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Cooperativa Sociale
Sede legale: via Milazzo 30,
40121 Bologna / T. 051 841206
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Autore: Redazione

La nostra idea di sostenibilità

Per noi essere sostenibili significa investire nella crescita del territorio, fare scelte etiche e responsabili, innovare le nostre strategie di sviluppo.

Politiche e azioni legate all’energia

Che cosa abbiamo fatto e che cosa continuiamo a fare per l’ambiente? Nel corso del 2022 ci siamo concentratə sull’energia:

  • abbiamo scelto forniture di energia elettrica 100% pulita, certificata e prodotta da fonti rinnovabili. In questo modo abbiamo evitato di immettere in atmosfera 181 tonnellate di CO2;
  • a Sasso Marconi, nella nostra comunità Rupe, abbiamo installato un impianto fotovoltaico che nei prossimi anni ci permetterà di produrre e usufruire di energia pulita e di generare risparmi in bolletta. L’impianto ha una potenza di 120mila kW l’anno con cui puntiamo all’autonomia energetica di tutto il complesso La Rupe, mentre l’eccedenza sarà immessa in rete;
  • abbiamo rilanciato i nostri contest Open Future, che hanno abbracciato tre diverse categorie. I contest non mancheranno neanche nel 2023: i temi sui quali costruiremo riflessioni e realizzeremo opere artistiche sono la sostenibilità e la parità di genere;
  • all’interno di tutte le nostre strutture abbiamo adottato una policy sul risparmio energetico.

Che risultati abbiamo ottenuto? La scelta di un fornitore di energia pulita ci ha permesso di evitare di immettere nell’atmosfera 181 tonnellate di CO2. Le nostre politiche sul risparmio energetico, inoltre, ci hanno permesso di risparmiare l’11% di gas e il 13% di energia elettrica rispetto al 2021.

Impianto fotovoltaico della nostra struttura Rupe

Oltre l’energia: altre azioni di sostenibilità

Il nostro percorso di sostenibilità non si è limitato alle politiche energetiche, ma ha abbracciato anche altri ambiti. Di che cosa parliamo, esattamente?

  • Abbiamo ridotto in tutte le nostre sedi l’utilizzo della plastica monouso;
  • abbiamo elaborato un decalogo sulle buone pratiche da adottare per ridurre al minimo gli sprechi. Questo strumento è stato tradotto in varie lingue e diffuso all’interno dei nostri servizi, in modo che il nostro cammino di riduzione dell’impatto ambientale coinvolga non soltanto le lavoratrici e i lavoratori di Open Group, ma anche le persone che accogliamo nei nostri servizi;
  • abbiamo scritto un piano di spostamenti casa-lavoro per capire come le persone di Open Group si muovono sul territorio. Grazie a questo piano abbiamo attivato una convenzione con il Comune di Bologna e con Tper Spa per offrire a tutte le dipendenti e a tutti i dipendenti della cooperativa condizioni vantaggiose per gli abbonamenti al trasporto pubblico;
  • abbiamo dato vita al nostro apiario urbano e didattico. L’apiario si trova nel giardino della nostra struttura Casa Gianni e ha due obiettivi: offrire un’esperienza immersiva a bambine e bambini e tutelare la biodiversità;
  • nella nostra sede centrale (via Milazzo 30, Bologna), dal mese di agosto avremo una nuova colonnina dell’acqua, un nuovo distributore di bevande calde e uno di snack, che sarà efficiente e a basso consumo. L’erogatore di bevande calde, inoltre, ci permetterà di utilizzare la nostra tazza, spendendo qualche centesimo in meno ogni volta che prendiamo il caffè, il tè o la cioccolata. Questa scelta ci consentirà di ridurre la quantità di rifiuti che produciamo, tagliando sul numero di bicchieri di carta che utilizziamo.

Il nostro impegno verso la sostenibilità è un percorso fatto di idee e progetti ambiziosi che crescono quotidianamente. Un percorso che abbiamo deciso di intraprendere con il territorio e per il territorio, insieme a tutte le persone di Open Group.

Gli eventi delle Giornate dell’Interdipendenza

Giornate Internazionali dell’Interdipendenza

In occasione delle Giornate Internazionali dell’Interdipendenza diamo il via a un ciclo di iniziative itineranti di sensibilizzazione sull’uso e sull’abuso di sostanze insieme alle persone più fragili.

L’obiettivo di questo progetto è quello di risignificare la Giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, ricorrenza che cade il 26 giugno. Ambiamo a superare l’idea di una “giornata della lotta contro la droga”, rendendo questo momento l’occasione per intraprendere un percorso collettivo di riflessione.

Vogliamo fare un viaggio: tanti piccoli passi, uno dopo l’altro, nei quali condividere con il maggior numero di cittadini e cittadine esperienze, conoscenze e traguardi. Vogliamo guardare al futuro delle dipendenze con occhi nuovi.

Con quest’iniziativa dedicheremo spazio e attenzione alle nuove generazioni e al rapporto che queste hanno con il consumo di sostanze, ma anche con la salute mentale, con le esperienze di disagio ed emarginazione e con la legalità. 

Le attività sono organizzate e curate dal nostro Settore Dipendenze, riconosciuto come Ente Accreditato all’interno della Commissione di Monitoraggio dell’Accordo di Sistema ASL, in collaborazione con l’AUSL di Bologna.

Le attività organizzate

Dal 12 al 26 giugno organizziamo incontri e attività itineranti che attraversano tutti i luoghi più emblematici della città di Bologna e provincia.

  • Il 21 giugno alle 17.30 presso il Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati proponiamo una tavola rotonda in cui ci focalizzeremo sul rapporto dei e delle giovani con la giustizia. Sarà un’occasione per riflettere sull’esperienza dell’Istituto penale minorile di Bologna, sui disagi legati ai percorsi migratori e sulla giustizia riparativa. 
  • Il 22 giugno alle 9 presso la Sala Cesari-Sede regionale Avis parteciperemo al convegno “Giovani e consumi. Evoluzione del fenomeno e degli interventi”. Qui ascolteremo gli interventi di professionistə che lavorano con i giovani consumatori e le giovani consumatrici.
  • Il 26 giugno alle 17 presso in Piazza Lucio Dalla concluderemo queste Giornate con un evento di musica, arte e spettacolo realizzato daə giovani per ə giovani. Il pomeriggio sarà animato con una mostra di manifesti dedicati al tema dei consumi, con due spettacoli teatrali e con il concerto del rapper Murubutu, che alle 21 si esibirà nello show “La sostanza del rap”. La serata si concluderà con “Musica – Live lab Hip Hop Philosophy Graf”, a cura del gruppo di giovani dei quartieri San Donato e San Vitale.

