tutta l’équipe multidisciplinare: insegnanti, assistenti sociali, operatorə sanitarə, psicologə. Nella fase di progettazione è fondamentale anche la partecipazione della famiglia stessa, bambine e bambini inclusə.

-Fase 3: è la fase dell’azione in cui si realizza il programma attraverso dispositivi e strumenti.

– Fase 4: è il tempo di valutazione che segue l’intervento, necessario per stabilire se gli obiettivi sono stati raggiunti e se sono necessarie altre azioni. I risultati sono monitorati anche dal team di ricerca dell’Università di Padova.

Il Programma PIPPI, infatti, è il primo programma in ambito socioeducativo che  monitora l’applicazione del metodo, i suoi risultati e le sue criticità sull’intero territorio nazionale.

Il commento del presidente Dognini al Bilancio

Il commento di Giovanni Dognini, presidente di Open Group

“Nel 2022 abbiamo avuto la conferma dell’importanza di aver intrapreso un percorso fondato sui nostri valori e di averlo sempre di più integrato nel nostro modo di fare business. Quando abbiamo definito il sistema di valori ‘We are Open’ abbiamo esplicitato e definito le nostre priorità: la sostenibilità, il benessere delle persone della cooperativa e delle comunità, i diritti e l’inclusività, l’attrattività.
Innovazione e crescita per noi vanno di pari passo con le politiche di welfare, con le azioni per la tutela dell’ambiente, con il lavoro sulla parità”.

Con queste parole il nostro presidente Giovanni Dognini commenta il Bilancio 2022 approvato dall’assemblea socə.

“Le nostre scelte – continua – ci hanno portatə a essere la prima cooperativa sociale a Bologna ad aver ottenuto la certificazione UNI Pdr 125 per il sistema gestione della parità di genere, un traguardo che ci riempie di orgoglio, perché vuol dire che siamo statə capacə di adottare una prospettiva di genere a tutti i livelli della cooperativa e di darci obiettivi concreti di miglioramento.

Gli eventi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni (pandemia, crescita del costo della vita, cambiamenti climatici, guerre) ci spingono a pensare al futuro nostro e a quello delle nuove generazioni, a farci carico, con responsabilità e in modo etico, di ciò che facciamo. Per questo abbiamo creato Open Future, un laboratorio sul futuro che parte dagli obiettivi di lungo periodo dell’agenda ONU 2030 e si basa su un approccio inclusivo alla transizione ecologica, un approccio che non deve lasciare indietro nessunə.
Siamo consapevoli che per affrontare queste sfide è imprescindibile l’impegno di tutte e di tutti, socie e soci, lavoratrici e lavoratori. I risultati di Open Future sono stati raggiunti grazie a loro, e sono sintetizzati nel nostro Bilancio sociale 2022.
La partecipazione della nostra comunità è fondamentale perché significa riconoscersi negli stessi princìpi e negli stessi valori e lavorare insieme per sostenerli e tutelarli. L’attrattività per noi è anche questo.

Chiudiamo questo anno ancor più convintə che questa sia la strategia giusta perché i nostri valori sono il modello di cooperazione che vogliamo rappresentare”.

Digital Outdoor Education, percorsi a Spazio Eco

Outdoor Education settembrina

Tablet e smartphone possono servirci per esplorare la natura che ci circonda? Lo scopriranno presto le ragazze e i ragazzi che parteciperanno all’Art D’Eco Summer School di Spazio Eco. Per loro, infatti, abbiamo immaginato un percorso di Outdoor Education, nel quale scopriranno la natura grazie al supporto di strumenti digitali. I laboratori sono rivolti a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 14 anni e si terranno dall’11 al 14 settembre a Spazio Eco (via dei Mille 26, Casalecchio di Reno – BO).

Insieme alle nostre educatrici e ai nostri educatori le e i partecipanti creeranno un “digital nature book“: un diario di viaggio in cui le esploratrici e gli esploratori racconteranno la loro esperienza con testi, foto e video.

Obiettivo di questo percorso è educare le giovani e i giovani all’uso consapevole e intelligente di diversi strumenti, tra cui quelli di grafica digitale.

C'è una ragazza in un bosco, sul sentiero. Ha i capelli biondi raccolta in una treccia, indossa una giacca di colore blu navy e lo zaino del medesimo colore. Si vede che alza il braccio per fare una foto.

Gioco, natura e digitale

Durante la prima giornata ci conosceremo meglio, formeremo le squadre e ogni gruppo dovrà scegliere il proprio nome. Poi saremo prontə per immergerci nella natura alla ricerca di un elemento per noi speciale: ne immortaleremo i dettagli e le bellezze con foto e video.

Nei giorni successivi passeremmo alla musica: ascolteremo dei brani ed esprimeremo le nostre emozioni. Creeremo la nostra “playlist naturale”, collegando ogni brano a un elemento: aria, terra, fuoco e acqua. Con tempere e pennelli, trasformeremo le sensazioni in opere d’arte.

Infine, ə ragazzə si immergeranno in un’avventura elettrizzante: attraverso particolari odori immagineranno luoghi selvaggi e remoti dove l’essere umano non potrebbe mai arrivare.

Chiuderemo le giornate di Outdoor education con una caccia al tesoro nel parco che circonda Spazio Eco. Una sfida coinvolgente per saltare, correre e risolvere rompicapi.

Il ritiro sociale, nuove narrazioni dal modenese

Che cos’è il ritiro sociale? È riducibile a fenomeni quali ansia sociale e depressione, o nasconde anche qualcos’altro? I nostri educatori e le nostre educatrici dal modenese ci aiuteranno ad analizzare questo fenomeno in profondità.  