Le nostre attività per il World Refugee Day

“A porte aperte”, un pomeriggio in un servizio SAI

In occasione del World Refugee Day organizziamo due pomeriggi di riflessione. Saranno due momenti che passeremo in compagnia, all’insegna dell’ascolto, della socialità e della condivisione di storie ed esperienze di vita.

Nell’ambito del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), progetto territoriale del Comune di Bologna, la nostra équipe SAI Ordinari organizza un evento di sensibilizzazione. “A porte aperte” si terrà martedì 27 giugno alle 18.00 nella nostra struttura dedicata all’accoglienza di donne e nuclei monogenitoriali di origine ucraina in via Santo Stefano 45, Bologna.

Durante l’evento la compagnia teatrale di Cantieri Meticci porterà in scena lo spettacolo “Uccellina”.  L’opera racconta di un personaggio inventato da bambine e bambini afghanə sulla rotta balcanica che, per sfuggire al regime talebano, deve trasformarsi e dare il via a un’importante ricerca. Un racconto di libertà e speranza, recitato in lingua italiana e ucraina. Lo spettacolo sarà accompagnato dalle videoproiezioni dell’artista Sara Pour.

La giornata si concluderà con buffet e aperitivo offerti e curati da Pasto Nomade.

Grafica che contiene tutti i dettagli dell'evento "A porte aperte"

Le attività di Casa Murri e di Casa Azzurra per il World Refugee Day

Sempre con l’obiettivo di creare tempi e spazi in cui approfondire il World Refugee Day, le nostre comunità di seconda accoglienza per persone di minore età straniere e non accompagnate, Casa Murri e Casa Azzurra, organizzano un momento informale di scambio, scoperta e condivisione.

Passeremo il pomeriggio insieme ai ragazzi e alle ragazze delle comunità, conoscendo loro e le loro storie in uno spazio aperto e sicuro. Il pomeriggio sarà accompagnato da un ricco aperitivo multietnico tutto da scoprire.

Vi aspettiamo martedì 20 aprile dalle 17 in via Murri 37, a Bologna. La partecipazione è libera e gratuita. È consigliato iscriversi, così da organizzare al meglio gli spazi. È possibile confermare la propria partecipazione a questo link.

Mondi Possibili, laboratori estivi per ragazzə

Mondi Possibili, i laboratori: come e cosa

Nel mese di giugno si terranno i laboratori di tecniche miste Mondi possibili negli spazi di Factory Grisu in via Mario Poledrelli 21, a Ferrara. Le attività si svolgeranno nei mesi di giugno e di luglio e saranno rivolte a ragazzə tra gli 11 e i 14 anni.

La partecipazione a Mondi Possibili è gratuita con iscrizione obbligatoria. Una volta compilato il modulo d’iscrizione al laboratorio a cui si vuole partecipare è necessario inviarlo alla mail mondipossbili@opengroup.eu. Le attività laboratoriali proposte da Mondi Possibili sono diverse, dal videomaking al mondo della app, dallo storytelling al disegno.

  • Il 19, 23, 26 e 30 giugno i ragazzi e le ragazze potranno cimentarsi nel mondo del videomaking nel laboratorio Summer Journey È possibile iscriversi a Summer Journeys compilando questo modulo.
  • Dal 3 al 21 luglio tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, con le attività di E…state con noi ə giovani passeranno un’estate in compagnia circondati dalla natura, dall’arte e da tantissimi giochi. Per iscriverti a queste attività è necessario compilare questo modulo.
  • Dal 24 al 28 luglio, con Giochi & Musica, i ragazzi e le ragazze si cimenteranno nel mondo della musica in tutti i suoi generi: dal rock al rap, fino ad arrivare alle canzoni d’autore. Iscriviti a Giochi & Musica compilando questo modulo.

Mondi Possibili 2.0 è una “palestra” relazionale che vuole implementare i fattori di protezione dei ragazzi e delle ragazze che, negli ultimi anni,  hanno vissuto esperienze complesse come l’emergenza sanitaria e il distanziamento sociale.

La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria fino a esaurimento dei posti.

Tavolo pieno di oggetti colorati. Sullo sfondo ci sono delle persone che lavorano insieme e si scambiano idee.

Ritiro sociale e isolamento

Il ritiro sociale è una tra le forme di disagio, principalmente legata agli/alle adolescenti, che sempre più entra a far parte della quotidianità sociale. La pandemia in corso non ha fatto altro che amplificare le sensazioni di smarrimento e insicurezza, che si traducono il più delle volte in desiderio di solitudine e diffidenza nei confronti dell’altrə.

Open Group si occupa di ragazzi e ragazze che stanno vivendo questo momento difficile con percorsi di supporto psicologico personalizzati e con laboratori sperimentali, mettendo al centro l’adolescente e la narrazione di sé.

Prevenzione e azione contro l’isolamento

Queste forme di disagio si canalizzano anche nell’abbandono dei percorsi scolastici e di altre attività: lo sport, il corso di lingua o di teatro, l’uscita con gli amici. La stessa vita fuori casa viene messa in pausa.

Il senso di sofferenza e di impotenza vissuto da giovani e giovanissimi/e si riversa, necessariamente, anche sui genitori. I genitori si trovano impossibilitati ad affrontare un ruolo carico di responsabilità e doveri e il sostegno che riescono a dar loro non è più sufficiente.

Agire per prevenire queste difficoltà e saper rispondere adeguatamente nel caso in cui si presentassero diventa fondamentale. I nostri educatori e le nostre educatrici accompagnano ə giovani nella costruzione della propria identità, cercando di favorirne il benessere fisico ed emotivo.

Parliamo di sostanze a Talking Heads

Talking Heads, un talk alternativo sull’uso di sostanze

Talking Heads è uno spazio in cui affronteremo il tema della dipendenza insieme a tre professionistə di comunicazione digitale, che attraverso i loro canali social parlano di sostanze e degli aspetti di riduzione del danno. Un talk dialogico per giovani con un approccio alternativo, informale e fresco.

L’evento si terrà nell’ombelico del centro universitario di Bologna, il Giardino del Guasto, giovedì 15 giugno dalle 18.30. Il talk è organizzato e promosso da Area15, il nostro servizio gratuito che si rivolge a persone giovani offrendo consulenza e sensibilizzando sul tema delle sostanze, e da Beat Project, il progetto del Comune di Bologna che si occupa di prevenzione e riduzione dei rischi nella notte all’interno dei locali e dei luoghi di aggregazione.

Al termine del talk la sede di Area15 (via De’ Castagnoli 1o, Bologna) sarà aperta fino a mezzanotte. Ci saranno:

  • uno spazio chill out per socializzare e rilassarsi;
  • un punto informazioni gestito da Beat Project e allestito con una proiezione di alcune opere di Duckbill, scienziato, illustratore e ospite di Talking Heads.

Microfono in primo piano su sfondo sfocato.

Gli e le ospiti che interverranno

A Talking Heads parteciperanno tre professionistə di comunicazione digitale, che attraverso i loro social media si occupano di divulgazione e sensibilizzazione sul tema delle sostanze. Al talk interverranno:

  • Martina Ferrari, aka Instasogno, è una psicologa, autrice, speaker. Su Instagram divulga in modo creativo e personale temi di psicologia, psicopatologia, attualità e letteratura; 
  • Antonio Baldassarro, aka Duckbill, è uno scienziato e un illustratore. Unisce arte e scienza sui social (@schizzi_dinchiostro), per trattare in maniera approfondita i temi scientifici legati alle sostanze psicotrope; 
  • Leonardo Brevi, aka Narcoletture, gestisce un profilo Instagram che diffonde informazioni sui consumi e sulle politiche in materia di sostanze stupefacenti, utilizzando un approccio scientifico e facendo dei focus sul sociale e sulla normativa di settore.

La partecipazione a Talking Heads è libera e gratuita. Non è necessaria la prenotazione.

Area 15

Area 15 nasce nel 2012 come progetto di prevenzione e consulenza sul tema delle sostanze e delle dipendenze. Gestiamo il servizio insieme alla cooperativa La Carovana per conto del Comune di Bologna. A novembre 2020 Area 15 è diventato un servizio integrato con operatori e operatrici dell’Ausl Bologna che ne curano la parte sanitaria.

Area 15 risponde ad alcune esigenze di servizio emerse negli ultimi anni rispetto al mondo dei consumi di sostanze da parte delle e dei giovani. Lo fa con azioni di sensibilizzazione, percorsi educativo-psicologici personalizzati, attività, laboratori, eventi informativi e formativi sul tema delle sostanze e dei rischi ad esse connessi.

Giornate dell’Archeologia: le attività di Claterna

Case di ieri e case di oggi: le attività del Museo di Claterna per le giornate europee dell’Archeologia

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, sabato 17 giugno il Museo e l’Area archeologica di Claterna si riuniscono in “Case di ieri e case di oggi”, una giornata alla scoperta delle domus cittadine romane appartenenti alle famiglie ricche.

Inizieremo la giornata con una visita guidata per adultə che si svolgerà sia all’interno del Museo sia nell’Area archeologica di Claterna. Proseguiremo poi con un laboratorio didattico per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni all’interno dell’Area, nel quale scopriremo l’organizzazione di una domus e come veniva costruita.

I reperti esposti in museo dialogheranno con le ricostruzioni della Casa del Fabbro, mentre i più piccoli e le più piccole realizzeranno un pavimento romano in cotto, cercando il materiale da utilizzare con una divertente “caccia al reperto”. Al termine del laboratorio a ogni bambino e a ogni bambina verrà donato un piccolo gadget da portare a casa come ricordo dell’esperienza.

Area Archeologica della città di Claterna. In foto di vede un grande muro di mattoni con scritto "CLATERNA" al centro.

Modalità di prenotazione e orari delle attività

Le attività  si svolgeranno sabato 17 giugno  dalle 10 alle 12. Il punto di ritrovo è al Museo (Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia, Bologna) ed è previsto per le 9.45.

Il trasferimento dal Museo all’Area archeologica sarà effettuato tramite i propri mezzi.

Per svolgere le attività all’aperto raccomandiamo di indossare abbigliamento adeguato: cappello, scarpe adatte allo sterrato e bottiglia d’acqua.

E se piove? In caso di forte maltempo, sia la visita guidata che i laboratori si svolgeranno all’interno del Museo di Claterna.

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria; puoi prenotare il tuo posto compilando il modulo che trovi qui.

Per qualsiasi informazione puoi:

Cosa sono il Museo e l’Area archeologica di Claterna

Claterna, città romana di duemila anni fa, oggi oltre a essere esposta in Museo, è un sito archeologico.

Negli stessi luoghi e spazi in cui nel passato abitavano famiglie oggi lavorano gli archeologi e le archeologhe coordinatə da un team di specialistə in vari settori. 

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il nostro settore Patrimoni culturali a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

URBAN Music Lab live: dai suono alla tua idea

Dai voce e suono alla tua idea 

Urban Music Lab Live è una giornata di festa, di conoscenza e di socialità tra i diversi Centri di Aggregazione Giovanile (CAG) del ferrarese. L’evento si terrà giovedì 8 giugno dalle 15.00 al circolo Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I) di Porto Garibaldi – Piazzale Medaglie D’Oro, 3, in provincia di Ferrara.

Durante Urban Music Lab live verrà presentato il lavoro che i ragazzi e le ragazze partecipanti hanno svolto durante il percorso musicale Urban Music Lab.

La giornata è divisa in due momenti: 

  • dalle 15.00 alle 16.30: socializzazione informale tra i ragazzi e le ragazze dei diversi Centri di Aggregazione che abbiamo in gestione (Mesola, Codigoro, Lagosanto e Argenta);
  • dalle 17.00 alle 19.30: esibizione di diversi gruppi musicali locali e dei brani realizzati dai ragazzi e dalle ragazze durante gli appuntamenti di Urban Music Lab all’interno dei Centri di Aggregazione.