L’Unione dei comuni del Sorbara è un territorio molto vasto che comprende Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Nonantola, Rovarino e San Cesario. In queste zone le nostre professioniste e i nostri professionisti mettono in campo un vasta gamma di interventi educativi per la tutela dei e delle minorenni che vivono una condizione familiare di fragilità. Tra le fragilità di cui ci occupiamo ci sono la povertà, gli abusi e la negligenza da parte della famiglia. 

La nostra cooperativa è capofila di questo progetto, al quale lavoriamo insieme a Società Dolce. Alle équipe di lavoro partecipano anche figure professionali provenienti dai comuni e dall’ASL. Il nostro obiettivo è sostenere la genitorialità e creare opportunità per le persone che accompagniamo. 

ci sono due ragazze davanti a un muro bianco. Quella più a sinistra indossa un cardigan grigio, una canotta nera e dei jeans scuri. Porta una coda di cavallo e degli occhiali da sole, sorride verso l'obiettivo. La ragazza a destra, invece, indossa una camicetta rosa pastello e dei jeans chiari azzurri. Guarda sorridendo anche lei la camera facendo il segno della pace con le mani e porta gli occhiali sulla testa dai capelli biondo cenere scuro

I nostri interventi educativi per il ritiro sociale

Tra le azioni che implementiamo nel territorio dell’Unione del Sorbara ha particolare rilevanza il nostro lavoro nell’ambito del ritiro sociale.

Le/I professionistǝ che intervengono in questo contesto si impegnano a dare a ragazze e ragazzi nuove chiavi di lettura per arginare la percezione di una società spesso troppo veloce e aggressiva. L’approccio che le équipe adottano si basa su due aspetti fondamentali: la delicatezza e il coinvolgimento della famiglia. Il ruolo di quest’ultima è cruciale e si articola in due fasi consequenziali. Nella prima ci si focalizza sullo studio e sulla comprensione profonda del fenomeno, così da modulare gli atteggiamenti giudicanti. Nella seconda fase, la famiglia deǝ ragazzǝ che vive la condizione di ritiro sociale affianca l’educatrice o l’educatore. L’obiettivo, qui, è supportare la persona in difficoltà nella ricerca di un nuovo modo di abitare la realtà.

Il percorso di supporto ai e alle giovani che vivono una condizione di ritiro sociale si muove a partire dalle loro passioni e dai loro interessi, che diventano l’elemento centrale dell’intervento educativo. In nessun momento si vuole annullare lo sguardo critico che ha portato la persona ad allontanarsi dalla società, ma piuttosto orientarlo in una direzione più costruttiva.

Ritiro sociale: cos’è e perché è importante conoscerlo

Il fenomeno del ritiro sociale consiste nell’abbandono volontario di relazioni con amicǝ e compagnǝ di scuola da parte delle e degli adolescenti. Chi si isola spesso vive unicamente nella propria stanza. Non sono rari i casi in cui le e i giovani che vivono una condizione di ritiro sociale abbiamo una vita online, grazie ai social media e ai videogiochi. 

Questa autoesclusione non è caratterizzata esclusivamente da depressione e ansia sociale; spesso, infatti, le e i giovani che lo sperimentano non si rispecchiano nel mondo in cui vivono e, allo stesso tempo, non si sentono da questo rappresentatǝ. Chi si ritira in una realtà ristretta, eppure sempre alternativa, tende ad adottare uno sguardo ipercritico per osservare la società e a sperimentare un mondo interiore molto ricco. Alla base dei nostri interventi educativi nei contesti di ritiro sociale c’è proprio questa ricchezza, che valorizziamo con un lavoro di orientamento dello sguardo.

STEREOtipo: tra musica e inclusività

A metà luglio abbiamo dato vita presso Spazio Eco al nostro nuovo progetto educativo e creativo: STEREOtipo. Questo percorso si articola in quattro giornate nella cornice dei centri estivi “Art d’Eco – Summer School”, un insieme di attività gratuite che hanno l’obiettivo di creare consapevolezza tramite l’arte e il contatto con la natura. A STEREOtipo hanno partecipato ragazzə dai 12 ai 16 anni provenienti dai nuclei familiari accolti nel Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), ma anche nuovi iscritti e nuove iscritte. Abbiamo costruito un puzzle colorato a partire da esperienze diverse, in un percorso di riflessione sul modo in cui viviamo e perpetuiamo stereotipi e pregiudizi. 

Gli stereotipi per esplorare la nostra vulnerabilità

Ma che cos’è uno stereotipo? E perché il linguaggio inclusivo è importante? Ə ragazzə lo hanno scoperto da subito con delle attività preliminari ludiche e interattive. 

Durante la prima attività abbiamo mostrato ai ragazzi e alle ragazze una serie di fotografie di persone. A ognuna di queste immagini, le e i partecipanti dovevano associare delle caratteristiche. Le e i ragazzə hanno descritto i personaggi usando gli stereotipi che hanno appreso, consciamente o inconsciamente, nel corso delle loro vite. Ad attività conclusa, per le e i giovani è stato toccante e importante realizzare quanto le proprie interpretazioni fossero mosse da pregiudizi. 

Per la seconda attività, ci siamo ispiratə ad alcuni progetti di Amnesty International. Lo scopo del lavoro era riflettere su quanto le parole abbiano il potere di giudicare e di ferire quando hanno come matrice stereotipi e pregiudizi. Le e i ragazzə hanno scritto su un cartellone le parole che su di loro hanno lasciato un segno, che li o le hanno feritə o che potrebbero ferirlə in futuro. Ognuno e ognuna di loro ha sperimentato l’apertura all’ascolto e alla scoperta dell’altro/altra, confrontandosi con le proprie vulnerabilità e con quelle altrui. Le parole emerse erano legate al razzismo, al bodyshaming e a un linguaggio poco inclusivo rispetto al genere.