Urban Music Lab Live fa parte del progetto “Giovani protagonisti del sud-est ferrarese” e ha come obiettivo la promozione del protagonismo giovanile nel territorio. Il progetto è nato nel 2021 in collaborazione con i nove Comuni del Distretto. È finanziato dal fondo sociale locale del Distretto Ferrara Sud Est ed è erogato da Asp Delta ferrarese.

La foto ritrae un microfono su fondo blu.

URBAN Music Lab – il progetto dei Centri di aggregazione giovanile

Il progetto URBAN Music Lab è un laboratorio di promozione della musica e della sperimentazione delle nuove tecnologie. Nato per contrastare la dispersione scolastica e la povertà culturale, URBAN Music Lab si è svolto nei CAG del territorio del Delta, in collaborazione con la Civica Scuola di Musica di Comacchio.
Questo percorso di comprensione, scrittura e produzione musicale ha voluto evidenziare e valorizzare le idee artistiche delle ragazze e dei ragazzi partecipanti.

Ognuno dei Centri di Aggregazione coinvolti nel progetto ha creato un brano che sarà presentato dai e dalle giovani partecipanti l’8 giugno, in occasione di URBAN Music Lab live.

Storie da (non) raccontare, da NON perdere

Grafica rossa con logo dell'agenzia di comunicazione Be Open e con il titolo dell'evento "Storie da (non) raccontare"

Storie da (non) raccontare

Storie da (non) raccontare è l’evento sulla comunicazione, il washing e i nuovi linguaggi a cura di Be Open, la nostra agenzia di comunicazione. L’appuntamento è per martedì 6 giugno 2023 a DumBO, in via Casarini 19 a Bologna.

Che cosa succederà a Storie da (non) raccontare? Ci saranno due interventi a più voci per parlare di washing e nuovi linguaggi con tre ospiti esternә di tutto rispetto e degli spazi per mettersi in gioco tra social network, podcast e realtà virtuale immersiva. 

Storie da (non) raccontare vuole esplorare due diversi fenomeni che sono spesso lati della stessa medaglia e che sono, ancora più spesso, divisi da un semplice (non): l’utilizzo del washing nella comunicazione e la (ri)scoperta di nuovi linguaggi. 

L’evento è gratuito ma bisogna prenotare il proprio posto a questo a questo link.

Il programma della serata

Storie da (non) raccontare inizierà alle 18.30 e si concluderà alle 22.00. Tanti talk, giochi e cose che non si possono dire, ma solo vedere. Qui il programma completo della serata:

– 18.30 | Il washing: trovare la quadra

Un confronto su come evitare di cadere negli errori tipici di una narrativa poco trasparente, impostando allo stesso tempo una comunicazione responsabile per ciascun tipo di realtà professionale.   

Il talk sarà presidiato da:

  • Francesco Oggiano: digital journalist e podcaster, volto e autore di Will Italia e del programma Show Off;
  • Giovanna Cosenza: docente di semiotica all’Università di Bologna, esperta di comunicazione e marketing, autrice del blog Disambiguando;
  • Giuseppe Mazza: direttore creativo, fondatore dell’agenzia TITA e docente di comunicazione.   

20:00 | Nuovi linguaggi: una parentesi aperta

Un dialogo a più voci sui nuovi linguaggi che caratterizzano la società odierna con un focus sul podcast e sui cambiamenti avvenuti in ambito social.  A questa chiacchierata parteciperanno:

  • Josephine Yole Signorelli (Fumettibrutti), fumettista e attivista, creatrice della pagina Fumettibrutti e autrice della collana editoriale Feltrinelli Comics;
  • Matteo Caccia: autore e conduttore radiofonico, podcaster e ideatore del format Don’t tell my mom.  

Be Open Games: i giochi sono aperti

Alle 19.30 e alle 21 saranno aperti, e pronti per essere giocati, i Be Open Games! Ma a cosa giocheremo nello specifico?

  • Be Social – intervista doppia in 20 secondi: due partecipanti alla volta, una social media manager a dirigere, 3 domande a cui rispondere sul mondo dei social e su un argomento estemporaneo ma comunque attuale. La nostra idea di intervista doppia sarà (hi)story.
  • Be Loud – Popolare un podcast di opinioni impopolari: a tu per tu con uno degli argomenti più spinosi del nostro tempo: la condivisione delle personalissime unpopular opinion. Quello che non si oserebbe dire nemmeno a bassa voce, per una sera sarà al centro di un dialogo scoppiettante tra partecipanti all’evento e podcaster.
  • Be Public(s) – Nella mente deә copy: come ragiona la testa di chi scrive testi pubblicitari? Difficile dirlo con certezza, ma grazie alla realtà virtuale immersiva sarà possibile mettersi alla prova entrando in un mondo letteralmente fatto di parole, per creare il proprio personale slogan.

Prontə a sentire e scoprire ciò che dovrebbe rimanere segreto? Iscriviti a questo link.

Affidamento del servizio di fornitura per effetti letterecci

PROCEDURA APERTA VOLTA ALLA CONCLUSIONE DI UN ACCORDO QUADRO CON UN SOLO OPERATORE ECONOMICO PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO:

fornitura di : MATERASSO SERIE IGNIFUGO A MOLLE, GUANCIALE ANTIFIAMMA, FEDERA PER GUANCIALE, COPRILETTO, COPRIMATERASSO, COPRIPIUMONE, PIUMONE INVERNALE, TRAPUNTA ESTIVA, KIT LENZUOLA, OSPITE SPUGNA, SALVIETTA SPUGNA, TELO BAGNO, LETTO CASTELLO, RETE

 

Scarica la documentazione

Eutierrìa, l’espressione dei corpi invisibilizzati

Eutierrìa – corpi unici in equilibrio

Eutierrìa – corpi in equilibrio è un percorso di incontri, formazione ed espressione attraverso il corpo dedicata alle persone migranti e alle persone con disabilità cognitiva. Il progetto terminerà con uno spettacolo di danza, sabato 17 giugno, nel quale le persone che hanno condiviso questo cammino artistico di (auto)esplorazione restituiranno al pubblico uno spaccato del percorso. L’esibizione si terrà in occasione del Festival dei Portici.

Eutierrìa è un progetto di Nove Punti APS/perAspera festival e Open Group. Il nostro contributo per Eutierrìa riguarda sia la fase di progettazione che quella di realizzazione delle attività. Le nostre realtà direttamente coinvolte nel progetto sono: il Centro di Accoglienza Straordinaria di Vidiciatico, nell’Appennino, che accoglie persone migranti. Marakanda, il Borgo e Easy to live, alcuni dei nostri servizi per persone adulte con disabilità. La nostra cooperativa curerà anche la valutazione di impatto, utilizzando in maniera sperimentale una narrazione attraverso dei podcast.

Inoltre, durante l’esibizione del 17 giugno le danzatrici e i danzatori indosseranno capi creati a mano dalle persone che frequentano il nostro atelier artistico Marakanda. Le creazioni di Marakanda, infatti, hanno catturato lo staff di Nove Punti, che ha deciso di utilizzarle come costumi di scena.

Da gennaio 2023 danzatori, danzatrici, ospiti delle strutture, operatori e operatrici coinvoltә nel progetto condividono momenti di formazione. Qui la formazione è intesa come educazione ai linguaggi del gesto che trascende le barriere fisiche, architettoniche, culturali e come occasione di riflessione sui corpi e sul loro muoversi nello spazio pubblico. Corpi spesso invisibilizzati, che si muovono nello spazio, insieme alla musica.

Eutierra è uno dei tasselli di La città che danza, bando promosso dal Comune di Bologna e finanziato dall’Unione europea.

Persone fotografate di spalle danzano all'interno di uno spazio chiuso con finestre.

Solastagia: smarrimento e trasformazione

“Solastalgia” è un neologismo che indica il sentimento di smarrimento derivante dal senso di impotenza che si prova nei confronti delle trasformazioni di uno spazio intimamente conosciuto. Essa richiede di immaginarci un nuovo modo di relazionarci tra noi e con l’ambiente in cui viviamo: ricercare un luogo adatto a sé all’interno della comunità, un luogo esterno nel quale sentirsi accolte e accolti.

In questa condizione, lo spazio pubblico può rappresentare un’importante risorsa. È qui che la solastalgia si trasforma in Eutierrìa, condizione in cui la connessione si sostituisce allo smarrimento. In questo nuovo status, lo spazio pubblico restituisce relazioni armoniose mettendo le persone al centro di un’esperienza di sentire collettiva.

Al progetto Eutierrìa collaborano, oltre a Open Group e Nove Punti, Compagnia Monica Casadei – Artemis Danza, Tempo Reale, Diverserighe Studio, Zero51 Audiolab.

Lo spettacolo finale si terrà sabato 17 giugno alle 17, all’interno del Festival dei Portici (Piazza dei Servi antistante la chiesa della Madonna dei Servi in Strada Maggiore, Bologna).

Oplà a R2B Skills and Talents

Oplà a R2B

Quest’anno Oplà, la nostra Learning Academy, parteciperà alla diciottesima edizione di Research to Business (R2B), il salone internazionale della ricerca e delle competenze per l’innovazione. L’evento si terrà giovedì 8 e venerdì 9 giugno a Bologna Fiera.

Nella cornice Research to Business, venerdì 9 giugno dalle 10.00 alle 10.50, Anna Rita Cuppini, la nostra direttrice generale, interverrà a Corporate Academy in rete.

Si tratta di un workshop organizzato da ART-ER con l’obiettivo di mettere in luce il ruolo delle Academy aziendali e il loro contributo nella produzione di conoscenza e valore nel territorio in cui operano. In questo contesto racconteremo l’esperienza di Oplà, la Learning Academy di Open Group.

Cosa sono le coporate academy e in che modo contribuiscono a rendere un’azienda attrattiva?
Come si relazionano l’una con l’altra e quanto possono contribuire allo sviluppo di competenze?
Queste sono solo alcune delle domande che guideranno la discussione all’interno del panel Corporate Academy in rete.

Foto durante la presentazione di Oplà. Le persone stanno ascoltando nell'atrio della sede di Open Group: alcune sono in piedi e altre sedute. In primo piano, sulla destra una piccola pianta.

Oplà, la nostra Learning Academy

Oplà, la Open Group Learning Academy,  è il nostro hub del sapere e la prima corporate academy a nascere da una cooperativa sociale.

Abbiamo immaginato un hub per lo sviluppo delle competenze professionali di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del settore dei servizi alla persona: quelli di Open Group, ma anche i professionisti e le professioniste di enti pubblici e privati, imprese sociali e terzo settore.

Dall’infanzia alle famiglie e alla genitorialità, dai e alle giovani alla disabilità, dalle dipendenze alle persone migranti, dalla gestione dei patrimoni culturali all’housing sociale e al disagio adulti, fino dalla normativa, la nostra Oplà prevede un’offerta di corsi differenziati per 10 settori di competenza e per ruoli.
Per i corsi della nostra Academy abbiamo scelto una forma ibrida:
una piattaforma di e-learning dove trovare sempre corsi disponibili o seguire lezioni in streaming; le formazioni in aula per condividere e confrontarsi insieme.

In Oplà offriamo inoltre un’esperienza formativa costruita secondo le caratteristiche e le esigenze di tutte e di tutti: organizzazioni pubbliche, private e non profit.

Ci sto? Affare fatica!, attività estive

Le attività del progetto

Le attività estive Ci sto? Affare fatica! incentivano la socialità, l’apprendimento e lo svolgimento di servizi utili alla comunità. Dal 15 maggio sono aperte le iscrizioni al progetto, rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 19 anni, residenti nei Comuni di Ferrara, Casalecchio di Reno e Bologna (quartiere Navile).

Dal 26 giugno al 21 luglio 2023, le e i giovani saranno coinvoltə dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 in svariate attività all’aperto. Qualche esempio? Pulizia dei centri abitati e delle vie dei quartieri, manutenzione dei parchi giochi, tinteggiatura di giostre e staccionate, cura dei giardini pubblici. Le e gli adolescenti si muoveranno in squadre miste di cinque volontari e volontarie ciascuna; alla guida di ogni team ci sarà unə giovane tutor. Comuni, quartieri, associazioni e scuole del territorio ospiteranno le attività del progetto.