Un ragazzo di circa 30/35 anni è seduto su un tavolo marrone chiaro. E' davanti al computer e indossa una camicia con tonalità ch evanno dal grigio al verde. Non ha i capelli ma ha una folta barba castana medio lunga e gli occhiali. E' girato di 3/4 per parlare con ir ragazzi che intanto sono in piedi a cerchio e vicini per guardare il telefono di un membro del gruppo, dove c'è scritta la canzone che devono riportare nel video clip. Una ragazza bionda con un cappellino sui ttoni del fucsia è girata di spalle, il ragazzo con in mano il telefono indossa una maglia nera e una ragazza con la maglia rosa si intravede dal gruppo. Sul tavolo ci sono diversi oggetti tra cui delle borracce e dei cavi.

STEREOtipo: quando i pregiudizi diventano musica

A Spazio Eco ogni esperienza diventa arte e così ragazzi e ragazze hanno creato rime e strofe per dare forma a una canzone. Ogni storia di vita ha trovato il suo ritmo e ogni parola che ha ferito o che potrebbe ferire ha trovato il suo accompagnamento musicale.

A canzoni scritte, è giunto il momento di girare i videoclip, progettando e realizzando il prodotto audiovisivo con l’aiuto di un videomaker. Il palco e gli ambienti colorati di Spazio Eco hanno reso ancora più intima e potente questa esperienza.

STEREOtipo è una di quelle attività che ci ha permesso di perseguire uno dei nostri grandi obiettivi: generare e diffondere inclusione in modo creativo, rendendo le nuove generazioni protagoniste di un mondo nuovo. Un mondo di parole che accolgono.

L’assemblea socə approva il bilancio 2022

Eletto il nuovo CdA e approvato il bilancio 2022

La nostra assemblea  socə ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione e ha approvato il bilancio di esercizio del 2022: Giovanni Dognini è stato confermato presidente della cooperativa.

Siamo orgogliosǝ dei risultati che abbiamo raggiunto in questo anno, una conferma dell’impegno e degli sforzi costanti che facciamo per innovare i nostri servizi e per far crescere una cultura fondata sul rispetto, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione di tutte le diversità.
Lo dimostrano anche i nostri numeri: nel corso dell’anno abbiamo raggiunto 880 lavoratrici e lavoratori e 432 socie e soci. Il 52,2% di loro ha meno di 40 anni come il 54,5% delle persone che lavora in cooperativa.

Inoltre, nel 2022 siamo statə la prima cooperativa a Bologna a ottenere la certificazione UNI/pdr 125 per il sistema di gestione della parità di genere, un primo traguardo che indica con forza la direzione che la nostra cooperativa vuole seguire.

Inclusione, sostenibilità e innovazione

In questo anno abbiamo investito particolarmente nel nostro We are Open, il nostro sistema di valori che è alla base del nostro lavoro quotidiano. Abbiamo implementato le politiche di welfare, per la parità di genere, per lo sviluppo delle professionalità interne e per la sostenibilità ambientale.

Per diffondere una cultura rispettosa e inclusiva, abbiamo creato una Commissione pari opportunità, a cui ogni lavoratrice e lavoratore può rivolgersi per segnalare casi di discriminazione e di molestie. Per aiutare le persone a conciliare temi di vita con i tempi di lavoro abbiamo adottato politiche per il lavoro flessibile.

Sul tema della differenza di genere abbiamo fatto formazione rivolta a tutti i ruoli e i livelli della cooperativa. In generale, abbiamo fatto quasi 12.700 ore di formazione interna per lo sviluppo delle competenze professionali, pari mediamente a 24 ore per dipendente.
Abbiamo adottato le linee guida Quel genere di parole, per adottare in tutta la comunicazione della nostra cooperativa un linguaggio inclusivo e senza stereotipi.

Grazi all’impegno di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori abbiamo realizzato azioni per la salvaguardia dell’ambiente, riducendo gli sprechi e i consumi di gas (-11%) e di energia elettrica (-13%) rispetto al 2021.

Tutte queste azioni sono raccontate nel nostro Bilancio Sociale. Sara, una delle nostre socie, spiega tutti i progetti del nostro We are Open in questo video.

Il nuovo CdA e il fatturato

Nel nuovo Cda della cooperativa, insieme a Giovanni Dognini è stata confermata Caterina Pozzi, che resta vicepresidente.
L’assemblea  ha inoltre rieletto Damiana Aguiari, Nicolò Melotti, Matteo Poppi ed Elisa Ventura, a cui si aggiungono come new entry Hazem Cavina e Claudia Iormetti. Open Group chiude il 2022 con un fatturato di poco più di 29 milioni di euro (29.062.223 euro), in crescita rispetto all’anno precedente di circa 4 milioni di euro.

Il nostro percorso sulla violenza maschile

Al via il nostro percorso sulla violenza maschile contro le donne

Continua il nostro lavoro sulla parità di genere, questa volta con un percorso sul tema della violenza maschile contro le donne che svolgeremo nel contesto di Oplà, la nostra Learning Academy. Le e i partecipanti al progetto sono le nostre professioniste e i nostri professionisti del settore accoglienza e alcune persone che frequentano i nostri servizi.

Ad accompagnarci nell’approfondimento di questo tema complesso sarà l’associazione Senza Violenza, che da dieci anni si occupa della violenza maschile contro le donne. Non si tratterà di un percorso meramente formativo, ma piuttosto di un lavoro di riflessione che coinvolgerà persone con vissuti e ruoli diversi, che arricchiranno quest’esperienza con la propria storia e con il proprio sentire. Il secondo degli incontri di questo percorso si è tenuto questa settimana nella nostra sede centrale (via Milazzo 30, Bologna); all’appuntamento hanno partecipato anche l’Azienda USL di Bologna e ASP Città di Bologna.

Questo progetto si inserisce nella più ampia cornice del nostro lavoro sulla costruzione e diffusione di una cultura fondata sul rispetto e sulla valorizzazione di tutte le diversità.

Gli incontri con Senza Violenza

Il percorso si articola in più incontri interattivi. Durante gli appuntamenti utilizzeremo spunti, esercizi e domande. Questi spunti sono esplorati individualmente, a coppie o in piccoli gruppi, per giungere poi a una discussione in plenaria di quanto emerso.

Gli incontri saranno condotti in modo interattivo e approfondiranno i seguenti temi:

  • che cos’è la violenza;
  • tipologie della violenza;
  • le dinamiche della violenza nelle relazioni di intimità verso donne e minorenni;
  • stereotipi e ruoli di genere e violenza;
  • le narrazioni della violenza contro le donne;
  • conflitto e violenza;
  • centri che si occupano di uomini che hanno agito violenza e percorsi di trattamento.

Persone di Open Group assistono all'incontro sulla violenza maschile contro le donne nell'open space della sede centrale di Open Group

L’associazione Senza Violenza

Senza Violenza è un’associazione nata nel 2013, che conta ad oggi 18 socie e soci.

L’associazione è formata da un gruppo di uomini e di donne che condividono l’urgenza di affermare:

  • l’inaccettabilità di ogni forma di violenza e prevaricazione agita dagli uomini nei confronti delle donne;
  • la necessità di un’assunzione di responsabilità, individuale e sociale, del problema della violenza maschile contro le donne;
  • l’esigenza di promuovere un patto di cittadinanza, tra uomini e donne, fondato sul riconoscimento della differenza sessuale e sul principio dell’inviolabilità del corpo femminile.

Senza Violenza muove dal presupposto che la violenza maschile contro le donne sia un problema strutturale complesso, determinato da strette connessioni tra codici culturali, sistemi di potere e comportamenti individuali. Uno degli obiettivi dell’associazione è contribuire a promuovere una strategia per sradicare i sistemi di potere/sapere di cui la violenza si alimenta.

Nel 2017 questa realtà ha dato vita al Centro Senza Violenza nel novembre 2017. Il Centro è un luogo progettato a partire dall’esperienza e dal punto di vista che le donne hanno espresso sulla violenza maschile. L’apertura del Centro Senza Violenza è stata resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Bologna, con la Casa delle donne e con ASP Città di Bologna.

Cittadinanza 3D: una consapevolezza al cubo

Un nuovo modo di costruire la cittadinanza  

E se la cittadinanza non fosse solo quello che hai sempre pensato? La settimana scorsa in Open Group abbiamo svolto la prima giornata di formazione di Cittadinanza 3D. Di che cosa si tratta, esattamente? È un progetto di Oplà, la nostra Learning Academy, che ti farà riconsiderare il significato di questo concetto.  

Durante la formazione ə professionistə si sono confrontatə per iniziare un nuovo percorso all’interno dei loro servizi. Parliamo di strutture per le dipendenze, per l’accoglienza, di Centri per le famiglie, ma anche di servizi per la gestione dei patrimoni culturali.

Cittadinanza 3D ha tre obiettivi: promuovere una visione attiva della cittadinanza, incentivare pratiche di sostenibilità e diffondere una cultura consapevole delle competenze e degli strumenti digitali.

Persone all'interno di una piccola aula con delle sedie rosse in plastica e dei muri beige. Nella prima fila a sinistra ci sono 3 ragazze: una, vicina alla finestra, guarda verso la cattedra toccandosi i capelli, quella centrale usa un ventaglio per rinfrescarsi, quella più a destra guarda un attimo il telefono. Dietro di loro ragazzi e ragazze osservano la scena. A destra, invece, ci sono due ragazze in prima fila che guardano attente e dietro altre due ragazze, more con i capelli legati che cercano qualcosa nello zaino.

Come funziona Cittadinanza 3D 

Cittadinanza 3D si fonda su tre dimensioni diverse, proprio come un cubo di Rubik: incastri e regole da seguire, ma anche colori e innumerevoli possibilità.   

La prima dimensione riguarda la cittadinanza attiva. La conoscenza dei nostri diritti e doveri è fondamentale per vivere la nostra vita sociale e lavorativa con consapevolezza.

La seconda dimensione è la cittadinanza in relazione all’economia domestica sostenibile. In questo contesto si lavorerà su tre livelli: 

  • gestione degli aspetti economici, come bollette e buone pratiche per il risparmio energetico; 
  • sostenibilità nella scelta e nell’utilizzo di tutto ciò che è utile in casa (detersivi, biancheria); 
  • sostenibilità nella scelta alimentare (acquisto di alimenti di stagione e a impatto contenuto). 

A partire da questi macro-temi avvieremo laboratori che ci porteranno a realizzare materiali per la divulgazione sulle piattaforme social (ad esempio Instagram e TikTok).

La terza dimensione riguarda la cittadinanza al digitale, parte integrante della vita quotidiana di tuttə. Abbiamo bisogno di competenze e strumenti digitali per trovare lavoro, per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione (SPID, tessera sanitaria elettronica), per controllare i registri elettronici dei nostri figli e delle nostre figlie, ma anche per informarci e per coltivare i rapporti con le altre persone. Il nostro obiettivo è rendere tutte queste conoscenze e capacità accessibili a tuttə, così da favorire l’autonomia e un’espressione di sé ricca e libera.

A cosa ci porterà Cittadinanza 3D?  