Come riconoscimento del lavoro svolto, ogni partecipante riceverà un “buono fatica” settimanale del valore di 50 euro; il buono settimanale del/della tutor sarà di 100 euro. Le volontarie e i volontari potranno spendere i “buoni fatica” presso attività commerciali del territorio (alimentari, negozi di abbigliamento, cartolerie, palestre e club sportivi, ecc.).

Come iscriversi? Esclusivamente online, utilizzando il sito www.cistoaffarefatica.itÈ obbligatorio indicare le settimane in cui si vorrebbe partecipare al progetto. I candidati e le candidate possono iscriversi alle attività di Ci sto? Affare fatica! solo per il proprio Comune di residenza.

Bambina con maglia rossa, mascherina e guanti neri dipinge una panchina con un pennello

Cerchiamo tutor e tuttofare: ci dai una mano?

Quest’anno abbiamo bisogno di un po’ di aiuto: siamo alla ricerca di alcune e alcuni tutor tra i 22 e i 26 anni e di unə tuttofare!

I e le tutor devono avere un’età età compresa tra i 22 e i 26 anni. Il loro ruolo sarà quello di coordinare i gruppi di ragazze e ragazzi che parteciperanno al progetto. L’impegno richiesto è di una settimana compresa tra il 26 giugno e il 21 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30. Ogni tutor riceverà una formazione iniziale e un “buono fatica” settimanale del valore di 100 euro. Per altre informazione e per iscriverti clicca qui.

Sei invece sei un o una tuttofare e hai voglia di metterti in gioco e di investire del tempo a favore del territorio in cui vivi, Ci sto? Affare fatica! potrebbe fare al caso tuo. Cerchiamo unə tuttofare che abbia voglia di condividere un’attività che conosce e che ama con i ragazzi e con le ragazze, guidandolə in un percorso di scoperta e apprendimento. Come nel caso dei e delle tutor l’impegno richiesto è di una settimana, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30.

Per altre informazioni e per partecipare a Ci sto? Affare fatica! clicca qui.

Itineranti: i percorsi del Museo di Claterna

Itineranti: quanto conosci la storia e i luoghi in cui vivi?

Domenica 28 Maggio dalle 10 alle 13, il Museo della Città Romana di Claterna si anima con Itineranti. Di che cosa si tratta? Di un percorso a piedi, accompagnatə da una guida ambientale escursionistica e da un’archeologa, alla scoperta della leggenda della beata Lucia di Settefonti e del territorio ozzanese.

Con la rassegna Itineranti il Museo della città Romana di Claterna si apre al territorio proponendo itinerari con un formato tutto nuovo che intreccia storia, archeologia e natura. Percorsi a piedi che toccano i punti salienti del comune di Ozzano e rafforzano il legame con la cittadinanza. 

La passeggiata comincia dal Museo della Città Romana di Claterna, dove una breve visita guidata ci introdurrà al tema della giornata. A seguire un percorso a piedi ci porterà alla scoperta del territorio ozzanese tra Età del Ferro, epoca romana e Medioevo.

Camminando, accompagnatə da una guida ambientale escursionistica e da un’archeologa scopriremo le caratteristiche del popolamento nell’entroterra appenninico di Ozzano, analizzeremo le particolarità geologiche del Parco dei Gessi Bolognesi e dei calanchi dell’Abbadessa, racconteremo leggende, episodi e aneddoti sulla Beata Lucia di Settefonti e sui personaggi che hanno fatto la storia di questi luoghi e di questi paesaggi. 

Colline di Cignano Settefonti, una delle tappe dell'itinerario proposto dal Museo. In foto si nota una vasta collina verde con un paio di case sulla tonda cima. Lo sfondo è un vasto cielo blu privo di nuvole.

Modalità di prenotazione e tappe e orari delle attività

Le attività  si svolgeranno domenica 28 maggio dalle 10 alle 13. Il punto di ritrovo è al Museo (Piazza Allende 18, Ozzano dell’Emilia, Bologna) ed è previsto per le 9.45.

Tappe e programma dell’evento:

  • 9.45: ritrovo e accoglienza presso il Museo della Città Romana di Claterna
  • 10.00: visita guidata al Museo di Claterna
  • 10.30: passeggiata dal Museo alla Chiesa di Sant’Andrea
  • 12.45/13: termine dell’evento

Raccomandiamo di indossare abbigliamento adeguato: scarpe da trekking, cappellino e acqua.

E se piove? In caso di forte maltempo, l’itinerario sarà annullato e l’interno evento si svolgerà all’interno del museo.

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria; puoi prenotare il tuo posto compilando il modulo che trovi qui.

Per qualsiasi informazione puoi consultare il sito del Museo – www.museoclaterna.it, scrivere a prenotazioni.museoclaterna@opengroup.eu, oppure contattarci al 334 6301615 nei seguenti giorni:

  • martedì dalle 8.00 alle 9.30;
  • mercoledì dalle 13.00 alle 14.30.

Cos’è il Museo di Claterna

In un contesto accogliente e luminoso il museo si apre ai visitatori e alle visitatrici, guidandolə nel passato: oggetti antichi, disegni ricostruttivi, fotografie e testi si mescolano gli uni agli altri fino a creare un racconto lungo quanto la storia di una città romana della nostra regione: Claterna.

La storia di Claterna è fatta soprattutto di piccoli gesti, quelli degli uomini, delle donne, e di tuttə coloro che l’hanno abitata, vissuta, cambiata e, alla fine, abbandonata.

È il settore Patrimoni culturali di Open Group a curare le visite guidate e i laboratori didattici del Museo della città romana di Claterna.

Dipendenza da gioco d’azzardo, i nostri servizi

“Azzardo: tra illusione e patologia”

Il 22 maggio 2023 dalle 9 alle 13 saremo presenti alla tavola rotonda “Azzardo: tra illusione e patologia”. L’evento avrà luogo nella Sala consiliare del Comune di Casalecchio di Reno (via Dei Mille 9), qui il programma completo della mattinata e gli interventi che saranno presenti. Sarà l’occasione per riflettere sul gioco d’azzardo patologico (GAP), per raccontare l’impatto dell’azzardo sui nostri territori e per condividere risultati, sfide e buone pratiche del contrasto al gioco nei territori dell’Unione dei comuni Valli del Reno Lavino Valsamoggia. 

Ad “Azzardo: tra illusione e patologia” saranno presenti anche la cooperativa Dai Crocicchi, ASC InSieme e AUSL Bologna, realtà con le quali collaboriamo nei progetti GAP dell’area Valli del Reno, Lavino e Valsamoggia. In questo contesto territoriale abbiamo svolto e svolgiamo molteplici attività, in diversi ambiti:

  • ci siamo occupatə della formazione di operatrici e operatori del Terzo settore;
  • abbiamo partecipato a una ricerca sociologica in collaborazione con il dipartimento di sociologia di Bologna, coordinato dal docente Maurizio Bergamaschi. La ricerca indaga quella linea sottile che separa il gaming dal gambling, ovvero i videogiochi dal gioco d’azzardo;
  • abbiamo condotto e continuiamo a condurre incontri di sensibilizzazione nelle scuole.

Matita nera appuntita posta a metà di un quaderno bianco, vuoto, tutto su sfondo nero. Il quaderno non ha nè righe nè quadretti ed è aperto completamente.

Il nostro impegno nelle dipendenze da gioco d’azzardo

Nel nostro lavoro a sostegno delle persone con una dipendenza da gioco d’azzardo offriamo counseling sui temi del GAP e organizziamo gruppi d’ascolto e colloqui individuali nei territori di Bologna e provincia, di Forlì e di San Lazzaro.

I nostri operatori e le nostre operatrici utilizzano un approccio non giudicante e di ascolto della persona. Nei gruppi psicoeducativi lavoriamo sulla consapevolezza dei giocatori e delle giocatrici, proponendo attività che le e li invitino a condividere le proprie esperienze e che ci permettano di scardinare quelle condizioni che hanno portato le persone del gruppo nel mondo del gioco d’azzardo.

A Bologna siamo presenti con Free GAP, a Forlì lavoriamo in collaborazione con AUSL Romagna, mentre a San Lazzaro svolgiamo la nostra attività a stretto contatto con l’AUSL, soprattutto negli ambienti scolastici.

I nostri target demografici variano a seconda del territorio e vengono definiti a seguito di una ricerca approfondita. In alcuni luoghi ci concentriamo principalmente su cittadini e cittadine più anzianə, mentre in altri ci rivolgiamo agli e alle adolescenti alle prese con il mondo dell’Internet.

Il nostro approccio e le attività organizzate

Tra le attività che proponiamo nel nostro lavoro nell’ambito del gioco d’azzardo, una delle più funzionali e innovative è il Diario del craving. Si tratta di un progetto di co-costruzione dell’esperienza di gioco: all’interno di un diario le giocatrici e i giocatori descrivono le condizioni che le e li fanno sentire più sensibili ed espostə al gioco (stato mentale, condizione economica, compagnia, eccetera). Durante i gruppi di ascolto queste testimonianze vengono condivise con le altre e con gli altri partecipanti. Alla condivisione segue un momento di riflessione e scambio con tutto il gruppo: chiunque se la senta può raccontare le sue sensazioni durante la lettura e condividere un pensiero. In questo modo si costruiscono reti, si dà forma un’esperienza collettiva, si fa in modo che nessunə si senta solə o abbandonatə nel proprio percorso.

Il digital coaching nella disabilità

La figura del/della Digital Coach

I e le Digital Coach aiutano le persone con disabilità a far emergere le proprie potenzialità, passioni e competenze tramite l’utilizzo di un supporto digitale. L’obiettivo del loro lavoro, basato sul dialogo e sull’implementazione di una serie di attività, è facilitare o migliorare l’autonomia della persona. Lavorare sull’autonomia significa mettere le persone in una condizione di maggiore autodeterminazione, anche nell’ottica di una possibile vita indipendente.

All’interno della nostra cooperativa sono presenti un totale di 10 Digital Coach, attivә in diversi centri: Marakanda, Maieutica, Montebello, Il Borgo, Gruppo Verde e Easy to live.

La pandemia, dalle stanze digitali a quelle multisensoriali

Le stanze digitali sono nate nel periodo di lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19. Come funzionavano, esattamente? Gli e le ospiti dei nostri centri che accolgono persone con disabilità, insieme alle loro famiglie, partecipavano a momenti di socialità tramite videochiamata e interagivano con persone di altre strutture e con ə nostrə Digital Coach. L’obiettivo delle stanze digitali era ed è quello di ridurre le distanze e mantenere vive le relazioni attraverso proposte operative: laboratori artistici, letture, quiz, tutorial, lezioni di attività motoria, spazi di confronto rispetto alle proprie emozioni. Durante questo periodo ə utenti hanno anche potuto utilizzare Q Diary, un diario digitale nel quale condividere esperienze, sensazioni e momenti significativi della propria quotidianità.

In seguito al lockdown è emersa l’esigenza di sperimentarsi e di sperimentare il sé, il mondo e la socialità in modi alternativi. È proprio da questo bisogno, da questa urgenza, che è nata la stanza multisensoriale o stanza Snoezelen nel nostro centro diurno per disabili di Borgonuovo.

La stanza Snoezelen è un ambiente multisensoriale fornito di stimoli controllabili e modulabili.  Si tratta di un ambiente controllato: un’oasi dove sentirsi al sicuro, un luogo privo di minacce,  uno spazio in cui vivere un’esperienza totale, un’esperienza rivolta alla persona nella sua globalità. Il metoodo Snoezelen lavora con i sensi primari, e attraverso questi ambisce a nutrire il processo di significazione e di conoscenza del sé. Effetti di luce, suoni, gusti, odori, forme, oggetti e superfici diventano così parte di un vero e proprio approccio riabilitativo.

Foto della stanza multisensorisale nel centro di Borgonuovo. La stanza è buia, illuminata da luci secondarie blu e rosse provenienti da lampade e proiettori. Al centro è vuota e ai lati sono presenti lampade e divani.