Durante la presentazione di questo percorso abbiamo potuto constatare come la collaborazione di team e professionalità differenti, permetta di sviluppare una visione ampia di cosa significhi accompagnare le persone che accogliamo nei nostri servizi a vivere una cittadinanza a tre dimensioni. 

Si tratta, quindi, di un cammino di scoperta, di sperimentazione e di innovazione. Vogliamo procedere nella direzione di tante cittadinanze possibili: una cittadinanza a più dimensioni, una cittadinanza ricca ma accessibile, una cittadinanza consapevole. 

Non ci resta che continuare, un passo dopo l’altro, a scoprire la bellezza e la ricchezza di questo paesaggio. 

Strade Basse, storie dai servizi per giovani

L’evento e il programma della serata

Mercoledì 5 luglio a partire dalle 18 l’incontro di restituzione delle attività degli sportelli scolastici e dell’Educativa di strada dell’Unione Comune Modenesi Area Nord. Durante l’evento istituzioni, professioniste e professionisti dell’educazione e della sanità e ragazze e ragazzi coinvoltə nelle attività proposte condivideranno visioni, risultati, buone pratiche, sfide ed esperienze vissute o (r)accolte nell’ultimo anno di lavoro con le e i giovani sul territorio. L’appuntamento è all’Auditorium Medolla, in via Genova 10 a Medolla (Modena).

L’evento avrà inizio con i saluti istituzionali di Alberto Calciolari, presidente UCMAN, di Monja Zaniboni, sindaca di Camposanto e assessora alle politiche giovanili UCMAN. A seguire, le nostre colleghe e i nostri colleghi attivə sul territorio presenteranno lo sportello scolastico e l’Educativa di strada, due servizi che curiamo in modo diretto. L’incontro proseguirà con la presentazione dello Spazio Giovani a cura dell’Ausl – distretto di Mirandola e con il racconto delle ragazze e dei ragazzi che hanno partecipato alle iniziative. La serata si concluderà con un aperitivo offerto con la collaborazione di Proloco Medolla e con il Comune di Medolla.

Qui tutte le informazioni sull’evento.

L’immagine rappresenta due ragazzi in strada, inquadrati nell’atto di creare un murales su un grande cartone, probabilmente posizionato in quella postazione per evitare di disegnare sul muro. Accanto a loro, a terra, si notano le bombolette che stanno usando per disegnare l’opera. Dall’immagine traspare un senso di collaborazione che lega i due ragazzi impegnati nella creazione.

Cos’è l’Educativa di strada?

L’Educativa di strada è un servizio educativo per ragazzi e ragazze che si svolge direttamente nei loro luoghi di vita e di aggregazione. L’obiettivo dell’Educativa di strada è entrare in contatto con gruppi informali di giovani con cui svolgere attività di supporto e accompagnamento. Le figure educative intercettano un problema e lavorano per trasformarlo in risorsa utile alle ragazze e ai ragazzi, alle istituzioni e al territorio.

Questo servizio di occupa anche di consulenza su temi e problematiche proprie della fase adolescenziale, di prevenzione di comportamenti a rischio, di informazione e di orientamento verso servizi specialistici, qualora fosse utile.

La particolarità di questo servizio è il metodo di ingaggio utilizzato dagli educatori e delle educatrici: sono proprio le figure educative che, percorrendo le strade di quartieri e paesi, approcciano i ragazzi e le ragazze in modo attivo. L’approccio delle educatrici e degli educatori è professionale. Tra le attività proposte dalle Educative di strada non mancano:

  • laboratori creativo-espressivi;
  • attività di orientamento alla scuola e al lavoro;
  • esperienze di mestiere;
  • laboratori sul digitale e sulla comunicazione;
  • attività motorie;
  • gite di gruppo;
  • feste;
  • approfondimenti su temi particolarmente caldi in età adolescenziale, come la sessualità e la prevenzione all’uso di sostanze.

Cos’è lo sportello scolastico?

Lo sportello scolastico è un servizio di psicologia gratuito, presente all’interno delle scuole medie e superiori. Ogni studente può accedervi contattando lə referente benessere, che ha il compito di prendere in carico la richiesta ricevuta e di trasmetterla alla/allo psicologə.

Lo sportello scolastico permette quindi a ragazze e ragazzi di confrontarsi con una persona esperta ed esterna rispetto alla propria rete relazionale sulle difficoltà e sulle tensioni che possono nascere o intensificarsi nel periodo adolescenziale.

L’obiettivo di questo servizio è promuovere il benessere psicologico delle ragazze e dei ragazzi, prevenendo o fornendo una risposta professionale a malessere e disagio.

La Festa della Lavanda di Montebello

Cos’è la Festa della Lavanda?

La festa della Lavanda del nostro laboratorio protetto Montebello è un’occasione di incontro con le famiglie delle persone che frequentano il Centro e con la comunità. L’appuntamento è per mercoledì 5 luglio alle 18, e la location sarà proprio quella del laboratorio, in via Pramatto 2 a Sasso Marconi (Bologna): un luogo ricco di vegetazione e di biodiversità.

Per le partecipanti e i partecipanti abbiamo organizzato una passeggiata all’interno del campo di lavanda, durante la quale scopriremo insieme le particolarità di questa pianta, osservandola da vicino, toccandola, immergendoci nel suo caratteristico profumo.

La foto appresenta un campo di lavanda. Sono messi in evidenza i fiori presenti in primo piano, mentre gli altri risultano sfocati. Oltre al campo fiorito si intravede un cielo sereno e alcuni alberi sullo sfondo. L'immagine regala un senso di pace e serenità.

Il programma della serata

  • Ore 18.00: apertura delle bancarelle con prodotti artigianali e di un corner olistico di massaggi e consulenze.
  • Ore 19.00: passeggiata nel campo di lavanda e racconto delle sue proprietà e dei suoi impieghi
  • Ore 19.30: inizio del laboratorio di sale aromatico
  • Ore 20:00, buffet con prodotti preparati dal laboratorio Montebello e dall’associazione Slow Food
  • Ore 22:00: chiusura delle bancarelle, del corner olistico e saluti finali

Che cos’è Montebello?

Montebello è una struttura immersa nel verde che accoglie adultə con disabilità psico-fisica. All’interno del centro ogni persona ha la possibilità di trascorrere il proprio tempo a diretto contatto con la natura.

Biodiversità, coltivazione biologica, coltivazione circolare, sperimentazione e ricerca di gusti e sapori sono le parole chiave che descrivono questa realtà. All’interno del centro le attività principali sono infatti la coltivazione biologica e circolare di ortaggi, piante aromatiche e officinali, piante e fiori ornamentali.

Per ogni persona accolta nella struttura, prendersi cura dell’orto è a tutti gli effetti un’attività terapeutica. Mettere le mani nella terra, osservare i semi germogliare e le piante fiorire e infine raccogliere i frutti del proprio lavoro sono attività esperienziali che impattano positivamente l’equilibrio psicofisico di chi le sperimenta.

Che cosa sono i Centri per le famiglie?

Cosa sono i Centri per le famiglie?

I Centri per le famiglie sono servizi che si occupano di guidare, supportare e informare le famiglie con figli o figlie da 0 a 18 anni. In tutta la regione Emilia-Romagna sono presenti 42 Centri. Le nostre professioniste e i nostri professionisti sono attivi in otto di questi: Piacenza, Cento, Ferrara, Carpi, Santa Sofia, distretto Savena-Idice, distretto Pianura Est e Tresinaro Secchia. 

I Centri per le famiglie offrono consulenze genitoriali e colloqui con pedagogistə, creano occasioni di aggregazione e confronto per le mamme, i papà, le loro bambine e i loro bambini. All’interno dei Centri si organizzano laboratori per piccole e piccoli, per adolescenti e per famiglie.

L’approccio che adottiamo nel lavoro all’interno di queste realtà è non giudicante e accogliente. L’obiettivo è guidare la famiglia nella creazione di una rete con tutti i servizi del territorio, come il consultorio, il/la pediatra e le scuole dell’infanzia.

 

Fiori colorati fotografati da molto vicino. Sopra i fiori una targhetta con la scritta "Se pianti nasce, se curi cresce".

Come funziona un Centro per le famiglie?

Ogni Centro è diviso in tre aree:

  1. Informazione e accoglienza: lo Sportello Informafamiglie e bambinə assicura alle famiglie un accesso diretto alle informazioni utili per la vita quotidiana su servizi, risorse e opportunità istituzionali e informali (educative, sociali, sanitarie, scolastiche e del tempo libero) che il territorio offre. In questo contesto proviamo a superare il concetto di assistenza, adottando un approccio che mette al centro il potenziamento delle risorse di ogni persona.
  2. Sostegno alle competenze genitoriali: offriamo interventi dedicati a sostenere lo sviluppo delle competenze relazionali. Tra le attività proposte ci sono gli spazi di ascolto, i colloqui e le consulenze educative, i percorsi di mediazione familiare e i gruppi di parola per figlie e figli di genitori separati. Organizziamo anche counseling genitoriale sulle tematiche del diritto di famiglia, corsi di accompagnamento alla nascita e gruppi di sostegno alla neogenitorialità. Accompagniamo le mamme e i papà in corsi di massaggio neonatale con un focus sui primi mille giorni di vita dei bambini e delle bambine. Ci occupiamo anche del progetto “Comunque papà”, dedicato al supporto genitoriale per i padri in stato di detenzione e del servizio di counseling per il supporto psicologico alle neomamme. L’obiettivo di queste attività è sostenere le competenze genitoriali nel corso della crescita deə figlə, permettendo la condivisione delle esperienze tra le famiglie e la corresponsabilizzazione dei genitori nell’educazione e la cura dei piccoli e delle piccole, già a partire dal periodo della gestazione.
  3. Promozione, sensibilizzazione e sviluppo di comunità: favoriamo l’incontro tra bisogni e risorse relazionali, promuovendo e sostenendo progetti di accoglienza e solidarietà tra famiglie, l’affidamento familiare e il volontariato a favore di bambinə e ragazzə. Quest’area si sviluppa attraverso l’attivazione e la promozione di gruppi di famiglie-risorsa, di auto-mutuo aiuto, con progetti di integrazione per famiglie di nuova immigrazione.

Che cosa sono le Educative di strada?

Educative di strada: cosa sono

L’Educativa di strada è un servizio educativo per ragazzi e ragazze che si svolge direttamente nei loro luoghi di vita e di aggregazione. La particolarità di questo servizio è il metodo di ingaggio utilizzato dagli educatori e delle educatrici: sono proprio le figure educative che, percorrendo le strade di quartieri e paesi, approcciano i ragazzi e le ragazze in modo attivo.

L’obiettivo dell’Educativa di strada è entrare in contatto con gruppi informali di giovani con cui svolgere attività di supporto e accompagnamento. Le figure educative intercettano un problema e lavorano per trasformarlo in risorsa utile aə ragazzə, alle istituzioni e al territorio.

Questo servizio di occupa anche di consulenza su temi e problematiche proprie della fase adolescenziale, di prevenzione di comportamenti a rischio, di informazione e di orientamento verso servizi specialistici, qualora fosse utile.

Le Educative si strada lavorano per stimolare nelle e nei giovani la cittadinanza attiva. Lo fanno anche grazie all’organizzazione di laboratori ed eventi che favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione dei e delle giovani alla vita di comunità.