In cosa consiste il lavoro di Digital Coach?

Il rapporto tra il o la Digital Coach e la persona con disabilità si sviluppa in tre fasi. Ognuna di questa ambisce a a semplificare, o a rendere possibili, delle azioni ritenute importanti nella quotidianità della persona stessa. Fare la spesa in autonomia, ordinare la colazione al bar e comunicare i propri bisogni efficacemente sono solo alcuni esempi di azioni che si possono affrontare nel percorso di digital coaching.

  • Osservazione: tramite il dialogo e un progetto educativo costruito sui bisogni della persona, l’operatore o l’operatrice intercettano le capacità, le attitudini e le passioni della persona. L’educatorə digitale sviluppa il percorso di alfabetizzazione digitale dando centralità a tutti questi aspetti. Dopo la fase di osservazione, il o la Digital Coach presenta alla persona alcuni strumenti digitale.
  • Valutazione delle preferenze: a questo punto lə Coach individua tool, app, software e dispositivi accessibili e utili alla persona. Nel caso di una persona non verbale, per esempio, è molto frequente l’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), un approccio alternativa alla comunicazione verbale che aiuta la persona a esprimersi in modo più efficace nella propria quotidianità. Esistono diversi tipi di app e di software per la CAA. Symwriter, ad esempio, utilizza il CAA per agevolare la lettura di libri attraverso l’utilizzo delle immagini; Let me talk, invece, si basa su elementi grafici che vengono letti ad alta voce da un’intelligenza artificiale, così da aiutare la persona non verbale a esprimere le sue necessità o i suoi pensieri più chiaramente.
  • Progettazione e monitoraggio: nella progettazione di ogni percorso di digital coaching è fondamentale stabilire obiettivi raggiungibili e utili. Durante la fase di monitoraggio, ə educatorə valutano i progressi e stabiliscono nuovi obiettivi.

Alla base del lavoro di ogni Digital Coach ci sono la coesione del team e la condivisione di informazioni, esperienze e buone pratiche. Condividere le sfide e i risultati di ogni percorso aiuta operatrici e operatori a crescere sempre di più a a costruire percorsi che possano davvero fare la differenza.

La nostra mediazione nelle aree Rom e Sinti

La nostra mediazione nelle aree di sosta Rom e Sinti

I progetti che realizziamo nelle e con le comunità Rom e Sinti hanno l’obiettivo di favorirne il sostegno e inclusione. Vogliamo rendere le persone protagoniste dei processi decisionali e delle politiche che le riguardano, favorendo l’integrazione tra la comunità cittadina e comunità Rom e Sinti.

Con le nostre azioni combattiamo la dispersione scolastica e favoriamo i processi di inclusione costruendo e rafforzando la rete dei servizi rivolti all’infanzia. Aiutiamo gli e le insegnanti nella costruzione di un contesto accogliente, coinvolgendo in questo percorso alcune persone che vivono nelle aree sosta della città.

Le microaree Rom e Sinti nelle quali siamo attivə si trovano nei territori di Bologna, San Lazzaro e Modena. Sul territorio di Bologna svolgiamo il nostro servizio di mediazione in quattro microaree insieme alle operatrici e agli operatori di Società Dolce.

Anche a San Lazzaro siano presenti in quattro microaree Rom e Sinti: Campo Toma Forella, l’area via Jussi e gli appartamenti Ex Zanella ed Ex Tomba Forella.

Due educatori, Oussama e Armando, che si occupano di mediazione nelle microaree Rom e Sinti di Modena. Di fianco a loro c'è una nostra assistente sociale, i tre lavorano insieme nel modenese. Armando, a sinistra è vestito di nero e porta con sè una chitarra acustica, Oussama, al centro sta parlando e l'assistente social, sulla sinistra, lo ascolta.

In che cosa consiste il lavoro di mediazione?

Le nostre équipe di educatori ed educatrici si occupa della mediazione tra le comunità Rom e Sinti e le realtà del territorio (scuole, enti pubblici, Comune, servizi sanitari). Le mediatrici e i mediatori si occupano anche di:  

  • seguire il percorso di inserimento abitativo della comunità negli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, affiancando i nuclei fino al raggiungimento dell’autonomia. Tra gli aspetti di cui ci occupiamo ci sono: il supporto all’allaccio delle utenze, l’accompagnamento alla firma di un contratto d’affitto, l’affiancamento nel processo di pagamento delle bollette e dell’affitto;
  • accompagnare i membri delle comunità nell’utilizzo dei servizi sanitari e scolastici. Questa azione è svolta nel contesto del “Progetto nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti” (RSC PON), nel quale siamo attivə dal 2014. Il progetto è promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel quadro delle azioni del PON “Inclusione” 2014-2020 ed è realizzato in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e con il Ministero della salute. La nostra metodologia di lavoro nell’ambito dell’integrazione scolastica dei bambini e delle bambine Rom e Sinti include il cooperative learning, il learning by doing e attività laboratoriali dirette all’interno nucleo classe;
  • organizzare attività laboratoriali estive per piccoli e piccole all’interno delle aree di sosta: laboratori di musica, danza hip hop, giocoleria, di marionette e circle drum. ​​Anche quest’attività è svolta all’interno del progetto PON-RSC;
  • promuovere momenti di incontro con istituzioni e scuole all’interno delle microaree. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra la comunità Rom e Sinti e il mondo esterno, favorendo così scambi tra culture.

Il progetto TRACER

Open Group partecipa anche al progetto TRACER, iniziativa europea che coinvolge gruppi di adolescenti e giovani adulti e adulte, rom e non, di tre diverse nazioni (Italia, Polonia e Portogallo). L’obiettivo di TRACER è duplice: da un lato sensibilizzare sul tema del Porrajmos, il genocidio della popolazione Rom; dall’altro attivare un percorso di cittadinanza attiva a livello europeo, utilizzando anche l’arte tra i suoi strumenti.

Giorgio e Annabella, fratello e sorella Sinti che hanno partecipato al progetto TRACER. Sono seduti su un divano rosso con i cuscini grigi e stanno svolgendo un'intervista con gli operatori della nostra agenzia di comunicazione Be Open.