Le attività delle Educative

Tra le attività che le Educative di strada propongono ci sono:

  • laboratori creativo-espressivi: musica hip hop, canto, beatboxing, writing, make-up, giocoleria, ecc.;
  • attività di orientamento alla scuola e al lavoro, stimolando neə ragazzə la cittadinanza attiva.
  • esperienze di mestiere: falegnameria, ciclofficina, cucina, coltivazione orto, riuso creativo, sartoria, serigrafia e grafica;
  • laboratori sul digitale e sulla comunicazione: uso consapevole degli strumenti e dei dispositivi digitali; produzioni multimediali;
  • attività motorie: freesbe, trekking urbano, parkour, attività outdoor;
  • gite di gruppo: trekking, giornate al mare, esplorazioni di luoghi interessanti a livello paesaggistico, ecc.
  • feste.

Le nostre educatrici e i nostri educatori attivə nelle Educative di strada affrontano e approfondiscono con le ragazze e i ragazzi due temi particolarmente caldi in età adolescenziale: la sessualità e la prevenzione all’utilizzo di sostanze.

Le nostre Educative di strada sono attive nei comuni di Argenta, Mesola, Codigoro, Lagosanto, Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, San Felice, San Possidonio, San Prospero, Castenaso, Malalbergo, Molinella, Baricella, Budrio, Granarolo, Minerbio, Reno-Lavino-Samoggia e Distretto di Forlì.

A Bologna e provincia sono invece presenti Educative nei quartieri San Donato, San Vitale, Navile, Santo Stefano e Savena. Sull’Appennino bolognese è attiva Officine di strada che opera nei territori di Marzabotto, Vergato, Riola, Castel D’Aiano, Tolè, Borgonuovo, Sasso Marconi e Casalecchio di Reno.

Educative di strada: come funzionano?

L’approccio delle educatrici e degli educatori è professionale, non giudicante e di ascolto. Le fasi che portano l’educatorə a instaurare un rapporto con le ragazze e con i ragazzi sono 3:

  • Mappatura: in questa fase ə educatorə ai muovono sul territorio in coppia, scoprendone i servizi, osservando ə giovani e frequentando i loro spazi di aggregazione. Gli obiettivi di questa fase di studio sono due: il primo è comprendere gli interessi del gruppo, il secondo è elaborare una strategia per approcciarli.
  • Aggancio: arrivatə a questo punto gli operatori e le operatrici si avvicinano aə giovani amichevolemente, cercando di instaurare un rapporto di fiducia e rispetto. L’aggancio è diverso per ogni territorio e per ogni persona: proprio per questo è fondamentale sviluppare un approccio su misura per i e le ragazzə intercettatə. Se, per esempio, un gruppo di ragazzə si ritrova spesso al campetto per giocare a calcio, le figure educative potrebbero tentare l’ingaggio commento o una battuta sugli ultimi avvenimenti del mondo calcistico.
  • Proposte di attività: in questa terza e ultima fase si passa all’azione. Laboratori, progetti creativi, attività outdoor, consulenze, gite, e chi più ne ha più ne metta.

Ragazzo pittura con una bomboletta uno striscione legato a due tronchi d'albero. Lo striscione ha sfondo bianco è il ragazzo con delle bombolette rosse e gialle scrive le parole "Hip Hop".

L’educatrice/educatore di strada

L’educatore/educatrice di strada non si occupa esclusivamente di gestire il servizio offerto, ma entra anche nelle fasi di individuazione, programmazione e progettazione del servizio.

Per quanto riguarda il rapporto con il territorio, l’educatorə entra a 360 gradi nella vita del quartiere o del paese. Nel ruolo che questa professionalità ricopre, infatti, è importante costruire una rete non soltanto con ragazze e ragazzi, ma anche con le istituzioni, con le realtà commerciali della zona e con i genitori.

Sono di tutti, il podcast di Libera Radio

Il podcast “Sono di tutti”

“Sono di tutti” è il nuovo podcast creato dalla nostra emittente Libera Radio, nell’ambito del progetto “Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita”.

Le creatrici e i creatori di “Sono di tutti” sono sette ragazzə che hanno commesso reati di minore allarme sociale e che sono coinvoltə in percorsi giudiziari di messa alla prova.

“Sono di tutti” è un podcast di tre puntate che racconta le strade e di come, tra di esse, ci si possa perdere o ritrovare. La strada è vista come un luogo in cui le storie possono iniziare o concludersi.

Il podcast ha l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I ragazzi e le ragazze vogliono far arrivare la propria voce, la voce di chi ha già sbagliato, a chi sta per sbagliare.

“C’è chi le considera tra i più antichi monumenti umani: senza le strade l’aspetto degli alberi e delle alte colline, delle città o dello sterminato paesaggio degli oceani sarebbe in un certo modo privo di scopo. In bilico tra bellezza e vertigini, costruite per raggiungere una meta o perdersi nel mistero del cammino, le strade sono per molti tra i luoghi abitati dalla buona o dalla cattiva sorte.” È con questo piccolo inciso che viene introdotto ogni episodio, ricordando il valore della strada e l’importanza che trova nelle nostre vite.

L’idea di creare un podcast di sensibilizzazione sul tema della strada è nata da uno dei ragazzi del progetto,  ed è stata subito ben accolta dai compagni e le compagne. Dopo un lungo confronto i e le partecipanti hanno deciso di registrare delle interviste a tre persone, ognuna con una storia molto significativa e diversa, in modo tale da abbracciare tutti i punti di vista e di vita sull’argomento. A domande scelte, i e le partecipanti sono entratə in sala per registrare, con la guida del giornalista Federico Lacche. 

È possibile ascoltare “Sono di tutti” sulle principali piattaforme di podcast (Spreaker, Spotify, ecc.).

Microfono in primo piano sulla destra in una sala registrazioni.

“Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita”: il progetto

I e le partecipanti si sono incontratə 10 volte, con cadenza settimanale, all’interno degli spazi del DumBo (via Casarini 19, Bologna).

“La sfida iniziale era quella di riuscire a creare un clima positivo tra ə partecipanti, che approdavano al laboratorio in un momento di vita complesso. Dopo la commissione di un reato, infatti, è frequente che non si abbia voglia di confrontarsi con altre persone e storie”, racconta Maila Leoni. “In questo caso, ə ragazzə che hanno preso parte al laboratorio sono riuscitə a creare un gruppo di lavoro sinergico e coeso sin da subito. Sono nate delle relazioni significative che hanno arricchito ciascuno di noi, al di là del contesto laboratoriale”, spiega Leoni.

Per ə partecipantə, il laboratorio ha rappresentato un’occasione di condivisione, un momento in cui essere ascoltatə e guidatə in un percorso di riflessione personale e collettivo.

La convenzione

Il progetto “Mettiti alla prova: dai un like alla tua vita” nasce dalla convenzione di Open Group con l’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Bologna (UIEPE).

La convenzione prevede che vengano inviate all’Ufficio Interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Bologna le segnalazioni di ragazzi e ragazze coinvoltə in percorsi di messa alla prova. Tra queste, l’Ufficio interviene per individuare le persone che potrebbero partecipare al progetto. Le persone selezionate vengono quindi introdotte aə professionistə che guidano il progetto e , dopo un colloquio individuale, cominciano il percorso.

L’obiettivo è far nascere nei ragazzi e nelle ragazze una riflessione su di sé e sul proprio sentire in un momento delicato della propria vita. Il lavoro mira anche sensibilizzare le e i partecipanti sulle tematiche che li e le hanno portatə a trovarsi in quella situazione.

A teatro a Claterna!, chiude la stagione

“A teatro a Claterna!”, l’ultima attività della stagione del Museo

Per concludere al meglio questi mesi di storia, scoperte, leggende e attività, sabato 1° luglio il Museo di Claterna organizza “A teatro a Claterna!“. Sarà un pomeriggio di approfondimenti e attività sulla più recente scoperta archeologica di Claterna: il teatro!

Tra rappresentazioni, mimi, musica e danza ci immergeremo nelle arti del teatro in età romana: inizieremo con una visita guidata per adultə, a cura delle nostre professioniste e dei nostri professionisti del settore Patrimoni, e proseguiremo con un laboratorio didattico per bambini e bambine dagli 8 anni.
Durante il laboratorio didattico bambini e bambine realizzeranno una maschera ispirata a quelle indossate da attori e mimi romani, utilizzando carta, spago, foglie e fiori, partendo dall’esempio della piccola maschera in bronzo conservata nel Museo.

Dopo l’evento “A teatro a Claterna!” le attività del Museo riprenderanno a settembre.

Gruppo di persone seduto a terra su dei cuscini sta guardando uno spettacolo all'interno di un museo. Nella foto compaiono anche tre persone vestite con tuniche bianche, con gli abiti tipici dell'antica Roma, che sono le attrici e gli attori dello spettacolo.

Modalità di prenotazione e orari delle attività

Le attività  si svolgeranno sabato 1 luglio dalle 17 alle 19. Le attività verranno svolte al Museo, Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia, Bologna.

L’ingresso è gratuito con prenotazione consigliata; puoi prenotare il tuo posto compilando il modulo che trovi qui.

Per qualsiasi informazione puoi:

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

La Festa del Solstizio del Centro Maieutica

La nostra Festa del Solstizio

Sabato 24 giugno a partire dalle 17.00 festeggeremo il solstizio d’estate al nostro Centro Maieutica. Il parco del Centro (via Enzo Palma 4/a, San Giovanni in Persiceto – Bologna) sarà avvolto da un’atmosfera magica: fiabe itineranti, bancarelle artistiche, laboratori, falò e musica reggae dal vivo animeranno il pomeriggio.

Sono oramai diversi anni che il Centro Maieutica propone la Festa del Solstizio per celebrare la conclusione della primavera e l’ingresso nella stagione più calda e soleggiata. Questa festa è diventata, nel tempo, un’istituzione per la cittadinanza di San Giovanni in Persiceto e dei comuni limitrofi, tanto da essere inserita tra gli eventi della Fiera di San Giovanni in Persiceto. L’evento è patrocinato dal Comune di San Giovanni in Persiceto.

Nell’edizione di quest’anno saranno presenti anche stand gastronomici. Le realtà che prepareranno cibo e bibite sono due: il Birrificio la Vecchia Orsa, e il Re Borlengo, con borlenghi e piade. Sul fronte artigianato, invece, saranno presenti i prodotti realizzati da cooperative sociali, associazioni, artigiane e artigiani del territorio.

Bambina che indossa un vestito bianco e delle ali da fata bianche. Cammina in un sentiero asfaltato in un prato ed è girata di schiena.

Il programma della Festa del Solstizio 2022

Di seguito il programma dettagliato:

17 | Inizio Festa

17-00 | Bancarelle con prodotti artigianali

18 | Fiaba nel bosco per bambine, bambini e adultə, un laboratorio artistico per tutte le età

19 | Merenda per le più piccole e i più piccoli

21 | Accensione del falò con spettacolo delle Focolanti

22 | Concerto musicale dal vivo di Officina reggae

00 | Conclusione della Festa del Solstizio

Per informazioni: 051826453 | maieutica@opengroup.eu